Nel 2026, in Italia, ogni accompagnatore turistico che desidera avviare o far crescere la propria attività deve necessariamente redigere un business plan dettagliato. Questo documento rappresenta una vera e propria mappa strategica: non solo consente di dimostrare la sostenibilità economica dell’impresa, ma è anche indispensabile per accedere a bandi di finanziamento a fondo perduto, prestiti agevolati e mutui bancari. Le banche e gli enti pubblici, come Invitalia, richiedono il business plan per valutare il rischio e la fattibilità del progetto. Il piano permette inoltre di analizzare il mercato, stimare costi e ricavi, individuare il break-even e pianificare strategie di marketing. La sua struttura tipica include un executive summary, l’analisi di mercato, la descrizione dei servizi, il piano economico-finanziario con budget a 3 o 5 anni e la valutazione dei rischi. Evitare errori come stime irrealistiche o trascurare i flussi di cash flow è fondamentale per distinguersi e ottenere finanziamenti nel competitivo settore turistico italiano.

Dati in sintesi

  • Anno di riferimento: 2026
  • Durata budget: 3–5 anni
  • Sezioni business plan: 6–7
  • Tipologia finanziamenti: Fondo perduto, prestiti agevolati, mutui bancari
  • Break-even: Analisi obbligatoria
Business plan per accompagnatore turistico: definizione, utilità e vantaggi concreti

Business plan per accompagnatore turistico: definizione, utilità e vantaggi concreti

Cos’è il business plan per accompagnatore turistico

Il business plan per accompagnatore turistico è un documento strategico che trasforma la tua idea professionale in un progetto concreto e misurabile. Non si tratta solo di una descrizione dell’attività, ma di uno strumento operativo che organizza l’offerta di servizi (come itinerari, target di clientela e collaborazioni), definisce le strategie di prezzo e struttura le proiezioni economico-finanziarie per i prossimi 3–5 anni.

Questo documento è fondamentale per chi vuole lavorare come libero professionista o in collaborazione con tour operator, perché permette di verificare la sostenibilità economica dell’attività prima ancora di iniziare. Il business plan aiuta a capire se l’idea può generare clienti e ricavi sufficienti, e a individuare eventuali criticità da risolvere in anticipo.

A cosa serve il business plan: banca, soci, bandi e gestione

  • Per la banca: Il business plan è il vero e proprio biglietto da visita per richiedere credito, finanziamenti o fidi. Gli istituti di credito lo esaminano per valutare se l’attività sarà in grado di generare flussi di cassa sufficienti a ripagare il debito. In particolare, la banca analizza il bilancio previsionale a 3 anni per stimare la solidità finanziaria del progetto.
  • Per i soci e gli investitori: Il business plan mostra la visione del progetto, i margini di profitto attesi e il ritorno sull’investimento (ROI). Serve ad allineare le aspettative tra i soci, definire le quote di partecipazione e chiarire i ruoli. Un piano ben fatto riduce i conflitti e aumenta la fiducia tra i partner.
  • Per i bandi e i finanziamenti pubblici: In molti casi, il business plan è un requisito obbligatorio per partecipare a bandi regionali, nazionali o europei. Spesso rappresenta il fattore decisivo per ottenere contributi a fondo perduto o agevolazioni fiscali.
  • Per la gestione operativa: Il business plan è uno strumento di controllo di gestione che permette di monitorare mensilmente i risultati rispetto agli obiettivi fissati. Ad esempio, puoi confrontare il numero di clienti acquisiti, il fatturato generato e i costi sostenuti rispetto alle previsioni, intervenendo tempestivamente in caso di scostamenti.

Perché è fondamentale pianificare i prossimi 3–5 anni

Un business plan ben strutturato ti permette di pianificare in modo realistico i prossimi 3–5 anni della tua attività di accompagnatore turistico. Questo orizzonte temporale è considerato lo standard per valutare la sostenibilità e la crescita di un progetto nel settore turistico.

Grazie alle proiezioni economico-finanziarie, puoi stimare i ricavi attesi, i costi fissi e variabili (come spese di trasporto, assicurazioni, promozione e formazione), e calcolare il punto di pareggio. Questo ti aiuta a capire quando l’attività inizierà a generare utili e quali investimenti saranno necessari per raggiungere gli obiettivi.

