Aggiornato il 17 agosto 2026.
Resto al Sud 2.0 è l’incentivo gestito da Invitalia per giovani tra i 18 anni compiuti e i 35 anni non ancora compiuti che vogliono avviare una nuova iniziativa economica in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia. Le agevolazioni possono assumere la forma di un voucher a fondo perduto fino a 40.000 euro, elevabile a 50.000 euro in presenza delle condizioni previste, oppure di un contributo a fondo perduto del 75% o del 70% per programmi di investimento fino a 200.000 euro.
Non è semplicemente il vecchio Resto al Sud con un nuovo nome. Il precedente incentivo ha chiuso alle nuove domande il 14 ottobre 2025 e la nuova misura è partita il 15 ottobre 2025 con destinatari, regole, forme di agevolazione e modulistica differenti. Per questo conviene verificare i requisiti sulla disciplina di Resto al Sud 2.0 e non riutilizzare automaticamente guide, modelli e calcoli predisposti per la vecchia misura.
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| Elemento | Resto al Sud 2.0 |
|---|---|
| Destinatari | Giovani da 18 anni compiuti a meno di 35 anni, con uno dei requisiti occupazionali previsti |
| Territori | Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia |
| Agevolazioni | Voucher fino a 40.000/50.000 euro oppure contributo del 75% o 70% |
| Domanda | Solo online sulla piattaforma Invitalia; incentivo a sportello fino a disponibilità delle risorse |
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In questa guida
- Cos’è Resto al Sud 2.0 e cosa cambia rispetto al vecchio incentivo
- Chi può ottenere Resto al Sud 2.0
- Territori e forme giuridiche ammesse
- Attività finanziabili ed escluse
- Voucher e contributo: importi e percentuali
- Spese ammissibili e spese escluse
- Come presentare la domanda
- Descrizione iniziativa economica o piano di impresa?
- Valutazione e premialità
- Cosa succede dopo l’ammissione
- Errori da evitare
- Domande frequenti
Cos’è Resto al Sud 2.0 e cosa cambia rispetto al vecchio incentivo
Resto al Sud 2.0 finanzia l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali, di lavoro autonomo e libero-professionali nel Mezzogiorno. La misura è finanziata dal Programma nazionale Giovani, donne e lavoro FSE+ 2021-2027, è gestita da Invitalia e dispone di una dotazione indicata dall’ente gestore in 356,4 milioni di euro.
La differenza con il precedente Resto al Sud è sostanziale. La vecchia misura, disciplinata dal DL 91/2017, non accetta più nuove domande dal 14 ottobre 2025. Dal 15 ottobre 2025 le nuove iniziative di autoimpiego nel Mezzogiorno possono fare riferimento, quando ne ricorrono i requisiti, a Resto al Sud 2.0.
Anche la logica dell’agevolazione è cambiata: non c’è più il vecchio meccanismo basato sul finanziamento bancario agevolato associato al contributo. La nuova misura prevede invece voucher e contributi a fondo perduto secondo i limiti indicati nelle sezioni successive.
Chi può ottenere Resto al Sud 2.0
Il primo controllo riguarda l’età e la condizione del proponente. Invitalia indica come destinatari i giovani che hanno almeno 18 anni e non hanno ancora compiuto 35 anni e che rientrano in almeno una delle condizioni previste: inoccupati, inattivi, disoccupati, disoccupati inseriti nel Programma GOL oppure lavoratori classificabili come working poor secondo i criteri della misura.
Le FAQ ufficiali precisano che la condizione richiesta deve sussistere alla data di avvio dell’attività. Per una libera professione o un lavoro autonomo l’avvio coincide con l’apertura della partita IVA; per un’impresa individuale o societaria coincide con l’iscrizione al Registro delle imprese.
Quanto può essere “vecchia” l’iniziativa
Non è necessario che l’iniziativa venga costituita dopo l’invio della domanda. Sono ammesse anche iniziative avviate nel mese di presentazione della domanda oppure nel mese immediatamente precedente, purché risultino inattive alla data di presentazione. Invitalia considera inattiva, in linea generale, un’iniziativa la cui partita IVA non è stata movimentata, salvo limitate spese di costituzione o spese strettamente necessarie alla tempestiva realizzazione del progetto.
