Nel 2025, il franchising nel settore degli affittacamere in Italia offre nuove opportunità per chi desidera avviare un’attività ricettiva con un investimento iniziale più contenuto e rischi ridotti. I modelli di business disponibili si differenziano per fee d’ingresso, royalty e canoni periodici, oltre che per la presenza di un contratto dettagliato che regola aspetti come l’esclusiva territoriale e il livello di supporto fornito dal franchisor. È fondamentale conoscere i requisiti normativi aggiornati e le differenze amministrative tra le regioni italiane, così da operare in piena regola. La valutazione dei KPI specifici del settore aiuta a monitorare la redditività e la sostenibilità dell’attività nel tempo. Per facilitare la pianificazione e la gestione finanziaria, strumenti come il Software business plan 2025 Affittacamere AI consentono di redigere business plan dettagliati e calcolare indicatori chiave, offrendo un valido aiuto nella fase di avvio e presentazione alle banche.
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Modelli di business per affittacamere in franchising: panoramica 2025
Il settore degli affittacamere in franchising si sta evolvendo rapidamente in Italia, trainato dalla crescente domanda di soluzioni ricettive flessibili e dalla ricerca di formule imprenditoriali a basso rischio. Nel 2025, chi desidera entrare in questo mercato può scegliere tra diversi modelli di business, ciascuno con caratteristiche, requisiti e opportunità specifiche. Comprendere le differenze tra i format disponibili e i trend di mercato è fondamentale per individuare la strategia più adatta alle proprie esigenze e massimizzare il ritorno sull’investimento.
Principali format di franchising per affittacamere
I modelli di business per affittacamere in franchising si distinguono principalmente per il livello di struttura organizzativa e per il tipo di supporto offerto dal franchisor. Nel 2025, i format più diffusi sono:
- Franchising “chiavi in mano”: il franchisor fornisce un pacchetto completo che include formazione, allestimento degli ambienti, software gestionale e strategie di marketing. Questo modello è ideale per chi desidera avviare un’attività senza esperienza pregressa nel settore ricettivo.
- Affiliazione light: il franchisee mantiene una maggiore autonomia gestionale, ricevendo principalmente supporto commerciale e visibilità sul portale del brand. È una soluzione adatta a chi possiede già una struttura e vuole incrementare le prenotazioni sfruttando la notorietà del marchio.
- Conversione di strutture esistenti: molte catene propongono la possibilità di convertire un affittacamere indipendente in una struttura affiliata, beneficiando di standard qualitativi, sistemi di prenotazione centralizzati e campagne promozionali condivise.
La scelta tra questi modelli dipende da fattori come capitale disponibile, esperienza nel settore, dimensione dell’immobile e obiettivi di crescita.
Trend di mercato e nuove opportunità
Nel 2025, il mercato degli affittacamere in franchising è influenzato da alcuni trend chiave:
- Digitalizzazione dei servizi: l’adozione di piattaforme di prenotazione online e sistemi di check-in automatizzato è ormai uno standard, richiesto sia dai franchisor che dagli ospiti.
- Segmentazione dell’offerta: crescono i format specializzati, come affittacamere tematici (es. eco-friendly, business, family), che rispondono a target di clientela sempre più specifici.
- Flessibilità contrattuale: i nuovi contratti di franchising prevedono spesso durate più brevi e condizioni di recesso semplificate, per favorire l’ingresso di nuovi imprenditori.
- Integrazione con il turismo esperienziale: molte reti propongono pacchetti che includono attività locali, visite guidate e servizi aggiuntivi, aumentando il valore percepito dell’offerta.
Questi trend rendono il franchising per affittacamere una soluzione sempre più attrattiva, sia per chi parte da zero sia per chi vuole riqualificare una struttura già esistente.
Vantaggi e criticità dei diversi modelli
Ogni modello di franchising presenta vantaggi e criticità da valutare attentamente:
- I format “chiavi in mano” offrono maggiore sicurezza e supporto, ma richiedono investimenti iniziali più elevati e il rispetto di standard rigorosi.
- L’affiliazione light consente di contenere i costi fissi e mantenere autonomia, ma può offrire meno strumenti di marketing e formazione.
- La conversione di strutture esistenti permette di valorizzare immobili già operativi, ma comporta l’adeguamento a procedure e requisiti del brand.
