Vuoi scoprire quanto puoi guadagnare con una creperia? Nel nostro ultimo articolo, esploriamo il potenziale di profitto di questa deliziosa impresa gastronomica, dal calcolo del fatturato ai margini di redditività.

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Quanto guadagna una creperia: fatturato e margine di profitto

L’industria delle creperie in Italia presenta un’interessante opportunità di business per chi desidera investire nel settore della ristorazione. Sebbene le cifre specifiche possano variare in base alla location, al target di clientela e alla gestione, una creperia può generalmente aspettarsi di vedere fatturati variabili.

  1. Fatturato medio: Il fatturato di una creperia può oscillare notevolmente. Nei centri urbani o nelle località turistiche, dove il flusso di clienti è più consistente, il fatturato annuo può raggiungere e superare i 100.000 euro. Tuttavia, in località meno trafficate o con minore affluenza turistica, il fatturato potrebbe essere sensibilmente inferiore.
  2. Margine di redditività: Le crepes hanno un costo di produzione relativamente basso, soprattutto se consideriamo che gli ingredienti principali sono farina, uova e latte, che sono economici e facilmente reperibili. Il margine di redditività può quindi essere abbastanza elevato, spesso attorno al 70-80%, escluse le spese operative e di personale.

Essenzialmente, il successo e la redditività di una creperia dipendono da fattori critici come la posizione, la qualità del prodotto, l’efficacia del marketing e la capacità di gestire efficacemente i costi operativi.

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I prodotti offerti dalla creperia ed i prezzi di vendita

Una creperia offre una varietà di prodotti e servizi che possono variare ampiamente a seconda della località, del target di clientela e dell’orientamento del menu. Ecco una panoramica dei principali prodotti e servizi, con i prezzi medi che si possono aspettare in una creperia italiana:

  1. Crepes dolci: Le crepes dolci sono tra le più popolari e possono essere farcite con una vasta gamma di ingredienti come nutella, marmellata, frutta fresca, gelato, e altro. I prezzi per le crepes dolci variano generalmente da 4 a 8 euro a seconda degli ingredienti scelti.
  2. Crepes salate: Le varianti salate spesso includono formaggio, prosciutto, funghi, spinaci, e altri ingredienti tipici della cucina salata. Queste possono essere più care delle dolci, con prezzi che oscillano tra 5 e 10 euro.
  3. Bevande: Una creperia offre tipicamente un assortimento di bevande che possono includere caffè, tè, succhi di frutta, e bevande analcoliche. I prezzi per le bevande vanno da 1,50 a 4 euro.
  4. Menù combinati: Alcune creperie possono offrire menù combinati che includono una crepe (dolce o salata) e una bevanda a un prezzo ridotto, che può variare da 8 a 12 euro.
  5. Servizi aggiuntivi: Oltre alla vendita al dettaglio, alcune creperie possono offrire servizi di catering per eventi, che possono variare di prezzo a seconda del numero di ospiti e del tipo di servizio richiesto.

Il successo di una creperia dipende significativamente dalla qualità e originalità delle sue offerte, così come dalla capacità di adattarsi ai gusti locali e alle tendenze del mercato.

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Cosa serve per vendere crepes? Requisiti e autorizzazioni

Per aprire una creperia in Italia, è necessario rispettare una serie di requisiti e autorizzazioni. Ecco gli step principali, basati sulle normative indicate dalle Camere di Commercio:

  1. Requisiti professionali: Chi intende avviare un’attività di somministrazione di alimenti e bevande deve possedere specifici requisiti professionali, come:
  2. Esperienza lavorativa pregressa nel settore della ristorazione;
  3. Diploma o attestato in materie correlate al settore alimentare;
  4. Superamento del corso SAB (Somministrazione di Alimenti e Bevande), che include igiene alimentare, Haccp e norme sul commercio.
  5. Iscrizione alla Camera di Commercio: L’imprenditore deve iscrivere l’attività al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio della provincia dove sarà aperta la creperia. Verrà così ottenuta una partita IVA e una posizione nel Registro.
  6. SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività): Deve essere presentata presso il SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive) del comune dove avrà sede l’attività. La SCIA include dettagli come:
  7. Localizzazione e conformità della struttura;
  8. Planimetria e descrizione dei locali;
  9. Rispetto dei requisiti igienico-sanitari e di sicurezza.
  10. Permesso sanitario: Bisogna ottenere un permesso sanitario dall’ASL locale, dimostrando che la struttura rispetta le normative in materia di igiene, sicurezza e tracciabilità degli alimenti. Ciò include la presenza di servizi igienici, adeguati sistemi di conservazione e produzione.
  11. Certificato HACCP: Il personale coinvolto nella produzione e gestione degli alimenti deve avere una certificazione HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points), che attesti la loro formazione sulle normative sanitarie.
  12. Autorizzazione per l’insegna: Se si desidera esporre un’insegna, può essere necessario richiedere un permesso al Comune per le insegne pubblicitarie.
  13. Permessi per occupazione del suolo pubblico: Se la creperia intende utilizzare spazi esterni con tavoli o strutture temporanee, è necessario richiedere al Comune il permesso per occupazione del suolo pubblico.

