Questo esempio di business plan per una Distilleria artigianale รจ pensato per il contesto italiano del 2026, con particolare attenzione a una cittร  di medie dimensioni nel Nord Italia. Lโ€™orizzonte temporale di 3 anni consente di valutare in modo realistico tutte le fasi del progetto: dallโ€™avvio e posizionamento sul mercato, fino alla crescita di clienti e ricavi. Il piano prende in esame la scelta della forma giuridica piรน adatta, la struttura produttiva e commerciale, e la pianificazione degli investimenti iniziali, come la ristrutturazione dei locali e lโ€™acquisto di impianti. Attraverso un piano economico-finanziario dettagliato, vengono stimati i flussi di cassa, i margini e la sostenibilitร  dellโ€™attivitร , considerando anche i principali rischi e scenari futuri. Questa guida offre una base concreta per comprendere la logica di un business plan aggiornato alle esigenze del settore distillazione in Italia.

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Descrizione dellโ€™impresa tipo: distilleria artigianale nel nord italia

Forma giuridica e sede produttiva

Il business plan prende in esame una distilleria artigianale costituita come Srl semplificata, una delle forme giuridiche piรน adatte per una nuova impresa di questo settore grazie alla flessibilitร  gestionale e ai costi contenuti di costituzione. La sede produttiva รจ prevista in una zona artigianale di una cittร  di circa 80.000 abitanti nel Nord Italia, scelta strategica per la facilitร  di accesso alle infrastrutture e la vicinanza ai principali mercati di sbocco.

La struttura comprende un laboratorio di 250 mq dotato di tutte le attrezzature necessarie per la distillazione, lo stoccaggio e lโ€™imbottigliamento. Allโ€™interno รจ prevista anche unโ€™area degustazione dedicata allโ€™accoglienza di clienti, operatori del settore e turisti, elemento distintivo per rafforzare il legame con il territorio e promuovere la cultura dei distillati locali.

Idea di business e posizionamento

Lโ€™idea imprenditoriale si fonda sulla produzione artigianale di grappa, gin e liquori locali, con una particolare attenzione alla qualitร  delle materie prime e alla filiera corta. La distilleria si propone di coniugare innovazione e tradizione: lo stile produttivo sarร  moderno, ma fortemente radicato nelle tipicitร  del territorio e nelle ricette locali.

Il posizionamento di mercato punta a distinguersi per artigianalitร , autenticitร  e sostenibilitร , elementi sempre piรน apprezzati dai consumatori italiani e stranieri. La scelta di una filiera corta consente di valorizzare i prodotti locali e di garantire la tracciabilitร  delle materie prime, rafforzando la reputazione dellโ€™azienda come punto di riferimento per i distillati di qualitร .

Target di mercato e canali di vendita

Il target individuato comprende consumatori adulti attenti alla qualitร  e allโ€™origine dei prodotti, ristoranti ed enoteche interessati a proporre distillati locali di pregio, e turisti enogastronomici attratti dalle esperienze autentiche e dalla possibilitร  di degustare prodotti tipici direttamente in distilleria.

I principali canali di vendita saranno la vendita diretta in sede (anche attraverso degustazioni guidate), la distribuzione locale presso ristoranti ed enoteche, e la partecipazione a eventi e fiere di settore. In prospettiva, si prevede anche lo sviluppo di un canale e-commerce per raggiungere una clientela piรน ampia, sia in Italia che allโ€™estero.

Obiettivi a medio termine (3-5 anni)

  • Raggiungere ricavi annui di 250.000โ‚ฌ entro il terzo anno di attivitร , grazie allโ€™ampliamento della clientela e allโ€™incremento della produzione.
  • Conquistare una quota di mercato locale del 10%, diventando un punto di riferimento per i distillati artigianali nella provincia di riferimento.
  • Posizionarsi come azienda leader per la produzione di grappa, gin e liquori artigianali della zona, valorizzando la filiera corta e la qualitร  dei prodotti.

Questi obiettivi sono coerenti con le potenzialitร  del mercato locale e con la crescente domanda di prodotti artigianali di alta qualitร . Il piano prevede una crescita graduale, sostenuta da investimenti mirati in attrezzature, marketing e formazione del personale.

