↻ Aggiornato il 23 luglio 2026

Il piano operativo di un centro estetico descrive come trasformare prenotazioni, personale, cabine, attrezzature e procedure in servizi eseguiti con continuità, sicurezza e redditività. Deve spiegare chi fa cosa, quanto tempo richiede ogni fase, quanta capacità può essere venduta e quali controlli permettono di mantenere qualità e margini.

Non è un semplice elenco di mansioni. È il collegamento tra il progetto imprenditoriale e il lavoro quotidiano: agenda, flussi dei clienti, preparazione delle cabine, igiene, manutenzione, scorte, privacy, sicurezza e controllo dei risultati. Se questi elementi non sono dimensionati insieme, anche un buon piano marketing può generare ritardi, reclami e costi imprevisti.

Dati in sintesi

IndicatoreCaso Estetica San VitaleCome interpretarlo
Aperturadicembre 2027il primo esercizio comprende un solo mese di attività
Addetti operativi2 nel dicembre 2027; 3 nel 2028la crescita del personale deve seguire domanda e saturazione dell’agenda
Servizi previsti200 nel 2027; 4.267 nel 2028nel primo anno completo equivalgono a circa 356 servizi al mese
Utilizzo della capacità50% all’avvio; fino al 68% nel 2028la percentuale rappresenta il tempo potenzialmente vendibile effettivamente fatturato
Ricavi da servizi 2028162.452 €derivano da volumi, mix dei trattamenti e prezzi, non da una media nazionale
Ricavo medio per servizio 2028circa 38,08 €serve per collegare agenda, capacità e fatturato

I valori sono una simulazione proprietaria Bsness.com tratta dal budget di Estetica San Vitale. Non rappresentano la media dei centri estetici italiani e devono essere adattati a durata dei trattamenti, numero di cabine, orari, personale e territorio.

💡 Consiglio operativo

Se stai usando questa guida per capire quante cabine, quante persone e quante ore servono davvero, il punto decisivo è collegare l’operatività ai numeri del business plan. Nel software business plan Centro estetico di Bsness.com trovi già l’esempio completo Estetica San Vitale, con servizi, prezzi, personale, investimenti e budget modificabili.

Per dimensionare investimenti e locale consulta anche quanto costa aprire un centro estetico; per requisiti e adempimenti vedi la guida su come aprire un centro estetico.

Contenuti dell’articolo

A cosa serve il piano operativo di un centro estetico

Il piano operativo traduce la strategia in un sistema ripetibile. Deve dimostrare che il centro può erogare i servizi promessi rispettando tempi, standard professionali e capacità economica. Nel business plan del centro estetico questa sezione collega il mercato alle previsioni di ricavo e costo.

  • definire i flussi: dal contatto iniziale al follow-up dopo il trattamento;
  • dimensionare la capacità: cabine, operatori, ore disponibili e tempi non fatturabili;
  • assegnare le responsabilità: responsabile tecnico, estetiste, reception, amministrazione e fornitori;
  • standardizzare la qualità: preparazione, esecuzione, pulizia, manutenzione e registrazioni;
  • proteggere il margine: ridurre tempi morti, assenze, sprechi e sottoutilizzo delle risorse;
  • misurare i risultati: saturazione agenda, ricavo per ora, ritorno dei clienti, reclami e produttività;

Il piano operativo è credibile quando ogni obiettivo di vendita può essere ricondotto a ore disponibili, persone, cabine e procedure concrete.

Come progettare il processo di servizio

Il cliente vede un’esperienza unica; l’impresa deve gestire una sequenza precisa di attività. Mappa il percorso completo e indica per ogni fase responsabile, durata, strumenti, dati da registrare e controllo finale.

Schema delle sei fasi operative di un centro estetico
Un processo standard riduce errori, attese e differenze di qualità tra operatori.

Prima dell’appuntamento

  • prenotazione: servizio richiesto, durata prevista, operatore, cabina e apparecchiatura;
  • informazioni essenziali: esigenze del cliente e dati necessari, evitando di raccogliere informazioni non pertinenti;
  • conferma: promemoria, politica di cancellazione e indicazioni utili;
  • preparazione: materiali, prodotti, biancheria, strumenti e controllo dell’apparecchiatura;

Durante il servizio

L’operatore deve seguire una procedura coerente con la propria qualifica, con il servizio autorizzato e con le istruzioni del fabbricante delle apparecchiature. La legge n. 1/1990 definisce l’attività di estetista come trattamento della superficie del corpo finalizzato all’aspetto estetico ed esclude le prestazioni con finalità terapeutiche. Consulta il testo vigente su Normattiva.

