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Il bando per ottenere le agevolazioni del fondo impresa donna di Invitalia è chiuso per esaurimento dei fondi ma è stato anticipato che verrà rifinanziato e riaperto nel 2023.

Il bando è gestito da Invitalia che ha pubblicato per tempo tutta la documentazione necessaria per la compilazione della domanda e la redazione del piano d’impresa.

COME E QUANDO ACCEDERE AL FONDO IMPRESA DONNA

Fondo impresa donna di Invitalia
Come acedere al Fondo impresa donna di Invitalia

Il primo appuntamento con i fondi del ministero dello sviluppo economico sarà per le nuove imprese femminili e per quelle costituite negli ultimi 12 mesi.

Dalle ore 10 del 5 maggio sarà infatti possibile iniziare a preparare la domanda che potrà poi essere inviata a partire dalle ore 10 del 19/5.

Imprenditoria femminile Invitalia

Il software per preparare il piano d’impresa per il Fondo impresa donna di Invitalia in modo semplice e rapido.

A QUANTO AMONTANTO LE AGEVOLAZIONI DEL FONDO IMPRESA DONNA

Agevolazioni imprenditoria femminile 2022
Agevolazioni imprenditoria femminile 2022 Invitalia

I contributi per il bando Invitalia imprenditoria femminile ammontano ad un totale di 200 milioni: 40 provenienti dalla legge di bilancio del 2021 e i restanti 160 dal famoso Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Potranno partecipare sia imprenditrici e professionisti in forma individuale che le società a prevalente partecipazione femminile con sede legale o operativa sul territorio italiano.

I SETTORI AMMESSI AL FONDO IMPRESA DONNA DI INVITALIA 2022

Rientreranno nei finanziamenti a fondo perduto per l’imprenditoria femminile 2022 quasi tutti i settori dell’industria, agricoltura, artigianato, turistico, del commercio e dei servizi.

Potrete dunque approfittare dei software business plan specifici con un esempio già pronto e precaricato disponibili per tutte le principali attività economiche.

Lavorando sugli esempi già fatti per le specifiche attività, sarà sufficiente apportare solo le modifiche necessarie e l’intero lavoro si aggiornerà automaticamente.

Poi basterà un clic per ottenere i dati riclassificati secondo gli schemi del bando Invitalia imprenditoria femminile.

CHE AGEVOLAZIONI PREVEDE IL FONDO IMPRESA DONNA?

Finanziamenti a fondo perduto fondo impresa donna
Finanziamenti a fondo perduto fondo impresa donna 2022

Il fondo impresa donna di Invitalia prevede due differenti tipologie di agevolazioni:

  • contributo a fondo perduto e cioè una agevolazione concessa all’impresa che non dovrà essere restituita;
  • finanziamento agevolato ovvero un prestito concesso alle imprese ammesse che dovrà essere restituito ma senza interessi e senza dover fornire alcuna garanzia.

Le agevolazioni sotto forma di finanziamenti per l’imprenditoria femminile saranno riservate esclusivamente alle imprese femminili già costituite.

Mentre le nuove imprese saranno escluse dai finanziamenti agevolati (avranno diritto solo ai contributi imprenditoria femminile a fondo perduto), le imprese già costituite da più di dodici mesi potranno accedere ad entrambe le agevolazioni.

Stiamo parlando quindi della linea di azione B: “Incentivi per lo sviluppo e il consolidamento delle imprese femminili”.

Le imprese femminili e le imprenditrici con attività aperta da almeno dodici mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione rientreranno appunto nella linea di azione “B”.



LE AGEVOLAZIONI PREVISTE PER LE IMPRESE FEMMINILI GIÀ COSTITUITE

Come accennato, le imprese già costituite da oltre 12 mesi avranno accesso sia ai contributi a fondo perduto che ai finanziamenti agevolati.

Bisogna però fare attenzione ad un’ulteriore distinzione realizzata tra le imprese costituite da più o meno di 36 mesi.

I CONTRIBUTI PER LE IMPRESE COSTITUITE DA MENO DI 36 MESI

Le imprese femminili con meno di tre anni di anzianità avranno diritto ad agevolazioni fino all’80% delle spese ammissibili sostenute.

