Scopri quanti soldi servono per aprire un negozio di alimentari e quali sono gli investimenti iniziali essenziali per l’allestimento e l’acquisto delle attrezzature.

Questo articolo ti guiderà attraverso i passaggi per una pianificazione finanziaria efficace, usando strumenti avanzati come il software business plan negozio di alimentari, che ti permetterà di valutare con precisione i costi fissi e variabili e il fabbisogno finanziario per avviare la tua attività con successo.

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Quanto costa aprire un negozio di alimentari: investimenti, personale, costi fissi e variabili

Aprire un negozio di alimentari richiede un investimento significativo, che varia a seconda della dimensione del negozio e della località. Ecco un’analisi dettagliata degli investimenti iniziali necessari:

  1. Affitto o acquisto dello spazio commerciale: I costi possono variare notevolmente a seconda della posizione. Per un piccolo negozio in una città di medie dimensioni, l’affitto mensile potrebbe essere tra i 1.000 e 3.000 euro. L’acquisto di una proprietà richiederebbe un investimento iniziale molto più elevato.
  2. Ristrutturazione e allestimento: La preparazione dello spazio può includere lavori di ristrutturazione, pittura, installazione di scaffali e banchi frigo. Questi costi possono variare da 5.000 a 20.000 euro, a seconda dell’entità delle modifiche necessarie.
  3. Attrezzature: Le attrezzature essenziali includono scaffalature, frigoriferi, congelatori, sistemi di cassa, e sistemi di sicurezza. Il costo totale per queste attrezzature può variare da 10.000 a 50.000 euro.
  4. Sistema informatico e software di gestione: Un sistema POS (point of sale) per la gestione delle vendite e delle scorte può costare tra 1.000 e 5.000 euro.
  5. Prima fornitura di prodotti: Il costo iniziale per lo stock di prodotti può variare ampiamente, ma per un piccolo negozio, potrebbe essere necessario un budget di circa 5.000 a 15.000 euro.
  6. Licenze e permessi: I costi per ottenere le necessarie licenze commerciali e sanitarie possono variare, ma in genere si aggirano intorno ai 500 a 2.000 euro.

Quanto costa aprire un negozio di alimentari

In totale, un budget di avvio per un piccolo negozio di alimentari può variare da 30.000 a 100.000 euro, a seconda della location, delle dimensioni del negozio e della scelta delle attrezzature. È fondamentale valutare attentamente questi costi per pianificare efficacemente il finanziamento necessario e garantire una gestione finanziaria sostenibile del negozio.

Cosa si vende al negozio di alimentari: differenze con i minimarket

Un negozio di alimentari offre una vasta gamma di prodotti, i quali possono variare da quelli di base a quelli più specializzati. Ecco alcuni degli articoli più comuni che si trovano in questi negozi e una comparazione con i prezzi medi praticati in un minimarket:

  1. Prodotti freschi: Include frutta e verdura fresca, carne, pesce e latticini. I prezzi possono essere leggermente più alti nei negozi di alimentari rispetto ai minimarket, soprattutto se offrono prodotti biologici o di provenienza locale.
  2. Pantry staples (prodotti di base per la dispensa): Questi includono pasta, riso, legumi, farina, zucchero, oli e spezie. Nei negozi di alimentari, i prezzi di questi prodotti possono essere comparabili o leggermente superiori rispetto ai minimarket, a seconda del brand e della qualità offerta.
  3. Prodotti da forno: Come pane, biscotti, dolci e pasticceria. Anche in questo caso, i prezzi nei negozi di alimentari possono essere superiori, specialmente se i prodotti sono artigianali o di nicchia.
  4. Bevande: Include succhi, bevande gassate, acqua e alcolici. I negozi di alimentari spesso praticano prezzi simili ai minimarket per le bevande di marche note, ma possono avere prezzi più alti per bevande speciali o artigianali.
  5. Prodotti surgelati: Questi includono verdure surgelate, pizze, gelati e cibi pronti. I prezzi sono generalmente simili nei negozi di alimentari e nei minimarket.
  6. Articoli per la casa e igiene personale: Come detersivi, carta igienica, shampoo e sapone. In questo segmento, i negozi di alimentari possono offrire prezzi leggermente superiori a quelli dei minimarket, che spesso vendono queste merci a prezzi molto competitivi per attrarre clienti.

In sintesi, mentre i minimarket tendono a offrire prezzi più competitivi su una vasta gamma di prodotti essenziali e di uso quotidiano, i negozi di alimentari possono giustificare prezzi più alti con una selezione di prodotti più specializzati, freschi o locali, offrendo una esperienza d’acquisto più personalizzata e spesso più orientata alla qualità.

