Aprire un residence in Italia nel 2025 rappresenta una concreta opportunità per chi desidera investire nel settore turistico-ricettivo, rispondendo alla crescente domanda di soggiorni flessibili e prolungati. Per avviare questa attività, è indispensabile possedere specifici requisiti personali e, in alcune regioni, anche professionali, oltre a rispettare le normative vigenti. I costi iniziali variano sensibilmente in base alla dimensione e alla località della struttura, partendo da circa 40.000–60.000 euro per soluzioni più contenute fino a superare il milione di euro per progetti di ampio respiro. L’iter burocratico richiede attenzione: dalla scelta della forma giuridica, all’apertura della partita IVA, fino alla presentazione della SCIA presso il SUAP e all’iscrizione alla banca dati delle strutture ricettive. Un business plan dettagliato è fondamentale per valutare la fattibilità, stimare i ricavi e accedere a eventuali finanziamenti o agevolazioni. Tutte le informazioni sono aggiornate al 2025 in Italia.
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Perché aprire un residence in italia nel 2025: opportunità e rischi
Domanda turistica e nuove esigenze: i trend che spingono il settore residence
Negli ultimi anni, il settore dell’ospitalità in Italia ha registrato cambiamenti significativi nella domanda turistica. Sempre più viaggiatori, sia per motivi di lavoro che di piacere, cercano soluzioni di soggiorno medio-lungo termine e ambienti che offrano maggiore autonomia rispetto agli hotel tradizionali. Questo trend è stato rafforzato dalla crescita del turismo esperienziale e dalla richiesta di flessibilità nelle modalità di soggiorno, sia da parte di famiglie che di professionisti in trasferta.
Aprire un residence nel 2025 significa rispondere a queste nuove esigenze, offrendo appartamenti attrezzati con servizi accessori, spazi comuni e la possibilità di soggiorni prolungati. La domanda di residence è in aumento soprattutto nelle città d’arte, nei poli industriali e nelle località turistiche che attraggono visitatori per periodi superiori alla classica vacanza breve.
Opportunità di mercato: perché scegliere il residence rispetto a b&b e affittacamere
Il residence si distingue da B&B e affittacamere per la maggiore autonomia offerta agli ospiti, grazie a unità abitative indipendenti dotate di cucina e servizi privati. Questo modello si rivolge a una clientela che cerca privacy, comfort e la possibilità di gestire in autonomia il proprio soggiorno, senza rinunciare a servizi come reception, pulizie periodiche e aree comuni.
- Target diversificato: lavoratori in trasferta, famiglie, studenti, turisti internazionali.
- Redditività potenziale superiore rispetto a B&B e affittacamere, grazie a tariffe settimanali/mensili e minori costi di gestione giornaliera.
- Maggiore stabilità dei flussi di cassa grazie a soggiorni prolungati e contratti corporate.
Nel 2025, il residence rappresenta una soluzione ideale per chi vuole investire nell’ospitalità, sfruttando la crescente richiesta di soluzioni flessibili e la tendenza a viaggiare per periodi più lunghi.
Rischi e criticità: concorrenza, stagionalità e gestione dei costi
Nonostante le opportunità, aprire un residence comporta anche alcuni rischi da valutare attentamente. La concorrenza è in crescita, sia da parte di nuove strutture che di piattaforme online che facilitano l’offerta di appartamenti turistici. La stagionalità può influire sui tassi di occupazione, soprattutto nelle località balneari o montane, rendendo necessario un attento business plan per gestire i periodi di bassa stagione.
Un altro aspetto critico riguarda la gestione dei costi operativi: manutenzione, personale, utenze e promozione richiedono investimenti continui. È fondamentale monitorare i margini di profitto e ottimizzare i servizi offerti per mantenere la competitività sul mercato.
Prospettive per il 2025: investire in modo sicuro e redditizio
Le prospettive per il settore residence nel 2025 sono positive, grazie alla crescente domanda di soggiorni medio-lunghi e alla ricerca di esperienze personalizzate. Tuttavia, il successo dipende dalla capacità di differenziarsi e di offrire servizi di qualità, oltre che da una gestione attenta dei costi e dei flussi di cassa. L’analisi di mercato, la scelta della location e la definizione di un business plan solido sono passaggi fondamentali per ridurre i rischi e cogliere le opportunità offerte dal mercato italiano dell’ospitalità.

