Aprire un Internet point in Italia nel 2025 rappresenta una scelta ancora attuale per chi desidera offrire servizi digitali in aree dove il digital divide è presente o per rispondere alle esigenze di stranieri, turisti e studenti. I requisiti per avviare l’attività sono accessibili: è sufficiente essere maggiorenni, non avere interdizioni legali e rispettare le normative di sicurezza e igiene. L’investimento iniziale oscilla tra i 20.000 e i 40.000 euro, a seconda della posizione e dei servizi offerti, rendendo fondamentale una valutazione accurata dei costi iniziali. L’iter burocratico prevede l’apertura della partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese e la presentazione della SCIA tramite SUAP comunale. I tempi di avvio variano da uno a tre mesi. Un business plan dettagliato è indispensabile per pianificare investimenti, stimare ricavi e accedere a eventuali finanziamenti o agevolazioni.
Non perdere gli altri nostri approfondimenti utili per aprire un internet point:

Perché aprire un internet point in italia nel 2025: opportunità e rischi
La domanda di internet point nel contesto digitale attuale
Nel 2025, aprire un Internet point in Italia può sembrare una scelta controcorrente, ma il mercato offre ancora spazi interessanti grazie a specifici trend della domanda. Nonostante la diffusione della connessione domestica, il digital divide è ancora presente in molte aree italiane, soprattutto nei piccoli centri e tra le fasce di popolazione meno digitalizzate. Gli Internet point continuano a rappresentare un punto di riferimento per chi non ha accesso a internet a casa o ha bisogno di assistenza per pratiche online.
Un altro segmento di clientela importante è rappresentato da stranieri, turisti e studenti, che spesso necessitano di servizi di connessione temporanea, stampa di documenti, scansioni e ricariche telefoniche. In particolare, l’offerta di servizi multilingue e il supporto per pratiche burocratiche digitali (come la stampa di biglietti, documenti di viaggio o invio di email) può rappresentare un vantaggio competitivo.
Nuove abitudini digitali e servizi aggiuntivi: le opportunità
Le abitudini digitali degli italiani sono cambiate, ma l’Internet point moderno non si limita più alla semplice navigazione web. Oggi, per essere competitivo, è fondamentale integrare servizi aggiuntivi che rispondano alle nuove esigenze della clientela:
- Stampe, fotocopie e scansioni: servizi sempre richiesti da studenti, professionisti e cittadini.
- Ricariche telefoniche e pagamento bollettini: utili per chi non dispone di strumenti digitali propri.
- Gaming e postazioni coworking: attraggono giovani e lavoratori digitali, ampliando la platea di utenti.
- Assistenza digitale: supporto per pratiche online, SPID, PEC e servizi della Pubblica Amministrazione.
Questa diversificazione permette di incrementare i ricavi e di raggiungere il break-even point, che secondo le stime più recenti si colloca tra i 40.000 e i 60.000 euro di ricavi annui per un Internet point in Italia nel 2025 (fonte).
I principali rischi: concorrenza, calo utenti ed evoluzione tecnologica
Nonostante le opportunità, aprire un Internet point comporta alcuni rischi da valutare attentamente nel business plan. Il primo è la concorrenza diretta e indiretta: non solo altri Internet point, ma anche bar, biblioteche e spazi pubblici che offrono Wi-Fi gratuito. Inoltre, la crescente diffusione di smartphone e connessioni mobili ha ridotto la platea di utenti che necessitano di postazioni fisse.
Un altro rischio è rappresentato dall’evoluzione tecnologica: i servizi offerti devono essere costantemente aggiornati per rispondere alle nuove esigenze (ad esempio, postazioni per gaming online, coworking, servizi di stampa avanzata). Infine, è fondamentale considerare la variabilità della domanda legata a fattori stagionali (turismo) o a cambiamenti normativi (digitalizzazione della PA).
Considerazioni strategiche per il business plan
Alla luce di questi elementi, la redazione di un business plan dettagliato è indispensabile per valutare la sostenibilità dell’investimento. Occorre stimare con attenzione i costi iniziali e ricorrenti, prevedere le fonti di ricavo (servizi base e aggiuntivi) e analizzare il contesto locale per individuare la clientela potenziale. Solo così sarà possibile raggiungere il break-even point e garantire la redditività dell’attività.
Inoltre, è consigliabile informarsi sulle agevolazioni e finanziamenti disponibili per nuove attività, che possono alleggerire il carico finanziario iniziale e favorire l’innovazione dei servizi offerti.