La pianificazione a medio termine è particolarmente importante per chi lavora come libero professionista, perché consente di anticipare i periodi di bassa stagione e di diversificare l’offerta in base alle tendenze del mercato. Per chi collabora con tour operator, invece, il business plan diventa uno strumento per negoziare condizioni contrattuali più vantaggiose e per presentarsi come partner affidabile e organizzato.

Vantaggi concreti per accompagnatori turistici

  • Chiarezza sugli obiettivi: Il business plan ti obbliga a definire con precisione i tuoi obiettivi professionali e le strategie per raggiungerli.
  • Maggiore credibilità: Presentare un piano dettagliato aumenta la tua credibilità agli occhi di banche, soci e tour operator.
  • Controllo dei risultati: Il monitoraggio periodico dei dati ti permette di correggere la rotta in caso di difficoltà, riducendo i rischi di insuccesso.
  • Accesso a finanziamenti e bandi: Un business plan ben fatto apre la porta a nuove opportunità di crescita e a fonti di finanziamento altrimenti inaccessibili.

Punti chiave

  • Il business plan è richiesto per accedere a bandi e finanziamenti nel turismo.
  • Serve a dimostrare la sostenibilità economica e la fattibilità dell’attività.
  • Include analisi di mercato, piano economico-finanziario e valutazione rischi.
  • Stime irrealistiche o errori nei flussi di cassa compromettono l’accesso ai fondi.
Le sezioni fondamentali del business plan per accompagnatore turistico: struttura e esempi pratici

Le sezioni fondamentali del business plan per accompagnatore turistico: struttura e esempi pratici

Redigere un business plan efficace è il primo passo per trasformare l’attività di accompagnatore turistico in un’impresa solida e sostenibile. Ogni sezione del business plan ha una funzione precisa: serve a chiarire la visione, a pianificare le azioni e a convincere partner o finanziatori della validità del progetto. Di seguito analizziamo le sezioni indispensabili del business plan per accompagnatore turistico, con esempi pratici e suggerimenti operativi.

Executive summary: la sintesi che convince

L’executive summary è la prima sezione che si legge, ma l’ultima che si scrive. In una o due pagine, deve riassumere l’intero progetto in modo chiaro e accattivante. Qui vanno inseriti:

  • L’idea di business: ad esempio, “Accompagnamento turistico specializzato in tour enogastronomici nelle Langhe per clientela internazionale”.
  • I punti di forza: conoscenza delle lingue, partnership con strutture locali, esperienza pluriennale.
  • Il mercato di riferimento: turisti stranieri tra 35 e 60 anni, con reddito medio-alto, interessati a esperienze autentiche.
  • I risultati finanziari attesi: ad esempio, “Previsione di fatturato annuo di 40.000–60.000 euro entro il secondo anno”.

L’obiettivo è catturare subito l’attenzione di chi legge, mostrando che il progetto è ben strutturato e ha potenzialità di crescita.

Descrizione dell’attività e dei servizi: cosa offri e come operi

Questa sezione inquadra la figura professionale e l’offerta. È fondamentale specificare:

  • Forma giuridica: libero professionista, ditta individuale o agenzia.
  • Tipologia di servizi: tour culturali, escursioni naturalistiche, assistenza a gruppi, servizi per crociere, transfer aeroportuali.
  • Destinazioni e itinerari: ad esempio, “Tour guidati nelle città d’arte toscane” oppure “Accompagnamento in percorsi trekking sulle Dolomiti”.
  • Elementi distintivi: conoscenza di lingue straniere, specializzazione in nicchie (es. turismo accessibile, viaggi per famiglie).

Un esempio pratico: “Offro servizi di accompagnamento per piccoli gruppi (max 12 persone) in tour enogastronomici nelle Marche, con degustazioni in cantine selezionate e visite a borghi storici”.

Analisi di mercato: target, concorrenza e trend

L’analisi di mercato è il cuore strategico del business plan. Qui occorre:

  • Definire il target: età, provenienza, interessi, capacità di spesa. Ad esempio, “Clienti tra 30 e 55 anni, provenienti da Germania e Regno Unito, interessati a esperienze outdoor e cultura locale”.
  • Studiare la concorrenza: analizzare altri accompagnatori o agenzie nella zona, i loro prezzi, i servizi offerti e i punti di forza/debolezza.
  • Individuare i trend: secondo le previsioni per il 2026, cresce la domanda di turismo esperienziale, di itinerari personalizzati e di servizi in lingua straniera.