Le agevolazioni imprenditoria femminile, andranno a coprire l’80% delle spese sostenute in due modi e cioè:

  • per metà attraverso contributi a fondo perduto che non dovranno più essere restituiti;
  • per l’altra metà attraverso un finanziamento agevolato a tasso zero e senza garanzie della durata massima di 8 anni.

LE AGEVOLAZIONI PER LE IMPRESE FEMMINILI COSTITUITE DA PIÙ DI 36 MESI

Giusto per complicare un po’ le cose, per le imprese costituite da oltre 36 mesi, i finanziamenti a fondo perduto per l’imprenditoria femminile 2022, funzionano in una maniera ancora differente.

Avremo quindi tre diverse modalità di funzionamento: per le nuove imprese, quelle con meno di 36 mesi e quelle con più di 36 mesi.

Per le imprese costituite da oltre 36 mesi le cose saranno un pelo più complicate in quanto sarà necessario differenziare tra spese per investimenti e esigenze di capitale circolante.

Chiariamo per i meno esperti cosa si intende per “esigenze di capitale circolante”: il capitale circolante è riferito alle attività e passività correnti legate all’attività operativa.

Ci si riferisce alle spese legate all’attività caratteristica ed operativa dell’impresa come l’acquisto delle merci, spese per servizi, personale ecc.

Tornando al tema principale, le agevolazioni per gli investimenti saranno concesse:

  • 50% sotto forma di contributi a fondo perduto;
  • 50% nella forma di finanziamento agevolato a tasso 0, senza garanzia alcuna e con una durata di massimo otto anni.

Le spese ammissibili, rientranti nelle esigenze di capitale circolante, saranno invece agevolate sotto forma di contributo a fondo perduto.

QUALI SONO I LIMITI DI SPESA PER LE IMPRESE GIÀ COSTITUITE?

limiti di spesa per il fondo impresa donna
quali sono i limiti di spesa per il fondo impresa donna?

Per le imprese femminili già costituite, i limiti complessivi di spesa sono superiori a quelli previsti per le nuove imprese.

Il limite dovrà essere di 400.000 € al netto dell’IVA.

Attenzione che tali spese dovranno essere sostenute entro e non oltre ventiquattro mesi dalla data di trasmissione del provvedimento di concessione delle agevolazioni.

I 24 mesi partiranno dunque dal momento in cui ci verrà comunicato che la nostra domanda è stata accettata da Invitalia.

QUANDO PRESENTARE LA DOMANDA PER LE IMPRESE GIÀ COSTITUITE?

Anche i termini di presentazione delle domande sono differenziati tra le nuove imprese e quelle costituite da oltre 12 mesi.

La compilazione delle domande sarà possibile a partire dalle ore 10 del 24 maggio 2022 quando, presumibilmente, sarà attivo il sito di Invitalia per registrarsi ed aprire la propria anagrafica.

Dopo esattamente 15 giorni sarà invece possibile inviare la domanda vera e propria e cioè il 7 giugno alle ore 10.

Anche se 15 giorni sembrano tanti, vi consigliamo di iniziare fin da subito con:

  • ricerche di mercato;
  • richiesta preventivi ai fornitori;
  • raccolta dei curriculum vitae dei soci e dei principali collaboratori;
  • redazione del budget e del business plan del vostro progetto.

COME FARE IL PIANO D’IMPRESA PER IL FONDO IMPRESA DONNA DI INVITALIA

Sulla base della nostra esperienza con i bandi di Invitalia vogliamo avvisarvi subito di cosa potrebbe succedere quando pensate di aver quasi finito di preparare la domanda.

Una volta riempiti tutti quanti i moduli richiesti per partecipare e aver riempito tutti i quadri del piano d’impresa con le informazioni su:

  • compagine sociale e relativi curriculum ed esperienze;
  • l’idea imprenditoriale e come svilupperete i vostri prodotti e servizi;
  • l’analisi del mercato e della concorrenza e tutto quanto vi verrà richiesto,

troverete una serie di schemi e tabelle nelle quali verrà richiesto il conto economico, lo stato patrimoniale, il rendiconto finanziario, lo schema fonti e impieghi, l’analisi dei flussi in entrata e in uscita ecc.

Probabilmente non saprete né da dove iniziare né da dove finire.

Questo perché senza aver prima fatto un business plan sarà assolutamente impossibile avere a disposizione i dati da inserire.