Il controllo sul codice ATECO dei sei mesi precedenti
Un requisito da non sottovalutare riguarda le attività precedenti. Nei sei mesi prima della domanda il giovane con i requisiti non deve risultare socio o titolare di un’attività con codice ATECO coincidente, fino alla terza cifra, con quello dell’iniziativa per cui richiede l’agevolazione. Il controllo vale anche se la precedente attività è stata cessata.
Se alcuni soci non hanno i requisiti
La presenza di soci senza i requisiti soggettivi non esclude automaticamente una società. Tuttavia, amministrazione e controllo devono restare in capo ai giovani con i requisiti. Le FAQ Invitalia chiariscono che questi ultimi devono detenere il 50% più un euro delle quote sociali e costituire la maggioranza dell’organo di governance. Tale assetto deve essere rispettato dalla data di avvio e, secondo le regole indicate dall’ente, anche nel periodo successivo alla conclusione del progetto.
Territori e forme giuridiche ammesse
L’iniziativa deve essere realizzata in una delle otto regioni del Mezzogiorno previste: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
La misura non è riservata alle società. Sono ammesse, nel rispetto dei requisiti, attività esercitate come lavoratore autonomo o libero professionista, ditta individuale, società in nome collettivo, società in accomandita semplice, società a responsabilità limitata anche semplificata, cooperativa e società tra professionisti.
Quali attività sono finanziabili
Resto al Sud 2.0 copre un perimetro ampio. Invitalia indica come finanziabili:
- attività produttive nei settori dell’industria e dell’artigianato;
- trasformazione dei prodotti provenienti da agricoltura, pesca e acquacoltura;
- servizi a persone e imprese;
- turismo;
- commercio;
- attività libero-professionali, individuali o societarie.
Sono invece escluse le attività di produzione primaria nei settori dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura. Questo è uno dei punti in cui le vecchie guide a Resto al Sud possono trarre in inganno: per la nuova misura il commercio è espressamente compreso tra le attività finanziabili.
Voucher o contributo: quanto finanzia Resto al Sud 2.0
La misura prevede due strumenti diversi. La scelta dipende soprattutto dalla dimensione e dalla composizione del programma di spesa.
| Strumento | Programma | Agevolazione | Quota non coperta |
|---|---|---|---|
| Voucher | Spese coerenti con il progetto | Fino a 40.000 euro; fino a 50.000 euro con maggiorazione | Possibile se la spesa complessiva supera il voucher |
| Contributo | Fino a 120.000 euro | 75% a fondo perduto | 25% |
| Contributo | Oltre 120.000 e fino a 200.000 euro | 70% a fondo perduto | 30% |
Un esempio semplice: con un programma di investimento di 100.000 euro rientrante nel contributo, l’agevolazione massima corrisponde al 75%, quindi 75.000 euro. I restanti 25.000 euro devono essere coperti dal progetto con risorse non agevolate. Con un programma di 150.000 euro, l’aliquota diventa del 70%: il contributo è pari a 105.000 euro e la parte non coperta è 45.000 euro.

Quando il voucher può salire a 50.000 euro
La maggiorazione di 10.000 euro non è automatica. Deve essere richiesta nella domanda e ricorre, secondo Invitalia, quando almeno il 20% delle spese ammesse riguarda beni o servizi innovativi sul piano tecnologico-digitale, ambientale o energetico, oppure quando viene destinata una quota sufficiente della maggiorazione alle specifiche consulenze tecnico-specialistiche erogate da enti del Terzo settore iscritti al RUNTS e finalizzate agli ambiti indicati dalla misura.
Da controllare: non scegliere tra voucher e contributo guardando soltanto l’importo massimo. Opere edili, dimensione del programma e struttura delle spese possono cambiare radicalmente la soluzione compatibile con il tuo progetto.