  • accoglienza e verifica: confermare il trattamento e le condizioni dichiarate dal cliente;
  • esecuzione: rispettare tempi, parametri, sequenza e limiti della prestazione;
  • registrazione: annotare quando necessario prodotti, apparecchiature, operatore e osservazioni pertinenti;
  • comfort e comunicazione: spiegare ciò che avviene senza formulare diagnosi o promesse terapeutiche;

Dopo il servizio

  • ripristino: pulizia e sanificazione della postazione secondo la procedura prevista;
  • smaltimento: separare correttamente monouso, taglienti e altri materiali secondo le regole applicabili;
  • pagamento e documentazione: chiusura del servizio, eventuale vendita di prodotti e registrazioni amministrative;
  • richiamo: nuova prenotazione, istruzioni post-servizio e follow-up coerente con il consenso del cliente;

Come calcolare la capacità operativa

La capacità non coincide con il numero di ore di apertura. Devi sottrarre pause, preparazione, pulizia, ritardi, formazione, manutenzione, attività amministrative e indisponibilità delle cabine. Il calcolo deve partire da ogni famiglia di servizi, perché una pulizia viso, un massaggio e un trattamento con apparecchiatura occupano risorse diverse.

Capacità vendibile mensile = giorni di apertura × ore giornaliere × addetti effettivi × percentuale di tempo fatturabile. Il risultato va poi limitato dal numero di cabine e dalle apparecchiature disponibili: non puoi vendere due servizi contemporanei se richiedono lo stesso macchinario o la stessa postazione.

VariabileDomanda da risolvereImpatto
Durata standardquanto dura realmente il servizio includendo preparazione e ripristino?determina gli slot disponibili
Compresenzaquanti operatori e quante cabine possono lavorare nello stesso momento?limita la capacità massima
Tempo fatturabilequale quota dell’orario è effettivamente venduta?misura saturazione e produttività
No-show e cancellazioniquanti appuntamenti saltano o vengono spostati?riduce ricavi e utilizzo
Mix dei serviziquale peso hanno trattamenti brevi, lunghi e ad alto ticket?modifica ricavo medio e capacità
Vincoli tecniciquali servizi dipendono da una specifica apparecchiatura?può creare colli di bottiglia
Grafico della capacità e dei volumi del centro estetico Estetica San Vitale
Nel caso Bsness.com l’aumento dei servizi è accompagnato dalla crescita degli addetti e dalla saturazione dell’agenda.

Nel caso completo Estetica San Vitale, il 2028 prevede tre addetti, 4.267 servizi e un utilizzo della capacità che cresce dal 50% al 68% nel corso dell’anno. La capacità va però verificata con un’agenda reale e con la durata effettiva di ogni trattamento.

Come organizzare locale e cabine

La planimetria deve sostenere il processo operativo, non soltanto l’estetica del locale. Le prescrizioni igienico-sanitarie e dimensionali possono variare a livello regionale e comunale: prima di firmare un contratto, verifica regolamento locale, SUAP e autorità sanitaria competente.

AreaFunzione operativaControlli da progettare
Reception e attesaaccoglienza, pagamenti, prenotazioni e privacyflussi ordinati, documenti non visibili, accessibilità
Cabineerogazione dei trattamentiprivacy, superfici lavabili, ricambio d’aria, prese e spazi di manovra
Area lavaggio e preparazionepulizia strumenti e predisposizione materialiseparazione tra pulito e sporco, procedure e prodotti identificati
Magazzinoprodotti, monouso e biancheriascadenze, lotti, temperatura e livelli minimi
Spogliatoio e servizipersonale e clientirequisiti locali, ordine e igiene
Area tecnicaimpianti, apparecchiature e manutenzioneaccesso controllato e registri tecnici

Le long tail su metrature da 25 a 80 mq non hanno una risposta nazionale unica. La superficie adeguata dipende da regolamenti locali, numero di cabine, servizi, personale, percorsi interni e accessibilità. Il criterio economico è evitare sia il sovradimensionamento, che aumenta costi fissi, sia il sottodimensionamento, che blocca la crescita e compromette privacy e sicurezza.

