Scopri come calcolare quanto si guadagna con un negozio di abbigliamento con il nostro approfondimento dettagliato. Dalle stime di guadagno ai prodotti e servizi offerti, passando per i requisiti necessari e le tendenze di mercato, troverai tutte le informazioni essenziali per avviare e gestire con successo il tuo negozio utilizzando il software business plan Negozio di abbigliamento di Bsness.com.

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Quanto si guadagna con un negozio di abbigliamento – fatturato e redditività

Un negozio di abbigliamento può essere un’attività redditizia, ma i guadagni variano in base a diversi fattori. Ecco un’analisi dettagliata del fatturato medio e del margine di redditività.

Fatturato medio

Il fatturato medio di un negozio di abbigliamento dipende dalla posizione, dal target di clientela, dalla varietà di prodotti offerti e dalle strategie di marketing. In media, un negozio di abbigliamento può generare:

  • Piccolo negozio: Fatturato annuo tra 100.000 e 300.000 euro;
  • Negozio di medie dimensioni: Fatturato annuo tra 300.000 e 700.000 euro;
  • Grande negozio o catena: Fatturato annuo che può superare i 700.000 euro e arrivare fino a 1 milione di euro o più.

Margine di redditività

Il margine di redditività di un negozio di abbigliamento è influenzato dai costi delle materie prime, dai costi operativi e dalla strategia di prezzo. Generalmente, i margini di profitto sono:

  • Margine di profitto lordo: Spesso intorno al 50-60%. Questo margine include il costo dei capi di abbigliamento e gli accessori acquistati all’ingrosso;
  • Margine di profitto netto: Dopo aver considerato tutte le spese operative, come affitto, stipendi, utenze e tasse, il margine netto tende ad essere tra il 10% e il 20%.

Fattori che influenzano il guadagno

  1. Costo delle materie prime: Acquistare capi di qualità a prezzi competitivi può aumentare i margini di profitto;
  2. Efficienza operativa: Ottimizzare i processi di vendita e gestione del negozio riduce gli sprechi e i costi operativi;
  3. Prezzi di vendita: Bilanciare i prezzi per essere competitivi e coprire i costi è cruciale;
  4. Location: La posizione del negozio influisce sul volume di clienti e sulle vendite;
  5. Marketing e promozione: Investire in pubblicità può aumentare la visibilità e il numero di clienti.

Conclusione

In sintesi, un negozio di abbigliamento ben gestito può aspettarsi un fatturato medio annuo che varia significativamente a seconda delle dimensioni e della posizione, con margini di profitto netto che si aggirano intorno al 10-20%. La chiave del successo risiede nell’equilibrio tra qualità dei prodotti, efficienza operativa e strategia di marketing.

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Prodotti e Servizi offerti da un negozio di abbigliamento

Un negozio di abbigliamento offre una vasta gamma di prodotti e servizi per soddisfare le esigenze dei clienti in termini di moda e stile. Ecco un elenco dettagliato dei principali prodotti e servizi offerti, insieme ai prezzi medi associati.

Prodotti

  1. Abbigliamento uomo
    • T-shirt: Prezzo medio di 20-40 euro;
    • Camicia: Prezzo medio di 30-70 euro;
    • Pantaloni: Prezzo medio di 40-80 euro;
    • Giacche e cappotti: Prezzo medio di 80-200 euro.
  2. Abbigliamento donna
    • Top e bluse: Prezzo medio di 20-50 euro;
    • Vestiti: Prezzo medio di 40-100 euro;
    • Gonne: Prezzo medio di 30-70 euro;
    • Cappotti e giacche: Prezzo medio di 80-200 euro.
  3. Abbigliamento bambino
    • T-shirt e magliette: Prezzo medio di 10-25 euro;
    • Pantaloni e jeans: Prezzo medio di 20-50 euro;
    • Felpe e maglioni: Prezzo medio di 20-40 euro.
  4. Accessori
    • Cinture: Prezzo medio di 15-30 euro;
    • Cappelli: Prezzo medio di 10-25 euro;
    • Sciarpe e guanti: Prezzo medio di 15-40 euro;
    • Borse: Prezzo medio di 30-100 euro.
  5. Calzature
    • Scarpe casual: Prezzo medio di 50-100 euro;
    • Stivali: Prezzo medio di 80-150 euro;
    • Sandali e infradito: Prezzo medio di 20-50 euro.

