Nel 2026, chi opera nei servizi di disinfestazione in Italia può aspettarsi un guadagno annuo che varia sensibilmente in base al ruolo: i dipendenti percepiscono generalmente tra €23.000 e €30.000 lordi, mentre una PMI ben strutturata può raggiungere un fatturato medio compreso tra €350.000 e €900.000 all’anno. I margini operativi si attestano tra il 18% e il 28%, riflettendo una buona redditività per chi gestisce l’attività in modo efficiente. L’investimento iniziale richiesto per avviare un’impresa di disinfestazione dipende da attrezzature, formazione e adempimenti normativi, ma il payback può essere rapido grazie alla domanda stabile e alla stagionalità del settore. I ricavi sono influenzati da fattori come la tipologia di clientela, la copertura territoriale e la capacità di offrire servizi integrati. Questi dati, aggiornati al contesto italiano del 2026, offrono una panoramica concreta per valutare le opportunità e pianificare strategie di crescita sostenibile nel settore.
Dati in sintesi
- Stipendio dipendente: €23.000–€30.000 lordi/anno
- Fatturato PMI: €350.000–€900.000/anno
- Margine operativo: 18%–28%
- Domanda lavoro: stabile/alta
- Payback investimento: rapido
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Guadagni e stipendi nei servizi di disinfestazione: quanto si guadagna nel 2026
Stipendio lordo e netto dei tecnici disinfestatori dipendenti
Nel settore dei servizi di disinfestazione in Italia, la retribuzione dei tecnici dipendenti varia sensibilmente in base all’esperienza, all’inquadramento contrattuale e alla zona geografica. Nel 2026, un tecnico disinfestatore junior o apprendista percepisce uno stipendio lordo mensile compreso tra 1.200 e 1.350 euro. Questo si traduce in un netto mensile stimato tra 1.050 e 1.150 euro, considerando le detrazioni fiscali e contributive tipiche del settore (su 12 o 14 mensilità a seconda del contratto applicato).
Per un tecnico qualificato o esperto, la retribuzione sale: lo stipendio lordo mensile oscilla tra 1.500 e 1.900 euro. In presenza di indennità specifiche (ad esempio per l’impiego di biocidi o agrofarmaci) e straordinari, la cifra può superare i 2.000 euro lordi. Il netto mensile per queste figure si attesta generalmente tra 1.250 e 1.500 euro, con variazioni legate anche al numero di mensilità e alle condizioni contrattuali (CCNL Multiservizi, Cooperative, ecc.).
I principali riferimenti contrattuali per il settore sono i CCNL Multiservizi e Cooperative, che regolano livelli, scatti di anzianità, indennità di rischio e maggiorazioni per lavoro notturno o festivo. Questi elementi incidono in modo significativo sulla retribuzione complessiva dei tecnici disinfestatori.
Differenze territoriali: nord, centro e sud italia
Il livello retributivo nei servizi di disinfestazione mostra differenze marcate tra Nord, Centro e Sud Italia. Nel Nord Italia, le retribuzioni tendono a posizionarsi nella fascia alta dei range indicati: un tecnico esperto può raggiungere 1.900 euro lordi mensili (circa 1.500 euro netti), grazie a una maggiore presenza di aziende strutturate e a una domanda più elevata di servizi professionali.
Nel Centro Italia, i valori medi si attestano su livelli intermedi: 1.300–1.700 euro lordi mensili per i tecnici, con un netto che oscilla tra 1.100 e 1.350 euro. Al Sud Italia, invece, la retribuzione si colloca spesso nella fascia bassa: 1.200–1.400 euro lordi per i tecnici junior e 1.400–1.600 euro lordi per i profili più esperti, con netti mensili che raramente superano 1.250 euro.
Queste differenze sono legate sia al costo della vita che alla densità di imprese e alla domanda di servizi nelle diverse aree geografiche.
Ricavi e utili dei titolari di micro-imprese di disinfestazione
Per i titolari di micro-imprese attive nei servizi di disinfestazione, il potenziale di guadagno è molto più ampio e dipende dalla capacità di acquisire clienti, dalla struttura dei costi e dall’organizzazione aziendale. Nel 2026, una micro-impresa può generare un fatturato annuo compreso tra 40.000 e 250.000 euro. Il margine netto varia sensibilmente: nelle realtà più strutturate, l’utile netto annuo supera spesso i 50.000 euro, mentre nelle imprese di piccole dimensioni o appena avviate può essere inferiore ai 20.000 euro.
