Questo esempio di business plan per un autonoleggio offre una guida concreta e aggiornata, pensata per chi desidera avviare una piccola impresa nel Nord Italia nel 2026. Il progetto prende in esame una città di circa 80.000 abitanti, con una flotta iniziale di 15-20 veicoli e una struttura organizzativa essenziale per garantire efficienza e competitività. L’orizzonte temporale di tre anni consente di valutare sia la fase di avvio che quella di crescita, analizzando in dettaglio investimenti iniziali, costi fissi e ricavi previsti, oltre al piano economico-finanziario triennale. Particolare attenzione è dedicata ai trend di mercato, alla domanda di mobilità sostenibile e all’analisi dei rischi e degli scenari futuri, elementi indispensabili per chi vuole impostare un piano solido e realistico nel contesto italiano del 2026.
Non perdere gli altri nostri approfondimenti utili per il business plan di autonoleggio:

Descrizione dell’impresa e dell’idea di business per un autonoleggio nel nord italia
Definizione dell’impresa tipo: forma giuridica, sede e dimensioni
Il business plan di un autonoleggio in Italia nel 2026 prevede la costituzione di una società a responsabilità limitata (S.r.l.), considerata la forma giuridica più adatta per garantire una gestione efficiente, la tutela patrimoniale dei soci e una maggiore credibilità verso fornitori e clienti. La sede operativa ideale è situata in una città di circa 80.000 abitanti nel Nord Italia, scelta strategica per intercettare sia la domanda turistica sia quella aziendale e residenziale. L’impresa tipo parte con una flotta iniziale di 15-20 veicoli, dimensione che consente di offrire una gamma di servizi completa senza eccessivi rischi finanziari nella fase di avvio.
Per avviare l’attività, è necessario aprire una nuova partita IVA e iscriversi al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio. Questi passaggi sono obbligatori per operare legalmente nel settore e accedere ai servizi amministrativi e fiscali previsti dalla normativa italiana.
Idea di business: posizionamento, stile e proposta di valore
L’idea di business si fonda su un posizionamento flessibile e innovativo, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e alla personalizzazione dei servizi. La flotta comprenderà una quota significativa di veicoli a basso impatto ambientale (ibridi o elettrici), rispondendo così alle crescenti esigenze di mobilità sostenibile e alle normative locali sulle emissioni.
La proposta di valore si basa su:
- Prenotazioni rapide e digitalizzate, tramite sito web e app dedicata, per semplificare l’accesso ai servizi.
- Assistenza clienti personalizzata, con operatori disponibili sia online che in sede per supportare ogni esigenza.
- Servizi su misura per aziende (noleggi a medio-lungo termine, convenzioni) e privati (weekend, viaggi, sostituzione temporanea del veicolo).
- Partnership locali con hotel, agenzie di viaggio e aziende del territorio, per ampliare la clientela e offrire pacchetti integrati.
Lo stile aziendale sarà improntato a trasparenza, affidabilità e innovazione, elementi chiave per differenziarsi dai concorrenti e fidelizzare la clientela.
Target di riferimento e segmentazione della clientela
Il target principale dell’autonoleggio comprende:
- Turisti in visita nella città e nei dintorni, interessati a soluzioni di mobilità temporanea e sostenibile.
- Aziende locali che necessitano di veicoli per trasferte, eventi o esigenze operative flessibili.
- Residenti senza auto propria o con necessità occasionali di un secondo veicolo, ad esempio per viaggi o traslochi.
Questa segmentazione consente di massimizzare l’utilizzo della flotta durante tutto l’anno, riducendo la stagionalità tipica del settore e garantendo una base clienti diversificata.
Obiettivi a medio termine (3-5 anni)
Il piano di sviluppo dell’autonoleggio prevede tre obiettivi strategici da raggiungere entro il 2029-2031:
- Espansione della flotta a 30 veicoli, con progressiva introduzione di modelli elettrici e ibridi.
- Ottenimento di una quota di mercato locale del 10%, attraverso strategie di marketing mirate e partnership territoriali.
- Superamento dei 350.000 euro di ricavi annui, grazie all’ottimizzazione dei servizi e all’ampliamento della clientela business e privata.
Questi obiettivi sono coerenti con le potenzialità del mercato locale e con le tendenze di crescita del settore, che premiano le imprese capaci di innovare e adattarsi alle nuove esigenze di mobilità.