Un esempio concreto: “Nella provincia di Siena operano 15 accompagnatori turistici; la maggior parte offre tour standardizzati. La mia proposta si differenzia per l’attenzione a itinerari su misura e per la collaborazione con produttori locali”.

Piano marketing e vendita: come raggiungere i clienti

Questa sezione spiega come promuovere i servizi e acquisire clienti. Gli elementi chiave sono:

  • Strategie di comunicazione: sito web professionale, presenza sui social, collaborazioni con tour operator e strutture ricettive.
  • Canali di vendita: prenotazioni dirette, piattaforme online (es. GetYourGuide, Viator), accordi con agenzie di viaggio.
  • Politica dei prezzi: ad esempio, “Tariffa media per tour giornaliero: 120–180 euro a persona, sconti per gruppi e offerte stagionali”.

Un esempio pratico: “Prevedo di investire 2.000 euro in campagne digitali nel primo anno, con l’obiettivo di acquisire almeno 100 nuovi clienti”.

Piano operativo e organizzativo: gestione e risorse

Qui si dettagliano le modalità operative e l’organizzazione del lavoro:

  • Gestione delle prenotazioni: utilizzo di software gestionali o piattaforme dedicate.
  • Collaborazioni: eventuale coinvolgimento di altri professionisti (es. guide locali, interpreti).
  • Logistica: mezzi di trasporto, punti di ritrovo, materiali informativi.
  • Risorse necessarie: budget per attrezzature, assicurazioni, formazione continua.

Un esempio: “Collaborerò con due guide locali per ampliare l’offerta e garantirò la copertura assicurativa per tutti i partecipanti”.

Allegati: documenti di supporto

In questa sezione si inseriscono documenti utili a supportare il progetto, come:

  • Curriculum professionale
  • Certificazioni e abilitazioni
  • Lettere di referenze o partnership
  • Preventivi di spesa e simulazioni di budget

Gli allegati rafforzano la credibilità e dimostrano la preparazione professionale.

Come costruire il piano economico-finanziario per l’attività di accompagnatore turistico

Come costruire il piano economico-finanziario per l’attività di accompagnatore turistico

La redazione del piano economico-finanziario è una delle fasi più cruciali per chi desidera avviare l’attività di Accompagnatore turistico. Questo documento permette di tradurre in numeri la propria idea imprenditoriale, valutando la sostenibilità finanziaria (capacità di coprire le spese) e la convenienza economica (capacità di generare utile). Di seguito vengono illustrati i passaggi fondamentali per strutturare un piano economico-finanziario efficace, con particolare attenzione alle voci di investimento, ai principali indicatori e agli scenari previsionali.

Investimento iniziale: abilitazioni, attrezzature e sito web

Il primo passo consiste nella stima del fabbisogno di capitale necessario per avviare l’attività. L’investimento iniziale si suddivide in:

  • Immobilizzazioni immateriali: comprendono i costi per l’ottenimento delle abilitazioni (esami, corsi di formazione), eventuali consulenze di notaio o commercialista, e le spese per la redazione del business plan stesso. In questa fase è importante considerare anche l’acquisto di software gestionali specifici per la gestione delle prenotazioni e dei clienti.
  • Immobilizzazioni materiali: includono l’acquisto di attrezzature come computer, tablet, smartphone, eventuali dispositivi audio per i tour, arredi per un piccolo ufficio e costi di allacciamento (internet, telefono).
  • Sito web: lo sviluppo del sito rappresenta un investimento iniziale, mentre il mantenimento annuale (hosting, aggiornamenti) va considerato tra i costi operativi ricorrenti.

Per stimare queste voci, è consigliabile consultare preventivi di fornitori, listini di enti di formazione e tariffe di professionisti (commercialisti, web agency).

Conto economico previsionale e stato patrimoniale

Il conto economico previsionale è lo strumento che consente di stimare i ricavi attesi e i costi operativi su base annuale. Per un Accompagnatore turistico, i ricavi derivano principalmente dalle tariffe applicate ai clienti (singoli o gruppi) per i servizi di accompagnamento. La stima può essere effettuata analizzando le tariffe medie di mercato e ipotizzando il numero di servizi erogati mensilmente.

