Scopri quanto guadagna un calzaturificio! In questo articolo, esploreremo il fatturato medio e i margini di redditività, i prodotti e servizi offerti, e i requisiti e autorizzazioni necessari. Ti mostreremo come calcolare i guadagni potenziali inserendo i dati base del progetto, come gli investimenti iniziali, i costi fissi e variabili, e i prezzi di vendita per ottenere un piano economico e finanziario dettagliato. Pianifica il successo del tuo calzaturificio e massimizza i profitti!

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Quanto guadagna un calzaturificio – fatturato e redditività

Gestire un calzaturificio può essere un’attività molto redditizia, ma i guadagni possono variare in base a diversi fattori. Vediamo quali sono i principali elementi che influenzano il fatturato medio e il margine di redditività.

Fatturato medio

Il fatturato medio di un calzaturificio dipende da diversi fattori, tra cui la dimensione dell’azienda, il tipo di calzature prodotte, il mercato di riferimento e la posizione geografica. Un calzaturificio di medie dimensioni può generare un fatturato annuo compreso tra 1 e 5 milioni di euro. Calzaturifici di grandi dimensioni o specializzati in prodotti di alta gamma possono superare i 10 milioni di euro di fatturato annuo.

Margine di redditività

Il margine di redditività di un calzaturificio è influenzato dai costi operativi, che includono:

  • Costi delle materie prime: Pelle, tessuti, suole, accessori;
  • Costi del personale: Stipendi per operai, tecnici, designer e personale amministrativo;
  • Costi di gestione: Affitto, utenze, manutenzione dei macchinari;
  • Costi di marketing e vendita: Pubblicità, partecipazione a fiere, distribuzione.

In media, il margine di redditività per un calzaturificio varia tra il 5% e il 15% del fatturato annuo. Questo significa che, per un calzaturificio con un fatturato annuo di 3 milioni di euro, il profitto netto potrebbe oscillare tra 150.000 e 450.000 euro

Aprire e gestire un calzaturificio può essere un’impresa molto redditizia, soprattutto se si presta attenzione alla gestione dei costi e alla qualità dei prodotti offerti. Il fatturato medio può variare significativamente, ma con una strategia ben pianificata e una gestione efficiente, è possibile ottenere un margine di redditività sostanziale, rendendo questa attività un’opportunità interessante nel settore manifatturiero e della moda.

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Prodotti e Servizi offerti da un calzaturificio

Un calzaturificio offre una vasta gamma di prodotti e servizi, principalmente focalizzati sulla produzione e commercializzazione di calzature. Ecco una panoramica dettagliata dei principali prodotti e servizi offerti, con i relativi prezzi medi.

Prodotti offerti

  1. Calzature per uomo
    • Scarpe classiche: Come mocassini, stringate e stivaletti. Prezzo medio: 100-300 euro;
    • Scarpe sportive: Sneaker e scarpe da ginnastica. Prezzo medio: 70-200 euro;
    • Sandali e scarpe estive: Prezzo medio: 50-150 euro.
  2. Calzature per donna
    • Scarpe eleganti: Tacchi alti, décolleté, stivaletti. Prezzo medio: 100-350 euro;
    • Scarpe casual: Ballerine, sneakers, sandali. Prezzo medio: 60-200 euro;
    • Scarpe sportive: Prezzo medio: 70-200 euro.
  3. Calzature per bambini
    • Scarpe da ginnastica: Prezzo medio: 40-100 euro;
    • Scarpe casual e sandali: Prezzo medio: 30-80 euro;
    • Stivali e scarpe invernali: Prezzo medio: 50-120 euro.
  4. Calzature speciali
    • Scarpe ortopediche: Prezzo medio: 150-400 euro;
    • Scarpe su misura: Prezzo medio: 200-500 euro;
    • Scarpe di sicurezza: Prezzo medio: 80-200 euro.