- Fatturato annuo micro-impresa: 40.000 – 250.000 euro
- Utile netto annuo (imprese strutturate): oltre 50.000 euro
- Utile netto annuo (micro-imprese o start-up): 15.000 – 30.000 euro
Il reddito mensile netto di un titolare può quindi variare da 1.200 a oltre 4.000 euro, a seconda della dimensione dell’attività, del portafoglio clienti e dell’efficienza gestionale. Va sottolineato che questi valori sono al lordo di eventuali reinvestimenti, tasse e contributi previdenziali, che incidono in modo significativo sul guadagno effettivo del titolare.
In sintesi, il settore dei servizi di disinfestazione offre opportunità di reddito stabili per i dipendenti e potenzialità di guadagno elevate per i titolari di micro-imprese ben organizzate, con differenze rilevanti tra le diverse aree del Paese e in base all’esperienza e alla struttura aziendale.
Punti chiave
- I guadagni variano molto tra dipendenti e titolari d’impresa.
- Il settore mostra una redditività interessante per chi gestisce in modo efficiente.
- La domanda di servizi e personale resta stabile grazie a stagionalità e normative.
- L’investimento iniziale può essere recuperato rapidamente.

Composizione dei ricavi e struttura dei costi nei servizi di disinfestazione
Segmentazione della clientela e impatto sui ricavi
Nei servizi di disinfestazione, la composizione dei ricavi dipende fortemente dalla tipologia di clientela servita. Il mercato si suddivide principalmente in tre segmenti:
- Clienti privati (B2C): rappresentano un settore estremamente frammentato, caratterizzato da interventi spot richiesti per emergenze specifiche come la rimozione di nidi di vespe, disinfestazione da zanzare, deblattizzazione o trattamenti contro cimici dei letti. Il ticket medio per questi interventi varia sensibilmente: per operazioni semplici (ad esempio la rimozione di un nido di vespe) si parte da 60–90 euro, mentre per trattamenti più complessi (come la disinfestazione da cimici dei letti) si può arrivare a 250–400 euro per singolo intervento. Gli incassi sono prevalentemente immediati o a brevissimo termine, con una stagionalità marcata nei mesi primaverili ed estivi, quando la domanda cresce fino al 40–50% in più rispetto ai periodi invernali.
- Aziende (B2B): questo segmento comprende attività commerciali, industrie alimentari, strutture ricettive e sanitarie. Qui la frequenza degli interventi è spesso programmata e ricorrente (mensile, bimestrale o trimestrale), con contratti annuali dal valore medio compreso tra 1.200 e 5.000 euro a seconda della complessità e della superficie trattata. I ricavi derivanti da aziende garantiscono una maggiore stabilità e prevedibilità rispetto al mercato privato.
- Enti pubblici: includono amministrazioni comunali, scuole, ospedali e altre strutture pubbliche. Gli appalti pubblici possono generare ricavi significativi, con contratti che spesso superano i 10.000 euro annui per la gestione di aree estese o servizi continuativi. Tuttavia, i tempi di pagamento sono generalmente più lunghi e la partecipazione a gare richiede requisiti tecnici e amministrativi stringenti.
In sintesi, la composizione dei ricavi di un’impresa di disinfestazione è fortemente influenzata dal mix di clienti serviti: le micro-imprese focalizzate sui privati possono generare 36.000–60.000 euro l’anno, mentre realtà più strutturate, con una clientela diversificata tra aziende ed enti pubblici, possono superare ampiamente questi valori.
Frequenza, stagionalità e ticket medio degli interventi
La frequenza degli interventi varia notevolmente in base al segmento di clientela. Nel settore residenziale, la maggior parte delle richieste è occasionale e legata a emergenze stagionali, con picchi tra maggio e settembre. In questo periodo, il volume di lavoro può aumentare fino al 50% rispetto ai mesi più freddi, incidendo in modo significativo sul fatturato mensile.
Per le aziende e gli enti pubblici, invece, la programmazione degli interventi consente di stabilizzare i ricavi durante tutto l’anno. I contratti ricorrenti rappresentano una quota crescente del fatturato per le imprese più strutturate, riducendo la dipendenza dalla stagionalità e garantendo entrate costanti.