Inoltre, questa parte è importantissima e costituirà una significativa parte del punteggio attribuito per formare le graduatorie e decidere quali imprese saranno finanziate e quali no.

Vi consigliamo quindi di iniziare da subito con il business plan per poi poter riclassificare al volo i dati negli schemi richiesti da Invitalia con il nostro software.

Controlla subito se per la tua attività è disponibile il software specifico con un esempio di business plan già fatto e sul quale potrai direttamente lavorare.

LA VALUTAZIONE DELLE DOMANDE AL FONDO IMPRESA DONNA

Al momento di realizzare il business plan per partecipare ai contributi a fondo perduto per l’imprenditoria femminile 2022 è importantissimo sapere come verrà valutato dalla commissione di Invitalia.

Di seguito riassumiamo rapidamente i criteri di valutazione adottati spiegando le parti meno chiare e fornendo spunti e idee per ottenere il punteggio più alto possibile.

COME FUNZIONA L’ATTRIBUZIONE DEI PUNTEGGI

contributi a fondo perduto imprenditoria femminile 2022
contributi a fondo perduto imprenditoria femminile 2022

Esistono due capitoli differenti per il calcolo dei punti per l’attribuzione dei contributi imprenditoria femminile: uno per le nuove imprese ed uno per le imprese già costituite.

Analizziamo quello per le nuove imprese, in considerazione del fatto che quello per le imprese già costituite è praticamente uguale ma con alcuni riferimenti alla situazione già esistente.

CREDIBILITÀ E COMPETENZE GESTIONALI

Il primo punto, identificato con a) è relativo all’adeguatezza e alla coerenza delle competenze del team imprenditoriale in riferimento al progetto imprenditoriale proposto.

In questa fase vengono valutate la credibilità del gruppo imprenditoriale e le competenze gestionali ed organizzative dell’imprenditrice o del gruppo di imprenditrici.

Quanto alla credibilità del gruppo riguardo alle sue capacità di inquadrare correttamente tutti gli aspetti dell’impresa, i punti di forza e le debolezze, sono in ballo ben 8 punti.

È importante realizzare fin da subito un business plan ben fatto e approfondirne il più possibile ogni punto, sia per quanto riguarda gli aspetti economici e finanziari che il mercato, il prodotto o servizio, l’organizzazione, la concorrenza ed il marketing.

Si tenga presente che se la commissione ritiene che il gruppo imprenditoriale non sia credibile, la domanda verrà rigettata.

Per le competenze gestionali verrà invece attribuito un massimo di 4 punti.

Qui verrà valutata la coerenza tra il percorso formativo delle imprenditrici ed il tipo di impresa che si intende aprire, gestire e sviluppare.

Bisognerà quindi convincere la commissione di possedere le competenze gestionali ed organizzative necessarie allo sviluppo del progetto.

COMPETENZE TECNICHE ED ABILITAZIONI

Le imprenditrici dovranno poi dimostrare di possedere, anche per mezzo di dipendenti e collaboratori, adeguate competenze tecniche per la realizzazione dei prodotti e servizi oggetto dell’attività.

Dovranno inoltre possedere le eventuali abilitazioni necessarie all’esercizio dell’attività.

Sia per le competenze tecniche che per le abilitazioni saranno riconosciuti 2 punti ma, se mancanti o insufficienti, il progetto sarà ritenuto inammissibile.

MERCATO, CONCORRENZA E MARKETING

Per l’analisi del mercato di riferimento sono disponibili 2 punti, col rischio di non ammissibilità della domanda, se ritenuta superficiale.

La commissione valuterà come è stato identificato, quantificato e descritto il mercato di riferimento e come si intende soddisfare i suoi bisogni in modo differente o migliore rispetto alla concorrenza.

Analizzerà inoltre come è stata studiata la concorrenza in termini qualitativi e quantitativi.

La seconda parte della valutazione prevede l’attribuzione di 2 punti e riguarda l’esistenza di un vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza e come si intende difenderlo nel tempo.

Il vantaggio competitivo discende da vari fattori quali la localizzazione che è stata scelta, le abilità del gruppo imprenditoriale, gli aspetti qualitativi dei prodotti e servizi offerti, le strategie di prezzo, le modalità di distribuzione e le scelte di comunicazione.

L’insieme di queste scelte e strategie altro non è che il piano di marketing messo a punto dal team.