Ruoli, turni e responsabilità

Per ogni sede deve essere designato almeno un responsabile tecnico qualificato, che garantisce la propria presenza durante lo svolgimento delle attività di estetica. La funzione può essere ricoperta dal titolare, da un socio partecipante, da un familiare coadiuvante o da un dipendente in possesso dei requisiti. Il principio è previsto dall’articolo 3 della legge n. 1/1990. Leggi l’articolo su Normattiva.

RuoloResponsabilità operativeIndicatori utili
Responsabile tecnicosupervisione professionale, procedure, apparecchiature e conformitàpresenza, controlli, non conformità
Estetistaconsulenza, trattamento, scheda cliente, ripristino cabinaservizi/ora, rebooking, qualità, reclami
Receptionagenda, accoglienza, pagamenti e richiamotempi di risposta, no-show, conversione
Titolare/amministrazionebudget, fornitori, personale e controllo di gestionemargine, cassa, saturazione, costo del personale
Fornitori esternimanutenzione, pulizie specialistiche, consulenze e formazionetempi di intervento, SLA, costi e conformità

I turni devono essere costruiti sulla domanda prevista per fascia oraria, non soltanto sull’orario contrattuale. Confronta agenda storica, durata dei servizi e tasso di riempimento. Un addetto aggiuntivo crea valore solo se ci sono cabine, domanda e margine sufficienti per utilizzarlo.

Attrezzature, manutenzione e controlli

La legge n. 1/1990 consente l’impiego degli apparecchi elettromeccanici per uso estetico previsti dalla disciplina di settore. Il decreto 15 ottobre 2015, n. 206 ha aggiornato il regolamento e le relative schede tecnico-informative. Consulta il decreto in Gazzetta Ufficiale.

  • prima dell’acquisto: verificare che l’apparecchiatura sia compatibile con i servizi autorizzati, con la qualifica degli operatori e con il locale;
  • installazione: conservare manuali, dichiarazioni, schede tecniche e verbali di collaudo quando previsti;
  • uso: formare gli operatori e documentare parametri, limiti e controlli;
  • manutenzione: programmare interventi, verifiche funzionali e sostituzione dei consumabili;
  • fermo macchina: prevedere procedure per appuntamenti già prenotati, assistenza e servizio alternativo;

Il piano operativo deve evitare una discrepanza frequente: descrivere tecnologie avanzate nel testo, ma non inserirle negli investimenti, nei costi di manutenzione o nella capacità. Nel budget Estetica San Vitale è valorizzata un’apparecchiatura per radiofrequenza; altre tecnologie citate nel documento narrativo devono essere eliminate oppure quantificate e verificate.

Igiene, sanificazione e rischio biologico

Il rischio biologico non riguarda soltanto gli ambienti sanitari. INAIL segnala che può essere presente anche nei centri estetici e che non deve essere ignorato nella valutazione e nelle procedure di prevenzione. Approfondisci sul portale INAIL.

  • separazione dei percorsi: distinguere strumenti e materiali puliti da quelli utilizzati;
  • pulizia e disinfezione: definire prodotto, concentrazione, tempo di contatto, frequenza e responsabile;
  • strumenti riutilizzabili: applicare la procedura prevista in base al tipo di strumento e al rischio;
  • monouso: non riutilizzare materiali destinati a un solo impiego;
  • biancheria: organizzare raccolta, lavaggio, stoccaggio e rotazione;
  • incidenti: prevedere gestione di tagli, contaminazioni, guasti e reclami;

Le procedure devono essere coerenti con i regolamenti locali e con le indicazioni dei prodotti utilizzati. Evita formule generiche come “sanificare regolarmente”: indica chi, cosa, come, quando e con quale registrazione.

Sicurezza sul lavoro

Quando il centro impiega lavoratori, l’organizzazione deve essere coerente con il decreto legislativo n. 81/2008. Il datore di lavoro deve valutare i rischi e mantenere luoghi, impianti e dispositivi in condizioni di sicurezza e igiene; l’articolo 64 richiede anche regolare manutenzione tecnica e pulizia. Consulta il testo vigente.