Analisi di mercato e strategia di marketing per un autonoleggio in italia nel 2026
Domanda di mercato e trend emergenti nel settore autonoleggio
Il mercato italiano dell’autonoleggio nel 2026 si conferma in costante crescita, trainato da una maggiore richiesta di mobilità flessibile sia da parte di privati che di aziende. I clienti cercano soluzioni rapide, personalizzate e digitalizzate, preferendo il noleggio rispetto all’acquisto dell’auto, soprattutto nelle grandi città e nelle aree turistiche. Un trend rilevante è l’attenzione crescente alla sostenibilità: la domanda di veicoli ibridi ed elettrici è in aumento, spinta anche da normative ambientali più stringenti e da una maggiore sensibilità dei consumatori.
Nei periodi di alta stagione turistica, come l’estate e le festività, si registra un picco della domanda di noleggio auto, soprattutto nelle località balneari, nelle città d’arte e nelle zone montane. Questo andamento stagionale rappresenta una leva strategica per la pianificazione delle offerte e delle promozioni.
Analisi della concorrenza: agenzie locali, grandi catene e servizi alternativi
Il settore dell’autonoleggio in Italia è caratterizzato da una forte presenza di concorrenti eterogenei:
- Grandi catene internazionali (come Europcar, Hertz, Avis), che offrono ampia copertura territoriale, flotte numerose e servizi premium, ma spesso con prezzi più elevati e minore flessibilità nelle personalizzazioni.
- Agenzie locali, che puntano su prezzi competitivi e un rapporto diretto con il cliente, ma talvolta dispongono di flotte limitate e servizi meno digitalizzati.
- Servizi di car sharing e NCC (noleggio con conducente), che rispondono a esigenze specifiche di mobilità urbana o di trasporto personalizzato, rappresentando una concorrenza indiretta soprattutto nelle grandi città.
Le fasce di prezzo variano sensibilmente: le grandi catene applicano tariffe più alte, giustificate da servizi aggiuntivi e copertura assicurativa estesa, mentre le agenzie locali e i nuovi operatori digitali puntano su offerte più accessibili e promozioni stagionali. I punti di forza delle grandi catene sono la reputazione e la capillarità, mentre le agenzie locali si distinguono per la flessibilità e la conoscenza del territorio. Tuttavia, la digitalizzazione dei servizi rappresenta ancora una debolezza per molte realtà locali.
Posizionamento e strategie di marketing dell’autonoleggio
Il posizionamento competitivo scelto per l’autonoleggio oggetto di questo business plan si basa su tre pilastri:
- Flotta moderna e sostenibile, con veicoli a basso impatto ambientale e dotazioni tecnologiche avanzate, per rispondere alla domanda di sostenibilità e comfort.
- Prezzi competitivi, ottenuti attraverso una gestione efficiente dei costi e promozioni mirate nei periodi di bassa stagione.
- Servizi digitali (prenotazione online, check-in digitale, gestione autonoma del noleggio), che migliorano l’esperienza utente e riducono i tempi di attesa.
Le leve di marketing individuate sono fondamentali per acquisire nuovi clienti e fidelizzare quelli esistenti:
- Sito web ottimizzato per la prenotazione e la gestione delle offerte, con attenzione alla SEO e all’usabilità.
- Promozioni online tramite campagne Google Ads, social media e newsletter, per intercettare la domanda nei momenti chiave.
- Partnership con hotel, B&B e aziende locali, per offrire pacchetti integrati e convenzioni dedicate a turisti e professionisti.
- Offerte stagionali e last minute, per massimizzare l’occupazione della flotta nei periodi di maggiore richiesta.
Queste strategie sono pensate per incrementare il tasso di occupazione dei veicoli e aumentare la redditività, agendo direttamente sui ricavi attesi. Un’efficace acquisizione clienti, supportata da strumenti digitali e partnership locali, consente di ridurre i costi di marketing per singolo contratto e di stabilizzare i flussi di cassa durante tutto l’anno, attenuando gli effetti della stagionalità.
Collegamento tra strategie di marketing e piano economico-finanziario
L’impatto delle scelte di marketing sul piano economico-finanziario è rilevante: una maggiore visibilità online e la presenza di offerte mirate permettono di raggiungere più rapidamente il break-even e di sostenere la crescita della flotta nel medio termine. Le partnership e le promozioni stagionali contribuiscono a diversificare le fonti di ricavo e a mitigare i rischi legati alla concorrenza, rendendo il modello di business più resiliente e scalabile.

