Questo esempio di business plan per un discount alimentare offre una panoramica concreta su come strutturare e valutare un progetto imprenditoriale in Italia nel 2026, con un orizzonte temporale di 3 anni. Analizziamo il caso di โRisparmioPronto Discount S.r.l.โ, una piccola impresa a gestione diretta pensata per una cittร del Nord Italia di circa 80.000 abitanti. Il piano affronta tutti gli aspetti chiave: dalla definizione degli investimenti iniziali necessari per lโadeguamento dei locali e lโacquisto delle attrezzature, allโanalisi dei costi fissi e variabili, fino alla stima dei ricavi basata su ipotesi realistiche di affluenza e scontrino medio. Particolare attenzione รจ dedicata al piano economico-finanziario triennale, alla gestione del flusso di cassa e alla valutazione dei principali rischi e scenari di mercato, elementi essenziali per la sostenibilitร dellโattivitร in un settore competitivo come quello della grande distribuzione organizzata.
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Descrizione dellโimpresa discount: struttura, idea e obiettivi
Identitร e struttura dellโimpresa โrisparmiopronto discountโ
RisparmioPronto Discount S.r.l. รจ unโimpresa di nuova costituzione che si propone di entrare nel mercato della grande distribuzione organizzata a partire dal 2026. La societร assume la forma giuridica di S.r.l. per garantire una gestione efficiente e una responsabilitร limitata dei soci. La sede operativa sarร situata in una zona semicentrale di una cittร italiana di medie dimensioni, in un locale commerciale di circa 350 mq. Questa metratura รจ stata scelta per ottimizzare i costi di gestione e offrire un assortimento funzionale, mantenendo unโesperienza dโacquisto rapida e agevole.
Lโimpresa nasce con lโobiettivo di rispondere alle esigenze di risparmio di una clientela sempre piรน attenta al rapporto qualitร -prezzo, offrendo un assortimento essenziale di prodotti alimentari e di uso quotidiano. Il format prevede prezzi bassi tutto lโanno, una selezione mirata di referenze e un layout semplice che consente ai clienti di concludere la spesa in tempi brevi.
Idea di business e posizionamento competitivo
Il modello di business di RisparmioPronto Discount si basa su tre pilastri fondamentali:
- Prezzi bassi e trasparenti: grazie a una politica di acquisti centralizzata e alla riduzione dei costi superflui, il discount puรฒ proporre prezzi inferiori rispetto ai supermercati tradizionali.
- Assortimento essenziale: la gamma di prodotti รจ selezionata per coprire i bisogni primari, evitando la dispersione tipica dei grandi supermercati e facilitando la scelta del cliente.
- Esperienza dโacquisto rapida: il layout del punto vendita, la segnaletica chiara e la disposizione razionale degli scaffali permettono di ridurre i tempi di permanenza in negozio.
RisparmioPronto Discount si posiziona come alternativa concreta ai discount giร presenti sul territorio, puntando su una maggiore attenzione al servizio e su una comunicazione trasparente delle offerte. Lโobiettivo รจ diventare, entro pochi anni, uno dei punti di riferimento per la spesa economica in cittร .
Target di clientela
Il target principale di RisparmioPronto Discount รจ costituito da famiglie con reddito medio-basso, studenti universitari e pensionati, ossia segmenti di popolazione particolarmente sensibili al prezzo e alla convenienza. La scelta della zona semicentrale consente di intercettare flussi di clientela diversificati, sia residenti che pendolari, e di offrire un servizio accessibile anche a chi si sposta con i mezzi pubblici o a piedi.
Lโofferta sarร studiata per rispondere alle esigenze di questi gruppi, con prodotti a marchio proprio e una selezione di articoli di largo consumo, privilegiando la semplicitร e la funzionalitร rispetto alla varietร eccessiva.
Obiettivi a 3โ5 anni
RisparmioPronto Discount si pone obiettivi chiari e misurabili per i primi 3โ5 anni di attivitร :
- Ricavi attesi: raggiungere un fatturato annuo di almeno 1,2 milioni di euro entro il terzo anno, con una crescita progressiva grazie allโaumento della clientela fidelizzata.
- Quota di mercato locale: conquistare una quota di mercato del 10% tra i discount cittadini, posizionandosi tra i primi tre operatori del settore nella zona di riferimento.