In tutti i casi, è fondamentale analizzare attentamente fee d’ingresso, royalty, durata del contratto e condizioni di esclusiva, oltre al supporto effettivamente garantito dal franchisor.

Requisiti normativi e amministrativi per aprire un affittacamere in franchising
Normativa nazionale e differenze regionali
Aprire un affittacamere in franchising in Italia richiede il rispetto di una serie di requisiti normativi e amministrativi che variano in parte a seconda della regione in cui si intende operare. La disciplina di base è stabilita a livello nazionale, ma le Regioni e i Comuni hanno competenza in materia di turismo e possono introdurre regolamenti specifici relativi a requisiti strutturali, standard di servizio e procedure amministrative. È quindi fondamentale consultare la normativa regionale di riferimento e rivolgersi agli uffici comunali per conoscere eventuali adempimenti aggiuntivi.
Ad esempio, alcune regioni richiedono un numero minimo di camere o servizi aggiuntivi, mentre altre possono prevedere limiti sulla durata massima del soggiorno degli ospiti. Queste differenze possono incidere sia sulla scelta della location sia sulla struttura dell’offerta proposta dal franchisor.
Scia: segnalazione certificata di inizio attività
Uno degli adempimenti fondamentali per avviare un affittacamere in franchising è la presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) presso il Comune dove si trova l’immobile. La SCIA consente di iniziare l’attività immediatamente, ma è necessario allegare tutta la documentazione richiesta, che può includere:
- Planimetria e descrizione dei locali
- Certificazioni di conformità degli impianti
- Documentazione relativa alla sicurezza e all’igiene
- Eventuali autorizzazioni sanitarie
La SCIA rappresenta un passaggio obbligato e la sua corretta compilazione è essenziale per evitare sanzioni o sospensioni dell’attività. Il franchisor, in molti casi, offre supporto amministrativo per facilitare questa fase, fornendo modelli e assistenza nella raccolta dei documenti.
Partita iva e codici ATECO specifici
Per operare legalmente come affittacamere in franchising è indispensabile aprire una Partita IVA. La scelta del codice ATECO corretto è fondamentale per inquadrare l’attività dal punto di vista fiscale e contributivo. Il codice ATECO più utilizzato per gli affittacamere è il 55.20.51 – Affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence. Questo codice consente di svolgere l’attività in modo regolare e di accedere alle agevolazioni o agli obblighi previsti per il settore ricettivo extra-alberghiero.
La scelta del regime fiscale (ordinario o forfettario) dipende dal volume d’affari previsto e dalle caratteristiche dell’attività. Il franchisor può offrire consulenza anche su questi aspetti, aiutando l’affiliato a valutare la soluzione più adatta al proprio caso.
Altri adempimenti amministrativi
Oltre alla SCIA e alla Partita IVA, è necessario:
- Iscriversi al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio
- Comunicare l’inizio attività all’Autorità di Pubblica Sicurezza per la registrazione degli ospiti
- Verificare la conformità urbanistica e catastale dell’immobile
- Rispetto delle normative su privacy e sicurezza dei dati degli ospiti
Questi adempimenti sono spesso semplificati grazie al supporto del franchisor, che fornisce procedure standardizzate e assistenza nella gestione delle pratiche.

Costi di apertura e gestione di un affittacamere in franchising
Aprire un affittacamere in franchising rappresenta una soluzione interessante per chi desidera entrare nel settore dell’ospitalità con il supporto di un brand già affermato. Tuttavia, è fondamentale valutare attentamente tutti i costi legati all’apertura e alla gestione dell’attività, così da pianificare un investimento sostenibile e conoscere le spese ricorrenti che influenzeranno la redditività nel tempo. Di seguito analizziamo le principali voci di costo, fornendo esempi e range di spesa utili per orientarsi.
Investimento iniziale e fee di ingresso
L’investimento iniziale per aprire un affittacamere in franchising comprende diverse componenti: adeguamento dei locali secondo gli standard del franchisor, acquisto di arredi e dotazioni, pratiche amministrative e licenze. A questi si aggiunge la fee di ingresso, ovvero la quota una tantum richiesta dal brand per entrare a far parte della rete.
- Investimento iniziale complessivo: può variare sensibilmente in base alla località, alle dimensioni della struttura e al marchio scelto. In media, il range si attesta tra 30.000 e 80.000 euro per un affittacamere di piccole-medie dimensioni, comprensivo di arredi, impianti e prime forniture.