Servizi

  1. Consulenza di stile
    • Personal shopper: Servizio di consulenza personalizzata per scegliere abiti e accessori, con un prezzo medio di 50-100 euro all’ora;
    • Consulenza di immagine: Sessioni per migliorare l’immagine personale, con un prezzo medio di 100-200 euro per sessione.
  2. Servizi di sartoria
    • Riparazioni: Prezzo medio di 10-30 euro per intervento;
    • Modifiche su misura: Prezzo medio di 20-50 euro per intervento.
  3. Eventi e promozioni
    • Sconti stagionali: Promozioni e sconti su collezioni stagionali, variabili in base alle politiche del negozio;
    • Eventi speciali: Sfilate di moda, anteprime di collezioni, con accesso gratuito o a pagamento.
  4. Vendita online
    • E-commerce: Piattaforma online per l’acquisto di abbigliamento e accessori, con prezzi medi allineati a quelli del negozio fisico;
    • Spedizioni: Servizio di consegna a domicilio, con un costo medio di 5-10 euro per spedizione (spesso gratuito oltre una certa soglia di spesa).

Un negozio di abbigliamento offre una vasta gamma di prodotti come abbigliamento per uomo, donna e bambino, accessori e calzature, con prezzi medi che variano in base alla categoria e alla qualità dei materiali. I servizi offerti includono consulenza di stile, servizi di sartoria, eventi promozionali e vendita online, tutti progettati per migliorare l’esperienza del cliente e aumentare la redditività dell’attività.

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Requisiti e autorizzazioni per aprire con un negozio di abbigliamento

Aprire un negozio di abbigliamento richiede il rispetto di una serie di requisiti e l’ottenimento di diverse autorizzazioni per garantire la conformità alle normative vigenti. Di seguito, elenchiamo in modo dettagliato i principali requisiti e autorizzazioni basandosi su informazioni provenienti da fonti istituzionali come le camere di commercio.

Requisiti legali e burocratici

  1. Iscrizione alla Camera di Commercio
    • Apertura della Partita IVA: Il primo passo per avviare un’attività commerciale è l’apertura della Partita IVA;
    • Iscrizione al Registro delle Imprese: Necessaria per essere riconosciuti come impresa e per operare legalmente.
  2. Autorizzazioni commerciali
    • SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività): Deve essere presentata al Comune di competenza per dichiarare l’inizio dell’attività. La SCIA certifica che l’attività rispetta tutte le normative vigenti.
  3. Regolamentazioni specifiche
    • Autorizzazione per l’esposizione di insegne: È necessario ottenere l’autorizzazione dal Comune per l’installazione di insegne pubblicitarie e cartelli.

Requisiti strutturali e tecnici

  1. Locali adeguati
    • Requisiti urbanistici: I locali devono essere conformi alle normative urbanistiche e di destinazione d’uso;
    • Strutture e attrezzature: Il negozio deve essere adeguatamente attrezzato per l’esposizione e la vendita di abbigliamento, con spazi idonei per il magazzino, i camerini di prova e l’area di vendita.
  2. Sistemi di sicurezza
    • Sistemi antincendio: Devono essere installati estintori e sistemi di allarme antincendio conformi alle normative;
    • Dispositivi di sicurezza: Devono essere presenti sistemi di sicurezza come telecamere di sorveglianza, allarmi anti-intrusione e casseforti per la gestione del contante.

Requisiti fiscali e amministrativi

  1. Registri fiscali
    • Contabilità ordinaria: Obbligatoria per tutte le imprese, richiede la registrazione dettagliata di tutte le operazioni finanziarie;
    • Bilancio annuale: Deve essere redatto e depositato presso la Camera di Commercio.
  2. Assicurazione
    • Polizza assicurativa: È consigliabile stipulare una polizza assicurativa per coprire eventuali danni a terzi, furti, incendi e infortuni sul lavoro.
  3. Contratti di lavoro
    • Regolarizzazione del personale: Tutti i dipendenti devono essere assunti regolarmente, con contratti conformi alle normative vigenti in materia di lavoro.

