Aggiornato il 27 agosto 2026.

Il break-even point (BEP), o punto di pareggio, è il livello di vendite al quale i ricavi totali eguagliano i costi totali: il risultato operativo è pari a zero, quindi l’impresa non realizza né utile né perdita. La formula più usata, quando hai un prodotto o servizio con prezzo e costo variabile unitario omogenei, è BEP = costi fissi / margine di contribuzione unitario.

Conoscere il punto di pareggio ti aiuta a capire quante unità devi vendere oppure quanto fatturato devi generare per coprire i costi. È uno dei collegamenti più utili tra costi fissi e variabili, prezzi, volumi e redditività. L’analisi costi-volumi-risultati (CVP) è utilizzata proprio per misurare come varia il risultato economico quando cambiano volumi, prezzi e costi; ACCA definisce il break-even come il punto in cui ricavi totali e costi totali coincidono.

💡 Dal calcolo al business plan

Il BEP è davvero utile quando non resta un numero isolato: deve essere collegato al budget aziendale, al piano economico-finanziario e agli scenari di vendita. Nei software Business Plan 2026 AI di Bsness.com i dati economici vengono collegati al piano e aggiornati automaticamente quando modifichi prezzi, costi o volumi.

Indice

Che cos’è il break-even point

Il break-even point è la soglia alla quale il margine generato dalle vendite è sufficiente a coprire tutti i costi fissi del periodo. In forma economica puoi scrivere la condizione di pareggio così:

Ricavi totali – costi variabili totali – costi fissi = 0

La differenza tra prezzo di vendita e costo variabile unitario è il margine di contribuzione unitario. Ogni unità venduta contribuisce, per quell’importo, prima a coprire i costi fissi e poi, una volta raggiunto il pareggio, a generare risultato operativo. Questo è il cuore dell’analisi CVP descritta sia da ACCA sia dal manuale di managerial accounting di OpenStax.

🔍 Punto di pareggio non significa recupero dell’investimento

Il BEP non ti dice in quanti mesi o anni recupererai l’investimento iniziale. Quello è un problema di payback e di flussi finanziari. Il break-even misura invece il livello di attività necessario affinché ricavi e costi del periodo si pareggino.

Formula del break-even point

La formula dipende da ciò che vuoi misurare: quantità da vendere oppure fatturato minimo. Prima di calcolarla devi classificare correttamente i costi e individuare il margine di contribuzione.

Formule del break-even point in quantità e in fatturato
Le formule base del BEP: in unità e in fatturato.

Formula del BEP in quantità

BEP (unità) = costi fissi / (prezzo unitario – costo variabile unitario)

Poiché prezzo unitario – costo variabile unitario = margine di contribuzione unitario, la formula può essere scritta anche come:

BEP (unità) = costi fissi / margine di contribuzione unitario

Formula del BEP in fatturato

Quando vuoi conoscere la soglia direttamente in euro, usa il margine di contribuzione percentuale:

Margine di contribuzione % = (ricavi – costi variabili) / ricavi

BEP (fatturato) = costi fissi / margine di contribuzione %

Questa seconda formula è particolarmente utile nei servizi e nelle imprese con molti prodotti, purché il margine percentuale utilizzato rappresenti in modo realistico il mix di vendita previsto.

IndicatoreFormulaCosa misura
Margine unitarioPrezzo – CV unitarioContributo di ogni unità alla copertura dei fissi
Margine %Margine / ricaviQuota di ogni euro di vendita disponibile per fissi e utile
BEP in unitàCF / margine unitarioQuantità minima di pareggio
BEP in fatturatoCF / margine %Ricavi minimi di pareggio

Esempio pratico di break-even point

Consideriamo una simulazione Bsness.com costruita esclusivamente per spiegare il metodo. Immagina un’impresa che venda un prodotto a 30 euro, con un costo variabile di 18 euro per unità e costi fissi mensili pari a 8.400 euro.