- Fee di ingresso: la maggior parte dei franchisor richiede una quota d’ingresso che oscilla tra 5.000 e 20.000 euro. Questa cifra copre la formazione iniziale, il diritto d’uso del marchio e il supporto per l’avvio.
- Licenze e pratiche amministrative: le spese per le autorizzazioni variano a seconda del Comune, ma generalmente si aggirano tra 500 e 2.000 euro.
È importante sottolineare che alcuni franchisor offrono formule “chiavi in mano”, che includono anche la progettazione degli spazi e la consulenza burocratica, semplificando ulteriormente l’avvio dell’attività.
Royalties e spese ricorrenti
Oltre all’investimento iniziale, la gestione di un affittacamere in franchising comporta costi periodici che incidono sulla marginalità. Le principali voci sono:
- Royalties: si tratta di una percentuale sul fatturato mensile o di una quota fissa che il franchisee deve corrispondere al franchisor. In Italia, le royalties per affittacamere e B&B in franchising si attestano generalmente tra il 4% e il 10% del fatturato, oppure tra 300 e 1.000 euro al mese in caso di quota fissa.
- Canone pubblicitario: alcuni marchi richiedono un contributo per le attività di marketing nazionale, spesso pari all’1-2% del fatturato mensile.
- Spese operative: utenze, personale, manutenzione, pulizie e forniture rappresentano costi ricorrenti che variano in base alla stagionalità e all’occupazione della struttura.
La trasparenza sulle spese ricorrenti è uno degli aspetti più apprezzati del franchising, poiché consente di stimare con precisione il punto di pareggio e il payback dell’investimento.
Valutazione economica e sostenibilità dell’investimento
Prima di aderire a un franchising per affittacamere, è fondamentale analizzare il business plan e stimare i principali indicatori economici:
- Punto di pareggio: rappresenta il livello di fatturato necessario per coprire tutti i costi fissi e variabili. In media, per un affittacamere in franchising, il punto di pareggio si raggiunge con un’occupazione media del 50-60% delle camere disponibili.
- Payback period: il tempo necessario a recuperare l’investimento iniziale. Secondo i modelli di business più diffusi, il payback si attesta tra 2 e 4 anni, a seconda della località e della stagionalità.
Il supporto del brand, la visibilità online e le strategie di pricing centralizzate sono elementi che possono accelerare il ritorno sull’investimento rispetto a una gestione indipendente.

Finanziamenti e incentivi per aprire un affittacamere in franchising nel 2025
Aprire un affittacamere in franchising nel 2025 rappresenta un’opportunità interessante, ma richiede un investimento iniziale che può essere sostenuto grazie a finanziamenti agevolati e incentivi pubblici. In questa sezione analizziamo le principali soluzioni disponibili per chi desidera entrare nel settore, con particolare attenzione a bandi regionali, finanziamenti a tasso zero e agevolazioni dedicate a giovani e donne.
Bandi regionali e incentivi locali per il settore ricettivo
Le Regioni italiane pubblicano periodicamente bandi specifici per sostenere lo sviluppo di nuove attività ricettive, tra cui gli affittacamere in franchising. Questi bandi possono prevedere contributi a fondo perduto o finanziamenti agevolati per coprire parte delle spese di avvio, come l’adeguamento dei locali, l’acquisto di arredi e attrezzature, o la formazione del personale.
- I bandi regionali sono spesso rivolti a chi apre in aree turistiche o nei centri storici, con l’obiettivo di valorizzare il territorio e aumentare la capacità ricettiva.
- Le Camere di commercio possono offrire voucher e contributi per la digitalizzazione e la promozione dell’attività.
- È importante monitorare i portali istituzionali regionali e delle Camere di commercio per non perdere le scadenze e le opportunità disponibili.
Accedere a questi incentivi può ridurre significativamente il payback period dell’investimento, accelerando il raggiungimento del punto di pareggio.
Finanziamenti a tasso zero e strumenti nazionali
Nel 2025 saranno ancora attivi diversi strumenti nazionali di finanziamento a supporto delle nuove imprese nel settore turistico e ricettivo. Tra i più rilevanti:
- Finanziamenti a tasso zero: programmi come “Nuove Imprese a Tasso Zero” (gestito dal MIMIT/ex MISE) permettono di ottenere prestiti senza interessi per coprire fino al 75% delle spese ammissibili, con particolare attenzione a giovani under 35 e donne.
