Questo esempio di business plan per una Creperia offre una panoramica realistica e aggiornata su come strutturare un progetto imprenditoriale nel settore food in Italia nel 2026, con un orizzonte temporale di 3 anni. Il caso riguarda una creperia artigianale di dimensioni medio-piccole, situata in una città di circa 80.000 abitanti, con un locale di 60-80 mq in zona centrale, pensato per attrarre studenti, famiglie e lavoratori. L’analisi affronta tutti gli aspetti chiave: dalla descrizione dell’idea e dell’offerta, all’analisi di mercato e della concorrenza, fino alla struttura organizzativa e alle dotazioni tecniche necessarie. Particolare attenzione viene data agli investimenti iniziali, alla distinzione tra costi fissi e variabili, e alla costruzione di un piano economico-finanziario triennale, con valutazione dei rischi e dei possibili scenari di sviluppo.

Non perdere gli altri nostri approfondimenti utili per il business plan di creperia:

Guarda un esempio completo di business plan Creperia con numeri realistici, piano economico e finanziario a 3 anni e indicazioni pratiche.

Descrizione dell’impresa e dell’idea per una creperia artigianale

Un nuovo concept di creperia: artigianalità e attenzione al territorio

L’idea imprenditoriale alla base di questo business plan è l’apertura di una creperia artigianale in una città italiana di medie dimensioni, con una popolazione compresa tra 50.000 e 150.000 abitanti. Il locale, di circa 60-80 mq, sarà situato in zona centrale, facilmente accessibile sia a piedi che con i mezzi pubblici, per garantire un flusso costante di clienti durante tutta la giornata.

La creperia proporrà crêpes dolci e salate preparate al momento, utilizzando ingredienti locali e biologici selezionati, con una particolare attenzione alla qualità e alla stagionalità delle materie prime. L’ambiente sarà accogliente e moderno, pensato per offrire un’esperienza piacevole sia a chi desidera consumare sul posto sia a chi preferisce l’asporto o il servizio di delivery, sempre più richiesto nel segmento dello street food urbano.

Forma giuridica e struttura organizzativa

Per un’attività di queste dimensioni, la forma giuridica più adatta è la Società a Responsabilità Limitata Semplificata (SRLS), che consente di limitare il rischio patrimoniale personale e di accedere più facilmente a finanziamenti e agevolazioni. In alternativa, per chi preferisce una gestione più snella e diretta, è possibile optare per la ditta individuale, particolarmente indicata nelle fasi iniziali se il titolare è l’unico socio.

La dimensione dell’impresa prevede un titolare e 1-2 collaboratori, in modo da garantire la copertura dei principali turni di lavoro, la preparazione dei prodotti e la gestione del servizio ai clienti. Questa struttura permette di mantenere costi fissi contenuti e di adattarsi rapidamente alle variazioni della domanda, soprattutto nelle fasce orarie di maggiore affluenza.

Target di clientela e posizionamento

Il target principale della creperia sarà costituito da studenti (grazie alla vicinanza a scuole e università), famiglie (che cercano un ambiente sicuro e prodotti genuini) e lavoratori in pausa pranzo (attratti da un’offerta rapida, sana e personalizzabile). L’obiettivo è diventare un punto di riferimento locale per chi desidera una pausa gustosa e di qualità, distinguendosi dai concorrenti grazie all’artigianalità, alla trasparenza sugli ingredienti e alla cura del servizio.

L’offerta sarà arricchita da menù stagionali, opzioni vegetariane e vegane, e una selezione di bevande artigianali locali, per intercettare le nuove tendenze di consumo e fidelizzare una clientela attenta al benessere e alla sostenibilità.

Obiettivi a medio termine e visione strategica

Il business plan si pone tre obiettivi principali da raggiungere entro 3-5 anni dall’apertura:

  • Raggiungere ricavi mensili di almeno 25.000 euro, attraverso una crescita progressiva del volume di clienti e l’ottimizzazione dell’offerta.
  • Diventare il punto di riferimento locale per la creperia artigianale, grazie a una reputazione costruita su qualità, servizio e innovazione.
  • Ottenere una quota di mercato significativa nel segmento street food cittadino, anche grazie a servizi di asporto e delivery efficienti.

Questi obiettivi saranno perseguiti attraverso strategie di marketing mirate, collaborazioni con produttori locali e una costante attenzione all’evoluzione delle preferenze dei consumatori.