Struttura organizzativa e operativa di un autonoleggio in italia nel 2026
Locali e attrezzature: spazi funzionali e tecnologie essenziali
Per garantire un servizio di autonoleggio efficiente e competitivo nel 2026, la scelta e l’allestimento dei locali rivestono un ruolo fondamentale. L’attività tipo prevede un ufficio amministrativo dove gestire le pratiche di prenotazione, la contabilità e il rapporto con i clienti. Accanto all’ufficio, è indispensabile una zona accoglienza clienti, facilmente accessibile e dotata di una piccola sala d’attesa, che favorisca un’esperienza positiva fin dal primo contatto.
Un elemento chiave è l’area parcheggio, dimensionata in base alla flotta di veicoli disponibile, che deve essere sicura, ben illuminata e facilmente raggiungibile sia per i clienti sia per il personale addetto alla logistica. La presenza di attrezzature tecnologiche moderne è ormai imprescindibile: un software gestionale dedicato consente di monitorare in tempo reale prenotazioni, disponibilità e scadenze amministrative; i terminali POS permettono pagamenti rapidi e sicuri; i sistemi di tracciamento GPS installati sui veicoli garantiscono controllo e sicurezza della flotta, oltre a facilitare la gestione di eventuali emergenze o furti.
Organigramma: ruoli chiave e gestione delle risorse umane
L’organizzazione di un autonoleggio di piccole-medie dimensioni si basa su una struttura snella ma ben definita. Al vertice si trova l’imprenditore, responsabile della gestione generale, delle strategie commerciali e dei rapporti con fornitori e partner. A supporto, sono previsti uno o due addetti alle prenotazioni e alla gestione clienti, che si occupano dell’accoglienza, della consegna e del ritiro dei veicoli, oltre che dell’assistenza telefonica e online.
Per garantire la manutenzione ordinaria e straordinaria della flotta, può essere coinvolto un collaboratore esterno o interno, specializzato nella logistica e nei piccoli interventi tecnici. Questa figura è particolarmente importante nei periodi di maggiore affluenza, quando la rapidità nella preparazione dei veicoli è determinante per la soddisfazione del cliente.
Orari, stagionalità e processi operativi: efficienza e flessibilità
Gli orari di apertura tipici di un autonoleggio sono dalle 8:00 alle 19:00, sei giorni su sette, con la possibilità di estendere il servizio nei periodi di alta stagione o in concomitanza con festività e ponti. La stagionalità incide in modo significativo sull’operatività: i picchi di domanda si registrano nei mesi estivi e durante le festività, quando è necessario rafforzare la presenza del personale e ottimizzare i processi di consegna e ritiro dei veicoli.
I processi operativi principali comprendono la gestione delle prenotazioni (sia online che in presenza), la consegna e il ritiro dei veicoli con verifica dello stato e della documentazione, l’assistenza clienti per eventuali problematiche durante il noleggio e la manutenzione periodica della flotta. L’efficienza di questi processi è strettamente legata all’utilizzo di strumenti digitali e a una formazione continua del personale sulle procedure e sulle tecnologie adottate.
Impatto organizzativo sui costi fissi: personale e locali
La struttura organizzativa incide direttamente sui costi fissi dell’attività. Le principali voci di spesa sono rappresentate dal personale (stipendi, contributi, eventuali collaborazioni esterne) e dai locali (affitto, utenze, manutenzione ordinaria). La scelta di una struttura snella consente di ottimizzare i costi senza compromettere la qualità del servizio, mentre l’investimento in tecnologie gestionali riduce il rischio di errori e migliora la produttività complessiva.
In sintesi, una buona organizzazione interna e l’adozione di strumenti tecnologici adeguati rappresentano la base per la sostenibilità economica e la crescita di un autonoleggio nel mercato italiano del 2026.

Investimenti iniziali e costi di avviamento per un autonoleggio in italia nel 2026
Principali voci di investimento: cosa serve per partire
Per avviare un autonoleggio in Italia nel 2026 è fondamentale pianificare con attenzione gli investimenti iniziali e i costi di avviamento. Le principali voci di investimento riguardano sia le spese strutturali che quelle operative e promozionali. Tra le spese più rilevanti troviamo:
- Ristrutturazione e allestimento dei locali: adeguamento degli spazi destinati all’accoglienza clienti, uffici e area riconsegna veicoli.