Requisiti per aprire un residence in italia nel 2025: cosa serve davvero
Requisiti personali: chi può aprire un residence
Per aprire un residence in Italia nel 2025 è fondamentale soddisfare alcuni requisiti personali previsti dalla normativa vigente. Innanzitutto, l’imprenditore deve essere maggiorenne e non deve aver riportato condanne penali che comportino l’interdizione dai pubblici uffici o il divieto di esercitare attività imprenditoriali. In alcune regioni italiane, è inoltre richiesto il superamento di specifici corsi di formazione obbligatori per la gestione di strutture ricettive, finalizzati a garantire la conoscenza delle normative igienico-sanitarie, di sicurezza e di accoglienza turistica.
La presenza di questi requisiti personali è verificata durante la fase di presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) presso il SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive) del Comune in cui si intende avviare il residence.
Requisiti dell’immobile: caratteristiche e standard da rispettare
Il locale destinato a residence deve rispondere a precisi requisiti strutturali e funzionali. In particolare, la normativa italiana prevede che il residence sia composto da un numero minimo di unità abitative indipendenti (solitamente almeno 7, ma il numero può variare in base alle disposizioni regionali). Ogni unità deve essere dotata di servizi igienici, cucina o angolo cottura e rispettare le norme igienico-sanitarie vigenti.
- Sicurezza antincendio: l’immobile deve essere conforme alle normative antincendio, con impianti certificati e vie di fuga ben segnalate.
- Accessibilità: è obbligatorio garantire l’accessibilità alle persone con disabilità, sia nelle aree comuni che nelle unità abitative dedicate.
- Certificazioni energetiche e di sicurezza: sono richieste le certificazioni relative agli impianti elettrici, idraulici e di riscaldamento.
Dal 2024 è entrata in vigore la certificazione UNI 11932:2024, che definisce gli standard minimi di qualità per le strutture ricettive extra-alberghiere, tra cui i residence. Questa certificazione attesta il rispetto di requisiti strutturali, gestionali e di servizio, diventando un elemento distintivo e spesso necessario per l’ottenimento delle autorizzazioni.
Requisiti burocratici e fiscali: cosa serve per essere in regola
Oltre ai requisiti personali e dell’immobile, per avviare legalmente un residence è necessario adempiere a una serie di obblighi burocratici e fiscali:
- Partita IVA: apertura della partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate, scegliendo il corretto codice ATECO per le attività ricettive.
- Iscrizione alla Camera di Commercio: obbligatoria per tutte le imprese che esercitano attività economica in Italia.
- SCIA presso il SUAP: la Segnalazione Certificata di Inizio Attività va presentata telematicamente tramite il portale SUAP del Comune, allegando la documentazione richiesta (planimetrie, certificazioni, attestati di formazione, ecc.).
- Iscrizione al BDSR: dal 2025, tutte le strutture ricettive dovranno essere iscritte al BDSR (Banca Dati Strutture Ricettive), un registro nazionale che raccoglie le informazioni sulle attività ricettive per garantire trasparenza e legalità.
Questi adempimenti sono indispensabili per poter operare in regola e accedere ai principali canali di promozione turistica nazionale e internazionale.
Certificazioni e standard: la uni 11932:2024
La certificazione UNI 11932:2024 rappresenta una delle principali novità per chi intende aprire un residence nel 2025. Questa norma definisce i requisiti minimi di qualità, sicurezza e comfort che la struttura deve garantire agli ospiti. L’ottenimento della certificazione, sebbene non sempre obbligatorio, è fortemente consigliato per distinguersi sul mercato e per facilitare l’iter autorizzativo presso le autorità competenti.
Inoltre, la UNI 11932:2024 può essere richiesta da enti pubblici o privati per l’accesso a finanziamenti e agevolazioni dedicate al settore turistico-ricettivo.

Quanto costa aprire un residence in italia nel 2025: investimenti, spese e capitale necessario
Investimenti iniziali: acquisto, ristrutturazione e arredi
Per aprire un Residence nel 2025 in Italia, il primo passo è valutare gli investimenti iniziali, che variano sensibilmente in base alla dimensione della struttura e alla località. Il costo principale riguarda l’acquisto o l’affitto dell’immobile: per una struttura piccola (5-10 appartamenti), l’acquisto può oscillare tra 300.000 e 700.000 euro, mentre per un residence di medie dimensioni (20-30 appartamenti) si può arrivare a 1,2 milioni di euro o più. L’affitto, invece, parte da circa 2.000 euro al mese per strutture minori, fino a 6.000-10.000 euro mensili per immobili più grandi e centrali.
La ristrutturazione e l’adeguamento degli spazi rappresentano un’altra voce importante: per una struttura piccola si stimano 50.000-120.000 euro, mentre per residence più grandi si può superare 250.000 euro. Gli arredi e le dotazioni (cucine, letti, bagni, elettrodomestici, reception) richiedono un investimento tra 30.000 e 80.000 euro per strutture piccole, fino a 200.000 euro per residence di fascia superiore.
