Aggiornato al 17 agosto 2026.
Questo è un esempio completo di business plan per Resto al Sud 2.0 costruito sul Piano di impresa ufficiale che Invitalia mette a disposizione per le società che richiedono il contributo. Il caso è interamente didattico: mostra come collegare competenze dei soci, idea di business, investimenti, ricavi, costi, fonti finanziarie e scenari senza inventare dati personali o documentali.
Invitalia chiama il documento “Piano di impresa”. Per il contributo il Piano di impresa rientra nella modulistica della domanda; la pagina ufficiale indica che gli allegati vanno scaricati, compilati, firmati digitalmente e caricati in piattaforma. Consulta la modulistica contributo ufficiale.
Attenzione: esempio, non progetto approvato
SudLab Digital S.r.l. è una società di fantasia. Prezzi, volumi, costi, profili professionali e importi non sono dati medi di mercato né valori suggeriti da Invitalia. I campi anagrafici, fiscali, bancari, autorizzativi e le dichiarazioni sostitutive devono essere compilati solo con dati reali e verificabili.
Per requisiti, territori, attività ammesse, spese e differenze tra voucher e contributo puoi partire dalla nostra guida completa a Resto al Sud 2.0. In questa pagina ci concentriamo invece sulla compilazione pratica del Piano di impresa e della domanda di contributo.
Se stai preparando un progetto reale, puoi usare Bsness.ai per bandi e agevolazioni per raccogliere le informazioni e organizzare le risposte prima di trasferirle nella modulistica ufficiale.
Indice dell’esempio compilato
- Il caso simulato in sintesi
- Cosa chiede il Piano di impresa ufficiale
- A. Iniziativa economica
- B. Profilo del soggetto proponente
- C. Attività proposta
- D. Sostenibilità tecnico-economica
- Domanda di contributo: programma di spesa, contributo e conto
- DSAN e dati che non vanno inventati
- Controllo di coerenza prima dell’invio
- FAQ sull’esempio di business plan Resto al Sud 2.0
Il caso simulato: SudLab Digital S.r.l.
Per rendere leggibili tutti i campi utilizziamo una società immaginaria con sede a Bari che offre servizi di marketing digitale e produzione di contenuti a piccole e medie imprese. La scelta del settore serve soltanto a costruire un esempio sufficientemente concreto: non significa che questo sia il progetto ideale o più facilmente finanziabile.
| Elemento | Ipotesi del caso |
|---|---|
| Denominazione | SudLab Digital S.r.l. (nome di fantasia) |
| Forma giuridica | S.r.l. con due soci persone fisiche operative |
| Quote | Socio A 55%; Socio B 45% |
| Sede operativa | Bari, Puglia; locale in locazione di circa 110 mq |
| Attività | Marketing digitale, campagne, produzione foto-video e strumenti web per PMI |
| ATECO principale | 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari |
| Investimento agevolabile | 100.000 € |
| Contributo simulato | 75.000 € |
| Mezzi propri complessivi | 45.000 €: 25.000 € per cofinanziamento + 20.000 € per capitale circolante |
| Linea breve | 25.000 € come presidio temporaneo per IVA e timing |
| Ricavi a regime | 223.800 € nell’Anno 3 |
| Costi monetari a regime | 160.200 € nell’Anno 3 |
Il codice ATECO 73.11.02 è presente nella classificazione ATECO 2025 di Istat. In una domanda reale il codice va comunque verificato sulla base dell’attività effettivamente esercitata e della sua classificazione amministrativa. Fonte Istat.

