Il business plan rappresenta uno strumento essenziale per chi desidera avviare o sviluppare l’attività di nutrizionista in Italia nel 2026. Si tratta di un documento che descrive in modo dettagliato il progetto imprenditoriale, delineando strategie, obiettivi e modalità operative. Una pianificazione aggiornata è indispensabile non solo per ottenere finanziamenti da banche, accedere a bandi pubblici o attrarre soci e investitori, ma anche per gestire l’attività in modo sostenibile, affrontando le nuove sfide e cogliendo le opportunità del settore salute e benessere. Il business plan abbraccia tutti gli aspetti del progetto: dall’executive summary all’analisi di mercato, dal piano marketing al piano economico-finanziario, con particolare attenzione all’investimento iniziale, alla gestione del cash flow e al raggiungimento del break-even. Una struttura chiara e realistica, aggiornata alle esigenze del 2026, aiuta a evitare errori comuni e a costruire basi solide per il successo dell’attività.
Dati in sintesi
- Anno di riferimento: 2026
- Durata del piano: pluriennale
- Settore: salute e benessere
- Obiettivo principale: sostenibilità e sviluppo
- Utilizzo: finanziamenti, bandi, gestione interna
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Business plan per nutrizionista: definizione, scopi e vantaggi concreti
Cos’è il business plan per un nutrizionista
Il business plan per un nutrizionista è un documento strategico che descrive in modo dettagliato la tua idea imprenditoriale, gli obiettivi professionali e la pianificazione economica dello studio di nutrizione. Questo strumento non è solo una formalità: rappresenta la base per dimostrare che la tua attività è sostenibile, redditizia e in grado di generare liquidità sufficiente a coprire i costi e ripagare eventuali debiti. Un business plan ben strutturato deve essere realistico, chiaro e fondato su dati concreti, adattati al contesto specifico del settore salute.
Nel caso di uno studio di nutrizione, il business plan include una panoramica dei servizi offerti (consulenze nutrizionali, piani alimentari personalizzati, collaborazioni con palestre o centri medici), una stima dei costi iniziali e ricorrenti, e una previsione dei ricavi attesi. La sua struttura tipica prevede una Executive Summary iniziale, che riassume i punti chiave del progetto e deve catturare subito l’attenzione di chi legge.
A cosa serve e perché è richiesto da banche, soci e per i bandi
Il business plan è richiesto da diversi soggetti chiave:
- Banche: è indispensabile per valutare il rischio di credito prima di concedere un finanziamento o un mutuo. Senza questo documento, nessun istituto di credito può erogare prestiti a uno studio di nutrizione, perché non avrebbe elementi oggettivi per stimare la capacità di rimborso.
- Soci e investitori: serve a mostrare il ritorno previsto sul capitale investito e a convincere potenziali partner a finanziare il progetto. Un business plan dettagliato permette di evidenziare i punti di forza dell’attività e le opportunità di crescita nel settore salute.
- Bandi e finanza agevolata: è obbligatorio per legge presentare un business plan per accedere a bandi regionali, nazionali o a strumenti come Invitalia. Senza questo documento, non è possibile ottenere agevolazioni o contributi pubblici per avviare o sviluppare lo studio.
In sintesi, il business plan è la “carta d’identità” economica e strategica della tua attività di nutrizionista: senza di esso, è praticamente impossibile ottenere fondi esterni o partecipare a iniziative di sostegno pubblico.
Orizzonte temporale e benefici pratici per il nutrizionista
Un business plan efficace per uno studio di nutrizione deve coprire un orizzonte temporale di almeno 3–5 anni. Questo periodo è considerato ideale perché permette di:
- Definire obiettivi chiari: fissare traguardi concreti (es. numero di clienti, fatturato annuo, espansione dei servizi) e monitorare i progressi nel tempo.
- Gestire i rischi: identificare le principali criticità (ad esempio, stagionalità della domanda, concorrenza di altri professionisti della salute, cambiamenti normativi) e pianificare strategie di risposta.
- Pianificare le risorse: valutare con precisione di quali risorse umane, tecnologiche e finanziarie avrai bisogno per raggiungere i tuoi obiettivi, evitando sprechi o carenze.
- Monitorare i risultati: confrontare periodicamente i dati reali con le previsioni, per correggere la rotta e migliorare la gestione dello studio.