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Analisi di mercato per una distilleria artigianale in italia nel 2026

Crescita della domanda di distillati artigianali e tendenze di consumo

Negli ultimi anni, il mercato italiano dei distillati artigianali ha registrato una crescita significativa, trainata dallโ€™interesse dei consumatori verso prodotti locali, di qualitร  e con una forte identitร  territoriale. I clienti sono sempre piรน attenti alla provenienza degli ingredienti, alla trasparenza dei processi produttivi e allo storytelling che accompagna ogni bottiglia. Questa tendenza si riflette nella ricerca di esperienze autentiche, come degustazioni in distilleria, visite guidate e partecipazione a eventi dedicati.

Il segmento dei distillati artigianali si posiziona in una fascia di prezzo medio-alta, rivolgendosi a un pubblico disposto a riconoscere un valore aggiunto rispetto ai prodotti industriali. La domanda รจ sostenuta sia da consumatori privati che da operatori del settore Ho.Re.Ca. (ristoranti, enoteche, cocktail bar) alla ricerca di referenze esclusive da proporre alla propria clientela.

Analisi della concorrenza: distillerie artigianali, grandi marchi e produttori di liquori

Il panorama competitivo si articola su tre principali categorie:

  • Distillerie artigianali: realtร  di piccole e medie dimensioni, spesso a conduzione familiare, che puntano su artigianalitร , filiera corta e unicitร  del prodotto. Il loro punto di forza รจ la capacitร  di raccontare il territorio e di instaurare un rapporto diretto con il cliente. Tuttavia, limiti nella distribuzione e nella capacitร  produttiva possono rappresentare una debolezza rispetto ai grandi player.
  • Grandi marchi industriali: aziende con una presenza consolidata nella GDO (grande distribuzione organizzata) e una forte riconoscibilitร  del brand. Offrono prodotti standardizzati a prezzi competitivi, ma spesso non riescono a soddisfare la richiesta di autenticitร  e personalizzazione che caratterizza il consumatore moderno.
  • Produttori di liquori: includono sia artigiani che aziende di medie dimensioni specializzate in liquori tradizionali. Il loro vantaggio รจ la varietร  dellโ€™offerta, ma possono soffrire la concorrenza dei distillati puri in termini di percezione di qualitร  e innovazione.

La concorrenza si distribuisce su fasce di prezzo differenti: i prodotti industriali dominano la fascia bassa, mentre le distillerie artigianali si contendono la fascia medio-alta, puntando su ingredienti selezionati, lavorazioni manuali e packaging curato.

Posizionamento strategico e leve di marketing

La distilleria oggetto di questo business plan si posiziona nella fascia medio-alta del mercato, con una proposta focalizzata su ingredienti locali di qualitร , processi produttivi trasparenti e un forte storytelling legato al territorio. Questo posizionamento permette di differenziarsi sia dai grandi marchi industriali sia dai piccoli produttori meno strutturati.

Le principali leve di marketing individuate sono:

  • Vendita diretta in distilleria: offre unโ€™esperienza immersiva e fidelizza il cliente, aumentando il valore percepito del prodotto.
  • E-commerce proprietario: consente di raggiungere una clientela nazionale, ampliando il bacino di utenza e garantendo margini piรน elevati rispetto ai canali tradizionali.
  • Eventi e degustazioni: rafforzano il legame con il territorio e generano ricavi aggiuntivi, oltre a favorire il passaparola.
  • Collaborazioni con ristoranti ed enoteche: permettono di presidiare il canale Ho.Re.Ca. e di posizionare il brand come sinonimo di eccellenza.
  • Presenza sui social media: fondamentale per raccontare la filosofia aziendale, coinvolgere la community e promuovere novitร  e iniziative.

Queste strategie sono strettamente collegate ai ricavi previsti nel piano economico-finanziario: la vendita diretta e lโ€™e-commerce garantiscono margini elevati, mentre le collaborazioni con il canale Ho.Re.Ca. assicurano volumi costanti. Gli eventi e le degustazioni rappresentano una fonte di reddito accessoria ma strategica per la visibilitร  e la fidelizzazione.

