Il guadagno di un panificio in Italia può variare notevolmente a seconda di diversi fattori come la localizzazione, il volume di affari, la dimensione del negozio, la varietà di prodotti offerti e la clientela.

Quanto guadagna un panificio in Italia

Un panificio medio in Italia può aspettarsi un fatturato annuo che varia significativamente:

  • I piccoli panifici situati in città di dimensioni medie o in aree rurali possono generare un fatturato che varia da 50.000 a 100.000 euro all’anno.
  • I panifici di dimensioni maggiori o quelli situati in zone ad alta densità abitativa, come i centri città o le aree turistiche, possono raggiungere un fatturato che varia da 200.000 a 500.000 euro all’anno o anche più.

È importante notare che il fatturato non equivale al profitto netto. Il guadagno effettivo dipende dai costi operativi, che includono l’acquisto di materie prime (come farina, lievito, sale), i costi per l’energia (elettricità, gas), gli stipendi dei dipendenti, l’affitto del locale (se applicabile), le tasse e gli ammortamenti delle attrezzature.

Il margine di profitto netto per un panificio può variare notevolmente, ma tipicamente si attesta intorno al 10%-20% del fatturato, a seconda dell’efficienza della gestione, della capacità di contenere i costi e della strategia di prezzo dei prodotti.

In conclusione, mentre un panificio in una posizione favorevole e ben gestito può generare profitti significativi, il successo finanziario dipende da molti fattori, compresa la capacità dell’imprenditore di innovare, di mantenere alta la qualità dei prodotti e di rispondere efficacemente alle esigenze della clientela.

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Quanto guadagna un fornaio in Italia secondo il nuovo CCNL

Sulla base del CCNL panificatori 2023 stipulato da Assipan Confcommercio e le organizzazioni sindacali FLAI-CGIL, FAI-CISL, e UILA-UIL, il trattamento economico di un fornaio dipendente varia in base al livello di inquadramento e comprende diversi elementi come la paga base, indennità di contingenza (inclusa nella paga base da novembre 1991) e l’Elemento Distinto della Retribuzione (E.D.R.). Ecco una panoramica dei minimi retributivi per i panificatori artigiani e a indirizzo industriale, evidenziando le cifre chiave:

Panificatori artigiani

  • Livello A1 S: €1.870,51
  • Livello A1: €1.709,93
  • Livello A2: €1.564,66
  • Livello A3: €1.409,23
  • Livello A4: €1.306,52
  • Livello B1: €1.836,02
  • Livello B2: €1.400,23
  • Livello B3 S: €1.339,50
  • Livello B3: €1.299,96
  • Livello B4: €1.211,79

Panificatori a indirizzo industriale

  • Livello 1: €2.102,30
  • Livello 2: €1.977,36
  • Livello 3A: €1.860,95
  • Livello 3B: €1.766,31
  • Livello 4: €1.569,25
  • Livello 5: €1.452,44
  • Livello 6: €1.302,81

Questi importi sono riferiti a una prestazione lavorativa di 173 ore mensili e includono la contingenza maturata al 1 novembre 1991.

In aggiunta, il CCNL prevede l’adesione al Fondo sanitario integrativo Fonsap per lavoratori a tempo indeterminato e a termine (con rapporto di lavoro ≥ 9 mesi all’anno), finanziato tramite contributi specifici, e l’impegno verso la previdenza integrativa, con l’obiettivo di avviare l’adesione ad un fondo di previdenza complementare di settore.

L’importanza di questi dettagli retributivi risiede nella trasparenza e nell’equità che il CCNL mira a garantire ai lavoratori del settore panificazione, offrendo loro non solo una retribuzione equa ma anche benefici complementari che contribuiscono al loro benessere economico e sociale.

Fornaio: ricavi e redditività
Fornaio: ricavi e redditività

Cosa serve per aprire un fornaio?

Per aprire un forno o un’attività di panificazione in Italia, sono necessarie diverse autorizzazioni e licenze per assicurarsi che l’attività sia conforme alle normative locali, sanitarie, di sicurezza e commerciali.

Ecco le principali autorizzazioni e licenze richieste, basandosi sul quadro normativo vigente:

1. Licenza Commerciale

Per avviare qualsiasi attività commerciale, è necessaria una licenza rilasciata dal Comune di appartenenza. Questo richiede la registrazione dell’attività presso la Camera di Commercio e l’ottenimento di una Partita IVA.

2. Autorizzazione Sanitaria

Essendo un’attività che manipola alimenti, è necessario ottenere un’autorizzazione sanitaria dall’Azienda Sanitaria Locale (ASL). Questo processo include la verifica della conformità dei locali e delle attrezzature alle norme igienico-sanitarie.

3. SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività)

Per alcune attività potrebbe essere sufficiente presentare una SCIA al Comune, che permette di iniziare l’attività senza dover attendere l’approvazione esplicita, a condizione che si rispettino tutte le normative applicabili.