Ad esempio, un nutrizionista che prevede di aprire uno studio in una città di medie dimensioni può stimare di raggiungere 100 clienti attivi nel primo anno, con una crescita del 20–30% annuo grazie a collaborazioni con palestre e centri medici. Il business plan permette di simulare diversi scenari (ottimistico, realistico, prudente) e di prepararsi a eventuali imprevisti, come un calo della domanda o l’aumento dei costi delle forniture.
Nel settore salute, la pianificazione è particolarmente importante perché le normative sono stringenti e la fiducia dei clienti si costruisce nel tempo. Un business plan ben fatto aiuta anche a comunicare professionalità e affidabilità a tutti gli stakeholder, inclusi fornitori e partner commerciali.
Esempi di utilizzo concreto nel settore salute
Nel concreto, il business plan di un nutrizionista può essere utilizzato per:
- Richiedere un prestito bancario per l’acquisto di attrezzature (bilance professionali, software di analisi nutrizionale, arredi per lo studio).
- Partecipare a un bando regionale per l’imprenditoria giovanile, allegando il piano per dimostrare la sostenibilità economica e l’impatto sociale del progetto.
- Convincere un investitore privato a finanziare l’apertura di una seconda sede o l’avvio di servizi innovativi (es. consulenze online, workshop di educazione alimentare).
- Gestire la crescita dello studio, pianificando l’assunzione di collaboratori o l’acquisto di nuove tecnologie in base all’andamento dei ricavi.
In tutti questi casi, il business plan è lo strumento che trasforma un’idea in un progetto concreto e credibile, facilitando l’accesso alle risorse necessarie per crescere nel settore della nutrizione.
Punti chiave
- Il business plan è essenziale per avviare o sviluppare l’attività di nutrizionista.
- Serve per ottenere finanziamenti, accedere a bandi e attrarre investitori.
- Include strategie, obiettivi, analisi di mercato e piano economico-finanziario.
- Una pianificazione aggiornata aiuta a evitare errori e a gestire le sfide del settore.

Struttura fondamentale del business plan per nutrizionista: sezioni chiave e contenuti operativi
Redigere un business plan per nutrizionista significa costruire un documento strategico che permette di valutare la reale fattibilità economica dell’attività e di presentarsi in modo professionale a banche, investitori o partner. La struttura del business plan deve essere chiara, completa e orientata sia agli aspetti pratici che a quelli economico-finanziari. Di seguito vengono descritte le sezioni indispensabili e i contenuti operativi da includere, con suggerimenti pratici per ogni parte.
Executive summary: la sintesi del progetto
L’executive summary rappresenta la sintesi iniziale del business plan e va redatto con particolare attenzione, anche se spesso si compila alla fine. In questa sezione occorre:
- Definire la mission e la visione dello studio di nutrizione: ad esempio, promuovere il benessere attraverso percorsi alimentari personalizzati.
- Riassumere i servizi principali (visite nutrizionali, piani alimentari, consulenze online).
- Indicare i punti di forza distintivi (specializzazione, tecnologie, approccio multidisciplinare).
- Presentare in breve il target di clientela (ad esempio: sportivi, persone con patologie, gestione del peso).
- Specificare gli obiettivi economico-finanziari di breve e medio termine.
Un executive summary efficace deve essere conciso (1-2 pagine) e capace di catturare l’interesse di chi legge.
Descrizione dell’attività: competenze, servizi e target
Questa sezione approfondisce la natura dell’attività e le sue peculiarità:
- Profilo professionale: descrivere le competenze, titoli di studio, specializzazioni e certificazioni del nutrizionista.
- Servizi offerti: dettagliare le tipologie di prestazioni (visite in studio, consulenze online, piani personalizzati, educazione alimentare, collaborazioni con palestre o medici).
- Target di clientela: identificare i segmenti di mercato a cui ci si rivolge (adulti, bambini, sportivi, pazienti con patologie specifiche, aziende).
È importante evidenziare cosa differenzia l’attività rispetto alla concorrenza locale, ad esempio l’uso di software avanzati per la gestione dei piani alimentari o la possibilità di seguire i pazienti anche da remoto.
Analisi di mercato e concorrenza: domanda locale e trend
L’analisi di mercato è una delle sezioni più rilevanti per valutare la sostenibilità dell’attività. Gli elementi da includere sono:
- Bacino di utenza: stimare la popolazione potenzialmente interessata ai servizi di nutrizione nella zona di riferimento.