  • Ricavi: calcolati moltiplicando la tariffa media per il numero di clienti o gruppi previsti.
  • Costi variabili: comprendono spese di trasporto, eventuali commissioni ad agenzie, materiali di consumo per i tour.
  • Costi fissi: includono il mantenimento del sito web, assicurazioni, affitto di un eventuale ufficio, utenze, marketing e promozione.

Lo stato patrimoniale previsionale fotografa la situazione di attività (beni posseduti) e passività (debiti e capitale proprio) a fine anno, evidenziando la solidità finanziaria dell’attività.

Cash flow, break-even point e indicatori di sostenibilità

Il cash flow (flusso di cassa) rappresenta la differenza tra incassi e pagamenti in un determinato periodo. È fondamentale per verificare la liquidità effettiva e la capacità di far fronte alle scadenze. Un cash flow positivo indica che l’attività è in grado di sostenersi senza ricorrere a finanziamenti esterni.

Il break-even point (punto di pareggio) indica il livello minimo di ricavi necessario per coprire tutti i costi. Si calcola dividendo i costi fissi per il margine di contribuzione unitario (tariffa media meno costi variabili per servizio). Raggiungere il break-even è il primo obiettivo per garantire la sopravvivenza dell’attività.

Tra gli indicatori di sostenibilità finanziaria più utilizzati troviamo:

  • DSCR (Debt Service Coverage Ratio): misura la capacità di generare flussi di cassa sufficienti a coprire eventuali rate di finanziamento. Un DSCR superiore a 1 indica una situazione di equilibrio.
  • Indici di redditività: come il ROI (Return on Investment) e il ROS (Return on Sales), che permettono di valutare la redditività degli investimenti e delle vendite.

Scenari previsionali a 3–5 anni e fonti per le stime

Per una pianificazione efficace, è consigliabile elaborare scenari previsionali su un orizzonte di 3–5 anni. Questo permette di simulare l’andamento dell’attività in condizioni diverse (ottimistiche, realistiche, conservative), valutando l’impatto di variazioni nelle tariffe, nel numero di clienti o nei costi. Le fonti per stimare tariffe, costi e ricavi includono:

  • Listini di associazioni di categoria e federazioni del turismo
  • Dati pubblici di ISTAT e Unioncamere su flussi turistici e spesa media
  • Preventivi di fornitori e professionisti
  • Esperienze di altri operatori del settore

Un’analisi accurata di questi dati consente di costruire un piano economico-finanziario solido e credibile, fondamentale per ottenere finanziamenti o per presentare il progetto a potenziali partner.

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Gli errori da evitare nel business plan per accompagnatore turistico: come superare i principali ostacoli ai finanziamenti

I principali errori che portano al rifiuto di finanziamenti

Quando si redige un business plan per l’attività di Accompagnatore turistico, uno degli obiettivi principali è ottenere finanziamenti da banche o accedere a bandi pubblici. Tuttavia, molti progetti vengono respinti a causa di errori ricorrenti che possono essere evitati con attenzione e metodo. Le banche e gli enti valutano con grande rigore la coerenza e l’affidabilità dei dati presentati, incrociando le informazioni del business plan con documenti ufficiali come bilanci, dichiarazioni dei redditi, DURC e Centrale Rischi.

Ecco gli errori più comuni che portano al rifiuto di una richiesta di finanziamento:

  • Dati finanziari incoerenti: ad esempio, fatturati dichiarati superiori a quelli risultanti dai bilanci depositati o dalle dichiarazioni fiscali.
  • Sottostima dei costi: presentare costi operativi troppo bassi rispetto agli standard di settore o non giustificati da preventivi reali.
  • Mancanza di analisi di mercato: non dimostrare di conoscere il target, la domanda turistica locale e la concorrenza.
  • Piani poco realistici: previsioni di crescita eccessivamente ottimistiche o non supportate da dati oggettivi.
  • Errori nei flussi di cassa: presentare flussi di cassa non sostenibili o non coerenti con la stagionalità tipica dell’attività di accompagnamento turistico.