LA COERENZA DEL PIANO ECONOMICO E FINANZIARIO

Questa fase della valutazione è suddivisa in tre parti e prevede complessivamente l’attribuzione di un massimo di 10 punti.

Ê importante sia per la quantità di punti attribuiti che per il rischio di non ammissibilità legato al riscontro della mancanza di coerenza economico e finanziaria del progetto.

È importante realizzare un business plan approfondito e ben fatto, prima ancora di preparare la domanda, per valutare la fattibilità e la sostenibilità economica e finanziaria del progetto imprenditoriale.

Ogni parte del business plan dovrà essere coerente con tutto il resto del progetto e in particolare il programma di spesa, le risorse finanziarie disponibili e l’andamento economico previsto.

In particolare saranno previsti:

fino a 6 punti per la coerenza tra gli investimenti e le spese programmate di spesa e l’idea di business presentata;

due punti per l’adeguata copertura del fabbisogno finanziario eccedente le agevolazioni concedibili;

2 punti per la coerenza tra le previsioni economiche relative al progetto di imprenditorialità femminile e le peculiarità del progetto stesso.

IMPATTO SOCIALE, OCCUPAZIONALE E AMBIENTALE DEL PROGETTO DI IMPRENDITORIA FEMMINILE

Il bando premia i progetti con conseguenze positive sulle persone e sulle comunità con ulteriori 2 punti (impatto sociale).

Avranno diritto ad un ulteriore punto i progetti che prevedono l’assunzione di più di tre persone e anche quelli che offriranno prodotti e servizi con una marcata valenza ambientale.

È previsto un ulteriore punto per le imprese femminili che valorizzeranno il made in Italy oppure le tradizioni produttive locali.

PUNTEGGI AGGIUNTIVI PER PROGETTI DIGITALI E AD ALTA TECNOLOGIA

Per finire la commissione potrà attribuire fino a 6 punti aggiuntivi:

4 punti per i progetti ad alta tecnologia e cioè che presentano:

  • un significativo contenuto tecnologico;
  • che valorizzano i risultati della ricerca scientifica;
  • che utilizzino conoscenze scientifiche e ingegneristiche avanzate e tecnologie a supporto dei processi di ideazione, produzione, logistica o commercializzazione dei prodotti o servizi dell’impresa.

2 punti per i progetti per la transizione digitale come:

  • creazione, sviluppo o distribuzione di contenuti digitali;
  • integrazione di tecnologie digitali nel processo produttivo;
  • adozione di tecnologie e software digitali per la gestione e/o l’organizzazione aziendale e/o per la gestione della logistica;
  • sviluppo di canali online di vendita o di approvvigionamento;
  • gestione su sistemi cloud di attività, servizi, applicazioni e/o gestione e trattamento di grandi quantità di dati;
  • adozione di tecnologie per la condivisione elettronica di informazioni all’interno o all’esterno dell’azienda e/o sviluppo di applicazioni e canali digitali per il marketing e la comunicazione;
  • sistemi e applicazioni per la sicurezza informatica;
  • tecnologie e software digitali per il miglioramento dell’ambiente di lavoro e delle condizioni dei lavoratori o per il miglioramento dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale;

CHI OTTERRÀ I CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO IMPRENDITORIA FEMMINILE

contributi impresa donna
assegnazione contributi impresa donna 2022

Le imprese che avranno conseguito almeno 21 punti potranno ottenere i finanziamenti a fondo perduto per l’imprenditoria femminile 2022.

Il risultato massimo ottenibile è di 41 punti ma, apparentemente, non vi sarà alcuna differenza tra le imprese con il punteggio minimo ammissibile e quello massimo dal momento che non verranno stilate graduatorie.

Dunque, conviene presentare subito la domanda per evitare che finiscano i fondi disponibili prima ancora che la propria domanda venga esaminata.

Per questo consigliamo di realizzare subito il business plan che servirà sia per essere preparati al meglio per il colloquio che per la compilazione della domanda.

Con il modulo imprenditoria femminile potrete infine ottenere automaticamente i dati economici e finanziari da inserire nel piano d’impresa.

QUALI REQUISITI DEVONO RISPETTARE LE SPESE PER ESSERE AMMESSE

Requisiti spese fondo impresa donna
Requisiti per le spese ammesse al fondo impresa donna

Gli investimenti e le spese che si intende sostenere, oltre a dover rientrare tra quelli ammissibili, dovranno anche rispettare una serie di requisiti.

