Se sogni di gestire un bar e vuoi farlo nel modo giusto, prendere in gestione un’attività già avviata potrebbe essere la scelta perfetta.

Si tratta di un’opportunità vantaggiosa che ti permette di entrare immediatamente nel mondo della ristorazione, riducendo i rischi e abbattendo i costi iniziali.

Ma attenzione, per avere successo è fondamentale conoscere tutti gli aspetti normativi, economici e operativi che ruotano attorno a questa decisione.

In questa guida scoprirai quanto costa prendere in gestione un bar, quali sono i requisiti necessari, come evitare brutte sorprese e quali passi seguire per avviare la tua attività nel migliore dei modi.

Preparati a trasformare il tuo sogno in realtà con le giuste informazioni e una pianificazione accurata!

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Come prendere in gestione un bar senza soldi

Prendere in gestione un bar senza soldi potrebbe sembrare un’impresa ardua, ma con un approccio strategico e un’attenta pianificazione, è possibile avviare questa attività minimizzando l’investimento iniziale. La chiave del successo sta nell’elaborare un business plan dettagliato, nella ricerca di finanziamenti adeguati e nella negoziazione con il proprietario del bar.


Elabora un business plan chiaro e realistico

Il primo passo per prendere in gestione un bar è creare un business plan dettagliato che analizzi tutti gli aspetti dell’attività, tra cui:

  • Analisi dei costi: canone di affitto, forniture, personale, utenze;
  • Piano di marketing: strategie per attrarre nuova clientela e fidelizzare quella esistente;
  • Analisi del mercato: individuazione dei punti di forza e debolezza del bar rispetto alla concorrenza;
  • Fabbisogno finanziario: determinare le risorse necessarie per avviare e gestire il locale nel breve e lungo periodo.

Un business plan ben strutturato sarà essenziale per convincere finanziatori e investitori a sostenere il progetto.


Ricerca di finanziamenti e agevolazioni

Esistono diverse opportunità di finanziamento per chi vuole prendere in gestione un bar senza soldi:

  • Finanziamenti a fondo perduto: molte regioni offrono incentivi per l’avvio di attività commerciali;
  • Microcredito: finanziamenti dedicati alle piccole imprese con condizioni agevolate e senza necessità di garanzie elevate;
  • Prestiti bancari agevolati: attraverso programmi come il Fondo di Garanzia per le PMI;
  • Investitori privati: parenti, amici o soci interessati a partecipare all’attività.

Presentare un business plan solido e realistico aumenterà le probabilità di ottenere finanziamenti.


Negoziare le condizioni di gestione

Una strategia efficace per ridurre l’investimento iniziale è negoziare con il proprietario del bar condizioni vantaggiose come:

  • Pagamento rateizzato del canone di affitto;
  • Periodo di prova iniziale con costi ridotti;
  • Utilizzo delle forniture esistenti senza ulteriori spese iniziali;
  • Possibilità di pagamento dilazionato delle scorte di magazzino.

Una buona negoziazione permette di ridurre notevolmente i costi iniziali e di avviare l’attività senza capitali ingenti.


Prendere in gestione un bar senza soldi richiede una pianificazione strategica, la capacità di ottenere finanziamenti e una negoziazione efficace con il proprietario. Con un business plan accurato, il supporto di finanziatori e l’adozione di strategie di marketing mirate, è possibile avviare con successo l’attività e garantire la sua crescita nel tempo.

quanto costa prendere in gestione un bar
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Cosa significa prendere in gestione un bar

Prendere in gestione un bar significa assumere la responsabilità operativa e finanziaria di un’attività già avviata, attraverso un contratto di affitto d’azienda, senza dover acquistare l’intera proprietà. Questa soluzione consente di entrare rapidamente nel settore della ristorazione, evitando gli alti costi di avvio di un nuovo locale.


Le caratteristiche principali della gestione di un bar

Prendere in gestione un bar comporta diversi aspetti fondamentali:

  • Licenze e autorizzazioni già attive: il bar è dotato di tutte le autorizzazioni necessarie, come la licenza per la somministrazione di alimenti e bevande e i permessi sanitari;
  • Forniture e utenze attive: acqua, energia elettrica e gas sono già disponibili, così come contratti con fornitori di prodotti alimentari e bevande;
  • Clientela consolidata: il locale dispone già di una base di clienti abituali che rappresentano una fonte di reddito stabile;
  • Arredi e attrezzature esistenti: il bar è già allestito con banco, vetrine refrigerate, tavoli, sedie e altri beni strumentali essenziali.

Il contratto di affitto d’azienda

Il rapporto tra il proprietario e il gestore è regolato da un contratto di affitto d’azienda, che stabilisce:

  • Il canone mensile di affitto, che può variare in base alla posizione e al fatturato del bar;
  • Le condizioni di utilizzo delle attrezzature e degli arredi;
  • La durata del contratto e le eventuali clausole di rinnovo;
  • Gli obblighi di manutenzione e gestione operativa del bar;
  • Le garanzie richieste, che possono includere il versamento di un deposito cauzionale o di una fideiussione bancaria.

Vantaggi della gestione rispetto all’acquisto

Prendere un bar in gestione offre diversi vantaggi, tra cui:

  • Minore investimento iniziale, in quanto non è necessario acquistare l’attività;
  • Tempi di avvio ridotti, essendo già tutto pronto per l’operatività;
  • Minori rischi imprenditoriali, poiché l’attività è già avviata e collaudata;
  • Flessibilità, con la possibilità di valutare la redditività prima di un eventuale acquisto.

