Aprire e gestire una discoteca è un’impresa complessa che va ben oltre la semplice organizzazione di serate divertenti.

Questo articolo vi guiderà attraverso le varie fasi del processo, dal calcolo dei costi iniziali di allestimento e delle attrezzature essenziali, all’elenco di tutte le autorizzazioni e requisiti burocratici necessari per aprire le porte al pubblico.

Ma non ci fermiamo qui: vi spieghiamo anche come gestire i costi fissi e variabili nella vita quotidiana della vostra discoteca e come calcolarli con il software business plan discoteca di Bsness.com

Se vuoi sapere tutto quello che c’è da sapere sulla gestione finanziaria di una discoteca, sei nel posto giusto. Buona lettura!

Quanto costa in media aprire una discoteca?

Avviare una discoteca è un’impresa che richiede un investimento significativo e una pianificazione accurata.

I costi possono variare notevolmente a seconda della location, delle dimensioni dello spazio, del tipo di clientela e del livello di lusso che si desidera offrire. Ecco una panoramica dei principali costi:

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Potrai lavorare su un esempio completo sia della parte finanziaria che di quella descrittiva, realizzato da professionisti del settore.

Attrezzature essenziali:

  • sistema audio: da 10.000 a 50.000 euro, a seconda della qualità e delle dimensioni.
  • luci e effetti visivi: almeno 8.000 – 20.000 euro.
  • console dj: 2.000 – 8.000 euro.
  • sistema di sicurezza e videosorveglianza: 3.000 – 10.000 euro.
  • aree bar e attrezzature: 5.000 – 15.000 euro.

Arredi:

  • tavoli e sedie: 5.000 – 20.000 euro, a seconda del materiale e dello stile.
  • divani e zone lounge: 5.000 – 15.000 euro.
  • banconi del bar: 4.000 – 12,000 euro.

Impianti:

  • climatizzazione: 10.000 – 30,000 euro.
  • elettricità e cablaggio: 5.000 – 15,000 euro.
  • estintori e sistemi antincendio: 2,000 – 6,000 euro.

Altri costi:

  • licenze e permessi: 2,000 – 10,000 euro.
  • marketing iniziale: 5,000 – 15,000 euro.
  • personale: almeno 10,000 euro mensili, varia a seconda del numero di dipendenti.

Totale:

Un investimento iniziale può oscillare tra i 100,000 e i 300,000 euro, escludendo l’affitto o l’acquisto dello spazio, che può aggiungere un altro notevole costo.

Si tratta di cifre indicative che possono variare notevolmente in base a molti fattori; quindi, è fondamentale fare una pianificazione finanziaria accurata per comprendere meglio le proprie esigenze economiche.

Tenere conto di tutti questi aspetti è essenziale per il successo della tua discoteca, e un buon software di business plan può essere molto utile per aiutarti a pianificare tutti i dettagli finanziari.

Cosa serve per aprire una discoteca: requisiti e iter burocratico

Avviare una discoteca richiede non solo un investimento finanziario significativo, ma anche un impegno notevole per ottenere tutte le autorizzazioni e i permessi necessari.

Di seguito troverai una guida step-by-step sull’iter burocratico per aprire una discoteca:

Requisiti base:

  • piano d’impresa: questo è il primo passo fondamentale. Un piano d’affari ben strutturato ti aiuterà a ottenere finanziamenti e ad avere chiarezza sul progetto.
  • capitale iniziale: come detto, il capitale iniziale potrebbe essere notevole, quindi è importante avere una chiara idea del budget.

Autorizzazioni e permessi:

  • scia (segnalazione certificata di inizio attività): questa è la prima autorizzazione da richiedere al comune per aprire un esercizio pubblico.
  • licenza SIAE: essenziale per la musica dal vivo o registrata.
  • licenza ascap per la tv: se prevedi di avere schermi tv per trasmettere eventi.
  • autorizzazione per la vendita di alcolici: obbligatoria per servire alcolici.
  • certificazione antincendio: fornita dai vigili del fuoco, è obbligatoria per la sicurezza.
  • certificazione di agibilità del locale: fornita dal comune dopo un controllo sul rispetto delle normative edilizie e igienico-sanitarie.
  • iscrizione alla camera di commercio: essenziale per avviare una qualsiasi attività imprenditoriale.