Servizi offerti

  1. Progettazione e personalizzazione
    • Design su misura: Servizio che consente ai clienti di personalizzare il design delle loro scarpe, scegliendo materiali, colori e dettagli. Prezzo medio: 200-500 euro a seconda della complessità.
  2. Riparazione e manutenzione
    • Riparazione scarpe: Servizio di riparazione di scarpe danneggiate, inclusa la sostituzione di suole e tacchi. Prezzo medio: 20-100 euro a seconda del tipo di riparazione.
    • Lucidatura e manutenzione: Servizio di pulizia e manutenzione delle scarpe. Prezzo medio: 10-30 euro per paio.
  3. Consulenza tecnica
    • Consulenza su materiali e design: Servizi di consulenza per altre aziende di calzature o designer, fornendo expertise sui materiali e sulle tecniche di produzione. Prezzo medio: 50-150 euro all’ora.
  4. Vendita all’ingrosso
    • Fornitura di calzature per rivenditori: Vendita di grandi quantitativi di calzature a negozi e distributori. Prezzo variabile in base ai quantitativi e agli accordi commerciali.

Un calzaturificio offre una vasta gamma di prodotti, dalle calzature per uomo, donna e bambini a quelle speciali e su misura. I servizi includono la progettazione personalizzata, la riparazione e manutenzione delle scarpe, la consulenza tecnica e la vendita all’ingrosso. I prezzi medi variano a seconda del prodotto o del servizio, garantendo opzioni per tutte le fasce di prezzo e le esigenze dei clienti.

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Requisiti e autorizzazioni per aprire un calzaturificio

Aprire un calzaturificio in Italia richiede il rispetto di specifici requisiti e l’ottenimento di diverse autorizzazioni. Ecco i principali passi da seguire, basati sulle normative e le indicazioni delle camere di commercio italiane.

1. Registrazione e apertura partita IVA

Per avviare l’attività, è necessario registrare l’impresa presso il Registro delle Imprese della Camera di Commercio competente per territorio e aprire una partita IVA. Durante la registrazione, si deve specificare il codice ATECO appropriato per l’attività manifatturiera di calzature.

2. SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività)

È obbligatorio presentare una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune di riferimento. La SCIA attesta che l’attività rispetta tutte le normative vigenti in materia di sicurezza, igiene e salute pubblica, permettendo di iniziare l’attività immediatamente dopo la presentazione.

3. Autorizzazioni ambientali

I calzaturifici devono ottenere specifiche autorizzazioni ambientali per garantire il rispetto delle normative relative alla gestione dei rifiuti, delle emissioni in atmosfera e dell’uso delle sostanze chimiche. Questo include:

  • Autorizzazione Unica Ambientale (AUA): Necessaria per le piccole e medie imprese;
  • Dichiarazione ambientale annuale (MUD): Riguarda la gestione dei rifiuti prodotti.

4. Requisiti dei locali

I locali devono essere conformi alle norme igienico-sanitarie e di sicurezza. Questo include:

  • Autorizzazione sanitaria: Rilasciata dall’ASL locale, che certifica la conformità dei locali alle normative igieniche;
  • Normative di sicurezza sul lavoro: Rispetto delle norme antincendio e delle disposizioni in materia di sicurezza sul lavoro, incluse le uscite di emergenza e i dispositivi di sicurezza.

5. Permessi edilizi

Se i locali richiedono lavori di ristrutturazione o modifiche strutturali, è necessario ottenere le autorizzazioni edilizie appropriate dal Comune. Questo può includere il permesso di costruire o la SCIA edilizia, a seconda della natura dei lavori.

6. Requisiti del personale

Il personale deve possedere i requisiti professionali necessari per lavorare in un ambiente manifatturiero, tra cui:

  • Formazione specifica: Operai specializzati nella produzione di calzature, tecnici di laboratorio, designer devono avere una formazione adeguata e, in alcuni casi, certificazioni specifiche;
  • Certificato penale: È obbligatorio ottenere un certificato penale per verificare l’assenza di condanne per reati contro la sicurezza sul lavoro.

7. Assicurazione

È consigliabile stipulare una assicurazione per coprire eventuali danni, incidenti o responsabilità civili. Questo tipo di polizza può proteggere sia l’attività che i dipendenti.

8. Iscrizione all’INPS e INAIL

L’iscrizione all’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) e all’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) è obbligatoria per garantire la copertura previdenziale e assicurativa dei dipendenti.

9. Comunicazione all’Agenzia delle Entrate

L’apertura dell’attività deve essere comunicata all’Agenzia delle Entrate, che provvederà a registrare la nuova impresa per fini fiscali, compresa l’emissione del numero di partita IVA e l’iscrizione al regime fiscale appropriato.