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Struttura organizzativa e dotazioni di una distilleria in italia nel 2026

Descrizione dei locali: spazi produttivi e commerciali

Per avviare una distilleria moderna in Italia nel 2026, รจ fondamentale progettare e realizzare una struttura funzionale che risponda sia alle esigenze produttive sia a quelle commerciali. I locali tipici di una distilleria comprendono:

  • Laboratorio produttivo: รจ il cuore dellโ€™attivitร , dove avvengono tutte le fasi della distillazione. Deve essere dotato di impianti a norma, spazi per la lavorazione delle materie prime e aree dedicate al controllo qualitร .
  • Area degustazione e vendita: uno spazio accogliente, separato dalla zona produttiva, dove i clienti possono assaggiare i prodotti e acquistare direttamente. Questo ambiente contribuisce a rafforzare il brand e favorisce la fidelizzazione della clientela.
  • Magazzino materie prime e prodotti finiti: locale separato e ben organizzato, indispensabile per lo stoccaggio sicuro delle materie prime (frutta, cereali, erbe aromatiche) e dei distillati pronti per la vendita. La gestione efficiente del magazzino รจ cruciale per garantire la continuitร  produttiva e la qualitร  dei prodotti.

La scelta e la disposizione dei locali influiscono direttamente sullโ€™efficienza operativa e sulla percezione del marchio da parte dei clienti.

Principali attrezzature: dotazione tecnica e arredi

Una distilleria richiede attrezzature specifiche per garantire la qualitร  e la sicurezza dei processi produttivi. Gli investimenti iniziali devono coprire:

  • Alambicchi: macchinari fondamentali per la distillazione, disponibili in diverse capacitร  e tecnologie (tradizionali o a colonna), scelti in base al volume di produzione previsto.
  • Imbottigliatrici: sistemi automatici o semi-automatici per il riempimento e la chiusura delle bottiglie, essenziali per ottimizzare i tempi e garantire lโ€™igiene.
  • Serbatoi: contenitori in acciaio inox per la fermentazione, lo stoccaggio e la miscelazione dei distillati.
  • Arredi per degustazione: banconi, tavoli, sedute e scaffalature per lโ€™esposizione dei prodotti, che contribuiscono a creare un ambiente accogliente e professionale per i visitatori.

La scelta di attrezzature efficienti e certificate รจ determinante per la qualitร  finale dei distillati e per la sicurezza degli operatori.

Organigramma e personale: ruoli chiave e gestione operativa

Lโ€™organizzazione di una distilleria di piccole-medie dimensioni prevede una struttura snella ma ben definita, composta da:

  • Imprenditore: responsabile della gestione generale, delle strategie di sviluppo e dei rapporti con fornitori e clienti istituzionali.
  • Mastro distillatore: figura tecnica specializzata, si occupa della produzione, del controllo qualitร  e della supervisione dei processi di distillazione.
  • Addetto commerciale/marketing: gestisce la promozione dei prodotti, le vendite dirette e online, la comunicazione e lโ€™organizzazione di eventi.
  • Collaboratore stagionale: supporta le attivitร  produttive e commerciali nei periodi di maggiore affluenza, in particolare durante i picchi stagionali.

Questa organizzazione flessibile consente di ottimizzare i costi fissi e di adattarsi rapidamente alle variazioni della domanda.

Orari di apertura, stagionalitร  e processi operativi

La distilleria opera tipicamente 5 giorni su 7, con aperture straordinarie in occasione di eventi, degustazioni guidate o visite di gruppi organizzati. La stagionalitร  incide in modo significativo sullโ€™attivitร : i picchi di domanda si registrano in autunno e inverno, in concomitanza con le festivitร  e le tradizioni legate ai distillati.

I processi operativi principali includono:

  • Produzione e distillazione delle materie prime
  • Imbottigliamento e confezionamento
  • Vendita diretta e gestione clienti
  • Attivitร  di promozione e marketing

La gestione efficiente di questi processi รจ essenziale per garantire la qualitร  del prodotto e la soddisfazione del cliente.

Collegamento ai costi fissi principali

Lโ€™organizzazione descritta comporta costi fissi rilevanti che incidono sulla sostenibilitร  economica dellโ€™impresa. I principali sono:

  • Personale: stipendi e contributi per le figure chiave e i collaboratori stagionali.
  • Affitto dei locali: canoni mensili per laboratorio, area vendita e magazzino.
  • Utenze: costi di energia elettrica, acqua, riscaldamento e smaltimento rifiuti.

