Aggiornato il 2 settembre 2026.

Il ROE, acronimo di Return on Equity, misura il rendimento contabile del patrimonio netto: mette in relazione l’utile netto prodotto dall’impresa con i mezzi propri che lo hanno sostenuto. È quindi l’indice che risponde alla domanda più vicina al punto di vista dei soci: quanto risultato netto genera il capitale proprio?

Il numero, però, non va letto da solo. Un ROE elevato può derivare da una gestione molto redditizia, ma anche da un patrimonio netto ridotto o da una leva finanziaria più intensa. Per questo, in un’analisi seria, il ROE va collegato a ROI, struttura patrimoniale, indebitamento, cash flow e rischio.

In breve

  • il ROE misura la redditività del patrimonio netto;
  • la formula di riferimento è utile netto / patrimonio netto medio × 100;
  • se il patrimonio netto cambia molto durante l’anno, la media è più rappresentativa del solo dato finale;
  • un ROE alto non è automaticamente positivo: può essere amplificato dalla leva finanziaria;
  • non esistono soglie universali valide per ogni impresa: servono confronto storico, settore, rischio e costo del capitale proprio;

Indice

Cos’è il ROE e cosa indica

Borsa Italiana definisce il ROE come misura del rendimento contabile di un’azienda, calcolata mettendo in rapporto il reddito netto e il patrimonio netto. Il suo significato economico è quindi la capacità dell’impresa di remunerare contabilmente il capitale di rischio apportato dai soci.

Questa prospettiva è diversa da quella del ROI. Il ROI guarda alla redditività operativa del capitale investito e prescinde, nel suo impianto di base, dagli effetti della struttura finanziaria e delle imposte. Il ROE arriva invece all’utile netto, quindi incorpora anche interessi, fiscalità e altre componenti che separano il risultato operativo dal risultato finale.

Per vedere il quadro completo puoi partire dall’hub degli indici di redditività, dove ROI, ROE, ROS, ROA e ROD vengono letti insieme. In questa guida ci concentriamo esclusivamente sul ROE, sulle sue determinanti e sui suoi limiti.

Perché il ROE interessa anche fuori dalla finanza quotata

Il ROE è utile anche per PMI e imprese non quotate: ti aiuta a capire se la crescita dell’utile è coerente con il capitale proprio impiegato, se la leva finanziaria sta modificando il rendimento dei soci e se il miglioramento del risultato è sostenibile nel tempo.

Formula del ROE e patrimonio netto medio

La formula base è semplice, ma richiede coerenza nella scelta delle grandezze:

Formula ROE

ROE = utile netto / patrimonio netto medio × 100

L’utile netto è il risultato finale dopo gli effetti della gestione operativa, della gestione finanziaria e delle imposte. Il patrimonio netto rappresenta invece i mezzi propri dell’impresa: capitale, riserve, utili o perdite portati a nuovo e risultato dell’esercizio, secondo la struttura applicabile al bilancio analizzato.

Poiché l’utile è una grandezza di flusso che si forma durante tutto l’esercizio, mentre il patrimonio netto è una grandezza patrimoniale riferita a un momento, nelle analisi comparative è spesso più rappresentativo utilizzare un patrimonio netto medio: (patrimonio netto iniziale + patrimonio netto finale) / 2. Se durante l’anno avvengono aumenti di capitale, distribuzioni rilevanti o altre operazioni concentrate in date specifiche, può essere preferibile una media ponderata o periodica.

Formula del ROE con utile netto e patrimonio netto medio
Per rendere coerente il confronto tra un risultato annuale e una grandezza patrimoniale, può essere utile utilizzare il patrimonio netto medio del periodo.

Quando il patrimonio netto rende il ROE poco significativo

Se il patrimonio netto è molto basso, vicino a zero o negativo, il ROE può diventare estremamente elevato, cambiare segno o perdere significato economico. In questi casi non va trattato come una normale percentuale di rendimento: occorre prima capire perché i mezzi propri sono così ridotti e leggere insieme struttura patrimoniale, debito e risultati accumulati.

Come calcolare il ROE passo passo

Per evitare un numero formalmente corretto ma economicamente fuorviante, puoi seguire questa sequenza:

  1. individua l’utile netto dell’esercizio nel conto economico;
  2. ricostruisci il patrimonio netto iniziale e finale con criteri omogenei;
  3. calcola il patrimonio netto medio oppure una media più precisa se nell’anno sono avvenute variazioni rilevanti;
  4. dividi l’utile netto per il patrimonio netto medio e moltiplica per 100;
  5. confronta il risultato con gli anni precedenti e con imprese realmente comparabili;
  6. spiega infine perché il ROE è cambiato, distinguendo redditività operativa, leva finanziaria, fiscalità ed eventi non ricorrenti;

Per ricostruire correttamente utile, patrimonio netto e le altre grandezze collegate è utile lavorare su un bilancio riclassificato coerente e, per l’analisi dei margini, sul conto economico riclassificato.