- Posizionamento competitivo: essere riconosciuti come il discount con il miglior rapporto qualitร -prezzo e la migliore esperienza dโacquisto rapida, differenziandosi per trasparenza e attenzione al cliente.
Questi obiettivi saranno perseguiti attraverso una gestione attenta dei costi, investimenti mirati in comunicazione locale e una costante ottimizzazione dellโassortimento in base alle preferenze dei clienti.

Analisi della domanda e della concorrenza per discount in italia nel 2026
Domanda di discount: trend e opportunitร di mercato
Nel 2026, la domanda di discount in Italia continua a crescere sostenuta da una maggiore attenzione dei consumatori al prezzo e dalla ricerca di soluzioni convenienti per la spesa quotidiana. Il contesto economico, caratterizzato da una pressione sui redditi familiari e da una sensibilitร crescente verso il risparmio, favorisce lโespansione di questo format commerciale. Un elemento chiave รจ la preferenza per le marche private, che nei discount rappresentano una quota significativa dellโassortimento e consentono di mantenere prezzi bassi senza rinunciare alla qualitร percepita.
Secondo le analisi di settore, il consumatore tipo del discount รจ trasversale: non solo famiglie a basso reddito, ma anche giovani, single e anziani che cercano convenienza e praticitร . Lโattenzione al prezzo si accompagna a una richiesta di assortimenti essenziali ma completi, con focus su prodotti alimentari, freschi e di uso quotidiano.
Panorama competitivo: discount, supermercati e negozi di prossimitร
Il mercato italiano dei discount รจ caratterizzato dalla presenza di grandi catene nazionali e internazionali, che competono principalmente sul prezzo e sullโefficienza distributiva. Accanto a questi operatori, i supermercati tradizionali cercano di difendere le proprie quote puntando su servizi aggiuntivi, fidelizzazione e assortimenti piรน ampi. I negozi di prossimitร , invece, offrono una maggiore comoditร e un rapporto personale con il cliente, ma faticano a competere sui prezzi con i discount.
La concorrenza diretta per un nuovo discount deriva soprattutto da altre insegne specializzate nel low cost, mentre la concorrenza indiretta include supermercati e minimarket che cercano di attrarre i clienti piรน sensibili al prezzo con promozioni mirate.
Posizionamento strategico e leve di marketing
Il discount oggetto di questo business plan adotta un posizionamento chiaro come leader di prezzo nella zona di riferimento, puntando su un assortimento mirato di prodotti a marchio privato e su una selezione di referenze essenziali. Questa scelta consente di ottimizzare la rotazione delle merci e di ridurre i costi di gestione, elementi fondamentali per garantire margini sostenibili in un settore a bassa redditivitร .
Le leve di marketing principali includono:
- Promozioni settimanali su prodotti di largo consumo, per attirare traffico e incentivare la prova di nuovi articoli.
- Distribuzione di volantini cartacei e digitali nelle aree limitrofe, per comunicare le offerte e rafforzare la notorietร del punto vendita.
- Presenza attiva sui social locali, con aggiornamenti sulle promozioni e coinvolgimento della comunitร .
- Offerte bundle (pacchetti di prodotti a prezzo scontato), per aumentare lo scontrino medio e fidelizzare la clientela.
Queste strategie sono pensate per massimizzare il flusso di clienti e incrementare la frequenza di acquisto, elementi che si riflettono direttamente sui ricavi attesi nel piano economico-finanziario.
Impatto delle strategie sui ricavi attesi
Il piano economico-finanziario prevede una crescita progressiva dei ricavi nei primi tre anni di attivitร , sostenuta dallโefficacia delle leve di marketing e dal posizionamento competitivo. Lโadozione di promozioni regolari e la focalizzazione su prodotti a marchio privato permettono di mantenere prezzi bassi e margini adeguati, mentre la comunicazione locale mirata contribuisce a costruire una base clienti solida e ricorrente.
In sintesi, la strategia commerciale del discount si fonda su una proposta di valore chiara (convenienza, assortimento essenziale, qualitร percepita) e su azioni di marketing mirate che supportano la crescita dei ricavi e la sostenibilitร dellโimpresa nel medio termine.