Che licenza serve per aprire un negozio alimentare

Per aprire un negozio alimentare in Italia, sono necessarie diverse licenze e autorizzazioni. Ecco i requisiti principali e le licenze richieste:

  1. Comunicazione di inizio attività (SCIA): Questa è essenziale per avviare un’attività commerciale. Deve essere presentata al Comune di ubicazione del negozio, indicando i dettagli dell’attività commerciale.
  2. Licenza commerciale: Necessaria per la vendita di prodotti alimentari al dettaglio. Va richiesta al Comune, che può richiedere la verifica dei requisiti locali specifici come l’adeguatezza degli spazi e la conformità alle normative igienico-sanitarie.
  3. Registrazione al SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale): Obbligatoria per chi manipola, trasforma o vende prodotti alimentari. Serve per garantire la tracciabilità dei prodotti alimentari.
  4. Attestato di formazione sulla sicurezza alimentare: I responsabili del trattamento degli alimenti devono possedere un attestato di formazione specifica sulla sicurezza alimentare (HACCP), che garantisce che il personale sia formato sulle norme di corretta prassi igienica nella manipolazione degli alimenti.
  5. Autorizzazioni sanitarie: Dall’ASL locale per confermare che il negozio rispetti le normative sanitarie e igieniche. Questo include spesso un’ispezione dei locali per verificare l’adeguatezza delle strutture e delle attrezzature utilizzate.
  6. Licenza fiscale: Necessaria per l’emissione di ricevute e fatture e per la gestione della cassa.
  7. Iscrizione alla Camera di Commercio: Essenziale per essere formalmente riconosciuti come attività commerciale.
  8. Bollino blu per la vendita di alimenti surgelati: Se si prevede di vendere prodotti surgelati, potrebbe essere necessaria questa certificazione specifica, che assicura il rispetto delle norme per la conservazione a temperature controllate.

Il processo di ottenimento delle licenze può variare a seconda della regione e del comune in cui si intende aprire il negozio, pertanto è consigliabile verificare anche le normative locali specifiche. È sempre consigliato consultare un consulente legale o un commercialista per assicurarsi di rispettare tutti i requisiti legali e normativi prima di avviare l’attività.

Quanto deve incassare un negozio di alimentari per essere redditizio?

Per calcolare con precisione quanto deve incassare un negozio di alimentari e gestire con efficacia la pianificazione finanziaria utilizzando il software business plan negozio di alimentari di Bsness.com, segui questi passaggi, che ti permetteranno di considerare tutti gli elementi necessari come costi fissi e variabili, fabbisogno finanziario e la sostenibilità del finanziamento:

1. Inserimento dei dati iniziali

  • Investimenti iniziali: Inserisci i costi per l’allestimento del negozio e per l’acquisto delle attrezzature. Questi costi possono includere ristrutturazioni, arredi, sistemi di cassa e di refrigerazione.
  • Prodotti offerti: Definisci i prodotti che intendi vendere e i relativi prezzi di vendita. Il software ti permette di categorizzare i prodotti in base a tipologie e margini di guadagno.

2. Calcolo dei costi fissi e variabili

  • Costi fissi: Sono costi che non cambiano indipendentemente dal volume delle vendite. Includono affitto, utenze, salari del personale fisso, ammortamenti e assicurazioni.
  • Costi variabili: Variano in base al volume di vendita e includono l’acquisto di merci, costi di trasporto, packaging e eventuali commissioni sulle vendite.

3. Analisi delle vendite e del fatturato

  • Volumi di vendita: Il software calcola automaticamente i volumi di vendita mensili basandosi sui dati inseriti e su eventuali trend di mercato.
  • Fatturato: Viene calcolato automaticamente moltiplicando i volumi di vendita per il prezzo di vendita dei prodotti.

4. Punto di pareggio e flussi di cassa

  • Punto di pareggio: Calcolato per determinare il volume di vendite necessario a coprire tutti i costi. Il software lo visualizza chiaramente, permettendoti di comprendere quante vendite sono necessarie per iniziare a generare profitto.
  • Flussi di cassa: Mostra le entrate e le uscite di cassa previste, mese per mese.

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5. Fabbisogno finanziario e finanziamento necessario

6. Sostenibilità del finanziamento

  • Indice DSCR (Debt Service Coverage Ratio): Il software calcola questo indice per valutare la capacità dell’azienda di coprire i pagamenti del debito con il flusso di cassa generato dalle operazioni. Un DSCR superiore a 1 indica che l’azienda genera flussi di cassa sufficienti a coprire i pagamenti del debito.

Utilizzando il software business plan negozio di alimentari, puoi inserire e modificare questi dati, che saranno automaticamente integrati e aggiornati in tutti i moduli di calcolo, rendendo il processo di pianificazione finanziaria semplice, rapido e accurato. Questo ti permetterà di presentare alla banca una documentazione completa e ben strutturata, aumentando le tue possibilità di ottenere il finanziamento necessario.

Articolo scritto il 28/4/2024

dott stefano ventura bsness

STEFANO VENTURALinkedin

Stefano Ventura è il fondatore di Bsness.com, software house operante in Italia e Spagna. Si è laureato in economia e commercio presso l’Università di Bologna dove ha anche conseguito il titolo di Dottore Commercialista. Ha esercitato con successo la professione di Dottore Commercialista come esperto in budget e business plan per poi dedicarsi a tempo pieno alla crescita di Bsness.com.