In questo articolo vediamo quanto costa aprire e gestire un supermercato in Italia cercando di esaminare ogni singolo aspetto.

Offriamo una guida essenziale che copre ogni area, dagli investimenti iniziali e requisiti legali, fino alla gestione del personale e dei costi operativi.

Esaminiamo inoltre il processo di approvvigionamento e le dinamiche di pagamento con i fornitori.

Questa sintesi è un punto di partenza fondamentale per chiunque sia interessato ad aprire un supermercato o per chi desidera ottimizzarne la gestione.

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Quali sono gli investimenti iniziali per aprire un supermercato in Italia

L’apertura di un supermercato in Italia richiede una serie di investimenti iniziali significativi. Ecco una panoramica di queste spese:

  • Acquisto o affitto del locale: la scelta dipende dalla dimensione e dalla posizione del supermercato. I costi di affitto variano notevolmente in base alla città e alla zona.
  • Ristrutturazione e adeguamento del locale: include lavori di muratura, impianti elettrici e idraulici, e l’adeguamento alle normative di sicurezza. I costi possono variare da qualche decina a diverse centinaia di migliaia di euro.
  • Acquisto di attrezzature e arredi: include scaffalature, frigoriferi, congelatori, casse, sistemi di sicurezza e videocamere. Il costo può variare da 50.000 a oltre 100.000 euro, a seconda della qualità e della quantità di attrezzature.
  • Stock iniziale di prodotti: dipende dall’ampiezza dell’assortimento che si vuole offrire. Per un piccolo supermercato, lo stock iniziale potrebbe costare tra i 20.000 e i 50.000 euro.
  • Marketing iniziale: include la promozione dell’apertura del supermercato e le campagne pubblicitarie. I costi possono variare notevolmente, da poche migliaia a decine di migliaia di euro.
  • Licenze e permessi: questo include il pagamento di tasse e la richiesta di licenze specifiche per l’attività commerciale. Il costo può variare in base alle normative locali e nazionali.
  • Assunzione del personale: i costi di assunzione e formazione del personale dipendono dal numero di dipendenti e dal loro livello di esperienza.
  • Assicurazioni: copertura per la responsabilità civile, danni ai beni e altri rischi specifici dell’attività. I costi variano in base all’ampiezza della copertura.
  • Capitale di esercizio: fondo per coprire le spese correnti nei primi mesi di attività, quando le entrate potrebbero non essere sufficienti a coprire tutte le spese.

È fondamentale condurre una pianificazione finanziaria dettagliata per ottenere una stima precisa in linea con le specificità del progetto e del mercato italiano.

Utilizzare un software specifico per il business plan di un supermercato, come quello offerto da bsness.com, può aiutarti a pianificare in modo accurato e a valutare diversi scenari finanziari.

Quali sono i requisiti per l’apertura di un supermercato in Italia?

L’apertura di un supermercato in Italia richiede il rispetto di diversi requisiti legali e amministrativi. Ecco un elenco di questi requisiti:

  • Registrazione dell’attività commerciale: devi registrare la tua attività presso la camera di commercio locale. Questo richiede la scelta di una forma giuridica per la tua impresa (es. Società a responsabilità limitata, società per azioni, ecc.).
  • Partita iva: è necessario ottenere una partita iva dall’agenzia delle entrate.
  • Autorizzazioni sanitarie: poiché un supermercato manipola e vende prodotti alimentari, è necessario ottenere le autorizzazioni sanitarie dai servizi veterinari dell’asl (azienda sanitaria locale) competente.
  • Certificato di prevenzione incendi: richiesto per garantire che il locale rispetti le normative antincendio.
  • Comunicazione di inizio attività (scia): è una comunicazione da fare al comune per informare dell’inizio dell’attività commerciale. A seconda del comune, potrebbero essere richiesti requisiti specifici.
  • Requisiti strutturali e urbanistici: il locale deve rispettare determinate norme urbanistiche e strutturali. È consigliabile consultare un tecnico per assicurarsi che il locale sia a norma.
  • Licenza commerciale: questa licenza è necessaria per la vendita di prodotti e può essere richiesta presso il comune.
  • Gestione dei rifiuti: devi avere un piano per la gestione dei rifiuti, specialmente per quanto riguarda i rifiuti organici e i materiali riciclabili.
  • Requisiti per il personale: assicurati che il personale abbia le qualifiche richieste, specialmente se vendi prodotti alimentari specifici (es. Carne, pesce).
  • Registrazione ai fini previdenziali e assicurativi: registrati all’inps e all’inail per assicurare te stesso e i tuoi dipendenti.
  • Adempimenti fiscali e contabili: assicurati di rispettare tutte le normative fiscali e contabili, incluso il rispetto delle norme relative alla tracciabilità dei pagamenti.
  • Sicurezza sul lavoro: rispetta le normative sulla sicurezza sul lavoro, fornendo ad esempio formazione ai dipendenti e attrezzature di sicurezza.