Struttura organizzativa e dotazioni di un discount: locali, attrezzature e personale
Caratteristiche dei locali: superficie, magazzino e parcheggio
Per lโapertura di un discount in Italia nel 2026, la scelta e lโorganizzazione dei locali rappresentano un elemento strategico. La superficie ideale si attesta tra i 400 e i 700 mq, suddivisa tra area vendita e magazzino. Il magazzino deve occupare almeno il 15-20% della metratura totale, garantendo spazio sufficiente per lo stoccaggio delle merci e la gestione delle scorte. ร fondamentale prevedere un parcheggio riservato alla clientela, con almeno 15-20 posti auto, per favorire lโaccessibilitร e incentivare la frequenza degli acquisti. Tutti i locali devono essere a norma in materia di igiene, sicurezza e agibilitร , secondo le normative vigenti (D.Lgs. 81/2008 e regolamenti comunali).
Attrezzature principali: scaffalature, casse e software gestionale
Le dotazioni di un discount devono essere funzionali e orientate allโefficienza. Gli scaffali metallici modulari sono indispensabili per lโesposizione ordinata dei prodotti e la massimizzazione dello spazio. Sono necessari almeno 2-3 casse automatiche o tradizionali, dotate di sistemi POS moderni per la gestione dei pagamenti elettronici. Un software gestionale integrato consente di monitorare le giacenze, gestire gli ordini e analizzare le vendite in tempo reale, ottimizzando i processi e riducendo gli sprechi. Altre attrezzature fondamentali includono frigoriferi e banchi refrigerati per i prodotti freschi, carrelli e cestini per la clientela, oltre a sistemi di videosorveglianza per la sicurezza.
Organigramma: ruoli e personale necessario
La struttura organizzativa di un discount prevede una gestione snella ma efficace. Lโimprenditore svolge il ruolo di responsabile operativo, coordinando le attivitร e gestendo i rapporti con fornitori e clienti. Il personale minimo comprende 2-3 addetti alle vendite, incaricati di rifornire gli scaffali, assistere la clientela e mantenere lโordine nel punto vendita. ร consigliabile inserire 1 magazziniere dedicato al ricevimento merci, controllo qualitร e movimentazione interna. In base al volume di affari, si puรฒ prevedere anche un cassiere dedicato, oppure ruotare questa mansione tra gli addetti. Questa organizzazione garantisce copertura su tutti i turni e flessibilitร nelle operazioni quotidiane.
Orari di apertura, stagionalitร e processi operativi
Gli orari di apertura tipici sono dal lunedรฌ al sabato, dalle 8:00 alle 20:00, con eventuale apertura domenicale in periodi di alta affluenza. La stagionalitร delle vendite si riflette in picchi durante le festivitร (Natale, Pasqua) e nei mesi estivi, richiedendo una gestione attenta degli approvvigionamenti. I processi operativi seguono uno schema standardizzato: ricevimento merci (controllo qualitร e quantitร ), stoccaggio in magazzino, esposizione sugli scaffali secondo logiche di rotazione e promozione, vendita assistita e gestione delle casse, servizio clienti e risoluzione di eventuali reclami. La formazione del personale su questi processi รจ essenziale per garantire efficienza e qualitร del servizio.
Impatto della struttura sui costi fissi
La struttura dei locali e lโorganizzazione del personale incidono direttamente sui costi fissi del discount. I principali costi ricorrenti sono:
- Affitto o mutuo dei locali: proporzionale alla metratura e alla posizione.
- Stipendi del personale: almeno 4-5 unitร tra addetti, magazziniere e cassiere.
- Manutenzione e utenze: energia elettrica, acqua, riscaldamento/raffrescamento.
- Licenze software e manutenzione attrezzature.
Una gestione efficiente degli spazi e dei turni consente di ottimizzare questi costi, mantenendo elevati standard di servizio e competitivitร sul mercato.

Investimenti iniziali per lโapertura di un discount in italia nel 2026
La fase degli investimenti iniziali rappresenta uno degli aspetti piรน rilevanti nella redazione di un business plan per un discount. Una pianificazione accurata delle spese permette di valutare la sostenibilitร del progetto e di predisporre una strategia finanziaria efficace. In questa sezione analizziamo le principali voci di investimento, distinguendo tra beni ammortizzabili e spese di avviamento, e descriviamo le modalitร di finanziamento tipiche per questa tipologia di attivitร commerciale.