Cosa chiede il Piano di impresa ufficiale
Il format “Società” analizzato non è un bilancio previsionale completo da riempire con decine di prospetti contabili. Chiede però informazioni che devono essere tra loro coerenti. In particolare, il documento conduce il proponente dall’identità dell’iniziativa fino alla verifica della sostenibilità tecnico-economica.
| Sezione | Cosa viene richiesto | Come la trattiamo nell’esempio |
|---|---|---|
| A. Iniziativa economica | Società, legale rappresentante e sede | Dati del progetto; identificativi personali lasciati come placeholder |
| B. Profilo del soggetto proponente | Studi, qualifiche ed esperienze dei soci | Profili simulati coerenti con marketing e produzione digitale |
| C. Attività proposta | Progetto, sede operativa, organizzazione, permessi, mercato e strategia | Risposte narrative complete |
| D. Sostenibilità tecnico-economica | Investimenti, coperture, tempi, costi a regime, ostacoli e azioni correttive | Modello economico, cronoprogramma e scenario prudenziale |
Questo è un punto importante: il modulo qualitativo e i numeri non possono essere preparati separatamente. Se il testo promette quattro postazioni professionali, uno studio foto-video e un portale cliente, il programma di investimento deve finanziare risorse coerenti. Se si dichiarano 223.800 euro di ricavi a regime, bisogna poter spiegare da quali prezzi e volumi derivano.
A. Iniziativa economica: esempio di compilazione
A.1 Soggetto proponente
Nel nostro esempio la denominazione è SudLab Digital S.r.l. e la forma giuridica è società a responsabilità limitata. La Partita IVA non viene inventata: nel modello pubblico indicheremmo semplicemente [P.IVA da inserire], perché deve corrispondere al dato reale della società.
A.2 Legale rappresentante
Anche cognome, nome, genere, luogo e data di nascita e codice fiscale restano placeholder. Possiamo invece stabilire il ruolo: il Socio A, titolare del 55% e responsabile dell’area commerciale e performance, è assunto come legale rappresentante nel caso didattico. Nella domanda reale questi campi vanno compilati esclusivamente con i dati anagrafici risultanti dai documenti.
A.3 Sede legale
La simulazione colloca la sede in Italia, Regione Puglia, provincia e comune di Bari. Indirizzo, civico e CAP restano da sostituire con quelli effettivi. Questa separazione tra dati di scenario e identificativi reali evita un errore frequente negli esempi online: presentare codici fiscali, indirizzi o numeri di registro inventati come se fossero utilizzabili.
B. Profilo del soggetto proponente: studi ed esperienze
Il format chiede di collegare il percorso formativo e professionale dei soci all’iniziativa. L’obiettivo dell’esempio non è costruire curriculum “perfetti”, ma mostrare come rendere evidente la coerenza tra competenze e attività.
Socio A: marketing, gestione e performance
| Voce | Esempio |
|---|---|
| Titolo di studio | Laurea triennale in area economico-aziendale, percorso simulato |
| Competenze | Marketing, budgeting, organizzazione aziendale e lettura KPI |
| Corso specialistico | Digital marketing, advertising e web analytics, percorso simulato |
| Esperienza 1 | Tirocinio in agenzia digitale come junior marketing assistant |
| Esperienza 2 | Digital account / performance specialist con gestione di PMI, preventivi, budget campagne e KPI |
Socio B: comunicazione e produzione foto-video
| Voce | Esempio |
|---|---|
| Titolo di studio | Laurea triennale in area comunicazione/media, percorso simulato |
| Competenze | Comunicazione digitale, progettazione contenuti e linguaggi audiovisivi |
| Corso specialistico | Fotografia, video production e post-produzione, percorso simulato |
| Esperienza 1 | Assistente di produzione in uno studio di contenuti |
| Esperienza 2 | Content producer / videomaker con pianificazione set, riprese, montaggio e coordinamento freelance |
Come adattare questa sezione
Nella domanda reale non copiare i profili dell’esempio. Inserisci solo titoli, corsi, periodi, datori di lavoro e mansioni realmente documentabili. La qualità della risposta nasce dal collegamento tra esperienza effettiva e compiti che il socio svolgerà nel progetto.
C. Attività proposta: esempio compilato
C.1 Progetto di autoimpiego
Esempio di risposta: SudLab Digital S.r.l. nasce dall’integrazione delle competenze dei due soci: il Socio A ha maturato esperienza nella gestione di clienti PMI, nelle campagne digitali e nella misurazione dei risultati; il Socio B ha sviluppato competenze operative nella produzione fotografica e video e nella post-produzione. L’obiettivo è trasformare queste competenze in un’attività stabile e organizzata che offra alle piccole e medie imprese un unico interlocutore per strategia digitale, campagne, produzione di contenuti e strumenti web.