Normative igienico-sanitarie

  1. Igiene dei locali
    • Pulizia e manutenzione: I locali devono essere mantenuti puliti e in buono stato di manutenzione, rispettando le normative igienico-sanitarie.

Autorizzazioni specifiche

  1. Licenza di vendita di prodotti particolari
    • Autorizzazione per la vendita di prodotti specifici: Se il negozio vende prodotti particolari, come capi d’abbigliamento in pelle o articoli di pellicceria, potrebbe essere necessaria un’autorizzazione specifica.
  2. Permessi per eventi promozionali
    • Autorizzazione comunale per eventi: Se si intendono organizzare eventi promozionali o sfilate di moda, è necessario ottenere i permessi dal Comune.

Conclusione

Per aprire un negozio di abbigliamento in Italia, è necessario soddisfare una serie di requisiti legali, burocratici e strutturali. Questi includono l’iscrizione alla Camera di Commercio, l’ottenimento delle autorizzazioni commerciali, la conformità alle normative urbanistiche e di sicurezza, e la gestione corretta della contabilità e del personale. Rispettare tutte queste norme è fondamentale per operare in modo legale e sicuro, garantendo il successo e la sostenibilità dell’attività.

Tipologia di clienti per un negozio di abbigliamento

Un negozio di abbigliamento si rivolge a una varietà di tipologie di clienti, ognuna con esigenze e preferenze specifiche. Ecco una descrizione dettagliata dei principali segmenti di clientela:

Clienti individuali

  1. Clienti alla moda
    • Fashion enthusiasts: Individui che seguono le ultime tendenze della moda e cercano capi di abbigliamento alla moda e di alta qualità;
    • Influencer e blogger: Persone che acquistano abbigliamento per creare contenuti sui social media e influenzare i loro follower.
  2. Clienti budget-conscious
    • Consumatori attenti al prezzo: Clienti che cercano abbigliamento di buona qualità a prezzi accessibili, spesso attratti da sconti e promozioni;
    • Famiglie: Acquirenti che cercano abbigliamento per tutta la famiglia, spesso con un occhio attento al rapporto qualità-prezzo.
  3. Clienti specializzati
    • Clienti alla ricerca di capi specifici: Persone che necessitano di abbigliamento per occasioni speciali, come matrimoni, eventi aziendali o sportivi;
    • Clienti con esigenze particolari: Individui che cercano abbigliamento per taglie forti, taglie piccole o con caratteristiche specifiche come tessuti ecologici o ipoallergenici.

Clienti aziendali

  1. Rivenditori
    • Boutique e negozi indipendenti: Piccoli rivenditori che acquistano all’ingrosso per rivendere al dettaglio;
    • Grandi magazzini: Catene di negozi che acquistano grandi quantità di abbigliamento per la rivendita.
  2. Aziende
    • Uniformi aziendali: Aziende che acquistano abbigliamento specifico per i propri dipendenti, come divise e abbigliamento da lavoro.

Cenni sulla situazione del mercato e tendenze previste

Il mercato dell’abbigliamento è in continua evoluzione, influenzato da cambiamenti nelle preferenze dei consumatori e dalle innovazioni tecnologiche. Ecco alcune tendenze chiave e previsioni:

  1. Crescita dell’e-commerce
    • La domanda di acquisti online continua a crescere, con un numero sempre maggiore di consumatori che preferiscono acquistare abbigliamento su piattaforme di e-commerce. Questa tendenza è stata accelerata dalla pandemia e continua a influenzare il comportamento d’acquisto.
  2. Sostenibilità
    • C’è una crescente attenzione alla sostenibilità e all’uso di materiali ecologici e riciclabili. I consumatori sono sempre più attenti all’impatto ambientale dei loro acquisti e preferiscono brand che adottano pratiche sostenibili.
  3. Personalizzazione
    • La personalizzazione dei prodotti è una tendenza in crescita, con i consumatori che cercano capi unici e personalizzati. I negozi di abbigliamento stanno rispondendo a questa domanda offrendo servizi di customizzazione.
  4. Tecnologia e innovazione
    • L’integrazione di tecnologie avanzate come realtà aumentata (AR) e realtà virtuale (VR) sta migliorando l’esperienza d’acquisto, permettendo ai clienti di “provare” i capi virtualmente prima di acquistare.
  5. Moda circolare
    • La moda circolare, che promuove il riciclo e il riuso dei capi, sta guadagnando popolarità. I negozi stanno adottando modelli di business che includono il reselling e il noleggio di abbigliamento.

Conclusione

Il negozio di abbigliamento si rivolge a una vasta gamma di clienti, dagli entusiasti di fashion ai consumatori attenti al prezzo, passando per rivenditori e aziende. Il mercato dell’abbigliamento è in continua evoluzione, guidato dalla crescita dell’e-commerce, dall’attenzione alla sostenibilità, dalla domanda di personalizzazione e dall’adozione di nuove tecnologie. Queste tendenze offrono nuove opportunità per i negozi di abbigliamento di migliorare l’esperienza del cliente e aumentare la redditività.

Quanto guadagna un dipendente di un negozio di abbigliamento sulla base del CCNL

Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) per il settore del commercio dettaglia gli stipendi minimi per i dipendenti di un negozio di abbigliamento. Di seguito, vengono indicati gli stipendi minimi per i vari inquadramenti professionali, basandosi sulle norme previste dal CCNL.

Inquadramenti e stipendi minimi

  1. Commesso
    • Stipendio minimo mensile: 1.200 – 1.400 euro
    • Descrizione del ruolo: Assiste i clienti nella scelta dei prodotti, gestisce le operazioni di cassa e mantiene ordinato il punto vendita.
  2. Commesso specializzato
    • Stipendio minimo mensile: 1.400 – 1.600 euro
    • Descrizione del ruolo: Ha una conoscenza approfondita dei prodotti, offre consulenze personalizzate ai clienti e può essere responsabile di reparti specifici del negozio.
  3. Responsabile di reparto
    • Stipendio minimo mensile: 1.600 – 1.800 euro
    • Descrizione del ruolo: Supervisiona le attività di uno o più reparti, coordina il lavoro dei commessi e garantisce il raggiungimento degli obiettivi di vendita.
  4. Visual merchandiser
    • Stipendio minimo mensile: 1.500 – 1.700 euro
    • Descrizione del ruolo: Cura l’allestimento e la disposizione dei prodotti nel punto vendita per ottimizzare l’attrattiva e le vendite.
  5. Store manager
    • Stipendio minimo mensile: 1.800 – 2.200 euro
    • Descrizione del ruolo: Gestisce l’intero negozio, pianifica le strategie di vendita, si occupa delle risorse umane e garantisce il buon funzionamento delle operazioni quotidiane.

Variazioni e supplementi

  • Supplementi per esperienza e specializzazione: Gli stipendi minimi possono aumentare in base all’esperienza del dipendente e alle competenze specialistiche richieste per il ruolo.
  • Bonus di produttività: In aggiunta allo stipendio minimo, i dipendenti possono ricevere bonus basati sulla produttività e sugli obiettivi raggiunti.

Conclusione

I dipendenti di un negozio di abbigliamento guadagnano stipendi che variano in base al loro inquadramento professionale e alla loro esperienza. Secondo il CCNL, gli stipendi minimi mensili vanno da 1.200 a 2.200 euro, con possibili incrementi legati all’esperienza e alla specializzazione. Questi stipendi forniscono una base solida, ma i guadagni possono aumentare con bonus di produttività e altre incentivazioni legate alla performance.

Calcolare i guadagni di un negozio di abbigliamento con il software business plan negozio di abbigliamento di Bsness.com

Fare il business plan di un Negozio di abbigliamento permette di calcolare in modo dettagliato e preciso quanto può guadagnare un negozio di abbigliamento. Questo software consente di ottenere un piano economico e finanziario completo inserendo semplicemente i dati base del progetto. Ecco una guida chiara su come procedere.