- Credito d’imposta per il turismo: alcune misure nazionali prevedono crediti d’imposta per la riqualificazione delle strutture ricettive, inclusi gli affittacamere in franchising.
- Fondi europei e PNRR: parte delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è destinata al turismo sostenibile e all’innovazione delle PMI del settore hospitality.
Questi strumenti possono essere cumulati, rispettando le regole di ciascun bando, e rappresentano una leva fondamentale per ridurre il rischio finanziario dell’investimento iniziale.
Agevolazioni dedicate a giovani e donne imprenditrici
Il settore degli affittacamere in franchising è particolarmente accessibile a giovani imprenditori e donne, grazie a misure specifiche che favoriscono l’autoimpiego e l’imprenditoria femminile. Le principali agevolazioni includono:
- Contributi a fondo perduto per start-up guidate da giovani o donne, spesso cumulabili con i finanziamenti a tasso zero.
- Formazione gratuita e servizi di mentoring offerti da enti pubblici e associazioni di categoria.
- Priorità nell’accesso a bandi e voucher per la digitalizzazione e l’innovazione gestionale.
Queste agevolazioni possono incidere positivamente sulla sostenibilità economica dell’attività, facilitando l’accesso al credito e migliorando la competitività dell’impresa affiliata.
Consigli pratici per accedere ai finanziamenti
Per massimizzare le possibilità di ottenere finanziamenti e incentivi, è fondamentale:
- Preparare un business plan dettagliato che evidenzi il modello di business, le previsioni di crescita e i principali KPI (come payback e punto di pareggio).
- Verificare i requisiti di ammissibilità di ciascun bando o finanziamento, prestando attenzione a scadenze e documentazione richiesta.
- Affidarsi a consulenti specializzati o ai servizi di supporto offerti dai franchisor, che spesso dispongono di know-how specifico per la partecipazione a bandi e la gestione delle pratiche burocratiche.
Un approccio strutturato e informato può fare la differenza tra un investimento rischioso e un’attività di successo nel settore degli affittacamere in franchising.

Vantaggi e criticità dell’affiliazione in franchising per affittacamere
Supporto operativo e formazione: cosa offre il franchising
Uno dei principali vantaggi nell’affiliarsi a un franchising per affittacamere rispetto all’avvio indipendente è il supporto continuo fornito dal brand. I franchisor mettono a disposizione degli affiliati programmi di formazione iniziale e aggiornamenti periodici sulle migliori pratiche di gestione, accoglienza e amministrazione. Questo permette anche a chi non ha esperienza diretta nel settore di acquisire rapidamente competenze operative e gestire con maggiore sicurezza la propria struttura ricettiva.
Oltre alla formazione, il franchising offre assistenza nella fase di apertura, dalla scelta della location all’allestimento degli spazi, fino alla gestione delle pratiche burocratiche. L’affiliato può così ridurre il rischio di errori tipici delle nuove attività e beneficiare di procedure collaudate che aumentano le probabilità di successo.
Marketing, visibilità e gestione della clientela
Un altro aspetto determinante è il potere del marchio. Affiliarsi a una rete consolidata significa poter contare su campagne di marketing centralizzate, presenza su portali di prenotazione e strategie di comunicazione già testate. Questo consente di raggiungere un pubblico più ampio e di acquisire clientela fin dai primi mesi di attività, cosa spesso difficile per una struttura indipendente.
Le catene di franchising per affittacamere e B&B forniscono anche strumenti gestionali digitali per la prenotazione, la fatturazione e la gestione delle recensioni, semplificando notevolmente il lavoro quotidiano dell’affiliato. In molti casi, il supporto si estende anche alla definizione delle tariffe e all’ottimizzazione dell’occupazione delle camere, grazie all’esperienza maturata dal franchisor nel settore.
Costi, fee e condizioni contrattuali: cosa valutare
Affiliarsi a un franchising comporta costi specifici che vanno valutati attentamente. Tra questi, la fee d’ingresso (una tantum per l’accesso al network), le royalty periodiche (solitamente calcolate in percentuale sul fatturato) e, in alcuni casi, canoni fissi per servizi aggiuntivi. Questi costi sono giustificati dal supporto e dalla visibilità offerti, ma è fondamentale analizzare il rapporto tra investimento e benefici attesi.