Il progetto assume un avvio prudente. Il primo anno è considerato una fase di acquisizione clienti e costruzione del portafoglio, non un esercizio già a pieno regime. L’offerta combina ricavi ricorrenti – gestione digitale e performance advertising – con commesse per produzione foto-video e sviluppo di siti, landing page e analytics.
C.2 Sede operativa
Esempio di risposta: la sede operativa prevista è un locale in locazione di circa 110 mq a Bari, con quattro postazioni operative, spazio riunioni/clienti, area dedicata alla produzione foto-video con trattamento acustico e illuminazione tecnica, deposito e servizi. Non è un punto vendita aperto al pubblico, ma un centro operativo per produzione, gestione delle commesse e incontri programmati.
Il posizionamento iniziale è rivolto alle PMI del commercio, dei servizi e del turismo in Puglia, con possibilità di servire clienti fuori regione per le attività erogabili da remoto. Nel caso reale la descrizione della sede deve essere coerente con il contratto, gli spazi disponibili e le eventuali pratiche amministrative.
C.3 Organizzazione interna
Esempio di risposta: il Socio A presidia sviluppo commerciale, account, campagne, budgeting media, reportistica e KPI. Il Socio B presidia produzione foto-video, coordinamento creativo, post-produzione, studio e standard qualitativi. Nel primo anno viene inserito gradualmente un junior digital specialist; sviluppo web complesso, motion graphics e picchi di produzione vengono affidati a collaboratori esterni selezionati per portfolio, competenze, affidabilità, tempi e prezzo.
C.3.2 Permessi e abilitazioni
Nel caso simulato non assumiamo una professione regolamentata. Non dichiariamo però che “non serve nulla”: prima dell’avvio devono essere verificati gli adempimenti effettivamente applicabili a società, sede, lavori e organizzazione. Per questo il campo viene trattato con una risposta prudente: iter e pratiche vanno verificati sulla situazione reale, senza inventare SCIA, autorizzazioni o titoli edilizi.
C.4 Idea di business, mercato e strategia commerciale
Esempio di risposta: il progetto si rivolge a PMI che devono presidiare con continuità canali digitali e campagne ma non dispongono di un team interno completo. Il bacino iniziale è Bari e la Puglia; i segmenti prioritari della simulazione sono commercio, servizi professionali, turismo e piccole strutture ricettive.
| Linea di servizio | Prezzo medio simulato | Volumi a regime | Ricavi Anno 3 |
|---|---|---|---|
| Gestione digitale/social | 900 €/mese | 10 clienti medi | 108.000 € |
| Performance advertising | 650 €/mese | 6 clienti medi | 46.800 € |
| Produzione foto/video | 1.200 €/pacchetto | 30 pacchetti | 36.000 € |
| Siti, landing e analytics | 3.300 €/progetto | 10 progetti | 33.000 € |
| Totale | 223.800 € |
Questi prezzi e volumi sono stati scelti per creare un modello internamente coerente; non sono medie di mercato. In una domanda reale devono essere sostenuti da analisi commerciale, preventivi, contatti, pipeline, benchmark e caratteristiche specifiche del progetto.
Vuoi costruire le risposte partendo dal tuo progetto? La sezione Bandi e agevolazioni di Bsness.ai può aiutarti a organizzare le informazioni e sviluppare le risposte. Il risultato va sempre confrontato con la modulistica ufficiale vigente prima dell’invio.