Principali voci di investimento iniziale per un discount
Per lโapertura di un discount alimentare, le spese iniziali si suddividono in due macro-categorie: investimenti ammortizzabili (beni durevoli) e spese di avviamento (costi non capitalizzabili). Di seguito le principali voci:
- Ristrutturazione locali: adeguamento degli spazi interni ed esterni, impiantistica, pavimentazione, tinteggiatura e suddivisione aree vendita/magazzino.
- Impianti elettrici e di sicurezza: installazione o adeguamento di impianti elettrici, illuminazione a norma, sistemi di videosorveglianza e antincendio.
- Scaffalature e attrezzature espositive: acquisto di scaffali metallici, banchi frigo, espositori per prodotti freschi e secchi.
- Registratori di cassa e sistemi POS: dotazione di casse elettroniche, terminali di pagamento e bilance elettroniche.
- Arredi e attrezzature accessorie: banconi, sedie, tavoli per il personale, armadietti e altri elementi di arredo funzionale.
- Software gestionale: acquisto e configurazione di un gestionale per la contabilitร , la gestione magazzino e la fatturazione.
- Insegna esterna: realizzazione e installazione dellโinsegna luminosa conforme alle normative locali.
Queste voci costituiscono beni strumentali che saranno ammortizzati nel tempo, incidendo sul bilancio in piรน esercizi.
Spese di avviamento: marketing, consulenze e scorte iniziali
Oltre agli investimenti materiali, รจ fondamentale prevedere alcune spese di avviamento necessarie per il corretto lancio dellโattivitร :
- Marketing di lancio: campagne pubblicitarie locali, promozioni di apertura, realizzazione di volantini e attivitร sui social media per attrarre i primi clienti.
- Consulenze professionali: parcelle per commercialista, consulente del lavoro, eventuali consulenze legali e tecniche per lโavvio.
- Scorte iniziali di magazzino: acquisto dei primi lotti di prodotti alimentari e non alimentari da esporre e vendere nei primi mesi di attivitร .
Queste spese, pur non essendo capitalizzabili, sono essenziali per garantire un avvio efficace e una corretta gestione amministrativa e commerciale.
Modalitร di finanziamento degli investimenti
La copertura degli investimenti iniziali per un discount avviene generalmente attraverso una combinazione di:
- Capitale proprio: apporto personale dei soci o dellโimprenditore, fondamentale per dimostrare soliditร finanziaria e ottenere ulteriori finanziamenti.
- Finanziamento bancario: richiesta di prestiti a medio-lungo termine presso istituti di credito, spesso garantiti da business plan dettagliati e da garanzie reali o personali.
- Agevolazioni pubbliche: possibilitร di accedere a bandi, contributi a fondo perduto o finanziamenti agevolati promossi da enti pubblici, camere di commercio o programmi regionali per lโimprenditoria commerciale.
La struttura di finanziamento ideale prevede una quota significativa di capitale proprio (almeno il 30-40% del totale), integrata da finanziamenti bancari e, ove possibile, da incentivi pubblici. Questa combinazione consente di ridurre il rischio finanziario e di accedere a condizioni di credito piรน favorevoli.
Preparazione alla tabella degli investimenti
La tabella degli investimenti che sarร presentata nel piano economico-finanziario dettaglierร le singole voci di spesa, distinguendo tra beni ammortizzabili e spese di avviamento, e indicherร le relative fonti di finanziamento. Una pianificazione trasparente e realistica degli investimenti รจ fondamentale per la valutazione della redditivitร e per la presentazione del progetto a banche e investitori.

Piano economico-finanziario per un discount alimentare: ipotesi, struttura e indicatori chiave
Ipotesi di base: clienti, scontrino medio, giorni di apertura e margini
Per la redazione del piano economico-finanziario di un discount alimentare in Italia nel 2026, รจ fondamentale definire alcune ipotesi chiave che influenzano direttamente la sostenibilitร e la redditivitร dellโattivitร . Le principali variabili considerate sono:
- Numero clienti giornalieri: si ipotizza una media di 120 clienti al giorno, valore realistico per un discount di quartiere in area urbana.
- Scontrino medio: lo scontrino medio stimato รจ di 18 euro, coerente con la tipologia di spesa tipica nei discount alimentari.