Unโ€™attenta pianificazione dei costi fissi รจ indispensabile per la redditivitร  della distilleria, soprattutto nei primi anni di attivitร .

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Investimenti iniziali per una distilleria in italia: voci, classificazione e fonti di finanziamento

Principali voci di investimento iniziale per una distilleria

Per avviare una distilleria artigianale in Italia nel 2026, รจ fondamentale pianificare con attenzione tutte le voci di investimento iniziale. Queste spese rappresentano la base su cui costruire unโ€™attivitร  solida e competitiva. Le principali categorie di investimento includono:

  • Ristrutturazione dei locali: adeguamento degli spazi produttivi e dellโ€™area degustazione secondo le normative igienico-sanitarie e di sicurezza.
  • Acquisto di alambicchi e impianti di distillazione: cuore tecnologico dellโ€™attivitร , necessari per la produzione di distillati di qualitร .
  • Arredi per area degustazione: allestimento di uno spazio accogliente per la clientela, fondamentale per la valorizzazione del prodotto e lโ€™esperienza di brand.
  • Software gestionale e business plan: strumenti digitali per la gestione amministrativa, contabile e operativa della distilleria.
  • Primo stock di materie prime: acquisto iniziale di ingredienti (cereali, frutta, botaniche) necessari per avviare la produzione.

Queste voci rappresentano gli investimenti strutturali e operativi indispensabili per lโ€™avvio dellโ€™attivitร  e per garantire la conformitร  alle normative di settore.

Investimenti ammortizzabili e spese di avviamento: differenze e importanza

Nel business plan di una distilleria รจ essenziale distinguere tra investimenti ammortizzabili e spese di avviamento:

  • Investimenti ammortizzabili: comprendono beni durevoli che verranno utilizzati per piรน anni e che possono essere ammortizzati a bilancio. In questa categoria rientrano:
    • Alambicchi e impianti di distillazione
    • Arredi per area degustazione
    • Software gestionale
  • Spese di avviamento: riguardano costi non capitalizzabili, sostenuti una tantum per lโ€™avvio dellโ€™attivitร , tra cui:
    • Consulenze tecniche e amministrative (per pratiche, permessi, licenze)
    • Oneri per licenze e autorizzazioni
    • Marketing iniziale e comunicazione (branding, sito web, materiali promozionali)

Questa distinzione รจ fondamentale per la corretta pianificazione finanziaria e per la gestione fiscale dellโ€™impresa.

Fonti di finanziamento: capitale proprio, credito bancario e agevolazioni

La copertura degli investimenti iniziali richiede una strategia finanziaria ben strutturata. Le principali fonti di finanziamento previste per una distilleria sono:

  • Capitale proprio degli imprenditori: rappresenta la base di soliditร  finanziaria e consente di accedere piรน facilmente a ulteriori forme di credito.
  • Finanziamento bancario a medio termine: utile per coprire una parte degli investimenti ammortizzabili, con piani di rimborso sostenibili in base ai flussi di cassa previsti.
  • Agevolazioni regionali per imprese artigiane: in alcune regioni italiane sono disponibili contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati o crediti dโ€™imposta per sostenere lโ€™avvio di nuove attivitร  artigianali, tra cui le distillerie.

La combinazione di queste fonti permette di ridurre il rischio finanziario e di ottimizzare la struttura del capitale, favorendo la sostenibilitร  dellโ€™impresa nei primi anni di attivitร .

Preparazione della tabella investimenti per il piano economico-finanziario

La tabella degli investimenti iniziali rappresenta un elemento centrale del piano economico-finanziario. In questa sezione, tutte le voci sopra elencate verranno quantificate e suddivise tra investimenti ammortizzabili e spese di avviamento, specificando per ciascuna la fonte di finanziamento prevista. Questo passaggio รจ cruciale per valutare la sostenibilitร  del progetto e per presentare il business plan a banche o investitori.

Nel prossimo capitolo verrร  presentata una tabella dettagliata degli investimenti con importi stimati e ripartizione delle fonti di copertura, in linea con le migliori pratiche di pianificazione finanziaria per il settore distillazione.