- Acquisto o leasing dei primi veicoli: rappresenta la quota più significativa dell’investimento iniziale, con la possibilità di scegliere tra acquisto diretto o leasing operativo/finanziario.
- Arredi e attrezzature: scrivanie, sedie, scaffalature, sistemi di sicurezza e dispositivi per la gestione delle chiavi.
- Sistemi informatici e software gestionale: computer, stampanti, software per la gestione delle prenotazioni, della flotta e della contabilità.
- Insegne e materiali promozionali: insegne esterne, vetrofanie, brochure, gadget e materiali per la visibilità locale.
Questi investimenti sono essenziali per garantire un avvio professionale e competitivo dell’attività, oltre a trasmettere affidabilità ai clienti fin dai primi giorni di apertura.
Investimenti ammortizzabili e spese di avviamento: differenze e importanza
Nel business plan di un autonoleggio è importante distinguere tra investimenti ammortizzabili e spese di avviamento:
- Investimenti ammortizzabili: comprendono tutti i beni durevoli che verranno utilizzati per più anni, come i veicoli (auto, furgoni), gli arredi e le attrezzature informatiche. Questi costi verranno ripartiti nel tempo attraverso il processo di ammortamento, incidendo sui bilanci annuali ma non solo sul primo esercizio.
- Spese di avviamento: includono le spese di marketing iniziale (campagne pubblicitarie, realizzazione del sito web, promozione digitale), le consulenze professionali (commercialista, consulente legale, esperto di settore) e le pratiche amministrative (iscrizione alla Camera di Commercio, licenze, assicurazioni obbligatorie). Queste spese sono concentrate nella fase di lancio e servono a posizionare l’attività sul mercato.
Una corretta suddivisione tra queste due categorie permette di ottimizzare la gestione fiscale e di pianificare con precisione il fabbisogno finanziario.
Modalità di finanziamento: capitale proprio, credito e incentivi
Per coprire gli investimenti iniziali, la strategia più efficace prevede una combinazione di fonti di finanziamento:
- Capitale proprio: rappresenta la base di partenza e dimostra l’impegno personale dell’imprenditore. È consigliabile destinare almeno il 20-30% dell’investimento totale a risorse proprie.
- Finanziamento bancario: le banche offrono soluzioni dedicate alle nuove imprese, come prestiti a medio-lungo termine o leasing per l’acquisto dei veicoli. È importante presentare un business plan dettagliato per ottenere condizioni vantaggiose.
- Agevolazioni pubbliche: nel 2026 saranno disponibili incentivi per l’acquisto di veicoli a basse emissioni (elettrici, ibridi) e contributi a fondo perduto come il bando “Resto al Sud 2.0”, che copre parte delle spese di avviamento e degli investimenti materiali. L’accesso a queste misure può ridurre sensibilmente il fabbisogno di capitale di terzi.
La scelta della combinazione di fonti dipenderà dalla solidità finanziaria dell’imprenditore, dalla capacità di accesso al credito e dalla tipologia di veicoli che si intende offrire alla clientela.
Preparazione alla tabella degli investimenti
Questa analisi delle voci di investimento e delle modalità di finanziamento prepara il terreno per la successiva presentazione della tabella dettagliata degli investimenti, che sarà inserita nel piano economico-finanziario. In quella sezione verranno quantificati i singoli importi, la durata degli ammortamenti e l’impatto sul cash flow dei primi tre anni di attività, offrendo una visione chiara e trasparente della sostenibilità economica dell’autonoleggio.

Piano economico-finanziario triennale per un autonoleggio in italia
Ipotesi chiave e struttura delle previsioni
Per redigere un piano economico-finanziario attendibile per un autonoleggio in Italia nel 2026, è fondamentale definire alcune ipotesi operative di base. L’esempio qui proposto si riferisce a una piccola-media impresa con una flotta iniziale di 10 veicoli, localizzata in una città di medie dimensioni.
- Numero clienti previsti: 350 il primo anno, con una crescita del 10% annuo.
- Volumi di noleggio: ogni cliente effettua in media 1,2 noleggi all’anno.
- Prezzo medio: 45 € al giorno, 250 € a settimana.
- Giorni di attività annui: 340 (chiusura per festività e manutenzione).