- Giorni di apertura: si prevede lโapertura per 310 giorni allโanno, considerando chiusure festive e periodi di inventario.
- Margine lordo: il margine lordo sulle vendite รจ stimato al 18%, in linea con la media del settore discount.
- Costi fissi: includono affitto (1.800 โฌ/mese), personale (2 addetti full-time per 2.600 โฌ/mese complessivi), utenze (450 โฌ/mese) e altri costi amministrativi (250 โฌ/mese).
Queste ipotesi rappresentano la base per la costruzione delle tabelle economico-finanziarie e per la valutazione della bancabilitร del progetto.
Struttura delle tabelle economico-finanziarie: ricavi, costi e conto economico sintetico
Il business plan di un discount alimentare prevede la strutturazione delle principali voci economiche su base annua e su un orizzonte triennale. Le tabelle fondamentali sono:
- Ricavi annui: calcolati come clienti giornalieri x scontrino medio x giorni di apertura.
- Costi variabili: rappresentati principalmente dal costo del venduto (acquisto merci), calcolato come (1 – margine lordo) x ricavi.
- Costi fissi: somma di affitto, personale, utenze e spese amministrative.
- Conto economico sintetico su 3 anni: evidenzia lโevoluzione di ricavi, costi e margini, considerando una crescita annua del 3% dei ricavi e dei costi variabili, e costi fissi tendenzialmente stabili.
Di seguito la struttura esemplificativa delle principali tabelle:
| Voce | Anno 1 | Anno 2 | Anno 3 |
|---|---|---|---|
| Ricavi annui | 669.600 โฌ | 689.688 โฌ | 710.378 โฌ |
| Costo merci vendute | 548.072 โฌ | 564.514 โฌ | 581.449 โฌ |
| Margine lordo | 121.528 โฌ | 125.174 โฌ | 128.929 โฌ |
| Costi fissi totali | 61.200 โฌ | 61.200 โฌ | 61.200 โฌ |
| Margine operativo | 60.328 โฌ | 63.974 โฌ | 67.729 โฌ |
Questa struttura consente di valutare rapidamente la sostenibilitร economica e la capacitร di generare cassa dellโattivitร .
Indicatori di redditivitร e bancabilitร : margine operativo, break-even e DSCR
Per valutare la redditivitร e la bancabilitร di un discount alimentare, รจ importante monitorare alcuni indicatori chiave:
- Margine operativo: rappresenta il risultato prima di interessi e imposte; nel nostro esempio, si attesta tra 60.000 e 68.000 euro annui, segnalando una buona capacitร di copertura dei costi fissi.
- Punto di pareggio (break-even): calcolato come costi fissi diviso margine lordo percentuale, risulta raggiunto con circa 340.000 euro di ricavi annui, ben al di sotto delle previsioni di vendita.
- DSCR (Debt Service Coverage Ratio): indica la capacitร di rimborsare eventuali finanziamenti; con un margine operativo superiore a 60.000 euro, il DSCR risulta favorevole per piccoli prestiti bancari.
Questi indicatori sono fondamentali per la valutazione da parte di banche e investitori e per la gestione finanziaria dellโimpresa.
Simulazioni avanzate e strumenti digitali
Per simulare scenari dettagliati a 5 anni e valutare lโimpatto di variabili come crescita dei clienti, variazione dei prezzi o dei costi, si consiglia di utilizzare software specializzati come Software business plan Discount AI. Questi strumenti permettono di analizzare scenari multipli (prudente, base, ottimistico) e di produrre report professionali utili per la presentazione a partner e istituti di credito.

Rischi principali e scenari economico-finanziari per un discount in italia nel 2026
Principali rischi per un discount nel mercato italiano
Nel redigere un business plan per un discount in Italia, รจ fondamentale identificare e valutare i rischi che possono influenzare la sostenibilitร e la redditivitร dellโattivitร . I principali rischi da considerare sono:
- Calo della domanda: una contrazione dei consumi, dovuta a fattori economici o a cambiamenti nelle abitudini di acquisto, puรฒ ridurre significativamente il fatturato.
- Concorrenza aggressiva: il settore discount รจ caratterizzato da una forte competizione, sia da parte di grandi catene nazionali che di nuovi operatori locali, che possono innescare una guerra dei prezzi e ridurre i margini.