Parti da questo esempio di business plan Creperia e adatta costi, ricavi e investimenti al tuo progetto reale.

Analisi di mercato e strategia di marketing per una creperia in italia nel 2026

Domanda di mercato e tendenze di consumo

Negli ultimi anni, il mercato italiano della ristorazione rapida e specializzata ha registrato una crescita significativa, trainata dall’interesse dei consumatori verso prodotti artigianali, salutari e personalizzabili. Le creperie si inseriscono perfettamente in questo trend, offrendo un’alternativa versatile e gustosa sia per la pausa pranzo che per la merenda o la cena veloce. La domanda di crepes gourmet è sostenuta soprattutto nelle aree urbane e turistiche, dove il pubblico ricerca esperienze culinarie originali ma accessibili. Secondo le guide di settore, la scelta di ingredienti freschi e di qualità, abbinata a una proposta di menu innovativa, rappresenta un fattore chiave di successo per distinguersi sul mercato.

Analisi della concorrenza e posizionamento

Il panorama competitivo per una creperia in Italia comprende altre creperie indipendenti o in franchising, bar tradizionali, fast food e locali di street food. La fascia di prezzo media per una porzione di crepe varia da 3 a 8 euro, a seconda della location, della tipologia di ingredienti e del servizio offerto. I principali punti di forza delle creperie di successo sono la qualità artigianale dei prodotti, la rapidità del servizio e la capacità di proporre ricette originali (dolci e salate). Tuttavia, il settore presenta anche alcune criticità: la stagionalità della domanda (con picchi nei mesi primaverili ed estivi), la concorrenza diretta nei centri urbani e la necessità di differenziarsi costantemente.

Per rispondere a queste sfide, il business plan prevede un posizionamento come creperia gourmet accessibile: un locale che unisce la cura artigianale nella preparazione delle crepes a un ambiente moderno e informale, con prezzi competitivi e un’offerta adatta a tutte le fasce di clientela.

Strategia di marketing e canali di acquisizione clienti

La strategia di marketing si basa su leve digitali e territoriali per massimizzare la visibilità e l’acquisizione di nuovi clienti. I principali strumenti previsti sono:

  • Social media marketing: campagne su Instagram e Facebook per promuovere nuovi prodotti, offerte speciali ed eventi tematici.
  • Presenza su Google Maps e piattaforme di recensioni, per intercettare la domanda locale e turistica.
  • Promozioni mirate (es. sconti per studenti, fidelity card, offerte lunch break) per incentivare la prova e la fidelizzazione.
  • Collaborazioni con scuole, aziende e associazioni locali per eventi privati, catering e iniziative di co-marketing.
  • Passaparola e coinvolgimento della community tramite degustazioni gratuite e partecipazione a eventi di quartiere.

Queste azioni sono pensate per generare traffico costante nel punto vendita e incrementare la notorietà del brand a livello locale, con un impatto diretto sui ricavi previsti nel piano economico-finanziario.

Politica di prezzo e collegamento ai ricavi previsti

La politica di prezzo si posiziona nella fascia media del mercato (tra 4,50 e 7 euro a porzione), con l’obiettivo di offrire un prodotto gourmet a un prezzo accessibile. Questa scelta consente di attrarre sia clienti attenti alla qualità sia un pubblico giovane e dinamico, sensibile al rapporto qualità-prezzo. La struttura dei prezzi è stata definita in coerenza con i costi delle materie prime e con la necessità di garantire una marginalità adeguata per sostenere le spese operative e gli investimenti iniziali.

Il piano economico-finanziario a tre anni prevede una crescita progressiva dei ricavi, sostenuta dall’aumento della clientela fidelizzata e dall’efficacia delle azioni di marketing. L’obiettivo è raggiungere il break-even entro il secondo anno di attività, grazie a una gestione attenta dei costi e a una strategia di pricing competitiva rispetto ai principali concorrenti.

Scarica il software business plan Creperia AI con esempio già pronto, documento descrittivo e budget collegati tra loro.

Struttura organizzativa e operativa di una creperia in italia nel 2026

Caratteristiche dei locali e dotazioni tecniche

La scelta dei locali rappresenta uno degli elementi chiave per il successo di una creperia. Nel nostro esempio di business plan, la creperia si sviluppa su una superficie di 60-80 mq, situata in una zona centrale di una città italiana di medie dimensioni. Questa posizione garantisce alta visibilità e un flusso costante di potenziali clienti, sia residenti che turisti. L’ambiente interno offre 20 posti a sedere, assicurando comfort e convivialità, mentre la possibilità di dehors stagionale consente di aumentare la capienza durante i mesi più caldi, intercettando i picchi di domanda tipici di primavera ed estate.