- Domanda locale: analizzare i dati su stili di vita, attenzione alla salute e tendenze alimentari (ad esempio, aumento della richiesta di consulenze per intolleranze o per sportivi).
- Concorrenza: mappare la presenza di altri nutrizionisti, dietisti, centri medici e valutare i loro punti di forza e debolezza.
- Trend di settore: considerare l’evoluzione della domanda, l’impatto delle tecnologie digitali e l’interesse crescente verso la prevenzione.
Questa sezione deve essere supportata da dati oggettivi (ad esempio, statistiche ISTAT sulla salute e sulle abitudini alimentari) e da una valutazione realistica delle opportunità e delle minacce.
Piano marketing e operativo: acquisizione pazienti e gestione studio
Il piano marketing descrive le strategie per acquisire e fidelizzare i pazienti:
- Canali digitali: presenza su sito web, social network, piattaforme di prenotazione online.
- Collaborazioni: partnership con medici di base, palestre, farmacie.
- Promozioni e campagne: offerte di lancio, pacchetti di visite, eventi informativi.
Il piano operativo e organizzativo, invece, dettaglia gli aspetti pratici della gestione:
- Ubicazione dello studio: scelta della sede, accessibilità, visibilità.
- Attrezzature e software: bilance professionali, strumenti per la misurazione della composizione corporea, software per la gestione dei pazienti e dei piani alimentari.
- Personale: eventuale segreteria, collaboratori o consulenti esterni.
- Orari di apertura e modalità di prenotazione.
Queste informazioni sono fondamentali per dimostrare la capacità organizzativa e la sostenibilità dell’attività nel tempo.
Allegati: documentazione di supporto
Nel business plan per nutrizionista è consigliabile allegare:
- Curriculum vitae e certificazioni professionali.
- Preventivi per attrezzature, software e arredi.
- Eventuali autorizzazioni o iscrizioni a ordini professionali.
Questi documenti rafforzano la credibilità del progetto e facilitano la valutazione da parte di finanziatori o enti pubblici.

Redigere il piano economico-finanziario per una nutrizionista: guida pratica e operativa
Come stimare l’investimento iniziale: studio, attrezzature, software e marketing
La prima fase cruciale nella redazione del piano economico-finanziario per una nutrizionista consiste nella mappatura dettagliata dell’investimento iniziale. Questo passaggio permette di avere una visione chiara delle risorse necessarie per avviare l’attività e di pianificare con precisione le uscite di cassa nei primi mesi.
- Studio e avviamento: comprendono le spese legali e notarili (costituzione della società, parcelle per notaio e commercialista), consulenze strategiche (redazione business plan, studi di fattibilità), licenze e permessi (autorizzazioni sanitarie, iscrizione all’albo), e formazione (corsi di aggiornamento e certificazioni obbligatorie).
- Attrezzature: arredi per lo studio, strumenti di misurazione corporea, bilance professionali, computer e stampanti. È importante elencare ogni voce e stimare il costo unitario e totale.
- Software gestionali: investire in software per la gestione delle cartelle cliniche, prenotazioni e fatturazione è ormai indispensabile. Inserire il costo di acquisto o abbonamento annuale.
- Marketing e comunicazione: sito web, materiale promozionale, campagne pubblicitarie online e offline. Queste spese sono essenziali per acquisire i primi clienti e posizionarsi sul mercato.
La precisione nella raccolta dei dati relativi a queste voci è fondamentale per evitare sottostime che potrebbero compromettere la sostenibilità finanziaria nei primi mesi di attività.
Costruire il conto economico previsionale: ricavi e costi operativi
Il conto economico previsionale rappresenta il cuore del business plan finanziario. Per una nutrizionista, è necessario stimare:
- Ricavi: derivano principalmente da visite in studio, pacchetti di consulenza online e servizi extra (come analisi nutrizionali personalizzate o collaborazioni con palestre e centri benessere). È utile ipotizzare il numero di clienti mensili, il prezzo medio delle prestazioni e la stagionalità della domanda.
- Costi operativi: includono affitto dello studio, utenze, materiali di consumo, spese di segreteria, assicurazione professionale, abbonamenti software e costi di marketing ricorrenti.