Requisiti e adempimenti per aprire un internet point in italia nel 2025
Requisiti personali per l’imprenditore
Per aprire un Internet point in Italia nel 2025, il titolare deve rispettare alcuni requisiti personali fondamentali. È necessario essere maggiorenni e non avere condanne penali che impediscano l’esercizio di attività commerciali. In particolare, la normativa di riferimento richiede che il titolare sia in possesso dei requisiti morali previsti per le attività di pubblica utilità.
Non sono richiesti titoli di studio specifici o corsi obbligatori per l’apertura di un Internet point, ma è consigliabile avere competenze informatiche di base per gestire al meglio il servizio e l’assistenza ai clienti. In alcuni casi, può essere utile frequentare corsi di aggiornamento su privacy e sicurezza informatica, anche se non sono formalmente obbligatori.
Caratteristiche e requisiti del locale
Il locale destinato a Internet point deve rispettare precise normative in materia di sicurezza, igiene e accessibilità. Tra i requisiti principali:
- Accessibilità: il locale deve essere facilmente accessibile anche a persone con disabilità, in conformità alle normative vigenti.
- Impianti a norma: tutti gli impianti elettrici e di rete devono essere certificati e conformi alle disposizioni di legge.
- Spazi minimi: occorre garantire spazi adeguati per postazioni computer, area di attesa e servizi igienici, secondo le indicazioni del Comune di riferimento.
- Norme igienico-sanitarie: il locale deve essere pulito, ben aerato e dotato di servizi igienici a norma.
- Sicurezza: è obbligatorio rispettare le norme antincendio e predisporre le uscite di emergenza.
Prima dell’apertura, è consigliato effettuare una verifica tecnica con un professionista abilitato per assicurarsi che il locale sia conforme a tutte le normative richieste.
Principali adempimenti burocratici e fiscali
L’avvio di un Internet point prevede una serie di adempimenti burocratici e fiscali obbligatori:
- Dichiarazione di inizio attività (SCIA): è necessario presentare la Segnalazione Certificata di Inizio Attività al Comune tramite la piattaforma online Accesso Unitario, autenticandosi con SPID, CIE o CNS. La SCIA permette di iniziare l’attività immediatamente, salvo verifiche successive da parte degli enti preposti.
- Licenza del Questore: secondo l’art. 7 del DL 144/2005, è obbligatorio ottenere una specifica licenza di pubblica sicurezza rilasciata dalla Questura, in quanto l’attività prevede l’uso pubblico di apparecchiature informatiche.
- Partita IVA: occorre aprire una Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate, scegliendo il codice ATECO più adatto (ad esempio, 63.11.20 “Gestione di portali web”).
- Iscrizione al Registro delle Imprese: bisogna iscriversi presso la Camera di Commercio competente per territorio.
- Comunicazione all’INPS e INAIL: per la posizione previdenziale e assicurativa, soprattutto in presenza di dipendenti.
Questi adempimenti sono indispensabili per operare in regola e per evitare sanzioni amministrative o la chiusura dell’attività.
Tempi e consigli per l’avvio
La tempistica per l’apertura di un Internet point può variare in base alla rapidità delle autorizzazioni e alla conformità del locale. La SCIA consente l’avvio immediato, ma la licenza del Questore può richiedere tempi più lunghi, a seconda delle verifiche di sicurezza. In media, l’intero iter può richiedere da alcune settimane a due mesi.
È consigliabile preparare con attenzione tutta la documentazione e rivolgersi a un consulente esperto per evitare errori che possano rallentare la procedura.

Quanto costa aprire un internet point in italia nel 2025: investimenti e spese da considerare
Aprire un Internet point nel 2025 richiede una valutazione attenta dei costi iniziali e ricorrenti. Comprendere le principali voci di spesa è fondamentale per pianificare correttamente il capitale necessario e garantire la sostenibilità dell’attività. In questa sezione analizziamo in dettaglio gli investimenti iniziali, i costi fissi mensili, le spese variabili e il capitale circolante indispensabile per avviare e gestire un Internet point in Italia.
Investimenti iniziali: arredi, computer, rete e licenze
La fase di avvio comporta una serie di investimenti una tantum che rappresentano la base dell’attività. Ecco le principali voci di spesa con i relativi range di costo:
- Arredi e allestimento locale: per banconi, sedie ergonomiche, scaffalature e reception, il costo può variare tra 2.000 e 5.000 euro a seconda delle dimensioni e della qualità dei materiali scelti.