Non vanno dimenticati i costi delle pratiche burocratiche (SCIA, iscrizione SUAP, consulenze tecniche, oneri comunali), che si aggirano tra 3.000 e 10.000 euro a seconda della complessità del progetto e della zona.
Costi fissi mensili: utenze, personale e assicurazioni
Una volta avviata l’attività, il residence deve sostenere costi fissi mensili che incidono notevolmente sulla redditività. Le utenze (luce, acqua, gas, internet) variano da 800 a 2.500 euro al mese per strutture piccole, fino a 6.000 euro per residence di grandi dimensioni.
Il personale rappresenta una delle principali voci di spesa: per una piccola struttura bastano spesso 1-2 addetti (costo mensile 2.000-3.500 euro), mentre per residence più grandi occorrono receptionist, addetti alle pulizie, manutentori e responsabili amministrativi, con costi che possono superare 10.000 euro mensili.
Le assicurazioni (responsabilità civile, incendio, furto) sono obbligatorie e comportano una spesa annua tra 1.500 e 5.000 euro, da suddividere mensilmente. La manutenzione ordinaria degli impianti e delle strutture richiede almeno 300-800 euro al mese per residence piccoli, fino a 2.000 euro per quelli più grandi. Infine, il marketing e la promozione online (sito web, pubblicità, social media) comportano costi mensili tra 200 e 1.000 euro.
Costi variabili: pulizie, lavanderia e commissioni ota
I costi variabili dipendono dal tasso di occupazione e dai servizi offerti. Le pulizie e la lavanderia incidono per 10-20 euro a soggiorno per appartamento, con una spesa mensile che può variare da 500 a 3.000 euro in base alla grandezza e al flusso di ospiti.
Le commissioni delle OTA (Online Travel Agencies come Booking.com o Airbnb) rappresentano una quota significativa: si va dal 10% al 18% sul prezzo di ogni prenotazione. Per un residence con buona occupazione, queste commissioni possono arrivare a 1.000-4.000 euro al mese o più.
Altri costi variabili includono forniture di cortesia, manutenzioni straordinarie e servizi aggiuntivi (navetta, colazioni), che vanno stimati attentamente nel business plan.
Capitale circolante e differenze tra strutture piccole e grandi
Per garantire la sostenibilità finanziaria nei primi mesi di attività, è fondamentale disporre di un capitale circolante sufficiente a coprire almeno 3-6 mesi di spese fisse e variabili. Per una struttura piccola, il capitale necessario si aggira tra 30.000 e 60.000 euro; per residence di medie e grandi dimensioni può essere necessario un fondo di 100.000-200.000 euro.
In sintesi, aprire un residence piccolo richiede un investimento iniziale complessivo tra 100.000 e 300.000 euro, mentre per strutture più grandi si può arrivare a 500.000-1.500.000 euro o oltre. Le differenze principali riguardano il costo dell’immobile, il personale e la gestione operativa, che crescono in modo proporzionale alla dimensione e al livello di servizio offerto.

Iter burocratico per aprire un residence in italia: tutti i passaggi fondamentali
Aprire un residence in Italia nel 2025 richiede un percorso burocratico preciso e il rispetto di normative specifiche. Dalla scelta della forma giuridica fino all’ottenimento delle autorizzazioni sanitarie e di sicurezza, ogni fase è fondamentale per avviare l’attività in modo regolare e senza rischi. Di seguito analizziamo passo dopo passo l’iter necessario per aprire un residence, con particolare attenzione agli adempimenti richiesti dalle normative vigenti.
Scegliere la forma giuridica e il regime fiscale
Il primo passo consiste nella scelta della forma giuridica più adatta alle proprie esigenze imprenditoriali. Le opzioni principali sono:
- Ditta individuale: soluzione semplice e adatta a chi intende gestire il residence in autonomia.
- Società di persone (SNC, SAS): indicata per chi vuole condividere la gestione con altri soci.
- Società di capitali (SRL, SPA): preferibile per progetti di dimensioni maggiori o per limitare la responsabilità patrimoniale.
La scelta della forma giuridica incide anche sul regime fiscale applicabile. È importante valutare attentamente le opzioni disponibili, come il regime forfettario per le piccole attività o il regime ordinario per strutture più grandi, in base al volume d’affari previsto.