Per una proiezione realistica, è consigliabile costruire scenari a 3–5 anni, ipotizzando una crescita graduale della clientela e dei ricavi, ma anche un aumento proporzionale dei costi variabili. Questo permette di valutare la sostenibilità economica nel medio periodo e di individuare eventuali criticità.
Stato patrimoniale, cash flow e break-even point: come valutare la sostenibilità finanziaria
Oltre al conto economico, il business plan di una nutrizionista deve includere:
- Stato patrimoniale previsionale: fotografa la situazione patrimoniale dell’attività (attività, passività e capitale proprio) a fine anno. È fondamentale per valutare la solidità finanziaria e la capacità di far fronte agli impegni.
- Cash flow: analizza i flussi di cassa in entrata e uscita, mese per mese. Serve a prevenire crisi di liquidità e a pianificare eventuali finanziamenti o riserve.
- Break-even point: calcola il punto di pareggio, ovvero il numero minimo di prestazioni o ricavi necessari per coprire tutti i costi fissi e variabili. Questo indicatore è essenziale per valutare la fattibilità dell’attività e per fissare obiettivi di vendita concreti.
- DSCR (Debt Service Coverage Ratio): misura la capacità dell’attività di generare flussi di cassa sufficienti a coprire eventuali rate di finanziamento. Un DSCR superiore a 1 indica una situazione di sostenibilità.
- Principali indici di redditività: margine operativo lordo, ROI e ROE sono utili per monitorare la redditività e l’efficienza della gestione.
Per ogni voce, è importante raccogliere dati storici di settore, benchmark di mercato e ipotesi prudenziali, così da costruire un piano credibile e sostenibile agli occhi di banche e investitori.
Come costruire scenari a 3–5 anni e raccogliere i dati giusti
La proiezione a medio termine (3–5 anni) consente di valutare l’evoluzione dell’attività e di pianificare investimenti futuri. Per farlo:
- Definire ipotesi di crescita della clientela e dei ricavi, tenendo conto di fattori stagionali e trend di mercato.
- Stimare l’evoluzione dei costi fissi e variabili, considerando possibili aumenti di affitto, personale o servizi digitali.
- Prevedere investimenti aggiuntivi (nuove attrezzature, ampliamento dello studio, formazione continua).
- Monitorare costantemente gli scostamenti tra previsioni e risultati reali, aggiornando il piano almeno una volta l’anno.
La raccolta dei dati deve essere accurata: utilizzare fonti ufficiali, dati di categoria e benchmark di settore per validare le ipotesi. Questo approccio rafforza la credibilità del business plan e aumenta le possibilità di ottenere finanziamenti o agevolazioni.

Errori da evitare nel business plan per nutrizionista: come riconoscerli e superarli
Redigere un business plan efficace è fondamentale per il successo di uno studio di nutrizione. Tuttavia, molti professionisti commettono errori ricorrenti che possono compromettere la sostenibilità dell’attività, l’accesso a finanziamenti e la crescita futura. In questa sezione analizziamo i principali errori da evitare nella stesura del business plan per nutrizionista, con esempi pratici e soluzioni operative.
Sottostimare i costi di avvio e gestione
Uno degli errori più diffusi è trascurare i costi fissi e di avvio. Spese come l’affitto dello studio, le utenze, l’iscrizione all’albo, l’acquisto di attrezzature e software gestionali sono spesso sottovalutate o addirittura ignorate. Questo porta a una visione distorta della reale sostenibilità economica dell’attività.
- Nei primi mesi, i costi possono superare facilmente i 1.500-2.500 euro mensili tra affitto, utenze, assicurazione, materiali e promozione.
- È fondamentale includere una stima realistica di tutte le spese, prevedendo anche un fondo per imprevisti e per il periodo di rodaggio in cui i ricavi saranno bassi.
Ignorare questi aspetti può portare a difficoltà di liquidità e a una rapida erosione del capitale iniziale, rendendo difficile accedere a bandi o finanziamenti che richiedono solidità finanziaria.
Sovrastimare il numero di pazienti e i ricavi
Un altro errore frequente è l’eccessivo ottimismo nelle stime di fatturato. Molti nutrizionisti ipotizzano di saturare l’agenda (ad esempio, 15-20 visite al giorno) già dai primi mesi di attività. In realtà, il mercato è competitivo e il flusso di pazienti sarà discontinuo all’inizio.