Il ticket medio per intervento è un indicatore chiave della redditività: nei privati oscilla tra 60 e 400 euro a seconda della complessità, mentre nei contratti aziendali e pubblici si lavora su importi annuali che possono superare i 10.000 euro per le commesse più rilevanti.
Principali voci di costo: incidenza e struttura
La redditività dei servizi di disinfestazione è determinata non solo dai ricavi, ma anche dalla gestione attenta dei costi, che si suddividono in fissi e variabili:
- Prodotti chimici e materiali di consumo: rappresentano una delle principali voci di costo variabile, incidendo tra il 10% e il 20% del fatturato a seconda della tipologia di intervento e delle sostanze utilizzate.
- Personale: il costo del lavoro (stipendi, contributi, formazione obbligatoria) può arrivare a pesare fino al 35–45% dei ricavi nelle imprese con più addetti, soprattutto se si opera su commesse pubbliche o industriali che richiedono squadre specializzate.
- Attrezzature e veicoli: l’acquisto e la manutenzione di nebulizzatori, pompe, dispositivi di protezione e mezzi di trasporto rappresentano un costo fisso importante, con un’incidenza che può variare dal 8% al 15% del fatturato annuo.
- Assicurazioni e formazione: le polizze per responsabilità civile e la formazione periodica del personale sono obbligatorie e incidono per circa il 3–5% dei ricavi.
In definitiva, una gestione efficiente dei costi è fondamentale per mantenere margini di profitto sostenibili. Nelle micro-imprese, il margine operativo lordo può attestarsi tra il 15% e il 25% del fatturato, mentre nelle aziende più strutturate, grazie a economie di scala e contratti ricorrenti, è possibile raggiungere margini superiori al 30%.

Margini operativi, redditività e payback nei servizi di disinfestazione: scenari e strategie
Analisi dei margini operativi: l’ebitda nel settore disinfestazione
Nel settore dei Servizi di disinfestazione, la valutazione della redditività passa principalmente attraverso l’analisi del Margine Operativo Lordo (EBITDA Margin). Questo indicatore misura la percentuale di fatturato che rimane dopo aver coperto i costi operativi, ma prima di ammortamenti, interessi e tasse. In base ai dati di riferimento per le PMI italiane, un EBITDA margin inferiore al 10% è considerato non brillante, tra il 10% e il 15% discreto, tra il 15% e il 20% ottimo e oltre il 20% eccellente.
Sebbene il settore dei servizi di disinfestazione non raggiunga i livelli di marginalità tipici del software (20-30%), può comunque puntare a un EBITDA margin compreso tra il 10% e il 20%, a seconda dell’efficienza gestionale, della tipologia di clientela e della capacità di contenere i costi operativi.
Scenari di redditività: base, ottimistico e prudente
- Scenario base: Un’impresa di disinfestazione ben strutturata, con una clientela stabile e costi sotto controllo, può ottenere un EBITDA margin del 12-14%. In questo caso, il payback period (tempo di rientro dell’investimento iniziale) si attesta tipicamente tra 4 e 5 anni. Questo scenario riflette una gestione ordinaria, senza particolari picchi di domanda o innovazioni di servizio.
- Scenario ottimistico: In presenza di una forte fidelizzazione della clientela, servizi ad alto valore aggiunto (come trattamenti ecologici o monitoraggi digitali) e una buona diversificazione (ad esempio, ampliando l’offerta a sanificazioni e derattizzazioni), il margine operativo può salire fino al 18-20%. In questo caso, il payback dell’investimento può ridursi a 3-4 anni, grazie a una maggiore efficienza e a ricavi ricorrenti.
- Scenario prudente: In situazioni di mercato più competitive, con prezzi al ribasso e costi fissi elevati, il margine operativo può scendere al 9-10%. Il tempo di rientro dell’investimento si allunga, arrivando anche a 6-7 anni. Questo scenario è tipico di aziende che faticano a differenziarsi o che operano in aree a bassa domanda.
Questi tre scenari evidenziano come la redditività e i tempi di ritorno siano fortemente influenzati dalla gestione dei costi, dalla capacità di acquisire e mantenere clienti e dalla qualità dei servizi offerti.