Spese ammissibili e spese escluse
La spesa deve essere strettamente collegata all’iniziativa e rientrare nelle categorie ammesse. La pagina ufficiale di Invitalia comprende, tra le principali voci finanziabili:
- macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi di fabbrica;
- programmi informatici, licenze software, progettazione e sviluppo di software, piattaforme digitali e app;
- immobilizzazioni immateriali previste dalla misura, comprese alcune acquisizioni di competenze, portali web promozionali, visual o digital brand, marchi e denominazioni;
- specifiche consulenze tecnico-specialistiche erogate da ETS, entro il limite previsto e per le finalità indicate da Invitalia;
- opere edili di ristrutturazione e manutenzione straordinaria solo per il contributo, entro il 50% delle spese ammesse.
Tra le spese escluse figurano invece acquisto di terreni e immobili, consulenze per predisporre la domanda, consulenze legali, fiscali e tributarie, materie prime e semilavorati, personale, utenze, locazioni, consulenze generiche e leasing.

Beni nuovi, IVA, veicoli e data delle fatture
Le FAQ Invitalia chiariscono alcuni casi frequenti. I beni devono essere nuovi di fabbrica; l’IVA può essere considerata quando non è recuperabile secondo la normativa applicabile; automezzi e imbarcazioni possono essere ammessi solo quando sono strettamente necessari all’attività nei casi indicati dall’ente. Un impianto fotovoltaico può rientrare se è funzionale all’iniziativa e non costituisce da solo l’intero progetto.
Soprattutto, le spese agevolabili devono essere documentate da titoli con data successiva alla presentazione della domanda. Acquistare troppo presto un bene che si vorrebbe inserire nel progetto può quindi renderlo non agevolabile.
Come presentare la domanda Resto al Sud 2.0
La procedura è interamente digitale. La domanda viene presentata nell’area personale Invitalia e richiede SPID, CNS o CIE per l’accesso, oltre a firma digitale e PEC. La compilazione può essere svolta anche da un delegato indicato in fase di registrazione, ma l’invio deve essere effettuato dal titolare o dal legale rappresentante.
Resto al Sud 2.0 è tecnicamente un incentivo a sportello: non è prevista una graduatoria con una scadenza unica. Le domande possono essere presentate finché risultano disponibili le risorse. Questo rende ancora più importante verificare lo stato della misura sulla pagina ufficiale prima di iniziare la compilazione.
- verifica requisiti soggettivi, data di avvio, ATECO e territorio;
- scegli lo strumento compatibile con il programma: voucher o contributo;
- definisci le spese e controlla che siano ammissibili;
- accedi all’area personale Invitalia e compila la domanda;
- scarica il file generato dalla piattaforma, firmalo digitalmente e ricaricalo con gli allegati richiesti;
- controlla che domanda e allegati siano compilati integralmente prima dell’invio.
Invitalia precisa inoltre che i preventivi o altra documentazione tecnica non sono obbligatori al momento della domanda, anche se possono essere allegati. Questo non significa che si possa costruire un piano di spesa approssimativo: prezzi, fornitori, caratteristiche tecniche e coerenza economica vanno comunque preparati in modo credibile.
Voucher e contributo: Descrizione iniziativa economica o piano di impresa?
Questa è una delle differenze più importanti rispetto alle vecchie procedure e anche tra i due strumenti di Resto al Sud 2.0.
| Fase | Voucher | Contributo |
|---|---|---|
| Presentazione domanda | Descrizione iniziativa economica | Piano di impresa |
| Dopo ammissione | Piano di impresa da inviare entro 30 giorni dal provvedimento, prima del primo incontro di tutoring | Si prosegue con gli adempimenti post-concessione previsti |
| Tutoraggio | Obbligatorio | Obbligatorio |

La modulistica varia inoltre in base alla forma del proponente: impresa individuale, lavoro autonomo, libera professione, società, cooperativa o società tra professionisti. Tra gli allegati indicati da Invitalia rientrano, a seconda del caso, documenti di identità, atto costitutivo e statuto oppure certificato di attribuzione della partita IVA, dichiarazioni sostitutive sui requisiti e gli eventuali documenti utili alle premialità.