10. Autorizzazioni per l’insegna

L’installazione dell’insegna del calzaturificio richiede spesso un’autorizzazione comunale, che verifica la conformità dell’insegna alle normative locali in materia di decoro urbano e sicurezza.

Aprire un calzaturificio richiede una serie di passaggi burocratici e l’ottenimento di diverse autorizzazioni. È fondamentale seguire attentamente tutte le procedure per garantire la legalità dell’attività e il rispetto delle normative vigenti. Rivolgersi a un commercialista o a un consulente specializzato può essere di grande aiuto per navigare in questo processo e assicurarsi di non tralasciare alcun dettaglio.

Tipologia di clienti per un calzaturificio

Un calzaturificio si rivolge a diverse tipologie di clienti, ciascuna con esigenze specifiche e aspettative diverse. Ecco una panoramica delle principali tipologie di clienti a cui si rivolge:

1. Clienti finali

Consumatori diretti: Persone che acquistano calzature per uso personale. Questo segmento cerca qualità, comfort, design e prezzi competitivi. Le calzature possono essere vendute tramite negozi al dettaglio, e-commerce o negozi monomarca.

2. Rivenditori e negozi di calzature

Negozi al dettaglio: Boutique di moda e negozi specializzati in calzature acquistano grandi quantità di scarpe per rivenderle ai consumatori finali. Questi clienti cercano forniture affidabili e prodotti di tendenza.

3. Grandi catene e supermercati

Catene di negozi: Grandi catene di distribuzione e supermercati acquistano calzature in grandi quantità per venderle nei loro punti vendita. Questo tipo di cliente cerca prodotti standardizzati e prezzi competitivi.

4. Aziende di moda e designer

Brand di moda: Case di moda e designer indipendenti collaborano con calzaturifici per creare linee di calzature esclusive. Questi clienti cercano personalizzazione, alta qualità e design innovativo.

5. Settore sanitario e sicurezza

Enti e aziende: I calzaturifici producono anche calzature speciali per il settore sanitario e della sicurezza, come scarpe ortopediche e di sicurezza. Questi clienti richiedono prodotti specifici che rispettino normative di sicurezza e standard di comfort.

Situazione del mercato e tendenze previste

Il mercato delle calzature è dinamico e in continua evoluzione. Ecco alcuni cenni sulla situazione attuale e le tendenze previste:

1. Crescita del segmento online

Il commercio elettronico sta rivoluzionando il settore delle calzature, con un numero crescente di consumatori che acquistano scarpe online. Le aziende devono investire in piattaforme digitali e strategie di marketing online per rimanere competitive.

2. Sostenibilità

C’è una crescente domanda di prodotti sostenibili e pratiche ecologiche. I calzaturifici stanno adottando materiali eco-friendly e processi di produzione sostenibili per ridurre l’impatto ambientale e attrarre consumatori attenti all’ecologia.

3. Personalizzazione e innovazione

La tendenza verso la personalizzazione delle calzature sta crescendo. I consumatori vogliono scarpe uniche che riflettano il loro stile personale. Inoltre, l’innovazione tecnologica, come l’uso di stampe 3D e materiali avanzati, sta aprendo nuove opportunità nel design e nella produzione di calzature.

4. Aumento dei costi di produzione

I costi delle materie prime e della manodopera stanno aumentando, influenzando i margini di profitto dei calzaturifici. Le aziende devono trovare modi per ottimizzare la produzione e migliorare l’efficienza per mantenere la redditività.

5. Espansione nei mercati emergenti

I mercati emergenti, come l’Asia e l’Africa, stanno diventando sempre più importanti per il settore delle calzature. Le aziende stanno esplorando opportunità di espansione in questi mercati per sfruttare la crescente domanda di calzature di qualità.

Un calzaturificio si rivolge a una clientela diversificata, comprendente consumatori finali, rivenditori, grandi catene, aziende di moda e il settore sanitario e della sicurezza. La situazione del mercato è favorevole, con tendenze che puntano verso la crescita del commercio online, la sostenibilità, la personalizzazione e l’innovazione tecnologica. Adeguarsi a queste tendenze e comprendere le esigenze dei diversi segmenti di clientela è fondamentale per il successo di un calzaturificio.