D. Sostenibilità tecnico-economica: numeri coerenti con le risposte
D.1 Programma di investimento
Il programma agevolabile è pari a 100.000 euro. La simulazione utilizza le macro-voci previste dalla modulistica contributo e le collega direttamente alla capacità produttiva descritta nella sezione C.
| Macrovoce | Importo | Cosa comprende nel caso |
|---|---|---|
| Opere edili | 15.000 € | Rete dati, partizioni/trattamento acustico, finiture e illuminazione |
| Macchinari, attrezzature e arredi | 60.000 € | Workstation, camere/ottiche, audio-luci, NAS, arredi, networking, dispositivi e supporti |
| Programmi informatici e ICT | 18.000 € | CRM/project management, portale cliente, analytics e licenze iniziali |
| Immobilizzazioni immateriali | 7.000 € | Visual/digital brand, naming, marchio e manuale identità |
| Consulenze ETS | 0 € | Non utilizzate nel caso |
| Totale | 100.000 € | Programma di investimento simulato |
Le categorie sono coerenti con le spese ammissibili pubblicate da Invitalia. Per il contributo, le opere edili sono ammesse entro il 50% delle spese ammesse; nel nostro caso pesano il 15%. Sono inoltre previste attrezzature nuove, software/ICT e specifiche immobilizzazioni immateriali. Le spese escluse – tra cui personale, utenze e locazioni – non vengono inserite nel programma agevolabile.

Fonti di copertura e fabbisogno di liquidità
Per un programma di 100.000 euro, l’esempio utilizza la percentuale ufficiale del 75% a fondo perduto prevista per i programmi fino a 120.000 euro. Il contributo simulato è quindi 75.000 euro. Fonte: Invitalia – Agevolazioni.
| Fonte/impiego | Importo | Lettura |
|---|---|---|
| Investimento agevolabile | 100.000 € | Spese del programma |
| Contributo | 75.000 € | 75% del programma |
| Mezzi propri per investimento | 25.000 € | Quota non coperta dal contributo |
| Capitale circolante iniziale | 20.000 € | Mezzi propri aggiuntivi, fuori dal programma agevolabile |
| Mezzi propri complessivi | 45.000 € | 25.000 + 20.000 |
| Linea breve | fino a 25.000 € | Presidio temporaneo per IVA recuperabile e disallineamenti di cassa; non fonte strutturale |
La distinzione è fondamentale: il contributo copre una percentuale delle spese ammesse, ma l’impresa deve comunque sostenere la quota non agevolata e organizzare la liquidità necessaria per IVA, costi di avvio e tempi di erogazione. Nel caso è ipotizzato anche un versamento di 10.000 euro sul conto; questo importo è già compreso nei 45.000 euro di mezzi propri e non viene contato due volte.
D.2 Cronoprogramma
| Periodo | Attività principale |
|---|---|
| Mese 1 | Verifiche sulla sede, adempimenti applicabili, preventivi e pianificazione ordini |
| Mesi 2-3 | Adeguamenti della sede, infrastruttura IT e ordini principali |
| Mesi 3-4 | Consegna/installazione hardware e avvio configurazione software |
| Mesi 4-5 | Collaudi, workflow, materiali dimostrativi e avvio commerciale |
| Mesi 5-6 | Prime commesse strutturate e servizi ricorrenti |
| Mesi 6-8 | Completamento investimenti, consolidamento processi e inserimento graduale del junior |
Il cronoprogramma non serve soltanto a elencare acquisti: deve spiegare quando il progetto diventa capace di produrre ricavi. Per questo il modello prevede 99.900 euro di ricavi nel primo anno, 169.800 nel secondo e 223.800 nell’anno di regime.
D.3 Costi di esercizio e profittabilità a regime
| Voce | Anno 3 / regime |
|---|---|
| Compensi soci operativi/amministratori | 48.000 € |
| Personale | 34.000 € |
| Collaboratori | 12.000 € |
| Software e hosting | 12.000 € |
| Affitto | 14.400 € |
| Utenze e connettività | 4.800 € |
| Marketing | 12.000 € |
| Amministrazione e assicurazioni | 7.000 € |
| Materiali di consumo | 6.000 € |
| Trasferte | 5.000 € |
| Manutenzioni e altri costi | 5.000 € |
| Totale costi monetari | 160.200 € |
Con ricavi a regime pari a 223.800 euro, i costi monetari di 160.200 euro producono un EBITDA gestionale di 63.600 euro. Sottraendo 20.000 euro di ammortamenti gestionali, l’EBIT simulato è 43.600 euro. Il margine EBITDA è circa il 28,4%, ma è il risultato delle nostre ipotesi e non un benchmark del settore.
