L’Italia è uno dei Paesi a più alta percentuale di anziani d’Europa.

Complici il calo delle nascite e la moderna medicina in Italia le persone che hanno più di 65 anni rappresentano il 22,8% della popolazione.

Una cifra ragguardevole e destina ad aumentare negli anni.

Al tempo stesso le variazioni intervenute nello stile di vita non consentono più alla famiglia di sopperire alle cure di cui può necessitare un anziano.

Investire in una casa di riposo, che dia ospitalità a persone anziane con ridotta autosufficienza ma non con patologie importanti, può rappresentare una fonte di guadagno sicura.

Ma cosa si deve sapere prima di pensare di aprire una casa di riposo?

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Aprire una casa di riposo per o una struttura similare?

Come fare per aprire una casa di riposo per anziani
Come fare per aprire una casa di riposo per anziani

In Italia troviamo varie tipologie di strutture assistenziali per anziani.

La scelta deve essere effettuata sulla base delle patologie e del grado di autosufficienza dell’anziano.

Facciamo chiarezza sulle varie tipologie e i servizi da esse assicurati.

Casa Albergo

Sono strutture in cui gli ospiti hanno un miniappartamento a disposizione, garantiscono quindi la possibilità di stare da soli in modo autonomo.

Sono dotate di spazi comuni quali la sala da pranzo o aree adibite ad attività ludico ricreative e offrono alcuni servizi sanitari di base.

E’ una scelta indicata per persone che non hanno grandi problemi di salute.

Casa protetta

È una struttura in cui gli anziani non autosufficienti soggiornano anche per periodi di tempo limitati.

Agli ospiti viene assicurata l’assistenza medico sanitaria h24.

In genere sono strutture piccole, circa 30 ospiti, e possono essere pubbliche o private.

Comunità alloggio

Accolgono anziani con ridotta autosufficienza e che non possono restare da soli in casa.

La richiesta di accesso a questo tipo di struttura deve essere presentata ai servizi sociali del Comune che, se necessario, può partecipare ai costi.

Casa di riposo

Sono le strutture più diffuse, assicurano agli ospiti la cura della persona e la possibilità di avere stanze singole o doppie con servizi igienici.

Chi sceglie questo tipo di soluzione ha una percentuale di autonomia limitata ma non è non autosufficiente al 100%.

L’assistenza sanitaria è assicurata da OSS, il medico effettua controlli periodici sulla salute dei pazienti e gli infermieri intervengono nell’erogazione delle terapie prescritte.

La sostanziale differenza tra casa di riposo e RSA è che in quest’ultima il personale medico infermieristico è sempre presente e i pazienti possono essere non autosufficienti.

RSA

Si tratta di una Residenza Sanitaria Assistenziale, ovvero una struttura in cui è possibile ricevere cure e in cui sono presenti medici e infermieri.

Sono delle strutture in cui vi è il costante presidio sanitario che assicura l’assistenza in caso di bisogno.

Sono comunque presenti spazi ludico ricreativi e vengono svolte attività comunitarie.

Come fare per aprire una casa di riposo nel rispetto delle norme

Una casa di riposo è una vera e propria impresa aventi fini di lucro e deve sottostare a una serie di leggi e adempimenti.

Per aprire una casa du riposo che funzioni e che sia redditizia, è fondamentale pianificare ogni dettaglio ancor prima di sostenere spese per consulenze, aperture ed investimenti.

Con un buon software business plan, sarà possibile calcolare il fabbisogno finanziario, il punto di pareggio, la redditività del capitale investito ed ottenere più facilmente finanziamenti ed agevolazioni.

Per risparmiare tempo, soprattutto se non si è tanto sicuri di come fare un business plan coerente e che desti interesse nel lettore, consigliamo di utilizzare un software con un esempio di business plan già fatto sul quale poter lavorare.

Le norme che regolano il settore

La norma di riferimento circa i requisiti previsti per la struttura è il Decreto Ministeriale n. 308 del 21 maggio 2001 recante “Regolamento concernente «Requisiti minimi strutturali e organizzativi per l’autorizzazione all’esercizio dei servizi e delle strutture a ciclo residenziale e semiresidenziale, a norma dell’articolo 11 della L. 8 novembre 2000, n. 328»”.