Per quanto riguarda le attrezzature principali, sono indispensabili:

  • Piastre professionali per la preparazione di crêpes dolci e salate, che garantiscono rapidità e qualità del prodotto.
  • Frigoriferi e celle refrigerate per la corretta conservazione degli ingredienti freschi.
  • Registratore di cassa e sistema gestionale per il controllo delle vendite e la gestione amministrativa.
  • Arredi funzionali (tavoli, sedie, bancone di servizio) pensati per ottimizzare gli spazi e facilitare il lavoro del personale.

Queste dotazioni sono fondamentali per garantire efficienza operativa e un’esperienza positiva per la clientela.

Organigramma e suddivisione dei ruoli

La struttura organizzativa della creperia è snella ma ben definita, in linea con le dimensioni dell’attività e la necessità di contenere i costi fissi. L’organigramma prevede:

  • Imprenditore: responsabile della gestione generale, amministrazione, rapporti con fornitori e controllo qualità.
  • 1 collaboratore full-time: addetto principalmente alla produzione delle crêpes e al servizio al tavolo, con compiti di supporto nella gestione del magazzino.
  • 1 collaboratore part-time: impiegato nelle fasce orarie di maggiore affluenza, si occupa di servizio al tavolo, asporto e gestione della cassa.

La suddivisione dei ruoli permette di coprire tutte le principali funzioni operative: dalla preparazione dei prodotti, al servizio diretto al cliente, fino alla gestione amministrativa e logistica. Questa organizzazione è pensata per garantire flessibilità nei periodi di picco stagionale e ottimizzazione dei costi del personale, che rappresentano una delle principali voci di spesa fissa.

Orari di apertura, stagionalità e processi operativi

La creperia prevede orari di apertura continuati, tutti i giorni dalle 11:00 alle 22:00. Questa scelta consente di intercettare sia la clientela del pranzo che quella della merenda e della cena, massimizzando il potenziale di vendita. La stagionalità gioca un ruolo importante: i mesi di primavera ed estate registrano i maggiori flussi, grazie anche all’utilizzo del dehors e all’aumento del turismo.

I processi operativi principali includono:

  • Preparazione delle crêpes secondo ricette standardizzate, per garantire qualità e rapidità.
  • Servizio al tavolo e asporto, con attenzione alla cura del cliente e alla velocità di esecuzione.
  • Gestione fornitori e magazzino, con ordini settimanali e controllo delle scorte per minimizzare sprechi e rotture di stock.
  • Cura della clientela, fondamentale per la fidelizzazione e il passaparola positivo.

Questi processi sono supportati da procedure operative semplici ma efficaci, che permettono di mantenere elevati standard di servizio anche con una struttura di personale ridotta.

Impatto organizzativo sui costi fissi

La struttura organizzativa e la scelta dei locali incidono direttamente sui costi fissi della creperia. In particolare:

  • Personale: il costo del lavoro rappresenta una delle principali voci di spesa, ma la presenza di un solo collaboratore full-time e uno part-time permette di mantenere il budget sotto controllo, soprattutto nei periodi di bassa stagione.
  • Affitto: la posizione centrale comporta un canone mensile significativo, ma è giustificato dall’elevato potenziale di fatturato e dalla visibilità garantita.

La gestione attenta di questi costi è fondamentale per assicurare la sostenibilità economica dell’attività nel medio-lungo periodo.

Con il software business plan Creperia AI puoi sviluppare un piano dettagliato a 5 anni, testare scenari alternativi e simulare la bancabilità.

Investimenti iniziali e costi di avviamento per una creperia in italia nel 2026

La fase di avvio di una creperia richiede una pianificazione dettagliata degli investimenti iniziali e delle spese di avviamento. Queste voci rappresentano la base su cui costruire la sostenibilità economica dell’attività e sono fondamentali per la valutazione della fattibilità finanziaria nel business plan. Di seguito vengono analizzate le principali categorie di investimento, la distinzione tra costi ammortizzabili e spese correnti, e le modalità di finanziamento più diffuse per una creperia in Italia nel 2026.