Come evitare incoerenze e sottostime: esempi pratici

Per evitare che il proprio business plan venga scartato, è fondamentale allineare tutti i dati finanziari e contabili con quelli ufficiali. Ad esempio, se nel business plan si prevede un fatturato annuo di 30.000 euro, questo valore deve essere coerente con quanto dichiarato nei bilanci o nelle dichiarazioni dei redditi degli anni precedenti (se l’attività è già avviata). Qualsiasi discrepanza viene immediatamente rilevata dagli enti finanziatori e può portare al rifiuto della domanda.

Un altro errore frequente è la sottostima dei costi. Ad esempio, se si prevede di sostenere solo 2.000 euro annui di spese per trasporti e assicurazioni, ma i preventivi allegati dimostrano costi superiori, la banca considererà il piano poco credibile. È importante raccogliere preventivi aggiornati e congrui per ogni voce di spesa (trasporti, assicurazione, formazione, promozione) e inserirli nel piano finanziario.

Infine, non trascurare la propria posizione creditizia: ritardi nei pagamenti, debiti non chiusi o troppe richieste di credito in tempi ravvicinati vengono segnalati nella Centrale Rischi e possono compromettere l’accesso al finanziamento.

L’importanza dell’analisi di mercato e della presentazione dei flussi di cassa

Un business plan per Accompagnatore turistico deve includere una analisi di mercato dettagliata, che dimostri la conoscenza del territorio, dei flussi turistici e della concorrenza. Ad esempio, indicare il numero di turisti che visitano la zona ogni anno, la stagionalità della domanda e le principali tipologie di clientela (gruppi, scuole, stranieri) aiuta a rendere il piano più solido e credibile.

Per quanto riguarda i flussi di cassa, è fondamentale presentare previsioni che tengano conto della stagionalità: l’attività di accompagnatore turistico può avere picchi nei mesi primaverili ed estivi e periodi di bassa attività in inverno. Prevedere entrate costanti tutto l’anno è poco realistico e viene visto come un segnale di scarsa conoscenza del settore. Meglio suddividere le entrate mese per mese, evidenziando i periodi di maggiore attività e quelli di minore incasso, e pianificare di conseguenza le spese fisse e variabili.

Un esempio pratico: se si prevede di lavorare principalmente da aprile a ottobre, è opportuno mostrare come si intende coprire i costi nei mesi di bassa stagione (ad esempio, con attività formative, collaborazioni o servizi aggiuntivi).

Consigli operativi per presentare un business plan solido

  • Verifica la coerenza di tutti i dati con i documenti ufficiali (bilanci, dichiarazioni fiscali, DURC).
  • Richiedi preventivi aggiornati per ogni voce di spesa e allegali al piano.
  • Analizza il mercato locale e inserisci dati oggettivi su domanda e concorrenza.
  • Prepara flussi di cassa realistici, suddivisi per mese e coerenti con la stagionalità.
  • Controlla la tua posizione creditizia prima di presentare la domanda.

Seguendo questi accorgimenti, si riduce drasticamente il rischio di rifiuto del finanziamento e si aumenta la credibilità del proprio progetto come Accompagnatore turistico.

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Come presentare e utilizzare il business plan per accompagnatore turistico: strumenti e strategie operative

Presentazione del business plan: banca, bandi e investitori

Il business plan per l’attività di Accompagnatore turistico non è solo un documento interno, ma uno strumento fondamentale per interfacciarsi con soggetti esterni come banche, enti pubblici e potenziali investitori. Ogni interlocutore ha esigenze specifiche e richiede una presentazione mirata.

  • Per la banca: quando si richiede un finanziamento, la banca analizza il business plan per valutare il rischio di credito e la capacità di rimborso. Gli istituti di credito si concentrano su flussi di cassa previsti, piano di investimento dettagliato e presenza di garanzie. È fondamentale allegare anche dichiarazioni dei redditi, bilanci aziendali, visura camerale e DURC per dimostrare la solidità e la regolarità dell’attività.
  • Per bandi e finanza agevolata: la partecipazione a bandi pubblici, richieste di contributi o finanziamenti a tasso zero richiede un business plan personalizzato secondo le specifiche del bando. Il documento deve essere chiaro, professionale e visivamente ordinato, evidenziando la sostenibilità economica e finanziaria del progetto. Spesso vengono richiesti anche allegati aggiuntivi, come preventivi di spesa o piani di investimento dettagliati.
  • Per soci e investitori: il business plan è lo strumento chiave per coinvolgere nuovi soci o attrarre investitori. In questo caso, è importante mettere in risalto le potenzialità di crescita, il ritorno sull’investimento e la strategia di sviluppo dell’attività di Accompagnatore turistico.