Impatto della diversificazione e della fidelizzazione sulla redditività
La diversificazione dei servizi rappresenta una leva fondamentale per migliorare i margini nei servizi di disinfestazione. Offrire, oltre ai trattamenti standard, servizi aggiuntivi come monitoraggi periodici, consulenze preventive, sanificazioni ambientali o soluzioni personalizzate, consente di aumentare il valore medio delle commesse e di ridurre la dipendenza dalla stagionalità.
Un altro elemento chiave è la fidelizzazione della clientela. Contratti annuali o pluriennali, programmi di manutenzione programmata e servizi post-intervento permettono di stabilizzare i ricavi e di ridurre i costi di acquisizione di nuovi clienti. In presenza di una clientela fidelizzata, l’azienda può beneficiare di ricavi ricorrenti e di una maggiore prevedibilità dei flussi di cassa, elementi che si traducono in margini operativi più elevati e in un payback period più breve.
In sintesi, la redditività dei servizi di disinfestazione dipende dalla capacità di gestire i costi, innovare l’offerta e costruire relazioni di lungo periodo con i clienti. Le aziende che riescono a posizionarsi su servizi a maggiore valore aggiunto e a fidelizzare la clientela possono ambire a margini operativi superiori al 15% e a tempi di rientro dell’investimento inferiori alla media del settore.

Investimento iniziale e impatto fiscale per avviare servizi di disinfestazione nel 2026
Capitale iniziale: quanto serve per partire
Avviare un’attività di Servizi di disinfestazione nel 2026 richiede una pianificazione finanziaria attenta, soprattutto per quanto riguarda l’investimento iniziale. Il capitale necessario varia in base alla dimensione e alla struttura dell’impresa:
- Microimpresa artigiana: l’investimento iniziale si colloca tra 15.000 e 40.000 euro. Questa fascia copre l’acquisto delle attrezzature di base, i primi prodotti chimici, la dotazione di sicurezza e un veicolo commerciale usato.
- Azienda strutturata: per chi prevede l’acquisto di più veicoli e l’assunzione di personale, il capitale richiesto può superare i 60.000 euro. In questo caso, la spesa copre anche l’allestimento di una sede operativa più ampia e l’acquisto di attrezzature professionali di fascia alta.
Per la maggior parte delle nuove imprese, il range di 16.000 – 40.000 euro rappresenta la soglia realistica per coprire tutte le spese di avvio essenziali senza eccessi.
Dettaglio delle spese di avvio: capex, burocrazia e formazione
Le principali voci di spesa iniziale per i Servizi di disinfestazione includono:
- Attrezzature e prodotti: acquisto di nebulizzatori, pompe, dispositivi di protezione individuale, prodotti chimici e trappole. Queste spese rappresentano circa il 40–60% del budget iniziale per una microimpresa.
- Veicolo commerciale: fondamentale per raggiungere i clienti e trasportare le attrezzature. Un veicolo usato può costare tra 5.000 e 15.000 euro.
- Pratiche burocratiche: apertura della Partita IVA, iscrizione al Registro Imprese presso la Camera di Commercio (circa 100 euro), presentazione della SCIA al Comune e altre autorizzazioni. Il totale delle spese amministrative si attesta tra 1.000 e 2.500 euro.
- Consulenza e business plan: il supporto di un commercialista per la redazione del business plan e la gestione delle pratiche di avvio comporta un costo aggiuntivo di 500 – 1.000 euro.
- Formazione e qualifiche: la normativa impone la nomina obbligatoria di un responsabile tecnico e la partecipazione a corsi di formazione specifici, con costi variabili in base all’offerta locale.
Queste voci costituiscono il cuore del CAPEX (spese in conto capitale) e delle spese di startup, incidendo direttamente sulla redditività attesa nei primi mesi di attività.
Regimi fiscali, aliquote e impatto sul guadagno netto
La scelta del regime fiscale è determinante per la redditività netta dell’attività di disinfestazione. Nel 2026, le opzioni principali sono:
- Regime forfettario: riservato alle microimprese con ricavi annui inferiori a 85.000 euro. Prevede un’imposizione fiscale agevolata con aliquota sostitutiva del 15% (ridotta al 5% per i primi 5 anni in caso di nuova attività), senza IVA e con contributi INPS calcolati su una base ridotta.
- Regime ordinario: obbligatorio per chi supera i limiti del forfettario o sceglie la contabilità ordinaria. L’imposizione fiscale segue le aliquote IRPEF progressive (dal 23% al 43%), a cui si aggiungono IVA, IRAP e contributi INPS artigiani (circa il 24% del reddito imponibile).