Preparare le risposte prima di entrare in piattaforma riduce errori e incoerenze. Con Bsness.ai puoi lavorare sulle informazioni del progetto e strutturare le risposte richieste dalla domanda. Prima dell’invio confronta sempre il risultato con il fac-simile e gli allegati ufficiali Invitalia aggiornati.
Per comprendere la logica generale con cui si costruisce un progetto imprenditoriale coerente, può essere utile anche la nostra guida su come fare un business plan. Per Resto al Sud 2.0, però, è la modulistica vigente Invitalia a determinare quali informazioni vanno effettivamente fornite e in quale formato.
Come viene valutata la domanda e quali premialità esistono
La prima regola è molto semplice: domanda e allegati devono essere completi e coerenti. Le FAQ Invitalia richiamano espressamente la necessità di compilare tutta la documentazione richiesta. Non basta quindi che l’idea sia valida: requisiti, spese, descrizioni e allegati devono raccontare lo stesso progetto senza contraddizioni.
La disciplina prevede inoltre alcune premialità in fase di valutazione. Tra le condizioni elencate da Invitalia rientrano:
- partecipazione di soggetti proponenti alle attività di formazione e accompagnamento dell’Ente Nazionale per il Microcredito;
- utilizzo di un conto corrente vincolato presso una banca aderente alla convenzione prevista;
- versamenti sul conto vincolato o dedicato in relazione al voucher o contributo richiesto; per il conto dedicato Invitalia indica almeno il 10% del beneficio richiesto ai fini della specifica premialità;
- presenza di uno o più soci di minoranza con almeno cinque anni di esperienza nel settore dell’attività proposta.
Corso ENM e apertura del conto vincolato o dedicato non sono obbligatori per presentare la domanda: la loro assenza, secondo le FAQ, significa semplicemente non ottenere i relativi punteggi aggiuntivi.
Cosa succede dopo l’ammissione
Le iniziative ammesse accedono a un percorso di tutoraggio obbligatorio articolato in quattro incontri. Il supporto tecnico di Invitalia serve anche a facilitare gli adempimenti e la rendicontazione; il tutoring gestionale accompagna invece l’ingresso nel mercato e la gestione delle criticità tipiche della fase di startup.
Per le sole iniziative ammesse al voucher, entro 30 giorni dal provvedimento di ammissione deve essere inviato il piano di impresa previsto dalla modulistica post-concessione. Per tutte le iniziative, Invitalia richiede inoltre la documentazione indicata per l’avvio del tutoraggio, compresi gli elementi relativi alla sede e, nei casi previsti, ai versamenti sul conto dedicato o vincolato.
Gli errori da evitare prima di inviare la domanda
- Usare le regole del vecchio Resto al Sud: beneficiari, attività e agevolazioni sono cambiati;
- confondere voucher e contributo: importi, opere edili e documento progettuale iniziale non coincidono;
- avviare o movimentare l’attività senza verificare le date: il requisito di nuova iniziativa è puntuale;
- ignorare il controllo ATECO dei sei mesi precedenti;
- inserire spese non ammissibili come personale, locazioni, materie prime o consulenza per preparare la domanda;
- sostenere spese prima della domanda pensando di poterle rendicontare successivamente;
- lasciare campi o allegati incompleti;
- scrivere risposte generiche che non spiegano mercato, organizzazione, investimenti e coerenza dell’iniziativa.
Checklist pratica prima della presentazione
- ho tra 18 anni compiuti e meno di 35 anni;
- rientro in una delle condizioni soggettive previste;
- ho verificato data di avvio e inattività dell’iniziativa;
- ho controllato le mie eventuali partecipazioni o attività nei sei mesi precedenti e il relativo ATECO;
- la sede del progetto è in una regione ammessa;
- l’attività rientra tra quelle finanziabili;
- ho scelto consapevolmente tra voucher e contributo;
- le spese sono ammissibili e saranno sostenute dopo la domanda;
- ho SPID/CNS/CIE, firma digitale e PEC;
- ho scaricato la modulistica corrispondente alla mia forma giuridica;
- ho preparato Descrizione iniziativa economica oppure Piano di impresa, secondo lo strumento scelto;
- ho controllato domanda e allegati prima della firma e dell’invio.