Apertura della partita iva e iscrizione al registro delle imprese
Una volta definita la forma giuridica, è necessario aprire la partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate. Questo passaggio è obbligatorio per tutte le attività imprenditoriali e consente di operare legalmente. Successivamente, occorre procedere con l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio competente per territorio. Questa iscrizione formalizza l’avvio dell’attività e permette di essere riconosciuti come operatori economici nel settore turistico-ricettivo.
Presentazione della SCIA tramite SUAP e registrazione alla bdsr
Per poter iniziare l’attività, è indispensabile presentare la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) al Comune dove si trova il residence, tramite lo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP). La SCIA attesta il rispetto dei requisiti urbanistici, edilizi, igienico-sanitari e di sicurezza previsti dalla normativa. Solo dopo la presentazione della SCIA è possibile avviare legalmente il residence.
Un ulteriore adempimento obbligatorio è la registrazione alla Banca Dati delle Strutture Ricettive (BDSR), che consente di comunicare i dati relativi agli ospiti alle autorità competenti e di essere inseriti negli elenchi ufficiali delle strutture ricettive italiane.
Autorizzazioni sanitarie, sicurezza e licenze aggiuntive
Prima dell’apertura effettiva, il residence deve ottenere tutte le autorizzazioni sanitarie previste dalla ASL locale, che verifica la conformità dei locali agli standard igienico-sanitari. Inoltre, è necessario rispettare le normative antincendio e di sicurezza, con eventuale richiesta del certificato di prevenzione incendi presso i Vigili del Fuoco, soprattutto se la struttura supera determinati limiti di capienza.
Se il residence intende offrire servizi di somministrazione di alimenti e bevande (come colazioni o ristorazione interna), sarà necessario ottenere le relative licenze, che prevedono ulteriori requisiti e controlli.
Tempi di apertura e consigli pratici
L’iter burocratico per aprire un residence può richiedere alcune settimane o diversi mesi, a seconda della complessità della struttura e della rapidità degli enti coinvolti. È consigliabile affidarsi a un consulente esperto per evitare errori e velocizzare le procedure. Una pianificazione accurata e la preparazione di tutta la documentazione necessaria sono fondamentali per rispettare le tempistiche e avviare l’attività senza intoppi.

Business plan e finanziamenti per aprire un residence: come strutturare il progetto e trovare le risorse
Perché il business plan è indispensabile per un residence
Redigere un business plan dettagliato rappresenta il primo passo fondamentale per chi desidera aprire un residence in Italia nel 2025. Questo documento non è solo una formalità, ma uno strumento operativo che consente di valutare la fattibilità economica dell’investimento, stimare i costi e prevedere i ricavi. Un business plan ben fatto permette di analizzare il mercato di riferimento, individuare i potenziali clienti, studiare la concorrenza e definire le strategie di marketing più efficaci. Inoltre, è indispensabile per gestire i rischi e pianificare le azioni correttive in caso di imprevisti.
Presentare un business plan solido è spesso richiesto da banche, investitori privati e per accedere a bandi pubblici dedicati al settore turistico-ricettivo. Senza un piano strutturato, è difficile ottenere finanziamenti o agevolazioni, poiché gli enti finanziatori vogliono vedere dati concreti e previsioni attendibili.
Come strutturare un business plan per residence
Un business plan efficace per un residence deve includere alcune sezioni chiave:
- Analisi di mercato: raccogliere dati su domanda e offerta, stagionalità, target di clientela (famiglie, lavoratori, turisti), prezzi medi della zona e trend del settore.
- Piano economico-finanziario: stimare i costi iniziali (acquisto o affitto dell’immobile, ristrutturazione, arredi, licenze) e i costi ricorrenti (personale, utenze, manutenzione, tasse), oltre ai ricavi previsti e al punto di pareggio.
- Strategie di marketing: definire come promuovere il residence, quali canali utilizzare (online, agenzie, partnership), politiche di prezzo e offerte speciali.
- Gestione dei rischi: individuare i possibili ostacoli (variazioni normative, calo della domanda, concorrenza) e le soluzioni per affrontarli.
Per facilitare la redazione, è possibile utilizzare software specifici per business plan, che aiutano a simulare costi, ricavi e scenari alternativi, rendendo più semplice la presentazione dei dati a terzi.
Presentazione del business plan a banche, investitori e per bandi pubblici
Un business plan ben strutturato è la chiave per ottenere finanziamenti e accedere a agevolazioni pubbliche. Le banche valutano attentamente la sostenibilità economica del progetto, la capacità di generare reddito e la solidità delle previsioni finanziarie. Gli investitori privati, invece, sono interessati soprattutto al potenziale di crescita e al ritorno sull’investimento.