- Margine lordo medio: 55% sui ricavi, dopo i costi variabili diretti.
- Costi fissi principali: personale (1 amministrativo, 1 addetto consegna/ritiro), affitto locali, assicurazioni, manutenzione ordinaria, utenze e servizi digitali.
Le tabelle di sintesi saranno strutturate in tre sezioni: ricavi annui, costi (variabili e fissi), conto economico triennale. Questo consente di valutare la sostenibilità finanziaria e la redditività dell’attività.
Prospetto ricavi, costi e conto economico triennale
Di seguito un esempio semplificato di struttura tabellare per il business plan di un autonoleggio:
| Anno | Ricavi da noleggio (€) | Costi variabili (€) | Costi fissi (€) | Margine operativo lordo (€) | Utile netto stimato (€) |
|---|---|---|---|---|---|
| 2026 | 210.000 | 94.500 | 48.000 | 67.500 | 18.000 |
| 2027 | 231.000 | 103.950 | 49.500 | 77.550 | 23.000 |
| 2028 | 254.100 | 114.345 | 51.000 | 88.755 | 29.000 |
Le cifre sono indicative e vanno adattate in base alla dimensione della flotta, alla localizzazione e alla stagionalità. I ricavi derivano dal numero di noleggi moltiplicato per il prezzo medio, mentre i costi variabili includono carburante, pulizia, piccole manutenzioni e commissioni. I costi fissi comprendono stipendi, affitto, assicurazioni e servizi digitali.
Indicatori di redditività e bancabilità
Per valutare la solidità economica e la bancabilità dell’autonoleggio, è utile monitorare alcuni indicatori chiave:
- Margine operativo lordo (MOL): rappresenta la differenza tra ricavi e costi operativi totali, ed è un segnale della capacità di generare cassa.
- Incidenza dei costi fissi: il rapporto tra costi fissi e ricavi deve rimanere sotto il 25% per garantire flessibilità e resilienza.
- Break-even point: il punto di pareggio si raggiunge quando i ricavi coprono tutti i costi; nell’esempio, si stima intorno a 170.000 € di ricavi annui.
- DSCR (Debt Service Coverage Ratio): anche se non calcolato nel dettaglio, è importante che il flusso di cassa operativo sia almeno 1,2 volte superiore alle rate di eventuali finanziamenti.
Questi parametri sono fondamentali per ottenere credito bancario e per valutare la sostenibilità a medio termine dell’attività.
Consigli operativi e strumenti per la pianificazione
Il modello presentato è semplificato e adatto a una prima valutazione. Per una pianificazione più dettagliata, con proiezioni a 5 anni e analisi di scenari multipli (prudente, base, ottimistico), si consiglia di utilizzare strumenti digitali come il Software business plan Autonoleggio AI, che permette di personalizzare ogni voce di costo e ricavo e di simulare l’impatto di variabili esterne.
Ricordiamo che la precisione delle stime dipende dalla qualità dei dati di partenza e dalla capacità di adattare il modello alle specificità del proprio territorio e target di clientela.

Rischi, scenari e conclusioni operative per un business plan di autonoleggio in italia
Principali rischi per un autonoleggio nel 2026 e strategie di mitigazione
Nel settore dell’autonoleggio in Italia, l’analisi dei rischi è fondamentale per garantire la sostenibilità e la crescita dell’attività. I principali rischi che un’impresa di autonoleggio deve affrontare includono:
- Fluttuazione della domanda: la richiesta di veicoli a noleggio può variare in base a fattori stagionali, economici e turistici. Periodi di bassa stagione o crisi economiche possono ridurre i ricavi.
- Concorrenza aggressiva: la presenza di grandi operatori nazionali e internazionali, oltre a nuove piattaforme digitali, può comprimere i margini e rendere più difficile acquisire clienti.
- Aumento dei costi di gestione: i costi per l’acquisto, la manutenzione e l’assicurazione dei veicoli, così come quelli del personale, possono aumentare in modo imprevisto, incidendo sulla redditività.
- Cambi normativi: modifiche alle normative su emissioni, assicurazioni o requisiti amministrativi possono comportare investimenti aggiuntivi o limitare l’operatività.
- Stagionalità: la domanda di noleggio auto è spesso legata a flussi turistici e periodi festivi, con rischi di sottoutilizzo della flotta nei mesi meno richiesti.