Abbiamo volutamente evitato di costruire un caso “perfetto” dal primo anno: nell’Anno 1 l’EBITDA è leggermente negativo (-4.300 euro), nell’Anno 2 sale a 27.600 euro e nell’Anno 3 arriva a 63.600 euro. La storia economica è quindi coerente con un vero periodo di ramp-up.

D.4 Ostacoli, scenario prudenziale e azioni correttive
Il Piano di impresa chiede di ragionare anche sugli ostacoli. Nel nostro caso lo scenario prudenziale riduce del 20% i ricavi dell’Anno 3: da 223.800 a 179.040 euro. Con una quota di costi variabili semplificata al 14%, l’EBITDA resta intorno a 25.100 euro e l’EBIT a circa 5.100 euro.
| Rischio | Azione correttiva esemplificativa |
|---|---|
| Acquisizione clienti più lenta | Ridurre collaborazioni esterne e marketing discrezionale; priorità ai contratti ricorrenti |
| Pressione sui prezzi | Rivedere mix clienti e pacchetti; maggiore peso ai servizi con margine migliore |
| Ritardo nell’entrata a regime | Posticipare assunzioni e usare i soci operativi/freelancer a commessa |
| Ritardo nelle forniture | Ordini per lotti e fornitori alternativi per gli asset essenziali |
| Tensione di liquidità | Monitoraggio settimanale, riserva per IVA/cofinanziamento e corretta gestione del conto |
Un buon scenario alternativo non deve dimostrare che “andrà tutto bene”: deve mostrare che i rischi sono stati identificati, quantificati quando possibile e collegati a decisioni operative plausibili.
Domanda di contributo: come il Piano si traduce nei campi
Il fac-simile della domanda di contributo per ditta individuale/società aggiunge ai contenuti del Piano di impresa i dati anagrafici e societari, la struttura delle quote, l’ATECO, la sede, il programma di spesa, l’importo del contributo e i dati del conto corrente.
Programma di spesa nella domanda
| Macrovoce | Importo richiesto | IVA 22% solo per simulazione di liquidità |
|---|---|---|
| Opere edili | 15.000 € | 3.300 € |
| Macchinari, impianti, attrezzature e arredi | 60.000 € | 13.200 € |
| Programmi informatici e servizi ICT | 18.000 € | 3.960 € |
| Immobilizzazioni immateriali | 7.000 € | 1.540 € |
| Consulenze ETS | 0 € | 0 € |
| Totale | 100.000 € | 22.000 € |
L’IVA al 22% è inserita soltanto per simulare un possibile fabbisogno temporaneo di cassa. Non significa che tutte le fatture del progetto abbiano necessariamente quella aliquota. Nella domanda reale i valori devono derivare dai preventivi e dalla situazione fiscale effettiva.
Contributo richiesto
Il campo “importo contributo richiesto” viene valorizzato nell’esempio con 75.000 euro, coerenti sia con il programma di 100.000 euro sia con l’aliquota del 75%. Se l’importo del programma cambia, anche questa cifra deve essere ricalcolata secondo la fascia applicabile.
Dati bancari
| Campo | Esempio |
|---|---|
| Tipologia conto | Conto corrente vincolato – ipotesi didattica |
| Intestatario | SudLab Digital S.r.l. |
| Banca | [BANCA DA INSERIRE] |
| IBAN | [IBAN DA INSERIRE] |
| Importo già versato | 10.000 € – compreso nei mezzi propri già indicati |
Per erogazione, conto e SAL abbiamo usato le regole operative e le FAQ correnti come riferimento, ma la scelta concreta va verificata al momento della domanda e della fase post-concessione. Consulta le FAQ Invitalia su tutoraggio e attuazione.