Qual è il personale necessario per la gestione di un supermercato?

La gestione di un supermercato richiede personale con competenze diverse per coprire vari ruoli.

Ecco una panoramica delle figure professionali comuni, le loro mansioni, competenze e un’indicazione del costo aziendale lordo annuo per ciascuna. I costi possono variare in base alla località, alle dimensioni del supermercato e al livello di esperienza richiesto.

    direttore del supermercato:

  • mansioni: gestione generale, pianificazione strategica, supervisione delle operazioni quotidiane, gestione del personale.
  • competenze: leadership, capacità gestionali, esperienza nel settore retail.
  • costo lordo annuo: circa 40.000 – 60.000 euro.

    addetti alle casse:

  • mansioni: registrazione delle vendite, gestione dei pagamenti, assistenza ai clienti.
  • competenze: capacità di utilizzare la cassa, servizio clienti, rapidità.
  • costo lordo annuo: circa 18.000 – 25.000 euro.

    repartisti (alimentari, ortofrutta, macelleria, ecc.):

  • mansioni: gestione del reparto, esposizione della merce, controllo scorte.
  • competenze: conoscenza specifica del prodotto, capacità organizzative.
  • costo lordo annuo: circa 20.000 – 30.000 euro.

    magazzinieri:

  • mansioni: ricezione e stoccaggio della merce, preparazione ordini.
  • competenze: capacità organizzative, forza fisica.
  • costo lordo annuo: circa 18.000 – 25.000 euro.

    addetti alla pulizia e manutenzione:

  • mansioni: pulizia e manutenzione degli spazi interni ed esterni.
  • competenze: affidabilità, attenzione ai dettagli.
  • costo lordo annuo: circa 15.000 – 20.000 euro.

    addetto alla sicurezza:

  • mansioni: sorveglianza, prevenzione furti, sicurezza del personale e clienti.
  • competenze: formazione in sicurezza, capacità di intervento.
  • costo lordo annuo: circa 20.000 – 30.000 euro.

    responsabile marketing e comunicazione

  • mansioni: strategie di marketing, promozioni, gestione della presenza online.
  • competenze: competenze in marketing, capacità comunicative.
  • costo lordo annuo: circa 30.000 – 50.000 euro.

    personale amministrativo:

  • mansioni: gestione contabile, pagamenti, fatturazione.
  • competenze: competenze contabili, organizzazione.
  • costo lordo annuo: circa 25.000 – 35.000 euro.

Per una pianificazione finanziaria accurata e una gestione efficiente delle risorse umane, è utile utilizzare strumenti di business planning, come il software business plan supermercato offerto da Bsness.com, che possono fornire strumenti utili per la gestione del personale e la pianificazione finanziaria.

Quali sono gli altri costi di gestione che deve sostenere un piccolo supermercato in Italia?

La gestione di un piccolo supermercato in Italia comporta vari costi operativi oltre a quelli del personale. Ecco un elenco dei costi più comuni:

  • Affitto del locale: una delle principali spese fisse. Varia in base alla dimensione e alla posizione del supermercato.
  • Utenze: include elettricità, acqua, gas e servizi di telecomunicazione. Questi costi dipendono dall’uso e dalle dimensioni del locale.
  • Fornitura di prodotti: costo degli acquisti dei prodotti da mettere in vendita. Questo rappresenta una delle maggiori voci di spesa e varia in base al volume delle vendite e al tipo di prodotti.
  • Manutenzione e ammortamento attrezzature: manutenzione di frigoriferi, scaffalature, sistemi di cassa e altre attrezzature, più l’ammortamento del loro costo iniziale.
  • Spese di marketing e pubblicità: spese per promuovere il supermercato, inclusi volantini, pubblicità online, eventi promozionali.
  • Assicurazioni: copertura per responsabilità civile, danni ai beni, e altre polizze specifiche per l’attività commerciale.
  • Spese amministrative e di gestione: queste includono materiali per ufficio, software di gestione (come un sistema pos), e eventuali costi di consulenza legale o contabile.
  • Tasse e imposte: variano in base al regime fiscale adottato e ai profitti generati.
  • Gestione dei rifiuti e riciclaggio: costi per lo smaltimento dei rifiuti e il riciclaggio, in conformità con le normative ambientali.
  • Spese per la sicurezza: installazione e manutenzione di sistemi di allarme, videocamere di sorveglianza e altri dispositivi di sicurezza.
  • Formazione del personale: costi associati alla formazione iniziale e continua dei dipendenti.
  • Spese legali e burocratiche: costi legati a permessi, licenze e altre spese legali necessarie per l’operatività.

Questi costi possono variare notevolmente in base a diversi fattori, come la localizzazione del supermercato, le scelte gestionali, e le dimensioni dell’attività.

È importante monitorare e gestire attentamente questi costi per garantire la sostenibilità e la redditività del supermercato attraverso il software business plan supermercato di Bsness.com.

Come funziona l’approvvigionamento delle merci da rivendere?

L’approvvigionamento delle merci per un supermercato in Italia segue un processo che può essere suddiviso in diverse fasi e comprende la gestione delle relazioni con i fornitori, inclusi i termini di pagamento. Ecco come generalmente funziona:

1. Selezione dei fornitori

  • Ricerca e valutazione: si identificano i fornitori in base alla qualità dei prodotti, ai prezzi, alla affidabilità e alla capacità di soddisfare le esigenze del supermercato.
  • Negoziazione: si discutono i termini di fornitura, inclusi i prezzi, le quantità minime d’ordine e i tempi di consegna.

2. Ordine delle merci

  • Pianificazione degli acquisti: si determinano le quantità di prodotto necessarie in base alla domanda dei clienti, alle scorte esistenti e alle previsioni di vendita.
  • Emissione degli ordini: gli ordini vengono inviati ai fornitori selezionati, specificando quantità, tempistiche di consegna e eventuali altre condizioni particolari.

3. Ricezione e gestione del magazzino

  • Controllo delle consegne: al ricevimento della merce, si effettua un controllo qualitativo e quantitativo per assicurarsi che corrisponda a quanto ordinato.
  • Stoccaggio: le merci vengono poi stoccate in magazzino seguendo le regole di gestione delle scorte per garantire la freschezza dei prodotti e l’efficienza dello spazio.

4. Esposizione e vendita

  • Merchandising: la merce viene disposta sugli scaffali in modo strategico per massimizzare le vendite.
  • Gestione delle scorte: monitoraggio continuo delle scorte per garantire disponibilità costante dei prodotti e per ridurre il rischio di obsolescenza.

5. Pagamenti ai fornitori

  • Termini di pagamento: in italia, i termini di pagamento medi con i fornitori variano. Per i supermercati, è comune avere dilazioni di pagamento che vanno da 30 a 90 giorni, a seconda delle relazioni con il fornitore e delle condizioni negoziate.
  • Gestione finanziaria: è fondamentale avere un buon sistema di gestione finanziaria per equilibrare i pagamenti ai fornitori con le entrate derivanti dalle vendite.

Fattori critici

  • Relazioni con i fornitori: mantenere buone relazioni con i fornitori è cruciale per garantire la continuità e la qualità dell’approvvigionamento.
  • Analisi dei dati di vendita: utilizzare dati e analisi per prevedere la domanda e ottimizzare gli ordini.
  • Gestione finanziaria: bilanciare efficacemente i flussi di cassa tra entrate e pagamenti.

Articolo scritto il 10 gennaio 2024

dott stefano ventura bsness

STEFANO VENTURALinkedin

È il fondatore di Bsness.com, software house operante in Italia e Spagna. Si è laureato in economia e commercio presso l’Università di Bologna dove ha anche conseguito il titolo di Dottore Commercialista. Ha esercitato con successo la professione di Dottore Commercialista come esperto in budget e business plan per poi dedicarsi a tempo pieno alla crescita di Bsness.com.