Per mitigare questi rischi, il business plan deve prevedere strategie di diversificazione della flotta (includendo veicoli elettrici o furgoni per ampliare la clientela), promozioni mirate nei periodi di bassa stagione, controllo rigoroso dei costi (monitorando spese di gestione e personale) e aggiornamento continuo sulle normative di settore. L’utilizzo di piattaforme digitali e software gestionali, come suggerito dalle guide di settore, permette di ottimizzare la gestione operativa e rispondere rapidamente ai cambiamenti del mercato.
Scenari economici a tre anni: prudente, base, ottimistico
Per valutare la sostenibilità del progetto, il business plan di un autonoleggio deve considerare almeno tre scenari economici, ciascuno caratterizzato da diversi livelli di ricavi e margini:
- Scenario prudente: si ipotizza una crescita lenta, con una domanda inferiore alle attese, forte pressione competitiva e costi di gestione in aumento. In questo caso, il margine lordo resta contenuto e la redditività si raggiunge solo nel terzo anno, grazie a una gestione molto attenta dei costi e a una politica di prezzi competitiva.
- Scenario base: rappresenta l’andamento atteso secondo le previsioni di mercato. La domanda cresce in linea con il trend turistico e aziendale, i costi sono sotto controllo e la flotta viene utilizzata in modo efficiente. Il margine lordo migliora progressivamente e l’attività raggiunge il break-even già nel secondo anno.
- Scenario ottimistico: la domanda supera le aspettative grazie a partnership locali, promozioni efficaci e una flotta ben diversificata. I ricavi crescono rapidamente, i margini si ampliano e l’impresa può reinvestire per espandere la flotta o aprire nuove sedi già dal secondo anno.
La costruzione di questi scenari consente di valutare la resilienza del progetto e di pianificare le azioni correttive in caso di scostamenti rispetto alle previsioni.
Conclusioni operative: cosa monitorare e come ottimizzare la gestione
Per garantire il successo di un autonoleggio, è essenziale monitorare costantemente alcuni indicatori chiave:
- Andamento dei ricavi mensili: consente di individuare tempestivamente cali di domanda o opportunità di crescita stagionale.
- Margine lordo: misura l’efficienza nella gestione dei costi diretti e l’efficacia delle strategie di pricing.
- Costi del personale: devono essere proporzionati ai volumi di attività, evitando sovradimensionamenti nei periodi di bassa stagione.
- Incidenza degli oneri finanziari: fondamentale per valutare la sostenibilità degli investimenti e la capacità di rimborso dei finanziamenti.
L’utilizzo di un software dedicato come “Software business plan Autonoleggio AI” rappresenta un vantaggio competitivo: permette di aggiornare rapidamente le ipotesi di business, confrontare diversi scenari economici e verificare la sostenibilità finanziaria del progetto nel tempo. Inoltre, consente di simulare l’impatto di variazioni nei costi, nei ricavi o nella composizione della flotta, supportando decisioni strategiche basate su dati aggiornati e affidabili.
In sintesi, la gestione proattiva dei rischi, la costruzione di scenari realistici e il monitoraggio costante degli indicatori economici sono elementi imprescindibili per il successo di un autonoleggio in Italia nel 2026.
Fonti analizzate
- Aprireinfranchising.it – Come aprire un autonoleggio, costi, ricavi e potenziali
- Aprire un’attività di noleggio auto e furgoni
- Finom.co – Come aprire un autonoleggio: requisiti, costi e oneri fiscali
- Kenoleggio.it – Come Aprire un Noleggio Auto in Italia: Requisiti, Documenti
- Aprire un Noleggio Auto con Resto al Sud 2.0
- Quanto costa aprire un Noleggio con conducente nel 2025
- Startupeimprese.it – Come aprire un autonoleggio: costi e requisiti necessari
- Guida per avviare un’attività di noleggio auto
- Podcast dell’Autonoleggio: come aprire un autonoleggio
Articolo scritto il 05/12/2025

STEFANO VENTURA – Linkedin
È il fondatore di Bsness.com, software house operante in Italia, Francia, Spagna, Inghilterra e Germania. Si è laureato in economia e commercio presso l’Università di Bologna dove ha anche conseguito il titolo di Dottore Commercialista. Ha esercitato con successo la professione di Dottore Commercialista come esperto in budget e business plan per poi dedicarsi a tempo pieno alla crescita di Bsness.com.


Commenti recenti