- Aumento dei costi: variazioni nei costi delle materie prime, dei trasporti o dellโenergia possono impattare negativamente sulla marginalitร , soprattutto in un modello di business a basso margine come quello del discount.
- Cambi normativi: modifiche nella normativa fiscale, commerciale o in materia di sicurezza alimentare possono comportare nuovi adempimenti e costi imprevisti.
- Stagionalitร : alcune categorie merceologiche possono essere soggette a variazioni stagionali della domanda, influenzando la regolaritร dei flussi di cassa.
Strategie di gestione e mitigazione dei rischi
Per affrontare efficacemente questi rischi, il business plan deve prevedere strategie di gestione proattive:
- Monitoraggio costante dei prezzi di mercato e delle offerte dei concorrenti, per mantenere la competitivitร senza compromettere la redditivitร .
- Ottimizzazione dei costi operativi attraverso la razionalizzazione dei processi, la negoziazione con i fornitori e lโadozione di tecnologie per lโefficienza energetica.
- Flessibilitร assortimentale: adattare rapidamente lโofferta alle esigenze del mercato e alle tendenze di consumo, introducendo prodotti stagionali o a marchio privato per differenziarsi.
Queste strategie consentono di ridurre lโimpatto dei rischi e di mantenere la sostenibilitร economica anche in scenari meno favorevoli.
Scenari economico-finanziari a 3 anni: prudente, base e ottimistico
La proiezione economico-finanziaria su tre anni รจ uno strumento essenziale per valutare la soliditร del progetto discount. Di seguito vengono descritti tre scenari tipici:
- Scenario prudente: prevede una crescita contenuta dei ricavi (+2% annuo), margini lordi ridotti (causa pressione sui prezzi e aumento costi), e una maggiore incidenza dei costi fissi. In questo caso, il margine operativo potrebbe attestarsi intorno al 3-4% del fatturato.
- Scenario base: ipotizza una crescita moderata (+5% annuo), mantenimento dei margini grazie a una buona gestione dei costi e a una politica assortimentale efficace. Il margine operativo si posiziona tra il 5% e il 6%.
- Scenario ottimistico: considera una crescita sostenuta (+8% annuo), con incremento della clientela, ottimizzazione della supply chain e introduzione di prodotti a maggiore marginalitร . Il margine operativo puรฒ superare il 7%.
In tutti gli scenari, la gestione attenta dei costi del personale e degli oneri finanziari รจ determinante per la redditivitร complessiva.
Conclusioni e raccomandazioni operative
Il successo di un discount nel 2026 dipenderร dalla capacitร di monitorare costantemente i ricavi, il margine lordo, i costi del personale e gli oneri finanziari. ร consigliabile aggiornare periodicamente il business plan utilizzando software dedicati come Software business plan Discount AI, che consentono di confrontare rapidamente diversi scenari e di verificare la sostenibilitร del progetto in funzione delle variabili di mercato.
Un approccio dinamico e data-driven permette di anticipare le criticitร e di adattare tempestivamente le strategie, garantendo cosรฌ la soliditร e la crescita dellโattivitร anche in un contesto competitivo e in continua evoluzione.
Fonti analizzate
- Aprire negozio di alimentari: Quanto costa, documenti e …
- Come aprire un’attivitร o azienda nel 2025: Guida, Consigli …
- Aprire un Supermercato / Discount in Franchising
- Aprire un Supermercato: Guida Completa, Iter e Costi – InfoFranchising
- Come aprire un supermercato: la guida completa – Jobtech
- Aprire un negozio: requisiti, adempimenti, iter e costi – myPOS
- Business plan Discount: guida completa 2025 in Italia
- Come aprire un’attivitร o un’azienda: requisiti, iter e costi
- Aprire un discount: tutto quello che devi sapere
- Aprire un supermercato: requisiti, iter burocratico e costi
Articolo scritto il 10/12/2025

STEFANO VENTURA – Linkedin
ร il fondatore di Bsness.com, software house operante in Italia, Francia, Spagna, Inghilterra e Germania. Si รจ laureato in economia e commercio presso l’Universitร di Bologna dove ha anche conseguito il titolo di Dottore Commercialista. Ha esercitato con successo la professione di Dottore Commercialista come esperto in budget e business plan per poi dedicarsi a tempo pieno alla crescita di Bsness.com.


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