Principali voci di investimento: impianti, attrezzature e arredi

Per l’apertura di una creperia, gli investimenti strutturali rappresentano la quota più rilevante del budget iniziale. Le principali voci comprendono:

  • Ristrutturazione e adeguamento locali: interventi su pavimenti, pareti, servizi igienici e spazi di lavoro per conformità alle normative sanitarie e di sicurezza.
  • Impianti elettrici e idraulici: adeguamento o rifacimento degli impianti per garantire la piena funzionalità delle attrezzature e il rispetto delle norme HACCP.
  • Acquisto di piastre e attrezzature specifiche: piastre professionali per crêpes, frigoriferi, impastatrici, mixer, vetrine refrigerate e piccoli elettrodomestici.
  • Arredi: bancone, tavoli, sedie, scaffalature, espositori e complementi d’arredo per creare un ambiente accogliente e funzionale.
  • Insegna esterna: realizzazione e installazione dell’insegna per la visibilità del locale.
  • Software gestionale: sistemi POS, software per la gestione degli ordini, magazzino e contabilità.
  • Licenze e permessi: costi per SCIA, autorizzazioni sanitarie, permessi comunali e diritti SIAE per musica di sottofondo.

Queste spese sono investimenti ammortizzabili, ovvero costi che verranno ripartiti su più esercizi secondo le regole fiscali vigenti.

Spese di avviamento: marketing, consulenze e formazione

Oltre agli investimenti materiali, è necessario considerare le spese di avviamento che, pur non essendo capitalizzabili, sono essenziali per il lancio dell’attività:

  • Marketing iniziale: campagne di apertura, promozioni, pubblicità locale e attività sui social media per attrarre i primi clienti.
  • Consulenze professionali: supporto per la redazione del business plan, pratiche burocratiche, consulenza HACCP e formazione sulla sicurezza alimentare.
  • Formazione del personale: corsi di aggiornamento su tecniche di preparazione, servizio al cliente e gestione del punto vendita.
  • Scorte iniziali: acquisto di materie prime (farine, uova, latte, ingredienti per farciture dolci e salate) e materiali di consumo (carta, detergenti, stoviglie monouso).

Queste spese sono generalmente sostenute prima dell’apertura effettiva e incidono sulla liquidità necessaria per il primo periodo di attività.

Modalità di finanziamento: capitale proprio, credito bancario e agevolazioni

La copertura degli investimenti iniziali avviene tipicamente attraverso una combinazione di risorse proprie e finanziamenti esterni. Le principali modalità sono:

  • Capitale proprio: apporto personale o dei soci, spesso utilizzato per coprire una parte delle spese di avviamento e per garantire la solidità finanziaria dell’impresa.
  • Finanziamento bancario: prestiti a medio termine richiesti presso istituti di credito, con piani di rimborso calibrati sulla capacità di generare flussi di cassa dell’attività. Le banche valutano attentamente il business plan e il DSCR (Debt Service Coverage Ratio) per concedere il credito.
  • Agevolazioni e contributi a fondo perduto: possibilità di accedere a bandi pubblici, incentivi per nuove imprese e contributi regionali, soprattutto per giovani imprenditori o start-up innovative. È consigliabile richiedere una consulenza specializzata per individuare le opportunità disponibili e presentare domanda nei tempi previsti.

La scelta della struttura di finanziamento incide direttamente sulla sostenibilità economica e sulla redditività futura della creperia. Una corretta pianificazione consente di ottimizzare il rapporto tra capitale proprio e debito, riducendo il rischio finanziario e facilitando l’accesso a eventuali ulteriori linee di credito.

Preparazione alla tabella investimenti

La definizione puntuale delle voci di investimento e delle spese di avviamento è propedeutica alla costruzione della tabella investimenti che sarà presentata nel piano economico-finanziario. Questa tabella consentirà di quantificare con precisione il fabbisogno finanziario, pianificare gli ammortamenti e valutare la sostenibilità del progetto su un orizzonte triennale. Una stima realistica dei costi iniziali rappresenta un elemento chiave per la credibilità del business plan e per il successo dell’iniziativa imprenditoriale.

Software business plan Creperia AI con scenari multipli, DSCR, analisi di bilancio e licenza a vita per creare infiniti business plan.