Fonti ufficiali e data di verifica
Le informazioni di questa guida sono state verificate il 17 agosto 2026 sulle pagine ufficiali di Invitalia dedicate a Resto al Sud 2.0. Poiché modulistica, FAQ operative e disponibilità delle risorse possono cambiare, prima di presentare la domanda consulta sempre la versione vigente.
- Invitalia – Cos’è Resto al Sud 2.0;
- Invitalia – Cosa si può fare;
- Invitalia – Agevolazioni;
- Invitalia – Spese ammissibili;
- Invitalia – Come si presenta la domanda;
- Invitalia – Modulistica Voucher;
- Invitalia – Modulistica Contributo;
- Invitalia – FAQ Istruttoria;
- Invitalia – Per i progetti ammessi;
- Invitalia – Normativa.
Domande frequenti su Resto al Sud 2.0
Resto al Sud 2.0 è aperto nel 2026?
Invitalia indica che la misura funziona a sportello e non prevede una scadenza unica o una graduatoria: le domande possono essere presentate fino a disponibilità delle risorse. È quindi necessario verificare lo stato dello sportello al momento della domanda.
Qual è l’età massima per partecipare?
Bisogna avere almeno 18 anni compiuti e non avere ancora compiuto 35 anni, oltre a possedere almeno uno dei requisiti soggettivi previsti dalla misura.
Il commercio è finanziabile?
Sì. La pagina ufficiale di Resto al Sud 2.0 include espressamente il commercio tra le attività finanziabili. Sono invece escluse le attività di produzione primaria in agricoltura, pesca e acquacoltura.
Resto al Sud 2.0 finanzia il 100% dell’investimento?
Non in generale. Per il contributo la copertura è del 75% fino a 120.000 euro di programma e del 70% oltre 120.000 e fino a 200.000 euro. Il voucher può arrivare a 40.000 euro, o 50.000 euro con la maggiorazione, e la spesa complessiva può essere superiore all’importo richiesto.
Le opere di ristrutturazione sono ammesse?
Sì, ma soltanto nel contributo per programmi di investimento e nel limite massimo del 50% delle spese ammesse. Non rientrano invece tra le spese finanziabili con il voucher.
Serve un business plan per Resto al Sud 2.0?
Dipende dalla fase e dallo strumento. Per il contributo la modulistica di presentazione comprende il Piano di impresa. Per il voucher la domanda iniziale utilizza la Descrizione iniziativa economica; se il voucher viene ammesso, il piano di impresa deve poi essere trasmesso entro 30 giorni dal provvedimento di ammissione, prima del tutoraggio.
Devo allegare i preventivi alla domanda?
Le FAQ Invitalia indicano che la documentazione tecnica, come i preventivi, non è obbligatoria in fase di presentazione, anche se può essere allegata. È comunque opportuno predisporre un piano di spesa realistico e documentabile.
Posso comprare attrezzature usate?
No. Invitalia specifica che i beni devono essere nuovi di fabbrica.
Come preparare un progetto più coerente prima della domanda
Prima di entrare nella piattaforma, raccogli in un unico documento le informazioni essenziali: chi propone l’iniziativa, quali competenze possiede, quale problema risolve l’attività, chi sono i clienti, come verranno acquisiti, quali investimenti servono, perché ogni spesa è necessaria e come verrà coperta la parte non finanziata. Questo lavoro rende più semplice mantenere coerenti domanda, Descrizione iniziativa economica o Piano di impresa.
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STEFANO VENTURA – Linkedin
È il fondatore di Bsness.com, software house operante in Italia, Francia, Spagna, Inghilterra e Germania. Si è laureato in economia e commercio presso l’Università di Bologna dove ha anche conseguito il titolo di Dottore Commercialista. Ha esercitato con successo la professione di Dottore Commercialista come esperto in budget e business plan per poi dedicarsi a tempo pieno alla crescita di Bsness.com.


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