L’articolo 5 della citata norma impone il rispetto di una serie di punti:

  • la struttura deve possedere i requisiti previsti dalle norme vigenti in materia di urbanistica, edilizia, prevenzione incendi, igiene e sicurezza. Deve inoltre applicare i contratti di lavoro previsti per la tipologia di personale assunto;
  • la casa di riposo deve essere ubicata in un luogo facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, questo al fine di assicurare alla persona la partecipazione della vita sociale del territorio e le visite da parte di parenti e amici;
  • devono essere previsti degli spazi per le attività collettive distinti dalle camere che devono assicurare l’autonomia personale e la privacy;
  • nella struttura devono essere presenti figure professionali sociali e sanitarie qualificate, il personale deve avere caratteristiche rispondenti ai bisogni degli ospiti;
  • deve essere presente un coordinatore, qualificato, responsabile della struttura;
  • la casa di riposo deve adottare un registro degli ospiti e predisporre per ciascuno un piano di assistenza individuale;
  • le attività devono essere organizzate nel rispetto dei normali ritmi di vita degli ospiti;
  • l’imprenditore deve adottare una Carta dei servizi sociali, in ottemperanza all’articolo 13 della legge n. 328 del 2000, che includa le tariffe praticate con indicazione delle prestazioni ricomprese.

I requisiti richiesti per l’apertura di una casa di riposo

È fondamentale rispettare tutti i requisiti per aprire una casa di riposo privata.

Per iniziare, la normativa prevede che la struttura abbia una capacità massima di 80 persone.

Le stanze devono essere dotate di campanelli per chiamare il personale, le stanze devono avere accesso ai servizi igienici che devono essere uno ogni due stanze massimo.

Tutti i luoghi della residenza devono rispondere ai requisiti di accessibilità previsti in caso di disabili, inoltre se la struttura è su più piani deve essere presente un ascensore.

Le camere devono essere dotate di impianto telefonico e devono essere presenti una cucina e una lavanderia.

I luoghi devono rispondere a tutte le norme di sicurezza previste nel Decreto del Presidente della Repubblica del 1997.

Il Coordinatore della struttura deve essere una persona avente le seguenti caratteristiche: essere laureato in scienze dell’educazione o sociologia e avere un’esperienza, documentabile nel settore.

La sua funzione è di coordinamento e programmazione, organizza tutte le attività svolte nella struttura.

Oltre al rispetto della normativa sugli ambienti e sul personale adibito all’assistenza l’impresa deve:

  • fare richiesta della partita Iva all’Agenzia delle Entrate;
  • essere iscritta al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio;
  • iscriversi ai registri INPS e Inail.

Aprire una casa di riposo in franchising

Aprire una casa di riposo in franchising
Come aprire una casa di riposo in franchising

Le normative per aprire una casa di riposo in franchising rimangono sempre le stesse.

Cambierà sensibilmente il grado di difficoltà nel gestire l’impresa ma anche i guadagni che potrebbero essere inferiori a causa del pagamento delle quote al franchisor.

Si tratterà infatti di una casa di riposo creata sulla base di un format esistente e studiato fin nei minimi particolari dove il grado di autonomia dell’imprenditore sarà molto ridotto.

Allo stesso modo saranno ridotti gli investimenti in marketing e si potrà beneficiare di studi del mercato e della concorrenza approfonditi.

Anche sotto l’aspetto burocratico sarà tutto molto più semplice perché tutto il progetto sarà già disegnato nel rispetto della normativa e i consulenti del franchisor si occuperanno delle richieste di autorizzazione presso le istituzioni locali.

Finito di scrivere ad aprile 2022

Dott. Stefano Ventura - Dottore Commercialista

STEFANO VENTURALinkedin

Stefano Ventura è il fondatore di Bsness.com, software house operante in italia e Spagna. Si è laureato in economia e commercio presso l’Università di Bologna dove ha anche conseguito il titolo di Dottore Commercialista. Ha esercitato con successo la professione di Dottore Commercialista come esperto in budget e business plan per poi dedicarsi a tempo pieno alla crescita di Bsness.com.