Esempio pratico di calcolo del ROE

Consideriamo una simulazione Bsness.com costruita per essere coerente con l’esempio usato nell’hub degli indici di redditività. I valori non rappresentano una media di settore.

VoceValore
ricavi delle vendite1.000.000 €
EBIT / risultato operativo100.000 €
utile netto55.000 €
patrimonio netto a inizio esercizio380.000 €
patrimonio netto a fine esercizio420.000 €
patrimonio netto medio400.000 €
totale attivo medio900.000 €

Il patrimonio netto medio è (380.000 + 420.000) / 2 = 400.000 €. Il ROE è quindi:

Calcolo del caso Bsness.com

ROE = 55.000 / 400.000 × 100 = 13,75%

Il risultato significa che, nella configurazione adottata, ogni 100 euro di patrimonio netto medio hanno prodotto 13,75 euro di utile netto nell’esercizio. Non significa che i soci abbiano necessariamente incassato il 13,75%: l’utile può essere distribuito, accantonato o reinvestito e il rendimento economico dell’investimento dei soci può dipendere anche da altri fattori.

Esempio di calcolo del ROE con utile netto e patrimonio netto medio
Caso didattico Bsness.com: 55.000 euro di utile netto rapportati a 400.000 euro di patrimonio netto medio producono un ROE del 13,75%.

Scomposizione DuPont del ROE: da dove arriva il rendimento

Un ROE finale può essere identico in imprese molto diverse. Per capire da dove nasce, è utile la scomposizione DuPont, che Borsa Italiana presenta come prodotto di tre componenti: margine netto, rotazione delle attività e leva patrimoniale.

Identità DuPont a tre fattori

ROE = (utile netto / ricavi) × (ricavi / attivo medio) × (attivo medio / patrimonio netto medio)

Nel nostro esempio il margine netto è 55.000 / 1.000.000 = 5,5%; la rotazione dell’attivo è 1.000.000 / 900.000 = circa 1,11 volte; il moltiplicatore del patrimonio netto è 900.000 / 400.000 = 2,25 volte. Il prodotto dei tre fattori porta nuovamente a circa 13,75%.

Scomposizione DuPont del ROE in margine netto rotazione e leva
La scomposizione DuPont permette di distinguere quanto del ROE dipende dal margine, dall’efficienza nell’uso delle attività e dalla leva patrimoniale.

Questa lettura è molto più utile del numero isolato: se il ROE migliora perché cresce il margine o aumenta l’efficienza nell’impiego degli attivi, il segnale è diverso rispetto a un miglioramento ottenuto soprattutto riducendo il patrimonio netto o aumentando la leva.

ROE e leva finanziaria: perché il debito può aumentarlo

Il ROE è influenzato dalla struttura finanziaria. A parità di risultato operativo, un’impresa con meno patrimonio netto e più debito può mostrare un ROE superiore, purché gli oneri finanziari e gli altri effetti non assorbano il vantaggio operativo. È il motivo per cui un ROE elevato non va mai interpretato senza guardare anche al debito.

La relazione tra ROI, costo dei mezzi di terzi e leva è richiamata anche dal glossario di Borsa Italiana. In termini gestionali, se la redditività generata dagli investimenti è superiore al costo effettivo del debito, la leva può amplificare il rendimento del capitale proprio; se il differenziale si riduce o diventa negativo, può amplificare anche il peggioramento.

Da controllare

Un ROE più alto ottenuto aumentando il debito non equivale automaticamente a una migliore impresa. Verifica contemporaneamente cash flow, capacità di rimborso, scadenze, volatilità dei risultati e patrimonio netto. La redditività e la sostenibilità finanziaria sono due dimensioni diverse.

Come interpretare il ROE senza soglie universali

Non esiste una percentuale che consenta di definire automaticamente il ROE “buono” o “cattivo” per qualunque impresa. Settore, intensità di capitale, rischio, fase del ciclo di vita, struttura finanziaria e politiche di distribuzione modificano profondamente la lettura.