Piano economico-finanziario triennale per una creperia in italia

Ipotesi chiave e parametri di base

Per costruire un piano economico-finanziario attendibile per una creperia in Italia nel 2026, è fondamentale partire da alcune ipotesi operative realistiche. Di seguito vengono definite le principali variabili di riferimento:

  • Numero medio clienti al giorno: 60
  • Prezzo medio per scontrino: 8 euro
  • Giorni di apertura annui: 310
  • Margine lordo sulle vendite: 70% (costo materie prime 30%)
  • Costi fissi mensili:
    • Affitto: 1.200 euro
    • Personale (2 addetti): 2.400 euro
    • Utenze e spese generali: 400 euro

Queste ipotesi sono coerenti con le best practice di settore e rappresentano una base di partenza per la stesura di un business plan semplificato. Per una valutazione più dettagliata e personalizzata, è consigliabile utilizzare strumenti professionali come il Software business plan Creperia AI (fonte).

Struttura delle tabelle economico-finanziarie

Il piano economico-finanziario si articola in quattro tabelle principali, che consentono di valutare la sostenibilità e la redditività dell’attività:

  • Ricavi annui
  • Costi variabili (materie prime)
  • Costi fissi (affitto, personale, utenze)
  • Conto economico sintetico per ciascun anno
VoceAnno 1Anno 2Anno 3
Ricavi annui148.800 €156.240 €163.800 €
Costi variabili (30%)44.640 €46.872 €49.140 €
Costi fissi48.000 €49.440 €50.920 €
Margine operativo lordo (MOL)56.160 €59.928 €63.740 €
Utile netto stimato18.160 €20.028 €21.820 €

Nota: la crescita dei ricavi e dei costi fissi è stimata al 5% annuo per tener conto di inflazione e sviluppo attività.

Indicatori di redditività e bancabilità

Per valutare la solidità economica e finanziaria della creperia, è essenziale monitorare alcuni indicatori chiave:

  • Margine operativo lordo (MOL): rappresenta la capacità dell’attività di generare flussi di cassa prima di ammortamenti e imposte. Un MOL superiore al 35% dei ricavi, come nell’esempio, indica una buona redditività operativa.
  • Incidenza dei costi fissi sui ricavi: in questo esempio si attesta intorno al 32%, valore che consente di assorbire eventuali flessioni della domanda senza compromettere la sostenibilità.
  • Break-even point: il punto di pareggio si raggiunge con circa 33.000 € di ricavi mensili, corrispondenti a circa 4.125 clienti/mese (137 clienti/giorno), ben al di sotto della capacità massima stimata.
  • DSCR (Debt Service Coverage Ratio): anche se non calcolato nel dettaglio, il MOL generato consente di coprire agevolmente eventuali rate di finanziamento, migliorando la bancabilità del progetto (fonte).

Considerazioni finali e raccomandazioni

Questo esempio di piano economico-finanziario per una creperia è semplificato e serve come traccia orientativa per la valutazione preliminare dell’investimento. Per una pianificazione più approfondita (orizzonte 5 anni, scenari multipli, indicatori bancari avanzati), si consiglia di utilizzare strumenti dedicati come il Software business plan Creperia AI, che permette di simulare diverse ipotesi e valutare la reale sostenibilità finanziaria dell’iniziativa.

In sintesi, la creperia presenta buone prospettive di redditività e una struttura dei costi equilibrata, a patto di mantenere costante il flusso di clienti e di monitorare attentamente i costi fissi e variabili. La corretta impostazione del business plan è determinante per accedere a finanziamenti e per la gestione consapevole dell’attività.

Esempio di business plan conforme alle linee guida EBA 2021 con focus su flussi di cassa e forward looking.

Rischi principali, scenari e conclusioni operative per il business plan di una creperia nel 2026

Principali rischi e strategie di gestione

Nel redigere un business plan per una Creperia in Italia nel 2026, è fondamentale identificare e valutare i principali rischi che potrebbero influenzare la sostenibilità e la crescita dell’attività. Tra i rischi più rilevanti si evidenziano:

  • Fluttuazione della domanda: la domanda di crepes può variare in base a fattori stagionali, eventi locali e tendenze alimentari. Una domanda inferiore alle attese può impattare direttamente sui ricavi.
  • Concorrenza locale: la presenza di altre creperie, bar e locali con offerte simili può ridurre la quota di mercato e comprimere i margini.
  • Variazione dei costi delle materie prime: l’aumento dei prezzi di ingredienti chiave come farine, uova, latte e cioccolato può incidere sul margine lordo, soprattutto in un contesto inflazionistico.
  • Normative igienico-sanitarie: il rispetto delle normative HACCP e delle disposizioni locali è essenziale. Eventuali inadempienze possono comportare sanzioni o chiusure temporanee.
  • Stagionalità dei flussi di clientela: in molte località italiane, la clientela può essere fortemente influenzata dalla stagionalità turistica o dagli orari scolastici e lavorativi.