Seguendo questi passaggi e assicurandosi di rispettare tutte le normative locali, sarà possibile avviare un’attività di creperia in modo regolare e conforme.

Quanto guadagna il dipendente di una creperia?

Per calcolare il guadagno di un dipendente di una creperia secondo il CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) per il settore alimentare, è necessario considerare diversi fattori quali il livello di inquadramento, il tipo di contratto e le ore lavorative. Ecco alcuni dettagli chiave:

  • Orario di lavoro: tipicamente, il contratto prevede una settimana lavorativa di 40 ore, suddivise in cinque o sei giorni.
  • Retribuzione: varia in base al livello di inquadramento. Ad esempio, per il primo livello, i nuovi minimi dal 1° luglio 2022 sono di €2,009.10 mensili.
  • Straordinario: viene compensato con una maggiorazione percentuale che varia in funzione del tipo di straordinario (diurno, notturno, festivo).

Le indennità per il lavoro notturno, straordinario e nei giorni festivi aumentano la retribuzione base, e sono fondamentali per comprendere il guadagno effettivo. Inoltre, la durata del contratto può influenzare il periodo di prova e le eventuali maggiorazioni legate alla flessibilità oraria o stagionalità.

Ecco un esempio specifico per un dipendente di livello base, assumendo un orario standard senza straordinari:

  • Salario base mensile: circa €2,009.10.
  • 13^esima mensilità: assicura un ulteriore incremento annuale diviso per 12 mesi.

In conclusione, il guadagno effettivo può variare in base alle ore di straordinario lavorate e alla presenza di condizioni particolari come il lavoro notturno o festivo, che sono compensate con maggiorazioni specifiche.

Come calcolare quanto guadagna una creperia?

Il software business plan Creperia di Bsness.com offre una soluzione completa per calcolare il potenziale guadagno di una creperia, incorporando diversi elementi chiave del progetto:

  1. Investimenti iniziali: inserisci i costi per l’acquisto di attrezzature essenziali come crepieres, frigoriferi, utensili da cucina e arredamento.
  2. Servizi offerti e prezzi di vendita: definisci i servizi come la vendita di crepes dolci, salate, bevande e eventuali altri prodotti alimentari, insieme ai relativi prezzi.
  3. Costi fissi e variabili: immetti dettagli sui costi fissi (affitto, utenze, ammortamenti) e costi variabili (ingredienti, imballaggi, manutenzione).

Il software permette di:

  • Calcolare automaticamente i volumi di vendita dei servizi basandosi su dati storici o previsioni di mercato.
  • Stimare il fatturato e i costi complessivi, offrendo una visione chiara del rendimento finanziario della creperia.
  • Determinare i margini di redditività per ogni prodotto o servizio, essenziale per identificare i contributi di ciascun elemento al profitto generale.
  • Calcolare il punto di pareggio per sapere quante vendite sono necessarie per coprire tutti i costi.
  • Proiettare i flussi di cassa per comprendere l’entrata e uscita di denaro nel tempo.

Infine, il programma fornisce una valutazione del fabbisogno finanziario necessario per avviare e mantenere l’attività, permettendo di identificare l’importo del finanziamento da richiedere in banca. Inoltre, calcola l’indice DSCR (Debt Service Coverage Ratio), che aiuta a valutare la sostenibilità del finanziamento richiesto rispetto ai flussi di cassa generati.

Utilizzando questo strumento, gli imprenditori possono fare previsioni finanziarie accurate e prendere decisioni informate riguardo l’apertura e la gestione di una creperia.

Articolo scritto il 6/5/2024

dott stefano ventura bsness

STEFANO VENTURALinkedin

Stefano Ventura è il fondatore di Bsness.com, software house operante in Italia e Spagna. Si è laureato in economia e commercio presso l’Università di Bologna dove ha anche conseguito il titolo di Dottore Commercialista. Ha esercitato con successo la professione di Dottore Commercialista come esperto in budget e business plan per poi dedicarsi a tempo pieno alla crescita di Bsness.com.