Dati base del progetto

  1. Investimenti iniziali per le attrezzature necessarie
    • Arredi e scaffalature: Per l’esposizione della merce, con un costo iniziale significativo;
    • Registratori di cassa e POS: Strumenti per la gestione delle transazioni;
    • Manichini e display: Per la presentazione dei capi d’abbigliamento;
    • Sistemi di sicurezza: Telecamere di sorveglianza, allarmi anti-intrusione e casseforti.
  2. Servizi offerti
    • Vendita al dettaglio di abbigliamento: Abbigliamento uomo, donna, bambino e accessori;
    • Consulenza di stile: Personal shopper e consulenza di immagine;
    • Servizi di sartoria: Riparazioni e modifiche su misura;
    • Vendita online: E-commerce e spedizioni a domicilio.
  3. Prezzi di vendita
    • T-shirt: Prezzo medio di 20-40 euro;
    • Vestiti: Prezzo medio di 40-100 euro;
    • Giacche e cappotti: Prezzo medio di 80-200 euro;
    • Personal shopper: Prezzo medio di 50-100 euro all’ora;
    • Riparazioni sartoriali: Prezzo medio di 10-30 euro per intervento.

Costi

  1. Costi fissi
    • Affitto del locale: Costo mensile per lo spazio commerciale;
    • Stipendi del personale: Compensi per i dipendenti, inclusi commessi, visual merchandiser e store manager;
    • Utenze: Costi per elettricità, acqua, gas e connessione internet;
    • Spese amministrative: Costi per la gestione amministrativa, legale e fiscale.
  2. Costi variabili
    • Materie prime: Costi per l’acquisto all’ingrosso dei capi di abbigliamento e accessori;
    • Packaging e materiali di consumo: Costi per sacchetti, etichette e materiali di imballaggio;
    • Marketing e pubblicità: Spese per promozioni, volantini, campagne online.

Funzionalità del software

  • Calcolo dei volumi di vendita dei prodotti: Inserendo i dati relativi ai servizi offerti, il software calcola automaticamente i volumi di vendita;
  • Calcolo del fatturato e dei costi complessivi: Basandosi sui prezzi di vendita e sui costi, il software fornisce il totale del fatturato e dei costi complessivi;
  • Margini di redditività di ogni prodotto: Analisi dettagliata dei profitti per ciascun prodotto e servizio offerto;
  • Punto di pareggio (break-even point): Identificazione del volume di vendite necessario per coprire tutti i costi e iniziare a generare profitto;
  • Flussi di cassa: Previsione dei flussi di cassa per pianificare la liquidità aziendale;
  • Fabbisogno finanziario: Calcolo dell’importo necessario per avviare o espandere l’attività, inclusa l’identificazione del finanziamento da richiedere in banca;
  • Indice DSCR (Debt Service Coverage Ratio): Valutazione della sostenibilità del finanziamento richiesto, basato sulla capacità dell’attività di generare flussi di cassa sufficienti a coprire il servizio del debito.

Conclusione

Grazie al software business plan Negozio di abbigliamento di Bsness.com, puoi ottenere un quadro completo della redditività del tuo negozio di abbigliamento. Inserendo dati come investimenti iniziali, servizi offerti, prezzi di vendita, costi fissi e variabili, il software calcolerà automaticamente fatturato, costi complessivi, margini di redditività, punto di pareggio, flussi di cassa, e fabbisogno finanziario. Inoltre, l’indice DSCR ti permetterà di valutare la sostenibilità del finanziamento richiesto per avviare o ampliare l’attività, garantendo così una gestione finanziaria ottimale.

Articolo scritto l’11/6/2024

dott stefano ventura bsness

STEFANO VENTURALinkedin

È il fondatore di Bsness.com, software house operante in Italia e Spagna. Si è laureato in economia e commercio presso l’Università di Bologna dove ha anche conseguito il titolo di Dottore Commercialista. Ha esercitato con successo la professione di Dottore Commercialista come esperto in budget e business plan per poi dedicarsi a tempo pieno alla crescita di Bsness.com.