Per partecipare a bandi pubblici o richiedere contributi a fondo perduto, è spesso necessario allegare un business plan dettagliato che dimostri la validità dell’iniziativa e l’impatto sul territorio. Utilizzare strumenti digitali e software di simulazione può rendere il documento più professionale e facilmente aggiornabile in base alle richieste degli enti finanziatori.
Strumenti digitali per la simulazione dei costi e la redazione del business plan
Nel 2025, chi vuole aprire un residence può contare su strumenti digitali avanzati per la pianificazione finanziaria. Esistono piattaforme online e software dedicati che permettono di simulare costi e ricavi, calcolare il punto di pareggio e generare report dettagliati. Questi strumenti sono particolarmente utili per confrontare diversi scenari di investimento, valutare l’impatto di eventuali agevolazioni fiscali e presentare dati aggiornati a banche o investitori.
L’utilizzo di software specifici non solo velocizza la redazione del business plan, ma aumenta anche la precisione delle previsioni, riducendo il rischio di errori e facilitando l’accesso ai finanziamenti.

Errori da evitare quando apri Residence nel 2025
Conoscere gli errori più comuni è fondamentale per evitare passi falsi che possono compromettere la redditività e la sostenibilità del tuo Residence. Una pianificazione attenta e la consapevolezza delle criticità ti permetteranno di affrontare con successo ogni fase dell’avvio.
- Sottovalutare i costi iniziali e il capitale necessario per la gestione, rischiando di trovarsi senza liquidità.
- Scegliere immobili non idonei o situati in zone poco attrattive per la clientela target.
- Ignorare l’importanza di un business plan dettagliato per valutare la fattibilità e ottenere finanziamenti.
- Trascurare il marketing digitale e la promozione online, fondamentali per acquisire visibilità nel 2025.
- Improvvisare la gestione burocratica e fiscale, senza informarsi sulle normative e sulle licenze richieste.
- Non pianificare la stagionalità e la gestione dei periodi di bassa occupazione.
- Dimenticare di considerare i costi ricorrenti come personale, utenze e manutenzione.
Domande frequenti su come aprire Residence nel 2025
Quanto tempo serve per aprire un Residence nel 2025?
In media, per aprire un Residence in Italia sono necessari dai 2 ai 6 mesi. I tempi dipendono dalla ricerca dell’immobile, dall’ottenimento delle licenze e dal completamento delle pratiche burocratiche previste dalla normativa vigente.
Quali sono i principali costi da considerare per aprire un Residence?
I costi principali includono l’acquisto o l’affitto dell’immobile, eventuali lavori di ristrutturazione, arredi, assunzione del personale, utenze e spese di marketing. È importante valutare anche i costi di gestione e manutenzione continuativa.
Serve un business plan per ottenere finanziamenti o accedere a bandi?
Sì, il business plan è fondamentale sia per presentarsi alle banche sia per partecipare a bandi come Resto al Sud o Nuove Imprese a Tasso Zero. Un piano dettagliato dimostra la sostenibilità del progetto e aumenta le possibilità di ottenere fondi.
Esistono agevolazioni o bandi per chi apre un Residence nel 2025?
Sì, nel 2025 sono disponibili agevolazioni e bandi come Resto al Sud e Nuove Imprese a Tasso Zero, che possono supportare l’avvio di nuove attività ricettive. È consigliabile informarsi sui requisiti specifici e sulle scadenze per accedervi.
È utile usare un software per simulare costi e ricavi prima di aprire un Residence?
Sì, utilizzare un software per simulare costi e ricavi è molto utile per valutare la sostenibilità economica dell’attività. Questo strumento aiuta a evitare errori di pianificazione e a prendere decisioni più consapevoli prima dell’investimento.
Fonti analizzate
- Impresainungiorno.gov.it – SUAP
- Guida Compilazione Allegato 1 Modulo Istanza 2025 (PDF)
- https://www.comune.prato.it/it/servizi/turismo/attivita-ricettive/residence/archivio6_0_622.html#:~:text=I%20residence%20sono%20strutture%20ricettive,alloggio%20e%20servizi%2C%20anche%20centralizzati.
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- Aprire un residence: tutto quello che devi sapere
Articolo scritto il 19/12/2025

STEFANO VENTURA – Linkedin
È il fondatore di Bsness.com, software house operante in Italia e Spagna. Si è laureato in economia e commercio presso l’Università di Bologna dove ha anche conseguito il titolo di Dottore Commercialista. Ha esercitato con successo la professione di Dottore Commercialista come esperto in budget e business plan per poi dedicarsi a tempo pieno alla crescita di Bsness.com.


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