- Computer e periferiche: per una postazione moderna (PC, monitor, tastiera, mouse, cuffie), il costo medio è di 600-900 euro a postazione. Per 8-12 postazioni, il totale oscilla tra 5.000 e 10.000 euro.
- Rete e infrastruttura internet: router professionali, switch, cablaggio e access point Wi-Fi richiedono un investimento di 1.500-3.000 euro.
- Licenze software: sistemi operativi, antivirus, suite di produttività e software di gestione delle postazioni comportano una spesa iniziale di 1.000-2.000 euro.
- Cauzioni e depositi: per l’affitto del locale e le utenze, è necessario prevedere 2.000-4.000 euro di cauzione.
- Allestimento sicurezza: sistemi di videosorveglianza, estintori e dispositivi antincendio possono costare 800-1.500 euro.
Complessivamente, l’investimento iniziale per aprire un Internet point nel 2025 si attesta tra 12.000 e 25.000 euro, a seconda della grandezza del locale e del numero di postazioni previste.
Costi fissi mensili: affitto, utenze, personale e manutenzione
Una volta avviata l’attività, è fondamentale considerare i costi fissi mensili che incidono sulla redditività:
- Affitto del locale: in base alla posizione e alla metratura, il canone mensile può variare tra 700 e 2.000 euro.
- Utenze (energia elettrica, acqua, internet): il costo mensile si aggira tra 300 e 600 euro, considerando l’elevato consumo elettrico dei computer.
- Personale: se si prevede l’assunzione di un addetto, il costo (inclusi contributi) parte da 1.200 euro al mese.
- Manutenzione e assistenza tecnica: per garantire il funzionamento delle apparecchiature, occorre prevedere 100-200 euro mensili.
- Licenze software e aggiornamenti: alcune licenze prevedono canoni annuali o mensili, per un totale di 50-100 euro al mese.
Il totale dei costi fissi mensili si colloca quindi tra 2.350 e 3.900 euro, a seconda della struttura e del personale impiegato.
Costi variabili e capitale circolante
Oltre ai costi fissi, è importante considerare le spese variabili legate all’attività quotidiana:
- Materiali di consumo (carta, toner, prodotti per la pulizia): 50-150 euro al mese.
- Piccole riparazioni e sostituzioni: 50-100 euro mensili.
- Capitale circolante: è consigliabile disporre di una liquidità di almeno 3.000-5.000 euro per coprire le spese impreviste e garantire la continuità operativa nei primi mesi.
Queste voci possono variare in base all’affluenza e ai servizi aggiuntivi offerti (stampe, fax, ricariche telefoniche).

Iter burocratico per aprire un internet point in italia: step fondamentali nel 2025
Aprire un Internet point in Italia nel 2025 richiede il rispetto di una serie di passaggi burocratici precisi. È fondamentale seguire ogni step per garantire la piena regolarità dell’attività e prevenire sanzioni. Di seguito trovi una guida dettagliata su come avviare correttamente un Internet point, dalla scelta della forma giuridica fino all’ottenimento delle autorizzazioni necessarie.
Scegliere la forma giuridica e aprire la partita iva
Il primo passo consiste nella scelta della forma giuridica più adatta alle proprie esigenze. Le opzioni principali sono:
- Ditta individuale: soluzione più semplice e rapida, adatta a chi vuole gestire l’attività in autonomia.
- Società di persone (SNC, SAS): indicata se si avvia l’attività con uno o più soci.
- Società di capitali (SRL, SRLS): scelta consigliata per chi desidera una maggiore tutela patrimoniale personale.
Una volta individuata la forma giuridica, è necessario aprire la partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate, indicando il codice ATECO più appropriato per l’attività di Internet point.
Iscrizione al registro delle imprese e comunicazione al SUAP
Dopo aver ottenuto la partita IVA, bisogna procedere con l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio competente. Questo passaggio è obbligatorio per tutte le attività commerciali e consente di ottenere la visura camerale.
Successivamente, occorre comunicare l’avvio dell’attività al SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive) del Comune dove si intende aprire l’Internet point. La comunicazione avviene generalmente tramite la piattaforma online “Accesso unitario”, utilizzando credenziali SPID, CIE o CNS. È importante selezionare il Comune di riferimento e seguire la procedura guidata per l’invio della documentazione richiesta.