RischioEsempi nel centro esteticoMisure operative da valutare
Biologicocontatto con cute, strumenti, biancheria e superficiprocedure, DPI quando necessari, igiene e gestione incidenti
Chimicodetergenti, disinfettanti, cosmetici e vaporischede di sicurezza, stoccaggio e formazione
Ergonomicoposture statiche, movimenti ripetitivi e lettiniorganizzazione postazioni, pause e attrezzature regolabili
Elettrico e apparecchiatureimpianti, prese, manutenzione e uso scorrettocontrolli, manuali, manutenzione e divieto di improvvisazioni
Radiazioni otticheapparecchiature che impiegano sorgenti specifichevalutazione tecnica, formazione e protezioni previste
Cadute e incendiopavimenti bagnati, ingombri, prodotti e vie di fugaordine, segnalazione, manutenzione e piano di emergenza

Per le apparecchiature laser, INAIL richiama la necessità di informazione tecnica e formazione adeguata, segnalando che i rischi sono spesso sottovalutati anche nei trattamenti estetici. Consulta la pubblicazione INAIL.

Schede clienti, privacy e dati particolari

Agenda, CRM, fotografie, anamnesi estetica e informazioni su allergie o condizioni rilevanti possono comportare il trattamento di dati personali e, in alcuni casi, di dati relativi alla salute. Devi raccogliere soltanto ciò che è necessario, definire finalità e tempi di conservazione, controllare gli accessi e separare il consenso marketing dalle informazioni necessarie al servizio.

Il Garante per la protezione dei dati personali indica tra i soggetti tenuti al registro delle attività di trattamento anche estetisti che trattano dati sanitari dei clienti, pure quando l’organizzazione ha meno di 250 dipendenti. Consulta le indicazioni del Garante.

  • accessi: ogni addetto deve vedere solo le informazioni necessarie al proprio ruolo;
  • fotografie: finalità clinico-estetica interna e pubblicazione promozionale richiedono valutazioni e consensi distinti;
  • messaggistica: promemoria e promozioni devono essere gestiti con basi giuridiche e preferenze coerenti;
  • backup: proteggere agenda, schede e documenti da perdita, accesso non autorizzato e dispositivi personali;
  • carta: evitare schede visibili in reception o conservate in armadi accessibili al pubblico;

Fornitori, magazzino e materiali di consumo

Un centro estetico utilizza molti materiali a basso valore unitario ma ad alta frequenza. La mancanza di un prodotto può bloccare il servizio; l’eccesso di scorte immobilizza liquidità e aumenta il rischio di scadenze.

ControlloRegola operativaKPI
Anagrafica fornitorialmeno un’alternativa per le categorie critichetempi medi e puntualità
Livello minimoriordino basato su consumo e tempo di consegnagiorni di copertura
Lotti e scadenzerotazione FEFO e registrazione quando utileprodotti scaduti o inutilizzati
Costo per servizioconsumo standard per trattamentoincidenza materiali/ricavi
Inventarioconteggio periodico e riconciliazionedifferenze inventariali
Non conformitàprocedura per prodotti danneggiati o richiamatitempi di isolamento e sostituzione

Nel caso Estetica San Vitale i costi variabili sono stimati in modo forfettario intorno al 5% dei prezzi, con un’incidenza contabile complessiva leggermente superiore per la presenza di altri oneri variabili. Prima dell’apertura è preferibile costruire una distinta minima per i servizi principali e verificarla sui consumi reali.

Procedure operative standard

Le procedure operative standard, o SOP, rendono il servizio replicabile e verificabile. Non devono diventare manuali astratti: una buona procedura è breve, utilizzabile durante il lavoro e collegata a un modulo o a un controllo.

Procedura minimaContenuto
Apertura e chiusuraaccessi, cassa, impianti, controllo locali e sicurezza
Preparazione cabinamateriali, biancheria, apparecchiatura e check iniziale
Erogazione serviziosequenza, tempi, limiti, registrazioni e istruzioni post-trattamento
Pulizia e ripristinosuperfici, strumenti, rifiuti e responsabilità
Manutenzionescadenze, registro, assistenza e gestione fermo macchina
Gestione clienteprenotazione, privacy, pagamenti, reclami e follow-up
Emergenze e incidentiprimo intervento, comunicazioni, registrazione e revisione della procedura

Per ogni procedura indica versione, data, responsabile e formazione ricevuta dal personale. Quando cambia un’apparecchiatura o un prodotto, la procedura deve essere aggiornata prima dell’utilizzo.

KPI e controllo di gestione

I KPI devono spiegare perché ricavi e margini cambiano. Non limitarti al fatturato mensile: collega domanda, capacità, qualità e costi.