Utilizzo operativo e aggiornamento periodico

Il business plan non è un documento statico: va aggiornato regolarmente per riflettere l’andamento reale dell’attività e le variazioni del mercato turistico. Un aggiornamento periodico consente di:

  • Monitorare gli scostamenti tra previsioni e risultati effettivi, individuando tempestivamente eventuali criticità.
  • Adattare le strategie commerciali, di marketing e di investimento in base ai dati raccolti.
  • Prepararsi a nuove opportunità di finanziamento o partnership, presentando sempre un documento attuale e credibile.

Per un Accompagnatore turistico, l’aggiornamento del business plan può essere annuale o semestrale, a seconda della stagionalità e delle dinamiche del settore.

Strumenti digitali per la redazione e il monitoraggio

La digitalizzazione semplifica la gestione del business plan, rendendo più facile sia la redazione che il monitoraggio dei dati economico-finanziari. Ecco alcuni strumenti utili:

  • Foglio di calcolo (Excel, Google Sheets): ideale per costruire tabelle di costi, ricavi e flussi di cassa, con la possibilità di aggiornare facilmente i dati e generare grafici riepilogativi.
  • Software di business planning: esistono piattaforme dedicate che guidano passo-passo nella compilazione del business plan, offrendo modelli preimpostati e report automatici.
  • Dashboard di monitoraggio: strumenti digitali che permettono di visualizzare in tempo reale l’andamento dell’attività rispetto agli obiettivi fissati nel business plan.

L’utilizzo di questi strumenti consente di risparmiare tempo, ridurre gli errori e presentare un documento professionale e sempre aggiornato, pronto per ogni esigenza: dalla richiesta di credito alla partecipazione a bandi, fino al coinvolgimento di nuovi partner.

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Domande frequenti su come fare il business plan per Accompagnatore turistico nel 2026

Cos’è e a cosa serve il business plan per accompagnatore turistico?

Il business plan per accompagnatore turistico è uno strumento fondamentale per definire la strategia dell’attività, individuando clienti, itinerari e tariffe. Serve a valutare la sostenibilità economica, pianificare i margini di profitto e controllare i flussi di cassa, soprattutto per gestire la forte stagionalità tipica del settore.

Come si fa un business plan efficace per questa attività?

Un business plan efficace si costruisce passo dopo passo: descrivi l’attività, analizza il mercato e i concorrenti, definisci i servizi e la strategia di prezzo, e stima i ricavi e le spese. È importante includere il piano operativo e il piano economico-finanziario per dimostrare la reale sostenibilità del progetto.

Quanto costa farlo redigere da un professionista?

Il costo per far redigere un business plan da un professionista può variare in base alla complessità dell’attività e al livello di dettaglio richiesto. Non sono presenti dati specifici sui costi nel contesto fornito, ma il valore aggiunto sta nella capacità di presentare un piano credibile e ben strutturato.

Quante pagine deve avere e quanto tempo richiede?

Il numero di pagine di un business plan per accompagnatore turistico dipende dalla profondità dell’analisi e dal dettaglio dei dati inseriti. Il tempo necessario per la redazione varia in base alla raccolta delle informazioni e alla stesura delle varie sezioni, ma non sono indicati numeri precisi nel contesto fornito.

Quali errori evitare per ottenere finanziamenti dalla banca?

Per ottenere finanziamenti dalla banca è fondamentale evitare errori come la mancanza di un’analisi di mercato dettagliata, l’assenza di un piano economico-finanziario realistico e la sottovalutazione della stagionalità. Un business plan ben fatto deve dimostrare che l’attività può essere sostenibile e redditizia nel tempo.

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Articolo scritto il 22/06/2026

dott stefano ventura bsness

STEFANO VENTURALinkedin

È il fondatore di Bsness.com, software house operante in Italia, Francia, Spagna, Inghilterra e Germania. Si è laureato in economia e commercio presso l’Università di Bologna dove ha anche conseguito il titolo di Dottore Commercialista. Ha esercitato con successo la professione di Dottore Commercialista come esperto in budget e business plan per poi dedicarsi a tempo pieno alla crescita di Bsness.com.