Iter burocratico:

  • verifica di fattibilità: controllo preliminare con l’ufficio tecnico del comune per accertare la fattibilità del progetto.
  • presentazione della scia: deposito della documentazione presso il comune.
  • ottenimento delle licenze: presentazione delle domande necessarie per l’ottenimento delle varie licenze (siae, ascap, ecc.)
  • verifiche tecniche: verifica degli impianti da parte dei vigili del fuoco per la certificazione antincendio.
  • ultimazione dei lavori: una volta ottenute tutte le autorizzazioni, si possono completare i lavori di allestimento del locale.
  • apertura: con tutte le autorizzazioni in mano e dopo aver superato eventuali ispezioni, si può procedere all’apertura ufficiale della discoteca.

Ogni comune può avere procedure leggermente differenti, quindi è sempre bene informarsi in anticipo presso gli uffici locali per essere certi di rispettare tutte le normative. Un buon consulente o un software di business plan dedicato può semplificare notevolmente questo processo, aiutandoti a non perdere nessun dettaglio importante.

I costi fissi per gestire una discoteca in modo efficiente

Gestire una discoteca è un’impresa che comporta una serie di costi fissi e variabili, che devono essere attentamente calcolati per determinare la redditività del business.

Ecco una panoramica dei principali costi:

Costi fissi

  • affitto locale: un costo mensile o annuale che devi sostenere indipendentemente dal numero di clienti.
  • salari del personale: include manager, baristi, addetti alla sicurezza, dj, ecc.
  • utenze: elettricità, gas, acqua e, se applicabile, riscaldamento.
  • licenze e permessi: alcuni di questi richiedono un rinnovo periodico.
  • assicurazione: polizza che copra danni al locale, al personale e ai clienti.
  • ammortamenti: costi per l’usura delle attrezzature e degli arredi.
  • costi di marketing fissi: come il sito web, servizi di email marketing, ecc.

Costi variabili

  • bevande e alimentari: costo delle materie prime per il bar.
  • personale extra: potrebbe essere necessario assumere personale extra nei giorni di maggiore afflusso.
  • costi di pubblicità variabili: campagne pubblicitarie stagionali o eventi speciali.
  • manutenzione: piccoli lavori di riparazione, pulizia straordinaria, ecc.
  • materiali di consumo: come bicchieri di plastica, cannucce, tovaglioli.
  • tasse varie: tasse sulle vendite, SIAE ecc.

Come calcolarli

  • raccolta dati: il primo passo è raccogliere tutti i dati riguardanti i costi. Molte volte queste informazioni sono disponibili nei contratti, fatture o preventivi.
  • categorizzazione: suddividi i costi in fissi e variabili.
  • analisi mensile e annuale: calcola quanto spenderai su base mensile e annuale per ciascuna categoria.
  • margine di errore: aggiungi un margine di errore per imprevisti.
  • proiezione: una volta raccolti tutti i dati, puoi fare una proiezione per valutare la sostenibilità del business.

Un buon software di business plan può facilitare molto questo compito, permettendoti di inserire tutti i dati in un modello predefinito che calcolerà automaticamente il bilancio previsionale, gli indici finanziari e il fabbisogno finanziario, aiutandoti così a pianificare con precisione.

Articolo scritto il 15/10/2023

dott stefano ventura bsness

STEFANO VENTURALinkedin

Stefano Ventura è il fondatore di Bsness.com, software house operante in Italia e Spagna. Si è laureato in economia e commercio presso l’Università di Bologna dove ha anche conseguito il titolo di Dottore Commercialista. Ha esercitato con successo la professione di Dottore Commercialista come esperto in budget e business plan per poi dedicarsi a tempo pieno alla crescita di Bsness.com.