Calcolare i guadagni di un calzaturificio con il software business plan calzaturificio di Bsness.com

Utilizzare il software business plan Calzaturificio di Bsness.com è un metodo efficace per determinare il potenziale guadagno del tuo calzaturificio. Ecco una guida dettagliata su come utilizzare il software, illustrando i principali aspetti da considerare:

1. Investimenti iniziali per le attrezzature necessarie

Per avviare un calzaturificio, è necessario indicare nel software gli investimenti iniziali relativi alle attrezzature essenziali, come ad esempio:

  • Macchinari per la produzione di calzature: Macchine da cucire industriali, macchine per il taglio della pelle, stampatrici per suole. Investimento medio: 50.000 – 200.000 euro;
  • Attrezzature per il controllo qualità: Strumenti per la misurazione e la verifica delle calzature. Investimento medio: 5.000 – 15.000 euro;
  • Sistemi informatici e software gestionale: Computer, software per la gestione della produzione e del magazzino. Costo medio: 10.000 – 30.000 euro.

2. Servizi offerti e relativi prezzi di vendita

Il software consente di dettagliare i servizi offerti dal calzaturificio e i prezzi di vendita associati. Alcuni esempi includono:

  • Produzione di calzature su misura: Prezzo medio di 200-500 euro per paio;
  • Produzione di calzature standard: Prezzo medio di 50-200 euro per paio;
  • Riparazione e manutenzione delle calzature: Prezzo medio di 20-100 euro per servizio.

3. Costi fissi e costi variabili

Per un calcolo accurato, è essenziale inserire nel software i costi fissi e variabili. Ecco alcuni esempi:

  • Costi fissi:
    • Affitto del locale: Variabile a seconda della posizione, con una media di 1.000 – 5.000 euro al mese;
    • Stipendi del personale: Con una spesa mensile di 10.000 – 50.000 euro, a seconda del numero di dipendenti e delle qualifiche;
    • Spese amministrative: Utenze, assicurazioni, ecc., con un costo di 1.000 – 3.000 euro al mese.
  • Costi variabili:
    • Costi delle materie prime: Pelle, tessuti, suole, con una media mensile di 20.000 – 100.000 euro;
    • Costi di marketing e vendita: Pubblicità online e offline, partecipazione a fiere, con una spesa media di 2.000 – 10.000 euro al mese.

4. Calcolo automatico del piano economico e finanziario

Il software Bsness.com calcola automaticamente il piano economico e finanziario basandosi sui dati inseriti. In particolare:

  • Volumi di vendita: Il software calcola i volumi di vendita dei prodotti basandosi su stime di produzione e prezzi di vendita;
  • Fatturato e costi complessivi: Determina il fatturato totale e i costi operativi complessivi;
  • Margini di redditività: Calcola i margini di redditività per ogni prodotto venduto;
  • Punto di pareggio: Identifica il punto di pareggio, ossia il livello di vendite necessario per coprire tutti i costi;
  • Flussi di cassa: Prevede i flussi di cassa per gestire le entrate e le uscite finanziarie nel tempo.

5. Calcolo del fabbisogno finanziario e indice DSCR

Il software permette di determinare l’importo del fabbisogno finanziario per individuare l’ammontare del finanziamento necessario. Inoltre, calcola il DSCR (Debt Service Coverage Ratio), un indice che misura la capacità dell’azienda di sostenere il finanziamento richiesto, valutando così la sostenibilità del debito.

Conclusioni

Utilizzando il software business plan calzaturificio di Bsness.com, puoi ottenere una visione completa e dettagliata del potenziale guadagno del tuo calzaturificio. Inserendo i dati base del progetto, il software esegue calcoli automatici per offrirti un piano economico e finanziario accurato, aiutandoti a prendere decisioni informate e a pianificare il futuro della tua attività.

Articolo scritto l’1/7/2024

dott stefano ventura bsness

STEFANO VENTURALinkedin

È il fondatore di Bsness.com, software house operante in Italia e Spagna. Si è laureato in economia e commercio presso l’Università di Bologna dove ha anche conseguito il titolo di Dottore Commercialista. Ha esercitato con successo la professione di Dottore Commercialista come esperto in budget e business plan per poi dedicarsi a tempo pieno alla crescita di Bsness.com.