Conviene investire 10 minuti del proprio tempo per aver ben chiare fin dall’inizio tutte le formalità richieste ed evitare così di rinunciare a parte delle agevolazioni richieste.

Spesso ci si butta a testa bassa nella realizzazione del progetto e nella compilazione della domanda ma è invece meglio:

  • studiare approfonditamente tutti i dettagli del bando;
  • redigere un buon business plan per pianificare ogni dettaglio del proprio progetto imprenditoriale.

A tal proposito vi consigliamo i software specifici per fare da soli il business plan di tutte le principali attività con un esempio già fatto e precaricato e sul quale potrete direttamente lavorare.

I software business plan sono compatibili col modulo imprenditoria femminile che riclassifica automaticamente i dati economici e finanziari per ottenere tutti i dati richiesti dal bando imprenditoria femminile 2022.

COME INDICARE LE SPESE PER IL FONDO IMPRESA DONNA

Ogni spesa sostenuta dovrà essere analiticamente descritta nella domanda di partecipazione al fondo impresa donna 2022.

Dovrà inoltre essere indicato l’importo in modo preciso e al netto dell’IVA ed essere contabilizzata correttamente nei registri contabili dell’impresa.

I beni e servizi acquistati, dovranno essere utilizzati esclusivamente per lo svolgimento dell’attività prevista nell’oggetto sociale.

Dovranno inoltre essere acquistati a prezzi di mercato ed i fornitori non dovranno avere relazione con l’impresa femminile.

Ricordiamo che tutte le spese devono essere pagate tramite conto corrente ordinario intestato all’impresa femminile beneficiaria.

IL LUOGO DI UTILIZZO DEI BENI AMMESSI AD AGEVOLAZIONE

In linea di principio tutti i beni e i servizi agevolati dovranno essere installati o utilizzati dall’impresa femminile presso l’unità produttiva indicata nella domanda.

Sfuggono a questa limitazione gli impianti, i macchinari e le attrezzature che devono necessariamente essere localizzati al di fuori dell’unità produttiva ma pur sempre all’interno del territorio nazionale.

Questi beni dovranno comunque essere utilizzati ad esclusivo beneficio dell’impresa femminile ed essere installati o posizionati in spazi ben definiti e oggetto di contratti scritti, meglio se con data certa e legalmente validi a tutti gli effetti.

IL RISPETTO DELL’AMBIENTE DA PARTE DEI PROGETTI AMMESSI

I progetti presentati dovranno essere conformi al principio DNSH.

Il principio Do No Significant Harm (DNSH) prevede che gli interventi previsti dai PNRR nazionali non arrechino alcun danno significativo all’ambiente.

Il rispetto di questo principio è fondamentale per accedere ai finanziamenti del RRF (Recovery and Resilience Facility) che devono anche includere interventi che concorrano per il 37% delle risorse alla transizione ecologica.

L’impresa femminile dovrà dichiarare:

  • la rispondenza ai requisiti di sostenibilità ambientale applicabili;
  • la conformità alla normativa ambientale dell’Unione europea e nazionale;
  • che non rientrano nelle attività escluse di cui all’Allegato V, sezione B, del regolamento (UE) 2021/523 che riportiamo:

B. Attività escluse dal fondo impresa donna

Il fondo InvestEU non sostiene:

1) attività che limitano i diritti individuali e la libertà delle persone o che violano i diritti umani;

IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea26.3.2021 L 107/87

2) nel settore delle attività di difesa, l’utilizzo, lo sviluppo o la fabbricazione di prodotti o tecnologie vietati dal diritto internazionale applicabile;

3) prodotti e attività connessi al tabacco (produzione, distribuzione, trasformazione e commercio);

4) attività escluse dal finanziamento a norma delle pertinenti disposizioni del regolamento Orizzonte Europa: ricerca sulla clonazione umana a fini riproduttivi; le attività volte a modificare il patrimonio genetico degli esseri umani che potrebbero rendere ereditaria tale alterazione; attività volte a creare embrioni umani soltanto a fini di ricerca o per l’approvvigionamento di cellule staminali, anche mediante il trasferimento di nuclei di cellule somatiche;