Presentazione della SCIA e autorizzazioni specifiche
Per avviare legalmente l’attività, è obbligatorio presentare la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al SUAP. La SCIA permette di iniziare l’attività immediatamente, ma è fondamentale che tutta la documentazione sia completa e conforme alle normative vigenti.
Se l’Internet point prevede anche la somministrazione di alimenti e bevande, sarà necessario richiedere ulteriori autorizzazioni sanitarie e rispettare le normative HACCP. In alcuni casi, può essere richiesta anche una licenza del questore, come previsto dall’art. 7 del Dl 144/2005, soprattutto se si offrono servizi di comunicazione elettronica o telefonia.
Non dimenticare eventuali permessi aggiuntivi legati alla sicurezza, all’accessibilità del locale e all’installazione di apparecchiature elettroniche.
Tempi di apertura e consigli pratici
L’iter burocratico per aprire un Internet point può richiedere da alcune settimane a qualche mese, a seconda della rapidità degli enti coinvolti e della completezza della documentazione presentata. È consigliabile preparare in anticipo tutti i documenti necessari e verificare i requisiti richiesti dal Comune di riferimento, poiché possono variare da una città all’altra.
Un business plan dettagliato aiuta a pianificare le spese, stimare i ricavi e valutare la sostenibilità dell’attività. Inoltre, è possibile accedere a finanziamenti e agevolazioni per nuove imprese, informandosi presso enti pubblici, camere di commercio e bandi regionali.

Business plan per internet point: come strutturarlo e perché è fondamentale
Redigere un business plan rappresenta uno dei passaggi più importanti per chi desidera aprire un Internet point in Italia nel 2025. Questo documento non solo aiuta a chiarire la fattibilità e la sostenibilità dell’attività, ma è anche indispensabile per ottenere finanziamenti, convincere investitori e partecipare a bandi pubblici. Un business plan ben fatto permette di prevedere costi e ricavi, analizzare il mercato di riferimento e pianificare strategie efficaci per il successo dell’Internet point.
Perché il business plan è indispensabile per un internet point
Il business plan è lo strumento che consente di valutare concretamente la redditività dell’Internet point prima ancora di avviare l’attività. Attraverso una pianificazione dettagliata, si possono identificare i punti di forza e di debolezza del progetto, stimare i costi iniziali e ricorrenti, e prevedere le entrate. Inoltre, il business plan è spesso richiesto da banche e investitori per valutare l’affidabilità dell’iniziativa e decidere se concedere finanziamenti o agevolazioni.
Un altro aspetto fondamentale è la possibilità di partecipare a bandi pubblici per ottenere contributi a fondo perduto o agevolazioni fiscali: in questi casi, la presentazione di un business plan dettagliato è sempre richiesta.
Come strutturare il business plan di un internet point
Un business plan efficace per un Internet point deve essere articolato in sezioni chiare e dettagliate:
- Analisi di mercato: è essenziale studiare la domanda locale, la concorrenza e le tendenze del settore. Questo permette di individuare il target di clientela e le opportunità di crescita.
- Piano economico-finanziario: qui si stimano i costi di avvio (acquisto o affitto del locale, attrezzature informatiche, licenze, arredi) e i costi ricorrenti (utenze, manutenzione, personale, canoni software). Vanno inoltre previste le entrate attese dai servizi offerti (navigazione internet, stampa, fax, servizi accessori).
- Strategie di marketing: è importante definire come promuovere l’Internet point, quali canali utilizzare (online e offline), e quali offerte proporre per attrarre e fidelizzare la clientela.
- Previsioni di ricavi e costi: la simulazione di diversi scenari economici aiuta a capire quali sono i margini di guadagno e i rischi potenziali.
Per ottimizzare la pianificazione, è possibile utilizzare software specifici per business plan che consentono di simulare scenari diversi e valutare l’impatto di eventuali variazioni nei costi o nei ricavi.
Presentare il business plan a banche, investitori e per bandi pubblici
Un business plan ben strutturato è il biglietto da visita dell’imprenditore. Quando si presenta il progetto a una banca per ottenere un finanziamento, è fondamentale che il documento sia chiaro, realistico e dettagliato. Le banche valutano soprattutto la sostenibilità economica e la capacità di generare flussi di cassa sufficienti a coprire le spese e rimborsare eventuali prestiti.