Nel regime forfettario, il carico fiscale e contributivo è più leggero, permettendo di massimizzare il guadagno netto soprattutto nei primi anni. Per una microimpresa con ricavi annui di 40.000 euro, il prelievo complessivo (imposte + contributi) può attestarsi intorno al 25–30% del fatturato. In regime ordinario, invece, la pressione fiscale e contributiva può facilmente superare il 40%, incidendo in modo più marcato sulla redditività.
Indicazioni pratiche per la pianificazione finanziaria
Per chi intende avviare un servizio di disinfestazione nel 2026, è fondamentale:
- Stimare con precisione il fabbisogno finanziario, considerando sia le spese di avvio che il capitale circolante necessario per i primi mesi di attività.
- Valutare attentamente il regime fiscale più conveniente in base alle previsioni di fatturato e alla struttura dei costi.
- Prevedere un margine di sicurezza di almeno il 10–15% rispetto al budget stimato, per far fronte a imprevisti o ritardi nei primi incassi.
- Affidarsi a un professionista per la redazione del business plan e la gestione delle pratiche burocratiche, così da evitare errori che potrebbero rallentare l’avvio.
Una pianificazione finanziaria accurata è la chiave per garantire la sostenibilità e la crescita dell’attività, ottimizzando il rapporto tra investimento iniziale, costi di gestione e guadagno netto.

Fattori che influenzano il guadagno nei servizi di disinfestazione
Il guadagno di un servizio di disinfestazione non dipende solo dal numero di interventi effettuati, ma è il risultato di una combinazione di fattori che incidono direttamente su ricavi, margini e redditività. Analizzare questi elementi è fondamentale per comprendere come ottimizzare la gestione dell’attività e massimizzare i profitti. Di seguito vengono illustrati i principali fattori che possono aumentare o ridurre il guadagno di un’impresa attiva nel settore della disinfestazione.
Zona geografica e dimensione dell’attività
La zona geografica in cui opera il servizio di disinfestazione rappresenta uno dei principali driver di ricavo. Le aree urbane, caratterizzate da maggiore densità abitativa e industriale, offrono generalmente un potenziale di domanda superiore rispetto alle zone rurali. In città, la frequenza degli interventi tende ad aumentare a causa della presenza di numerosi edifici, attività commerciali e infrastrutture, con conseguente incremento dei ricavi medi annui.
La dimensione dell’attività incide sia sulla capacità operativa che sulla struttura dei costi. Aziende di grandi dimensioni possono beneficiare di economie di scala, ottimizzando l’acquisto di prodotti e la gestione del personale, con un impatto positivo sui margini di profitto. Tuttavia, una struttura più ampia comporta anche costi fissi maggiori (ad esempio, per la manutenzione dei mezzi e la conformità alle normative), che possono ridurre la redditività se non bilanciati da un adeguato volume di affari.
Esperienza, posizionamento di mercato e strategie di marketing
L’esperienza dell’azienda e la sua reputazione sono fattori chiave per la fidelizzazione della clientela e l’acquisizione di nuovi contratti. Un’impresa con una lunga storia nel settore può applicare tariffe più elevate grazie alla fiducia conquistata, migliorando così i margini di guadagno. Inoltre, la capacità di offrire servizi specializzati o soluzioni personalizzate consente di posizionarsi su segmenti di mercato meno sensibili al prezzo, aumentando la redditività.
Il posizionamento di mercato influenza direttamente la tipologia di clientela e il valore medio delle commesse. Aziende che si rivolgono a clienti business (come industrie alimentari, strutture sanitarie o grandi condomini) possono ottenere contratti ricorrenti e di importo superiore rispetto a chi opera prevalentemente nel settore residenziale.
Le strategie di marketing e i canali di acquisizione clienti sono determinanti per la crescita dei ricavi. Investire in pubblicità mirata, presenza online e collaborazioni con altre imprese del territorio permette di ampliare la base clienti e ridurre i periodi di inattività. Tuttavia, tali investimenti devono essere calibrati per non erodere eccessivamente i margini.