5) gioco d’azzardo (attività legate alla produzione, concezione, distribuzione, trasformazione, commercio o software);

6) commercio sessuale e relative infrastrutture, servizi e media;

7) attività che comportano l’uso di animali vivi a fini sperimentali e scientifici, nella misura in cui non è possibile garantire il rispetto della Convenzione europea sulla protezione degli animali vertebrati utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici (1);

8) attività di sviluppo immobiliare, quale un’attività che ha come unico scopo il rinnovo e la ri-locazione o la rivendita degli edifici esistenti, nonché la costruzione di nuovi progetti; tuttavia, sono ammissibili le attività nel settore immobiliare che sono connesse agli obiettivi specifici del programma InvestEU di cui all’articolo 3, paragrafo 2, e che sono connesse alle aree ammissibili per le operazioni di finanziamento e di investimento di cui all’allegato II, come gli investimenti in progetti di efficienza energetica o di edilizia popolare;

9) attività finanziarie quali l’acquisto o la negoziazione di strumenti finanziari. Sono esclusi, in particolare, operazioni di «buy-out» o di «replacement capital» mirate all’alienazione dei cespiti aziendali (asset stripping);

10) attività proibite dalla legislazione nazionale applicabile;

11) smantellamento, gestione, adeguamento o costruzione di centrali nucleari;

12) investimenti connessi all’estrazione mineraria o all’estrazione, trasformazione, distribuzione, stoccaggio o combustione di combustibili fossili solidi e di petrolio, nonché investimenti connessi all’estrazione di gas. Tale esclusione non si applica a:

a) progetti per i quali non vi sono tecnologie alternative praticabili;

b) progetti relativi alla prevenzione e alla riduzione dell’inquinamento;

c) progetti dotati di impianti di cattura e stoccaggio del carbonio o di impianti di cattura e utilizzo del carbonio;

d) progetti industriali o di ricerca che comportano riduzioni sostanziali delle emissioni di gas a effetto serra rispetto ai parametri di riferimento applicabili nell’ambito del sistema per lo scambio di quote di emissioni dell’Unione;

13) Investimenti in impianti per lo smaltimento dei rifiuti in discariche. L’esclusione non si applica agli investimenti destinati a:

a) discariche in loco che costituiscono un elemento ausiliario di un progetto di investimento industriale o minerario, qualora sia stato dimostrato che la messa in discarica è l’unica soluzione praticabile per il trattamento dei rifiuti industriali o minerari prodotti dall’attività in questione;

b) discariche esistenti, per garantire l’uso dei gas di discarica e promuovere il recupero dalle discariche (landfill mining) e il ritrattamento dei rifiuti minerari;

14) investimenti in impianti di trattamento meccanico biologico (TMB). L’esclusione non si applica agli investimenti destinati all’ammodernamento degli impianti TMB esistenti per il recupero di energia o per operazioni di riciclaggio dei rifiuti differenziati, come il compostaggio e la digestione anaerobica;

15) investimenti in inceneritori per il trattamento dei rifiuti. L’esclusione non si applica agli investimenti destinati a:

a) impianti esclusivamente adibiti al trattamento di rifiuti pericolosi non riciclabili;

b) impianti esistenti, quando gli investimenti sono intesi ad aumentare l’efficienza energetica, catturare i gas di scarico per lo stoccaggio o l’utilizzo, o recuperare i materiali da residui di combustione, purché tali investimenti non determinino un aumento della capacità di trattamento dei rifiuti dell’impianto.

LE SPESE NON AMMISSIBILI AL FONDO IMPRESSA DONNA 2022

Prima ancora di vedere quali sono le spese ammissibili ai contributi del bando impressa donna, è meglio chiarire fin da subito quali sono quelle assolutamente non ammissibili.

Le imprenditrici potranno così ottimizzare il loro progetto e redigere il business plan in funzione del processo di valutazione per l’imprenditoria femminile 2022 di Invitalia.

I BENI USATI POSSONO ESSERE AGEVOLATI?

La risposta è no: gli incentivi impressa donna non potranno essere calcolati sulle spese sostenute per le attrezzature, macchinari e impianti usati.

Dovrà essere l’imprenditrice a valutare se risparmiare acquistando un bene usato oppure comprarlo nuovo ed ottenere le relative agevolazioni a fondo perduto oppure il finanziamento a tasso zero.