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Piano economico-finanziario per una distilleria in italia: ipotesi, struttura e indicatori chiave

Ipotesi di base: clienti, prezzi e giorni di attivitร 

Per la redazione di un business plan efficace per una distilleria in Italia nel 2026, รจ fondamentale partire da alcune ipotesi chiave che guidano la costruzione del piano economico-finanziario. Si ipotizza che la distilleria possa acquisire circa 1.000 clienti il primo anno, con una crescita progressiva fino a 1.800 clienti annui entro il terzo anno. Lo scontrino medio per cliente si attesta tra 35 e 40 euro, in linea con il posizionamento di mercato di prodotti artigianali di qualitร . Lโ€™attivitร  si svolge su 220 giorni lavorativi allโ€™anno, considerando la stagionalitร  e la necessitร  di periodi di produzione e affinamento.

Il margine lordo sui prodotti (differenza tra prezzo di vendita e costo diretto di produzione) si colloca tra il 55% e il 60%, grazie a una gestione attenta delle materie prime e a un posizionamento premium. I costi fissi principali includono personale, affitto, utenze e assicurazioni, elementi imprescindibili per la continuitร  e la sicurezza dellโ€™attivitร .

Struttura delle tabelle economico-finanziarie

Il piano economico-finanziario di una distilleria si articola in alcune tabelle fondamentali:

  • Ricavi annui: calcolati come numero clienti x scontrino medio.
  • Costi variabili: materie prime (alcol, botaniche, aromi), confezionamento (bottiglie, etichette, packaging).
  • Costi fissi: personale, affitto, utenze, assicurazioni.
  • Conto economico sintetico a 3 anni: sintesi di ricavi, costi variabili, costi fissi e risultato operativo.

Di seguito un esempio semplificato di struttura tabellare:

AnnoClientiRicavi (โ‚ฌ)Costi variabili (โ‚ฌ)Costi fissi (โ‚ฌ)Risultato operativo (โ‚ฌ)
11.00037.00016.65018.0002.350
21.40052.00023.40018.50010.100
31.80068.00030.60019.00018.400

Questa tabella รจ esemplificativa e serve a mostrare la logica di costruzione del piano. Per una valutazione dettagliata su 5 anni e con scenari multipli, รจ consigliabile utilizzare strumenti specifici come il Software business plan Distilleria AI.

Indicatori di redditivitร  e bancabilitร 

Per valutare la sostenibilitร  economica e la bancabilitร  del progetto, si considerano alcuni indicatori chiave:

  • Margine operativo lordo (MOL): rappresenta la differenza tra ricavi e costi operativi (variabili e fissi), ed รจ un segnale della capacitร  dellโ€™impresa di generare cassa.
  • Incidenza dei costi fissi sui ricavi: un valore inferiore al 40% indica una buona leva operativa e una struttura dei costi sostenibile.
  • Break-even point: il punto di pareggio, stimato in circa 150.000 euro di ricavi annui per una distilleria di piccole dimensioni, rappresenta il livello minimo di fatturato necessario per coprire tutti i costi.
  • DSCR (Debt Service Coverage Ratio): รจ lโ€™indicatore utilizzato dalle banche per valutare la capacitร  dellโ€™azienda di rimborsare eventuali finanziamenti. Un DSCR superiore a 1,2 รจ generalmente considerato positivo.

Questi indicatori sono fondamentali per presentare il business plan a potenziali investitori o istituti di credito e per monitorare lโ€™andamento dellโ€™attivitร  nei primi anni.

Nota metodologica e strumenti consigliati

Lโ€™esempio riportato รจ semplificato e serve a illustrare la logica di base di un piano economico-finanziario per una distilleria. Per analisi piรน approfondite, simulazioni su 5 anni e valutazione di scenari multipli (prudente, base, ottimistico), si raccomanda lโ€™utilizzo di software specializzati come il Software business plan Distilleria AI, che consente di integrare tutte le variabili e produrre report dettagliati.