Per gestire questi rischi, il business plan deve prevedere strategie di monitoraggio costante dei costi, la diversificazione dell’offerta (ad esempio introducendo prodotti stagionali, opzioni salate o senza glutine) e l’implementazione di promozioni mirate nei periodi di bassa stagione. Un’attenta pianificazione delle scorte e la selezione di fornitori affidabili permettono di contenere l’impatto delle variazioni di prezzo delle materie prime. Inoltre, la formazione continua del personale sulle normative igienico-sanitarie riduce il rischio di non conformità.

Scenari economici triennali: prudente, base e ottimistico

Il piano economico-finanziario della creperia deve essere strutturato su tre scenari, ciascuno con ipotesi e risultati differenti:

  • Scenario prudente: prevede una crescita lenta della clientela e ricavi inferiori alle attese, dovuti a una domanda debole o a una concorrenza più aggressiva. In questo caso, il break-even potrebbe essere raggiunto solo nel secondo anno e la marginalità risulterebbe ridotta. È fondamentale mantenere una struttura dei costi flessibile e monitorare attentamente la liquidità.
  • Scenario base: ipotizza una crescita regolare e il raggiungimento degli obiettivi di ricavi e margini previsti dal business plan. In questo scenario, la creperia riesce a fidelizzare la clientela e a gestire efficacemente i costi, raggiungendo il break-even entro il primo anno e consolidando la redditività nei successivi.
  • Scenario ottimistico: si basa su una rapida acquisizione di clientela e ricavi superiori alle previsioni, grazie a una forte domanda, recensioni positive e partnership locali. In questo caso, la creperia potrebbe generare utili già dai primi mesi e valutare investimenti aggiuntivi per espandere l’offerta o aprire nuovi punti vendita.

La costruzione di questi scenari consente di valutare la resilienza del progetto e di predisporre piani di azione rapidi in caso di scostamenti rispetto alle previsioni. È consigliabile aggiornare periodicamente le ipotesi di base, soprattutto in relazione ai trend di mercato e ai dati di vendita effettivi.

Conclusioni operative: cosa monitorare e strumenti di controllo

Per garantire la sostenibilità e la crescita della creperia, è essenziale monitorare costantemente alcuni indicatori chiave:

  • Andamento dei ricavi mensili: consente di individuare tempestivamente eventuali cali di domanda o effetti stagionali.
  • Margine lordo: il controllo del rapporto tra ricavi e costi delle materie prime è cruciale per mantenere la redditività.
  • Costi del personale: devono essere proporzionati ai volumi di vendita e ottimizzati in base ai picchi di attività.
  • Incidenza degli oneri finanziari: soprattutto in caso di finanziamenti, è importante verificare che gli interessi non erodano la marginalità.

Per una gestione efficace, si raccomanda l’utilizzo di un software dedicato come Software business plan Creperia AI, che permette di aggiornare rapidamente le ipotesi di piano, confrontare diversi scenari e verificare la sostenibilità economico-finanziaria del progetto nel tempo. Questo strumento facilita anche la preparazione di report periodici per banche e investitori, aumentando la trasparenza e la capacità di reazione a eventuali criticità.

In sintesi, il successo di una creperia nel 2026 dipenderà dalla capacità di anticipare i rischi, adattare l’offerta alle esigenze del mercato e monitorare costantemente i risultati economici, utilizzando strumenti digitali per prendere decisioni informate e tempestive.

Articolo scritto il 09/12/2025

dott stefano ventura bsness

STEFANO VENTURALinkedin

È il fondatore di Bsness.com, software house operante in Italia, Francia, Spagna, Inghilterra e Germania. Si è laureato in economia e commercio presso l’Università di Bologna dove ha anche conseguito il titolo di Dottore Commercialista. Ha esercitato con successo la professione di Dottore Commercialista come esperto in budget e business plan per poi dedicarsi a tempo pieno alla crescita di Bsness.com.