- È più realistico stimare un’occupazione dell’agenda del 20-30% nel primo trimestre, con una crescita graduale nei mesi successivi.
- Prevedere ricavi troppo elevati può illudere sulla sostenibilità dell’attività e scoraggiare potenziali investitori o banche.
Un business plan credibile deve basarsi su dati prudenziali e su un’analisi attenta della domanda locale.
Ignorare la concorrenza e le strategie di acquisizione pazienti
Molti business plan trascurano l’analisi della concorrenza e non prevedono strategie concrete per acquisire nuovi pazienti. Questo è un errore grave, perché il settore della nutrizione è popolato da numerosi professionisti e centri specializzati.
- Non basta aprire uno studio: è necessario analizzare i competitor nella propria zona, valutando prezzi, servizi offerti e punti di forza/debolezza.
- Il business plan deve includere azioni di marketing (online e offline), collaborazioni con medici e palestre, eventi informativi e una presenza digitale efficace.
La mancanza di strategie di acquisizione pazienti può rallentare la crescita e rendere difficile raggiungere il break-even, scoraggiando finanziatori e partner.
Mancanza di dati aggiornati ed errori nelle proiezioni finanziarie
Un business plan efficace si basa su dati aggiornati e attendibili. Utilizzare informazioni obsolete o generiche porta a proiezioni finanziarie poco realistiche, che possono essere facilmente smontate da banche, investitori o commissioni di valutazione per bandi pubblici.
- È essenziale aggiornare costantemente i dati di mercato, i benchmark di settore e le tariffe medie applicate nella propria area.
- Le proiezioni finanziarie devono essere coerenti con i dati raccolti e con le strategie di sviluppo previste.
Errori in questa fase possono compromettere la credibilità del progetto e ridurre le possibilità di ottenere supporto finanziario.
Come questi errori compromettono finanziamenti e crescita
La presenza di errori strutturali nel business plan può avere conseguenze molto serie:
- Difficoltà ad accedere a finanziamenti bancari o a bandi pubblici, a causa di proiezioni poco credibili o incomplete.
- Ritardi nell’avvio dell’attività per mancanza di liquidità o per sottovalutazione dei tempi necessari a raggiungere il regime operativo.
- Impossibilità di pianificare investimenti futuri (es. ampliamento dello studio, assunzione di collaboratori) per assenza di dati affidabili.
Per evitare questi rischi, è fondamentale affrontare la stesura del business plan con realismo, raccogliere dati aggiornati e confrontarsi con professionisti del settore.

Come presentare e utilizzare il business plan per una nutrizionista
Documentazione richiesta: banche, bandi e investitori
La presentazione del business plan per una nutrizionista varia in base al destinatario e agli obiettivi. Quando si richiede un finanziamento bancario, la banca esamina soprattutto la capacità di rimborso e il rischio di credito. In questo caso, è fondamentale includere:
- Bilanci previsionali dettagliati: conto economico, stato patrimoniale e rendiconto finanziario, che dimostrino la sostenibilità e la solidità del progetto.
- Analisi dei flussi di cassa: per evidenziare la capacità di far fronte alle rate di rimborso.
- Descrizione puntuale dell’attività: target di clientela, servizi offerti, strategie di marketing e posizionamento.
Per bandi pubblici e investitori, il focus si sposta su elementi come innovazione, impatto sociale e scalabilità del servizio. In questi casi, il business plan deve mettere in risalto:
- Obiettivi SMART (Specifici, Misurabili, Accessibili, Realistici, Temporizzati) e indicatori di risultato.
- Piano operativo e milestones di sviluppo.
- Strategia di crescita e potenziale di espansione.
Adattare la documentazione alle richieste specifiche di ciascun interlocutore è una best practice fondamentale per aumentare le probabilità di successo nella richiesta di fondi o nell’ottenimento di partnership.
Adattare e aggiornare il business plan: un processo continuo
Il business plan non è un documento statico. Per una nutrizionista, rappresenta uno strumento gestionale dinamico che va aggiornato periodicamente. Questo consente di:
- Monitorare gli scostamenti tra previsioni e risultati effettivi, intervenendo tempestivamente in caso di criticità.
- Rivedere gli obiettivi in base all’andamento del mercato e alle nuove opportunità.
- Allineare il team e i collaboratori sulla strategia e sulle priorità operative.