Nel caso di investitori privati, il business plan deve mettere in evidenza il potenziale di crescita dell’Internet point e le strategie per differenziarsi dalla concorrenza. Per i bandi pubblici, invece, è importante rispettare i requisiti richiesti dal bando e allegare tutte le informazioni economico-finanziarie previste.
Utilizzare strumenti digitali per la redazione del business plan può facilitare la presentazione e la condivisione del documento con enti finanziatori e partner.
Strumenti e software per la pianificazione
Oggi esistono software dedicati alla creazione di business plan che permettono di inserire dati, simulare scenari e ottenere report professionali. Questi strumenti sono particolarmente utili per chi non ha esperienza nella pianificazione aziendale e desidera ottimizzare la gestione finanziaria dell’Internet point fin dall’inizio.

Errori da evitare quando apri Internet point nel 2025
Conoscere gli errori più comuni è fondamentale per evitare passi falsi che possono compromettere il successo del tuo Internet point. Una pianificazione attenta e la consapevolezza delle criticità ti aiutano a partire con il piede giusto e a gestire meglio le sfide iniziali.
- Sottovalutare i costi iniziali e il capitale necessario per sostenere l’attività nei primi mesi.
- Scegliere una location poco visibile, difficile da raggiungere o non adatta al target di clientela.
- Ignorare l’importanza di un business plan dettagliato per valutare la sostenibilità economica.
- Trascurare il marketing locale e la promozione dei servizi offerti.
- Improvvisare la gestione burocratica e fiscale senza informarsi sulle procedure e sui requisiti richiesti (come la SCIA).
- Non aggiornarsi sulle normative specifiche che regolano l’attività di Internet point e phone center.
- Limitarsi ai soli servizi base senza valutare l’offerta di servizi aggiuntivi richiesti dal mercato.
Domande frequenti su come aprire Internet point nel 2025
Quali sono i tempi medi per aprire un Internet point?
I tempi per avviare un Internet point dipendono soprattutto dalla presentazione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) al Ministero competente o all’ente locale. In genere, dopo l’invio della SCIA, l’attività può iniziare subito, salvo controlli successivi da parte degli enti preposti.
Che margini di guadagno si possono aspettare?
I margini di guadagno variano in base ai costi di gestione, alla posizione del locale e ai servizi offerti. È importante valutare attentamente tutte le spese e stimare i ricavi attesi per capire la reale redditività dell’attività, anche attraverso un business plan.
Serve un business plan anche per piccoli Internet point?
Sì, il business plan è fondamentale anche per le attività di piccole dimensioni. Ti permette di stimare costi, ricavi e sostenibilità economica, oltre a pianificare investimenti e strategie di marketing. Una buona pianificazione riduce il rischio di errori e imprevisti.
Quali servizi aggiuntivi conviene offrire in un Internet point?
Oltre alla navigazione Internet, è consigliabile valutare servizi come fax, fotocopie, stampa, ricariche telefoniche e assistenza tecnica di base. Offrire più servizi può aumentare la clientela e migliorare la redditività dell’attività.
Esistono software per simulare costi e ricavi prima di aprire?
Sì, è possibile utilizzare software specifici o strumenti online per simulare costi e ricavi prima di avviare l’attività. Questi strumenti aiutano a valutare la fattibilità economica e a prevenire errori di valutazione, soprattutto nella fase di redazione del business plan.
Fonti analizzate
- Come aprire un Phone Center
- Ministero delle Imprese e del Made in Italy – Phone Center
- https://www.rm.camcom.it/archivio37_guida-attivita-economiche_0_108.html
- Come avviare un’attività artigianale nel 2025
- Cosa fare per aprire un internet point
- Aprire un centro di telefonia o un internet point
- Come avviare un ecommerce nel 2025/2026: la nostra guida
- Business plan Internet point: guida completa 2025 in Italia
- Guadagni e redditività di un Internet point in Italia nel 2025
- Aprire un internet point: tutto quello che devi sapere
Articolo scritto il 13/12/2025

STEFANO VENTURA – Linkedin
È il fondatore di Bsness.com, software house operante in Italia e Spagna. Si è laureato in economia e commercio presso l’Università di Bologna dove ha anche conseguito il titolo di Dottore Commercialista. Ha esercitato con successo la professione di Dottore Commercialista come esperto in budget e business plan per poi dedicarsi a tempo pieno alla crescita di Bsness.com.


Commenti recenti