Può anche capitare che un determinato macchinario sia reperibile, nei tempi necessari, solamente usato e non sia possibile acquistarlo nuovo nei tempi richiesti dai processi produttivi.

In tal caso l’imprenditrice non potrà che rinunciare agli incentivi impresa donna.

I BENI NUOVI SONO SEMPRE AGEVOLABILI?

Attenzione che non sempre spettano le agevolazioni previste dal bando impresa donna sui beni nuovi.

Sono infatti esclusi gli acquisti di macchinari, impianti e attrezzatura di mera sostituzione di quelli già in possesso dell’impresa femminile.

In tal caso si può valutare l’apertura di una nuova impresa anziché partecipare al bando come impresa già costituita.

L’impresa già esistente potrà poi procedere alla vendita del vecchio impianto o delle attrezzature e macchinari posseduti.

POSSO RICHIEDERE I CONTRIBUTI ANCHE SULL’IVA PAGATA?

No, sono escluse dai contributi a fondo perduto impresa donna sia l’IVA che anche tutte le altre imposte e tasse nonché gli oneri previdenziali e assistenziali.

Quindi attenzione alle fatture dei forfettari per le quali non potrà essere considerata l’imposta di bollo.

Allo stesso modo non potrà essere ricompreso nei contributi impressa donna l’addebito del 4% inps da parte dei lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata inps.

Anche se l’IVA su un bene acquistato non dovesse essere detraibile, non potrà comunque essere considerata nel calcolo dei contributi.

SONO AGEVOLABILI LE SPESE DI QUALUNQUE IMPORTO?

Possono essere richiesti gli incentivi impresa donna a fondo perduto solamente su fatture e ricevute con imponibile uguale o superiore ai 500 €

Bisognerà dunque evitare di frazionare gli acquisti e, se possibile, cercare di effettuare i piccoli acquisti in una sola volta e presso un unico fornitore.

Sembrano cose scontate ma vengono spesso sottovalutate e possono comportare la perdita di liquidità aggiuntiva o di alcune centinaia di euro di agevolazioni a fondo perduto.

Potrebbe, al limite, convenire spendere un po’ di più, magari acquistando accessori ritenuti superflui.

Al momento di ricevere le agevolazioni qualche centinaio di euro in meno potrebbe non pesare troppo, ma pensate a quante storie facciamo al momento di spenderli!

GLI AUTOMEZZI SONO AGEVOLABILI?

In generale gli automezzi non sono agevolabili dal bando impresa donna.

Sono però agevolabili gli automezzi strettamente necessari al processo produttivo dell’impresa richiedente.

Relativamente al mero trasporto dei prodotti aziendali sono ammissibili solo i mezzi attrezzati per la conservazione condizionata dei prodotti stessi.

Quindi sono esclusi anche tutti i veicoli promiscui, uso ufficio eccetera.

SONO AMMESSI AL BANDO GLI ACQUISTI CHIAVI IN MANO?

Attenzione a questa esclusione perché in alcuni settori è molto utilizzata la formula chiavi in mano e cioè inclusiva di installazione, lavori elettrici o in muratura, messa in funzione, calibratura, collaudo e magari manutenzione inclusa.

In tal caso è bene saperlo prima per preparare un contratto di solo acquisto e con tutti gli altri servizi separati.

Sarà necessario per non compromettere l’ottenimento delle agevolazioni previste dal bando impresa donna.

GLI ACQUISTI POSSONO ESSERE EFFETTUATI IN QUALSIASI MOMENTO?

No, gli incentivi potranno essere richiesti solo per le spese sostenute successivamente alla data di presentazione della domanda al bando imprenditoria femminile 2022.

Le spese dovranno comunque essere successive alla data di costituzione dell’impresa o di apertura della partita IVA.

Articolo aggiornato e rivisto a Settembre 2022

Dott. Stefano Ventura - Dottore Commercialista

STEFANO VENTURALinkedin

Stefano Ventura è il fondatore di Bsness.com, software house operante in italia e Spagna. Si è laureato in economia e commercio presso l’Università di Bologna dove ha anche conseguito il titolo di Dottore Commercialista. Ha esercitato con successo la professione di Dottore Commercialista come esperto in budget e business plan per poi dedicarsi a tempo pieno alla crescita di Bsness.com.

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