Si consiglia di aggiornare il business plan almeno una volta all’anno o in occasione di eventi rilevanti (nuovi servizi, partnership, cambiamenti normativi). Questo approccio permette di mantenere il controllo sulla crescita e di essere sempre pronti a cogliere nuove occasioni di finanziamento o sviluppo.
Strumenti digitali e software per la redazione e il monitoraggio
Per redigere e monitorare efficacemente il business plan, oggi sono disponibili strumenti digitali e software che semplificano la gestione dei dati e la produzione di report professionali. Tra le funzionalità più utili:
- Modelli preimpostati per business plan specifici per attività sanitarie e professionali.
- Dashboard di monitoraggio per confrontare risultati reali e previsioni.
- Simulazioni finanziarie per valutare l’impatto di diverse strategie o scenari di crescita.
L’utilizzo di questi strumenti consente di ridurre gli errori, risparmiare tempo e presentare documenti chiari e professionali a banche, enti pubblici e investitori.
Best practice per una presentazione efficace e il follow-up
Per massimizzare l’efficacia della presentazione del business plan, è importante:
- Personalizzare il documento in base al destinatario, evidenziando i punti di interesse specifici (ad esempio, la sostenibilità finanziaria per le banche, l’innovazione per i bandi, la crescita per gli investitori).
- Preparare una sintesi esecutiva chiara e convincente, che riassuma i punti di forza del progetto.
- Utilizzare grafici e tabelle per rendere immediatamente comprensibili i dati chiave.
- Essere pronti a rispondere a domande e a fornire approfondimenti su ogni sezione del piano.
- Pianificare un follow-up dopo la presentazione, per raccogliere feedback e aggiornare il piano se necessario.
Un business plan ben strutturato e presentato con professionalità è uno strumento decisivo per la crescita e la sostenibilità dell’attività di nutrizionista.

Domande frequenti su come fare il business plan per Nutrizionista nel 2026
Cos’è il business plan per un nutrizionista?
Il business plan per nutrizionista è un documento strategico che descrive il progetto di studio nutrizionale, i servizi offerti e la sostenibilità finanziaria. Include una parte descrittiva, con analisi del target, marketing e concorrenza, e una parte numerica, con costi di avvio, spese di gestione e proiezioni di ricavo.
A cosa serve redigere un business plan per nutrizionista?
Redigere un business plan serve a pianificare il budget, ottenere finanziamenti e guidare lo sviluppo dello studio. È fondamentale per presentare richieste di prestiti o bandi, oltre che per calcolare il break-even point e valutare la sostenibilità economica dell’attività.
Come si fa un business plan per nutrizionista?
Per realizzare un business plan occorre analizzare il mercato, definire i servizi, stimare i costi di avvio e gestione, e prevedere i ricavi. È importante includere sia una parte descrittiva (analisi del target, strategie di marketing, concorrenza) sia una parte numerica con proiezioni finanziarie dettagliate.
Quanto costa redigere un business plan per nutrizionista?
Il costo per redigere un business plan varia in base alla complessità del progetto e all’eventuale utilizzo di consulenti o software specifici. Non esiste un prezzo fisso, ma la spesa dipende dalle esigenze e dal livello di dettaglio richiesto.
Il business plan è obbligatorio per ottenere un finanziamento bancario?
Sì, le banche e gli enti pubblici richiedono una pianificazione scritta come il business plan per valutare la concessione di credito o agevolazioni. Un documento ben strutturato aumenta le possibilità di ottenere finanziamenti.
Quali sono i principali errori da evitare nella stesura del business plan?
Tra gli errori più comuni ci sono la sottovalutazione dei costi, la mancanza di analisi del mercato e l’assenza di proiezioni finanziarie realistiche. È fondamentale essere precisi sia nella parte descrittiva che in quella numerica per evitare rischi finanziari.
Articolo scritto il 14/07/2026

STEFANO VENTURA – Linkedin
È il fondatore di Bsness.com, software house operante in Italia, Francia, Spagna, Inghilterra e Germania. Si è laureato in economia e commercio presso l’Università di Bologna dove ha anche conseguito il titolo di Dottore Commercialista. Ha esercitato con successo la professione di Dottore Commercialista come esperto in budget e business plan per poi dedicarsi a tempo pieno alla crescita di Bsness.com.


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