4. Certificazione HACCP

L’approccio basato sui principi HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points) è obbligatorio per tutte le attività che trattano alimenti, per garantire la sicurezza alimentare. Il personale deve essere adeguatamente formato e deve essere sviluppato un piano HACCP specifico per l’attività.

5. Registrazione REA

La registrazione nel Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio include anche l’iscrizione nel Repertorio Economico Amministrativo (REA), che fornisce un identificativo unico dell’attività economica.

6. Licenze Fiscali

Oltre alla Partita IVA, potrebbero essere necessarie ulteriori licenze fiscali a seconda della struttura e delle dimensioni dell’attività, come la licenza per l’emissione di scontrini e ricevute fiscali.

7. Autorizzazioni Ambientali

Se l’attività comporta emissioni nell’atmosfera (ad esempio, forni a legna o a gas), potrebbe essere necessario ottenere autorizzazioni specifiche per le emissioni e gestire correttamente i rifiuti secondo le normative ambientali locali.

8. Licenza SIAE

Se si prevede di diffondere musica all’interno del locale, è necessario regolarizzare la situazione con la SIAE per i diritti d’autore.

Le specifiche richieste possono variare significativamente a seconda delle normative regionali e comunali. È fondamentale consultare un consulente o rivolgersi direttamente agli uffici comunali e alle istituzioni locali per ottenere informazioni dettagliate e aggiornate relative alle licenze e autorizzazioni specifiche per la propria attività e località.

Panificio costi, ricavi e redditività - business plan
Panificio costi, ricavi e redditività – business plan

Come calcolare quanto guadagna un fornaio

Utilizzare il software business plan fornaio di Bsness.com permette di effettuare un’analisi finanziaria dettagliata per un’attività di panificazione, fornendo gli strumenti necessari per pianificare con precisione il lancio o l’espansione del tuo forno. Ecco come procedere, mettendo in evidenza le parole o frasi più rilevanti:

1. Inserimento degli investimenti iniziali

Devi inserire gli investimenti iniziali richiesti per avviare o espandere il tuo forno. Questi possono includere:

  • Forni per la cottura del pane e altri prodotti da forno.
  • Impastatrici e altre attrezzature per la lavorazione dell’impasto.
  • Banchi di lavoro, scaffalature e vetrine espositive.
  • Sistemi di ventilazione e estrattori di fumo.
  • Casse e sistemi pos per la gestione delle vendite.

2. Definizione dei prodotti e servizi offerti e dei relativi prezzi di vendita

Elencare i prodotti e servizi offerti, quali:

  • Pane di vari tipi (integrale, multicereali, senza glutine, ecc.).
  • Prodotti da forno come dolci, biscotti, e focacce.
  • Servizi di catering per eventi e occasioni speciali. Per ciascuno, stabilisci i prezzi di vendita, considerando i costi di produzione e il margine di guadagno desiderato.

3. Stima dei costi fissi e variabili

Inserire dettagliatamente i costi fissi, come:

  • Affitto o mutuo per il locale.
  • Utenze (elettricità, acqua, gas).
  • Stipendi del personale. E i costi variabili, che comprendono:
  • Acquisto di materie prime (farina, lievito, sale, ecc.).
  • Packaging e materiali di consumo.
  • Spese di marketing e promozione.

4. Calcolo dei volumi di produzione e vendita

Il software calcola automaticamente i volumi di produzione e vendita basandosi sui dati inseriti, permettendo di prevedere i ricavi generati dalla vendita dei prodotti e servizi offerti.

5. Analisi finanziaria completa

Dopo aver inserito tutti i dati, il programma elabora il fatturato previsto e i costi complessivi, identificando i margini di guadagno per ogni prodotto e servizio, il punto di pareggio e i flussi di cassa.

6. Calcolo del fabbisogno finanziario

Viene stimato l’importo del fabbisogno finanziario totale, necessario per coprire gli investimenti iniziali e sostenere l’attività fino al raggiungimento del punto di pareggio, indicando l’importo del finanziamento da richiedere in banca.

7. Valutazione della sostenibilità del finanziamento

Infine, il software calcola l’indice dscr (debt service coverage ratio) per valutare la capacità del forno di gestire e ripagare il debito contratto, basandosi sui flussi di cassa previsti.

In conclusione, il software business plan fornaio di Bsness.com fornisce un quadro finanziario dettagliato che permette ai panificatori di comprendere meglio il potenziale di guadagno della loro attività, pianificare investimenti e gestire in modo ottimale le risorse, assicurando così una gestione finanziaria efficace e sostenibile.

Articolo scritto il 31/3/2024

dott stefano ventura bsness

STEFANO VENTURALinkedin

Stefano Ventura è il fondatore di Bsness.com, software house operante in Italia e Spagna. Si è laureato in economia e commercio presso l’Università di Bologna dove ha anche conseguito il titolo di Dottore Commercialista. Ha esercitato con successo la professione di Dottore Commercialista come esperto in budget e business plan per poi dedicarsi a tempo pieno alla crescita di Bsness.com.