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Rischi principali e scenari economici per una distilleria in italia nel 2026

Principali rischi per una distilleria: analisi e strategie di gestione

Nel settore delle distillerie italiane, lโ€™analisi dei rischi rappresenta un passaggio cruciale per la sostenibilitร  del business. I principali rischi che una distilleria deve affrontare nel 2026 sono:

  • Calo della domanda locale: la domanda di distillati puรฒ subire flessioni a causa di cambiamenti nei gusti dei consumatori, crisi economiche o tendenze salutistiche.
  • Concorrenza dei grandi marchi: i brand affermati possono esercitare una forte pressione sui prezzi e sulla distribuzione, rendendo difficile per le nuove distillerie emergere.
  • Aumento dei costi delle materie prime: la volatilitร  dei prezzi di alcol, zucchero, aromi e bottiglie puรฒ impattare direttamente sui margini di profitto.
  • Normative stringenti su produzione e vendita di alcolici: il settore รจ regolato da leggi severe che possono cambiare rapidamente, imponendo nuovi obblighi o limitazioni.
  • Stagionalitร  delle vendite: i distillati possono registrare picchi di vendita in determinati periodi (es. festivitร ), con rischi di sovrapproduzione o invenduto negli altri mesi.

Per gestire questi rischi, รจ fondamentale adottare strategie di mitigazione efficaci:

  • Diversificazione dei prodotti: sviluppare linee di distillati artigianali, aromatizzati o a basso tenore alcolico per intercettare nuovi segmenti di mercato.
  • Accordi commerciali: stipulare partnership con distributori locali, enoteche e ristoranti per garantire una presenza costante sul territorio.
  • Controllo dei costi: monitorare costantemente le spese operative e valutare fornitori alternativi per le materie prime.
  • Aggiornamento continuo sulle normative: seguire le evoluzioni legislative tramite consulenti specializzati e associazioni di categoria.

Scenari economici: prudente, base e ottimistico

Per valutare la sostenibilitร  del progetto, il business plan della distilleria prevede tre scenari economici a tre anni:

  • Scenario prudente: si ipotizza una crescita dei ricavi inferiore alle attese (ad esempio -15% rispetto al piano base), margini ridotti a causa di costi fissi elevati e difficoltร  nellโ€™acquisizione di nuovi clienti. In questo caso, la distilleria dovrร  focalizzarsi su efficienza operativa e riduzione delle spese non essenziali.
  • Scenario base: prevede una crescita regolare dei ricavi (circa +5% annuo), mantenimento dei margini lordi e una progressiva espansione della clientela locale e regionale. Questo scenario si fonda su una gestione attenta dei costi e su una buona penetrazione commerciale.
  • Scenario ottimistico: contempla una rapida espansione grazie a partnership strategiche (es. accordi con catene di distribuzione o export), ricavi superiori al +15% annuo e margini in crescita. In questo caso, la distilleria potrร  investire in innovazione di prodotto e marketing su scala nazionale.

Monitoraggio e strumenti per la sostenibilitร  del progetto

Per garantire la sostenibilitร  economico-finanziaria della distilleria, รจ essenziale monitorare mensilmente alcuni indicatori chiave:

  • Ricavi per linea di prodotto e canale di vendita
  • Margine lordo e incidenza dei costi variabili
  • Costo del personale e produttivitร 
  • Oneri finanziari (interessi, rate di finanziamento, leasing)

Lโ€™utilizzo di un software dedicato come Software business plan Distilleria AI consente di aggiornare rapidamente le ipotesi di vendita, costi e investimenti, confrontare i diversi scenari e verificare la sostenibilitร  del progetto nel tempo. Questo strumento permette anche di simulare lโ€™impatto di variazioni normative o di mercato, offrendo un supporto decisionale concreto e tempestivo allโ€™imprenditore.

In conclusione, la gestione proattiva dei rischi e il monitoraggio costante dei dati economici sono elementi imprescindibili per il successo di una distilleria in Italia nel 2026. Lโ€™adozione di strumenti digitali avanzati e una strategia flessibile permetteranno di affrontare le sfide del mercato e di cogliere le opportunitร  di crescita.

Articolo scritto il 10/12/2025

dott stefano ventura bsness

STEFANO VENTURALinkedin

รˆ il fondatore di Bsness.com, software house operante in Italia, Francia, Spagna, Inghilterra e Germania. Si รจ laureato in economia e commercio presso l’Universitร  di Bologna dove ha anche conseguito il titolo di Dottore Commercialista. Ha esercitato con successo la professione di Dottore Commercialista come esperto in budget e business plan per poi dedicarsi a tempo pieno alla crescita di Bsness.com.