Uso di tecnologie innovative e conformità normativa
L’adozione di tecnologie innovative rappresenta un vantaggio competitivo sempre più rilevante. L’utilizzo di strumenti avanzati per il monitoraggio, prodotti a basso impatto ambientale e sistemi digitali per la gestione degli interventi consente di ottimizzare i tempi di lavoro e ridurre i costi operativi. Queste soluzioni, oltre a migliorare l’efficacia del servizio, possono essere valorizzate come elementi distintivi nell’offerta commerciale, giustificando prezzi più elevati e incrementando i margini.
La conformità alle normative in materia di sicurezza, ambiente e gestione dei rifiuti è un requisito imprescindibile. Il rispetto delle regole comporta costi aggiuntivi (formazione, certificazioni, adeguamento dei mezzi), ma è anche un fattore di rassicurazione per i clienti, soprattutto nel segmento business. La capacità di dimostrare la piena conformità può tradursi in opportunità di acquisire contratti con enti pubblici o grandi aziende, generalmente più remunerativi.
Considerazioni finali sull’impatto dei fattori sui ricavi e sui margini
- Zona geografica e dimensione aziendale: influenzano la domanda e la struttura dei costi, determinando il potenziale di guadagno.
- Esperienza e posizionamento: permettono di applicare tariffe più alte e accedere a segmenti di mercato più redditizi.
- Strategie di marketing e acquisizione clienti: incidono sulla continuità del flusso di lavoro e sulla crescita dei ricavi.
- Innovazione e conformità: migliorano l’efficienza operativa e la reputazione, sostenendo margini più elevati.
In sintesi, il guadagno di un servizio di disinfestazione è il risultato di un equilibrio tra capacità di generare ricavi e controllo dei costi, fortemente influenzato dalle scelte strategiche e operative dell’impresa.

Domande frequenti su quanto guadagna un Servizi di disinfestazione nel 2026
Quanto si guadagna davvero con i servizi di disinfestazione nel 2026?
Nel 2026, una micro-impresa di disinfestazione con 1-2 addetti può fatturare tra 40.000 e 60.000 euro annui, con un utile netto per il titolare che varia mediamente tra 6.000 e 18.000 euro. Le piccole imprese più strutturate, con più squadre operative, raggiungono fatturati tra 120.000 e 250.000 euro e utili netti che possono superare i 35.000 euro.
Quali sono i margini operativi medi e come si calcolano?
I margini lordi medi nel settore della disinfestazione si attestano tra il 55% e il 65%, mentre il margine operativo (MOL/EBITDA) varia solitamente tra il 15% e il 25%. Il margine operativo si calcola sottraendo i costi operativi dai ricavi e dividendo il risultato per i ricavi, moltiplicando poi per 100 per ottenere la percentuale.
Quali tasse e contributi riducono il netto?
L’utile netto di un’impresa di disinfestazione viene ridotto principalmente da imposte sui redditi e contributi previdenziali. Questi oneri incidono sul margine operativo, portando il margine netto reale tra il 10% e il 15% del fatturato.
Quanto serve investire per partire e in quanto tempo si recupera?
Il capitale iniziale necessario dipende dalla dimensione dell’attività, ma il tempo di recupero dell’investimento (break-even) è influenzato dalla capacità di saturare la forza lavoro e dal volume d’affari generato. In media, le imprese ben gestite riescono a raggiungere il break-even in tempi relativamente brevi grazie agli elevati margini lordi del settore.
Quali strategie permettono di aumentare il fatturato annuo?
Per aumentare il fatturato annuo è fondamentale ottimizzare la saturazione delle squadre operative e ampliare la base clienti, soprattutto in aree geografiche ad alta domanda. La gestione efficiente delle risorse e l’espansione dei servizi offerti sono leve chiave per migliorare la redditività.
Quali errori riducono la redditività di una nuova impresa di disinfestazione?
Una gestione inefficiente dei costi fissi e una scarsa saturazione della forza lavoro possono ridurre sensibilmente la redditività. Anche una localizzazione poco strategica o una clientela limitata incidono negativamente sull’utile netto e sulla sostenibilità dell’attività.
Articolo scritto il 05/06/2026

STEFANO VENTURA – Linkedin
È il fondatore di Bsness.com, software house operante in Italia, Francia, Spagna, Inghilterra e Germania. Si è laureato in economia e commercio presso l’Università di Bologna dove ha anche conseguito il titolo di Dottore Commercialista. Ha esercitato con successo la professione di Dottore Commercialista come esperto in budget e business plan per poi dedicarsi a tempo pieno alla crescita di Bsness.com.


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