DSAN e dati che non vanno mai inventati
Nel pacchetto ufficiale per le società sono presenti diverse dichiarazioni sostitutive. La pagina della modulistica contributo ricorda, tra l’altro, le DSAN sui requisiti soggettivi e sull’iniziativa economica e richiede documentazione identificativa e societaria. Questi documenti non sono una parte “creativa” del business plan: devono fotografare la situazione reale.
- Partita IVA, codice fiscale, REA e date societarie: usare esclusivamente dati ufficiali;
- dati anagrafici dei soci: ricavarli dai documenti reali;
- requisiti soggettivi: dichiararli solo se effettivamente posseduti;
- casellario e procedure concorsuali: nessuna simulazione può sostituire la dichiarazione personale;
- aiuti e de minimis: verificare la posizione effettiva dell’impresa/proponenti;
- autorizzazioni e permessi: non dichiarare pratiche concluse se non lo sono;
- titolare effettivo: nel caso simulato entrambi i soci superano il 25% del capitale, ma nella domanda reale va applicato il criterio previsto dalla DSAN e dal format dinamico.
La pagina ufficiale della modulistica contributo elenca gli allegati da scaricare e caricare in piattaforma e ricorda anche, per le società, il caricamento delle due DSAN relative ai requisiti.
Controllo di coerenza prima dell’invio
Il vantaggio principale di costruire prima il modello economico è poter eseguire un controllo incrociato. Nel nostro caso i valori riportati nel Piano di impresa e quelli della domanda coincidono.
| Controllo | Valore | Esito |
|---|---|---|
| Quote soci | 55% + 45% | OK |
| Programma investimento | 100.000 € | OK |
| Contributo richiesto | 75.000 € | OK |
| Quota investimento con mezzi propri | 25.000 € | OK |
| Capitale circolante aggiuntivo | 20.000 € | OK |
| Mezzi propri complessivi | 45.000 € | OK |
| Ricavi a regime | 223.800 € | OK |
| Costi monetari a regime | 160.200 € | OK |
| EBITDA a regime | 63.600 € | OK |
| Scenario prudenziale | 179.040 € ricavi; EBITDA ≈25.100 € | OK |
Controllo decisivo
Se cambi un investimento, una fonte finanziaria, un prezzo o un volume, rileggi anche le sezioni narrative. Un Piano di impresa credibile non è una raccolta di risposte indipendenti: racconta lo stesso progetto con parole e numeri coerenti.
Come adattare questo esempio al tuo progetto
- parti dai tuoi soci e dalle competenze reali, non dal testo dell’esempio;
- costruisci gli investimenti prima dei ricavi: ogni acquisto deve avere una funzione operativa;
- calcola i ricavi con prezzi × volumi, spiegando come raggiungi quei volumi;
- inserisci tutti i costi, compresa una remunerazione realistica del lavoro dei soci quando appropriato;
- separa quota non agevolata e capitale circolante;
- prepara uno scenario prudenziale e stabilisci in anticipo quali costi o tempi puoi modificare;
- usa la modulistica aggiornata: una pagina di esempio non sostituisce mai il format vigente.
Per lavorare sulle risposte puoi usare Bsness.ai per bandi e agevolazioni: la webapp può aiutarti a raccogliere le informazioni del tuo progetto e a strutturare le risposte. Prima dell’invio confronta sempre quanto prodotto con domanda, Piano di impresa, DSAN e allegati ufficiali correnti.
Errori da evitare nel business plan Resto al Sud 2.0
- copiare un business plan generico: il format ufficiale ha domande precise;
- inventare curriculum o qualifiche: i percorsi devono essere reali e documentabili;
- usare ricavi “a forfait”: meglio mostrare prezzi e volumi;
- confondere spese agevolabili e costi di gestione: personale, utenze e locazioni non diventano investimenti solo perché sono necessari;
- dimenticare la quota non coperta dal contributo: il 75% non elimina il fabbisogno proprio;
- ignorare IVA e tempi di cassa: anche un progetto redditizio può avere tensioni finanziarie;
- compilare le DSAN come fossero testi commerciali: sono dichiarazioni che devono corrispondere alla realtà;
- presentare uno scenario ottimistico senza rischi: il format chiede espressamente ostacoli e azioni correttive.