KPIFormula o misuraCosa segnala
Saturazione agendaore vendute ÷ ore disponibiliutilizzo della capacità
Ricavo per ora disponibilericavi ÷ ore disponibilivalore generato dalla struttura
Ricavo per ora fatturataricavi ÷ ore vendutequalità del mix e dei prezzi
Ticket medioricavi ÷ servizivalore medio della prestazione
Tasso di ritornoclienti tornati ÷ clienti servitifidelizzazione reale
Rebookingclienti che prenotano di nuovo prima di uscire ÷ clienti serviticontinuità futura dell’agenda
No-showappuntamenti non eseguiti ÷ appuntamenti prenotatiperdita di capacità
Costo prodottimateriali consumati ÷ ricaviefficienza e sprechi
Reclami e rifacimenticasi ÷ serviziqualità e costo della non conformità
Ricavi per addettoricavi ÷ addetti equivalentiproduttività, da leggere con qualità e carichi

Il piano marketing del centro estetico deve essere coordinato con questi indicatori: non ha senso aumentare gli appuntamenti se le cabine sono sature o se il mix genera margini insufficienti.

🔍 Da controllare prima di fidarti della capacità teorica

  • tempi di preparazione e riassetto tra un cliente e l’altro;
  • pause, accoglienza, vendita di prodotti e attività non fatturabili;
  • assenze, ferie, formazione e riunioni operative;
  • eventuali colli di bottiglia dovuti a cabine o apparecchiature condivise;
  • ritardi, no-show e cancellazioni che riducono la capacità effettivamente vendibile.

Caso pratico: Estetica San Vitale

Il piano operativo del caso Bsness.com prevede l’apertura a dicembre 2027 con due addetti e 200 servizi nel primo mese. Nel 2028 gli addetti diventano tre e i servizi salgono a 4.267, pari a circa 356 prestazioni mensili e 14–15 al giorno su 300 giorni teorici di apertura.

AnnoAddettiUtilizzo capacitàServiziRicavi da servizi
2027250%2007.252 €
20283fino al 68%4.267162.452 €
2029470%7.035281.092 €
2030570%8.783368.757 €
2031570%8.783387.189 €

La crescita deriva dall’aumento simultaneo di personale e saturazione, mentre il mix dei servizi rimane sostanzialmente stabile. Questo rende il modello leggibile, ma richiede quattro verifiche prima di essere utilizzato come piano definitivo:

  • durata reale: includere preparazione e ripristino, non soltanto il tempo del trattamento;
  • cabine e apparecchiature: verificare che la compresenza sia fisicamente possibile;
  • assenze e attività non fatturabili: inserire ferie, formazione, amministrazione e manutenzione;
  • utenze e costi operativi: il budget corrente non valorizza energia, acqua, riscaldamento e connettività e tende quindi a sovrastimare l’utile;

Il caso dimostra il metodo, non garantisce il risultato. Per vedere tutte le ipotesi economiche consulta l’esempio completo di business plan per centro estetico.

✅ Approfondimento utile

Estetica San Vitale è lo stesso caso usato nel software business plan Centro estetico di Bsness.com. Se vuoi partire da un modello già impostato e sostituire le ipotesi con quelle del tuo progetto, puoi lavorare direttamente su servizi, tempi, personale, investimenti e previsioni economico-finanziarie.

Gli errori più comuni

ErroreConseguenzaCorrezione
confondere ore di apertura e ore vendibilicapacità e ricavi sovrastimaticalcolare tempi non fatturabili e colli di bottiglia
progettare il locale prima del processopercorsi inefficienti e costi di modificamappare flussi, servizi e requisiti prima dei lavori
acquistare apparecchiature senza pianoinvestimenti sottoutilizzati e manutenzione non previstacollegare ogni macchina a domanda, qualifica e capacità
dipendere da una sola personacancellazioni e blocco delle attivitàprocedure, formazione e piano di sostituzione
procedure soltanto verbaliqualità variabile e formazione difficileSOP brevi, registri e revisioni
raccogliere troppi dati clienterischi privacy senza utilità operativaminimizzazione, accessi e finalità chiare
non misurare no-show e rebookingagenda instabile e acquisizione continuamonitorare indicatori e politiche di prenotazione
aumentare il marketing con capacità saturaritardi, reclami e perdita di reputazionecoordinare campagne e disponibilità reale

Domande frequenti

Cosa deve contenere un piano operativo per un centro estetico?