Gli aspetti da verificare prima della gestione

Prima di prendere un bar in gestione, è fondamentale controllare:

  • La situazione finanziaria del locale, analizzando bilanci e flussi di cassa;
  • L’andamento degli incassi e dei costi di gestione;
  • La concorrenza nella zona e le potenzialità di sviluppo;
  • Le condizioni contrattuali per evitare vincoli svantaggiosi.

Prendere in gestione un bar rappresenta un’ottima opportunità per avviare un’attività con costi contenuti e una base di clientela già fidelizzata. Tuttavia, è essenziale un’attenta analisi economico-finanziaria e la verifica accurata delle condizioni di gestione per garantire un investimento sicuro e redditizio.

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Quanto costa prendere in gestione un bar

Prendere in gestione un bar comporta una serie di costi che variano in base a diversi fattori, tra cui la posizione geografica, le dimensioni del locale e il fatturato dell’attività. Analizziamo nel dettaglio le principali spese da considerare.


Canone di affitto d’azienda

Il canone mensile per l’affitto di un bar può variare significativamente. In zone periferiche o in piccoli centri urbani, l’affitto può partire da circa 500 euro al mese. Al contrario, nelle aree centrali di grandi città come Milano o Roma, il canone può raggiungere cifre molto più elevate, arrivando anche a 5.000 euro al mese o più.


Costo della licenza per la somministrazione di alcolici

Dal 2006, con la Legge 248/2006, le licenze per l’apertura di nuovi bar sono state eliminate, sostituite dalla Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), il cui costo è relativamente basso.


Acquisto di un bar già avviato

Se si opta per l’acquisto di un bar già avviato, i costi possono variare notevolmente. In alcune zone d’Italia, è possibile rilevare un bar per 100.000 euro, mentre in altre aree, soprattutto nei centri storici o in località turistiche, i prezzi possono salire fino a diverse centinaia di migliaia di euro.


Costi aggiuntivi

Oltre al canone di affitto e all’eventuale costo della licenza, è importante considerare altre spese, tra cui:

  • Spese burocratiche: presentazione della SCIA, iscrizione alla Camera di Commercio e altre pratiche amministrative.
  • Corsi di formazione: come il corso SAB (Somministrazione Alimenti e Bevande) e l’attestato HACCP, necessari per la gestione dell’attività.
  • Arredi e attrezzature: se non inclusi nell’affitto, l’acquisto di mobili, macchinari e utensili può rappresentare una spesa significativa.
  • Forniture iniziali: acquisto di scorte di bevande e alimenti per l’avvio dell’attività.

Il costo per prendere in gestione un bar dipende da molteplici fattori, tra cui la posizione, le dimensioni e le condizioni del mercato locale. È fondamentale effettuare una valutazione accurata di tutte le spese coinvolte e considerare l’elaborazione di un business plan dettagliato per garantire la sostenibilità economica dell’investimento.

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Requisiti per prendere in gestione un bar in Italia

Per prendere in gestione un bar in Italia, è fondamentale soddisfare specifici requisiti morali e professionali. Di seguito, una panoramica dettagliata basata su fonti istituzionali.


Requisiti morali

L’aspirante gestore deve possedere determinati requisiti morali, tra cui l’assenza di condanne penali per reati che impediscano l’esercizio dell’attività commerciale. Questi requisiti sono stabiliti dall’articolo 71 del Decreto Legislativo 26 marzo 2010, n. 59. Per approfondimenti, è possibile consultare le risposte a quesiti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.


Requisiti professionali

Per quanto riguarda i requisiti professionali, è necessario:

  • Aver frequentato con esito positivo un corso professionale per il commercio, la preparazione o la somministrazione degli alimenti riconosciuto dalla Regione o dalle Province autonome.
  • Aver esercitato in proprio, per almeno due anni nell’ultimo quinquennio, l’attività di vendita o somministrazione di alimenti e bevande o aver prestato la propria opera, per almeno due anni nell’ultimo quinquennio, presso imprese del settore alimentare in qualità di dipendente qualificato, addetto alla vendita o all’amministrazione.
  • Essere in possesso di un diploma di istruzione secondaria superiore o di laurea, anche triennale, purché nel corso di studi siano previste materie attinenti al commercio, alla preparazione o alla somministrazione degli alimenti.

Queste disposizioni sono dettagliate nell’articolo 71 del Decreto Legislativo 26 marzo 2010, n. 59.


Adempimenti amministrativi

Prima di avviare l’attività, è obbligatorio presentare la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) al Comune competente, tramite lo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP). Questo adempimento consente di dichiarare il possesso dei requisiti necessari e l’intenzione di avviare l’attività.

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Requisiti igienico-sanitari

È indispensabile rispettare le normative igienico-sanitarie vigenti. A tal fine, è necessario ottenere le autorizzazioni sanitarie previste e garantire che i locali e le attrezzature siano conformi alle disposizioni in materia di igiene degli alimenti. Informazioni dettagliate sono disponibili sul portale impresainungiorno.gov.it.


Assicurarsi di soddisfare tutti questi requisiti è fondamentale per una gestione del bar conforme alle normative italiane.

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Articolo scritto il 19/01/25

dott stefano ventura bsness

STEFANO VENTURALinkedin

È il fondatore di Bsness.com, software house operante in Italia, Francia, Spagna, Inghilterra e Germania. Si è laureato in economia e commercio presso l’Università di Bologna dove ha anche conseguito il titolo di Dottore Commercialista. Ha esercitato con successo la professione di Dottore Commercialista come esperto in budget e business plan per poi dedicarsi a tempo pieno alla crescita di Bsness.com.