Il contratto di franchising stabilisce anche durata, clausole di esclusiva territoriale e modalità di recesso. Prima di firmare, è importante leggere con attenzione ogni dettaglio e valutare la flessibilità del contratto rispetto alle proprie esigenze imprenditoriali. Alcuni franchisor offrono condizioni più vantaggiose per chi apre in aree strategiche o in periodi promozionali.
Indicatori di performance e tempi di rientro dell’investimento
Un elemento chiave nella scelta tra franchising e avvio indipendente è la valutazione dei principali KPI (indicatori di performance), come il payback period (tempo di rientro dell’investimento) e il punto di pareggio. I franchisor più strutturati forniscono dati storici e proiezioni basate sulle performance delle altre strutture affiliate, aiutando così l’imprenditore a stimare con maggiore precisione i tempi di ritorno economico.
In genere, grazie al supporto e alla notorietà del marchio, il payback di un affittacamere in franchising può essere più rapido rispetto a una struttura indipendente, ma molto dipende dalla localizzazione, dalla dimensione e dalla capacità di gestione dell’affiliato.
Punti di attenzione: autonomia e vincoli
Nonostante i numerosi vantaggi, è importante considerare anche i vincoli imposti dal franchising. L’affiliato deve rispettare standard qualitativi, linee guida operative e, spesso, limitazioni nella personalizzazione dell’offerta. Questo può ridurre la libertà imprenditoriale, ma garantisce una maggiore coerenza e affidabilità percepita dal cliente finale.
In sintesi, scegliere il franchising per un affittacamere rappresenta una soluzione ideale per chi desidera avviare un’attività con il supporto di un brand riconosciuto e con processi già rodati. Tuttavia, è fondamentale valutare attentamente costi, condizioni contrattuali e il proprio desiderio di autonomia prima di prendere una decisione definitiva.

Domande frequenti sul franchising per Affittacamere nel 2025
Quali sono i nuovi franchising affittacamere nati nel 2025?
Nel 2025 il settore affittacamere in Italia vede la nascita di nuovi modelli di business, come evidenziato nella guida dedicata ai modelli di business per affittacamere. Tuttavia, i dettagli sui singoli marchi appena lanciati non sono specificati nelle fonti disponibili.
Quanto costa aprire un affittacamere in franchising?
Le fonti consultate non riportano un costo preciso per l’apertura di un affittacamere in franchising nel 2025. Tuttavia, viene sottolineata l’importanza di valutare attentamente il modello di business e la strategia più efficace per ottimizzare l’investimento iniziale.
Quali incentivi sono disponibili per chi apre nel 2025?
Non sono indicati incentivi specifici per chi apre un affittacamere in franchising nel 2025 secondo le fonti disponibili. Si consiglia di consultare le normative locali e i bandi regionali per eventuali agevolazioni aggiornate.
Meglio aprire un B&B o un affittacamere?
La scelta tra B&B e affittacamere dipende dalle proprie esigenze e dal modello di business preferito. Le fonti suggeriscono di valutare attentamente le differenze gestionali e normative tra le due formule prima di decidere quale attività avviare.
Quali sono i franchising più redditizi nel settore ricettivo?
Le principali catene di hotel in franchising sono considerate tra le più redditizie nel settore ricettivo, sia in Italia che a livello internazionale. Le fonti citano l’importanza di affiliarsi a marchi consolidati per massimizzare la redditività.
È possibile aprire un affittacamere senza partita IVA?
Le fonti non forniscono indicazioni specifiche sulla possibilità di aprire un affittacamere senza partita IVA. Si raccomanda di verificare la normativa vigente e le condizioni richieste per l’avvio dell’attività.
Fonti analizzate
Articolo scritto il 29/10/2025

STEFANO VENTURA – Linkedin
È il fondatore di Bsness.com, software house operante in Italia e Spagna. Si è laureato in economia e commercio presso l’Università di Bologna dove ha anche conseguito il titolo di Dottore Commercialista. Ha esercitato con successo la professione di Dottore Commercialista come esperto in budget e business plan per poi dedicarsi a tempo pieno alla crescita di Bsness.com.


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