Processi del cliente, capacità, organizzazione del locale, personale, attrezzature, igiene, sicurezza, privacy, scorte, procedure e KPI. Ogni elemento deve essere collegato a responsabilità e numeri del budget.

Come si calcola quanti clienti può servire il centro?

Parti da giorni, ore, addetti e percentuale di tempo fatturabile, poi applica i limiti di cabine, attrezzature e durata dei servizi. La capacità teorica va corretta con no-show, pause, pulizia e attività amministrative.

Quante cabine servono?

Dipende dal numero di servizi contemporanei, dalla durata, dalle apparecchiature e dai requisiti locali. Una cabina aggiuntiva è utile solo quando personale e domanda possono utilizzarla in modo redditizio.

Il responsabile tecnico deve essere sempre presente?

La legge n. 1/1990 prevede che garantisca la propria presenza durante lo svolgimento delle attività di estetica. L’organizzazione dei turni deve quindi assicurare copertura effettiva della sede.

Quali procedure bisogna scrivere prima dell’apertura?

Almeno apertura e chiusura, preparazione e ripristino cabina, trattamento, pulizia, manutenzione, gestione cliente, privacy, scorte, incidenti ed emergenze.

Quali KPI controllare ogni mese?

Saturazione agenda, ricavo per ora, ticket medio, ritorno clienti, rebooking, no-show, costo prodotti, reclami e produttività per addetto. La lettura deve collegare qualità, capacità e margine.

Un software di prenotazione basta per organizzare il centro?

No. Il software aiuta agenda, CRM e richiami, ma non sostituisce processi, responsabilità, procedure, controllo dei costi e formazione del personale. Per questo il piano operativo deve poi essere collegato a un business plan capace di tradurre capacità, investimenti, costi e ricavi in risultati economici e finanziari coerenti.

Conclusioni

Un centro estetico ben organizzato non dipende dall’improvvisazione del singolo operatore. Il piano operativo deve rendere visibili flusso del cliente, capacità vendibile, responsabilità, standard di qualità e indicatori economici.

Nel caso Estetica San Vitale il primo anno completo richiede 4.267 servizi con tre addetti. Prima di considerare credibile il fatturato, devi verificare che agenda, cabine, tempi, attrezzature e procedure siano in grado di sostenere quel volume senza sacrificare qualità e sicurezza.

📌 Trasforma il piano operativo in un business plan completo

Il piano operativo ha valore solo se è coerente con investimenti, volumi, ricavi, costi e fabbisogno finanziario. Con il software business plan Centro estetico di Bsness.com puoi partire da un esempio già completo, modificare le ipotesi del tuo progetto e aggiornare automaticamente tabelle, grafici e risultati.

  • modifica servizi, prezzi, tempi e personale;
  • controlla capacità, ricavi, costi e punto di pareggio;
  • verifica l’impatto operativo su utile e liquidità;
  • lavora su un esempio specifico per il mercato italiano.

Metodologia e fonti

I dati economici e operativi del caso Estetica San Vitale derivano dal budget proprietario Bsness.com e sono una simulazione modificabile. Le informazioni normative sono state verificate il 23 luglio 2026 sulle fonti ufficiali indicate nel testo.

Fonti principali: legge 4 gennaio 1990, n. 1 su Normattiva; decreto 15 ottobre 2015, n. 206 in Gazzetta Ufficiale; decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 su Normattiva; materiali INAIL sul rischio biologico e sui laser; indicazioni del Garante Privacy sul registro delle attività di trattamento.

Requisiti igienico-sanitari, dimensionali e procedurali possono essere integrati da norme regionali e regolamenti comunali. Prima di applicare il piano a una sede concreta, verifica le disposizioni del territorio e confrontati con i professionisti competenti.

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dott stefano ventura bsness

STEFANO VENTURA – Linkedin

È il fondatore di Bsness.com, software house operante in Italia, Francia, Spagna, Inghilterra e Germania. Si è laureato in economia e commercio presso l’Università di Bologna dove ha anche conseguito il titolo di Dottore Commercialista. Ha esercitato con successo la professione di Dottore Commercialista come esperto in budget e business plan per poi dedicarsi a tempo pieno alla crescita di Bsness.com.