  • confronta il ROE con gli esercizi precedenti usando formule omogenee;
  • usa benchmark di imprese realmente comparabili per attività, dimensione e struttura finanziaria;
  • confronta il rendimento con il costo del capitale proprio, tenendo conto del rischio;
  • verifica se il miglioramento deriva dall’utile o da una riduzione del patrimonio netto;
  • analizza separatamente gli effetti di indebitamento, fiscalità e componenti non ricorrenti;
  • collega il ROE alla qualità del cash flow e alla capacità dell’impresa di finanziare crescita e rimborso del debito;

Un trend crescente è interessante solo se capisci le cause. Un aumento dell’utile netto con patrimonio stabile è diverso da un incremento del ROE prodotto da perdite pregresse, distribuzioni o altre operazioni che riducono il denominatore.

ROE, ROI e ROS: differenze da ricordare

IndiceFormula sinteticaDomanda principale
ROEutile netto / patrimonio nettoquanto rende contabilmente il capitale proprio?
ROIEBIT / capitale investitoquanto rende la gestione operativa rispetto al capitale impiegato?
ROSEBIT / ricaviquanto risultato operativo producono le vendite?

Il ROE è quindi il più vicino al rendimento contabile dei soci, ma è anche quello maggiormente condizionato dalla struttura finanziaria. Per approfondire le differenze puoi consultare la guida al ROI e l’hub ROI, ROE e ROS.

ROE nel business plan e nel controllo di gestione

Nel business plan il ROE acquista valore quando viene calcolato anno per anno insieme a utile, patrimonio netto, capitale investito, indebitamento e flussi di cassa. Una previsione di ROE molto alta può essere un segnale interessante, ma può anche indicare una patrimonializzazione troppo ridotta rispetto alla crescita pianificata.

Nel controllo di gestione il confronto consuntivo-previsionale permette di capire se il rendimento dei mezzi propri sta migliorando per ragioni operative oppure per effetti finanziari e patrimoniali. È molto più utile spiegare la variazione che limitarsi a riportare la percentuale.

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Errori da evitare nel calcolo e nell’interpretazione

  • usare l’utile ante imposte al posto dell’utile netto senza dichiararlo;
  • dividere l’utile annuale per un patrimonio netto di fine anno molto diverso da quello effettivamente presente durante il periodo;
  • interpretare normalmente il ROE con patrimonio netto nullo o negativo;
  • considerare un ROE elevato come prova automatica di efficienza senza verificare la leva;
  • confrontare imprese di settori diversi o con struttura finanziaria molto differente;
  • ignorare aumenti di capitale, distribuzioni o operazioni straordinarie che modificano il denominatore;
  • confondere ROE, ROI e rendimento di un singolo investimento;
  • applicare soglie generiche senza considerare rischio e costo del capitale proprio;

Domande frequenti sul ROE

Che cosa indica il ROE?

Indica il rendimento contabile del patrimonio netto: mette in relazione l’utile netto dell’esercizio con i mezzi propri impiegati nell’impresa.

Qual è la formula del ROE?

La formula di riferimento è utile netto / patrimonio netto × 100. Per analisi più coerenti, soprattutto quando il patrimonio cambia durante l’anno, è spesso utile utilizzare il patrimonio netto medio.

Quando un ROE è buono?

Non esiste una soglia valida per tutte le imprese. Va confrontato con storia aziendale, settore, rischio, costo del capitale proprio e struttura finanziaria.

Un ROE alto è sempre positivo?

No. Può aumentare anche perché il patrimonio netto si riduce o perché cresce la leva finanziaria. Occorre capire le determinanti del numero.

Che differenza c’è tra ROI e ROE?

Il ROI misura la redditività operativa del capitale investito; il ROE misura il rendimento contabile del patrimonio netto dopo gli effetti della struttura finanziaria e delle imposte.

Cosa succede se il patrimonio netto è negativo?

Il ROE perde la normale interpretabilità economica. La priorità diventa analizzare le cause della patrimonializzazione negativa e la sostenibilità complessiva dell’impresa.

Fonti e metodologia

Per definizione e formula del ROE abbiamo verificato il glossario finanziario di Borsa Italiana. Per la scomposizione del rendimento abbiamo verificato anche il materiale di Borsa Italiana sullo schema DuPont. Gli esempi numerici sono simulazioni proprietarie Bsness.com e non costituiscono benchmark di settore.

La scelta di utilizzare il patrimonio netto medio è un criterio analitico utile quando la grandezza patrimoniale cambia nel periodo; la metodologia deve essere dichiarata e mantenuta coerente nei confronti temporali.

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dott stefano ventura bsness

STEFANO VENTURALinkedin

È il fondatore di Bsness.com, software house operante in Italia, Francia, Spagna, Inghilterra e Germania. Si è laureato in economia e commercio presso l’Università di Bologna dove ha anche conseguito il titolo di Dottore Commercialista. Ha esercitato con successo la professione di Dottore Commercialista come esperto in budget e business plan per poi dedicarsi a tempo pieno alla crescita di Bsness.com.