Domande frequenti sull’esempio Resto al Sud 2.0
Il business plan è obbligatorio per Resto al Sud 2.0?
Per il contributo, la modulistica ufficiale include il Piano di impresa tra gli allegati da compilare, firmare digitalmente e caricare in piattaforma. Per il percorso voucher la tempistica del Piano di impresa è diversa: Invitalia lo richiede ai progetti ammessi nella fase post-concessione. Fonte Invitalia.
Posso copiare le risposte di SudLab Digital?
No. Il caso serve per capire struttura e metodo. Curriculum, mercato, clienti, prezzi, investimenti, sede e autorizzazioni devono descrivere il tuo progetto reale.
Il contributo è sempre il 75%?
No. La misura prevede il 75% per programmi fino a 120.000 euro e il 70% per programmi compresi tra 120.000 e 200.000 euro. Esiste inoltre il voucher con regole proprie. Verifica gli importi aggiornati su Invitalia.
Nel Piano di impresa devo inserire un bilancio previsionale completo?
Nel format Società che abbiamo analizzato non compare un bilancio previsionale civilistico completo. La sezione D richiede però informazioni economiche sufficienti a dimostrare la coerenza di investimenti, fonti di copertura, tempi, costi a regime, profittabilità e scenari. Per questo abbiamo costruito un modello economico interno prima di scrivere le risposte.
Devo allegare preventivi?
Le FAQ Invitalia precisano che i preventivi non sono necessari per presentare la domanda, ma ne raccomandano l’invio come documentazione opzionale a supporto della valutazione. Prima dell’invio verifica comunque la modulistica contributo e le FAQ aggiornate.
Posso inserire personale, affitto e utenze nel programma di investimento?
No, nella pagina attuale delle spese ammissibili Invitalia elenca personale, utenze e locazioni tra le spese escluse dal programma agevolabile. Possono naturalmente essere costi reali dell’impresa e devono entrare nell’analisi di sostenibilità. Fonte Invitalia.
Perché avete previsto 45.000 euro di mezzi propri se l’investimento non coperto è 25.000?
Perché i 25.000 euro coprono soltanto la quota del programma di investimento non finanziata dal contributo. Abbiamo aggiunto 20.000 euro di capitale circolante iniziale per costi di avvio e ramp-up. È una scelta prudenziale della simulazione, non un importo imposto da Invitalia.
L’esempio garantisce che una domanda venga approvata?
No. L’esempio mostra un metodo di compilazione coerente. L’ammissibilità e la valutazione dipendono dalla domanda reale, dai requisiti, dai documenti, dalla qualità del progetto e dalle regole vigenti al momento della presentazione.
Fonti e metodologia
L’esempio è stato costruito confrontando il Piano di impresa – Società, il fac-simile della domanda contributo e le DSAN presenti nella modulistica ufficiale scaricata il 17 agosto 2026, con un modello economico proprietario Bsness.com creato appositamente per verificare coerenza tra investimenti, ricavi, costi, fonti e scenario prudenziale.
- Invitalia – Resto al Sud 2.0
- Invitalia – Modulistica contributo
- Invitalia – Agevolazioni
- Invitalia – Spese ammissibili
- Invitalia – FAQ istruttoria
- Invitalia – FAQ tutoraggio e attuazione
- Invitalia – Normativa
- Istat – Struttura ATECO 2025
Limite dell’esempio: non sostituisce preventivi, verifiche fiscali o legali, consulenza professionale né la lettura della modulistica vigente. I numeri sono simulazioni Bsness.com e non dati osservati o medie del settore.
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STEFANO VENTURA – Linkedin
È il fondatore di Bsness.com, software house operante in Italia, Francia, Spagna, Inghilterra e Germania. Si è laureato in economia e commercio presso l’Università di Bologna dove ha anche conseguito il titolo di Dottore Commercialista. Ha esercitato con successo la professione di Dottore Commercialista come esperto in budget e business plan per poi dedicarsi a tempo pieno alla crescita di Bsness.com.


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