DatoValore
Prezzo unitario30,00 €
Costo variabile unitario18,00 €
Margine di contribuzione unitario12,00 €
Margine di contribuzione %40,0%
Costi fissi mensili8.400,00 €

Il calcolo è immediato:

  • BEP in quantità: 8.400 / 12 = 700 unità;
  • BEP in fatturato: 8.400 / 40% = 21.000 euro;
  • con 700 unità vendute, i ricavi sono 21.000 euro e i costi totali sono anch’essi 21.000 euro;
  • da 701 unità in poi, a parità di ipotesi, ogni unità aggiuntiva genera 12 euro di risultato operativo incrementale;

Se il budget prevede 850 unità, il risultato operativo della simulazione è 1.800 euro: 850 × 12 – 8.400. Il margine di sicurezza rispetto al pareggio è di 150 unità, pari a circa 17,6% delle vendite previste.

Grafico del break-even point con ricavi, costi totali e punto di pareggio a 700 unità
Simulazione Bsness.com: il punto di intersezione tra ricavi e costi totali è il BEP.

Come leggere il grafico del break-even point

Nel grafico tradizionale del BEP l’asse orizzontale rappresenta le quantità vendute, mentre l’asse verticale rappresenta ricavi e costi. La retta dei ricavi parte da zero e cresce con il prezzo unitario; la retta dei costi totali parte invece dal livello dei costi fissi e cresce con i costi variabili.

  • prima dell’intersezione, i costi totali sono superiori ai ricavi e l’impresa è in perdita;
  • nel punto di intersezione, ricavi e costi coincidono e il risultato è zero;
  • dopo l’intersezione, i ricavi superano i costi e si genera un risultato operativo positivo;

ACCA descrive lo stesso metodo grafico nell’analisi CVP: il punto in cui la linea dei ricavi totali incrocia quella dei costi totali è il break-even point. Per un grafico con quantità numeriche sull’asse x, in Excel è normalmente più adatto un grafico a dispersione XY, perché l’asse orizzontale è un vero asse di valori, come spiega anche Microsoft Support.

Come calcolare il break-even point in Excel

Per un modello semplice puoi creare il calcolo in poche celle. L’importante è non inserire il BEP come numero fisso: deve derivare da formule collegate a prezzo, costi variabili e costi fissi, così il risultato cambia automaticamente quando aggiorni le ipotesi.

Esempio Excel con formule per margine di contribuzione e break-even point
Struttura minima di un foglio Excel per calcolare il break-even point.
CellaContenutoFormula o valore
B2Prezzo unitario30,00
B3Costo variabile unitario18,00
B4Costi fissi8.400,00
B5Margine unitario=B2-B3
B6Margine %=B5/B2
B7BEP unità=B4/B5
B8BEP fatturato=B4/B6

Creare il grafico in Excel

  • crea una colonna con diversi livelli di quantità, per esempio da 0 a 1.100;
  • calcola i ricavi totali con quantità × prezzo;
  • calcola i costi totali con costi fissi + quantità × costo variabile unitario;
  • seleziona quantità, ricavi e costi e inserisci un grafico a dispersione XY con linee;
  • evidenzia l’intersezione corrispondente a 700 unità e 21.000 euro;

Usare Ricerca obiettivo

Se il modello contiene più formule e vuoi trovare la quantità che porta il risultato operativo a zero, puoi usare Dati → Analisi di simulazione → Ricerca obiettivo. Microsoft spiega che Ricerca obiettivo parte da un risultato desiderato e modifica una singola cella di input fino a raggiungerlo. Nel tuo caso puoi impostare la cella del risultato operativo a 0 modificando la cella delle quantità vendute. Per modelli con più variabili contemporaneamente serve invece uno strumento di scenario o Solver.

Se stai costruendo un modello economico-finanziario più ampio, consulta anche la nostra guida al budget aziendale e quella al piano economico-finanziario: il BEP acquista significato quando viene letto insieme a ricavi, costi, investimenti e flussi.

✅ Evita formule isolate

Un foglio Excel con il solo BEP non ti dice se avrai abbastanza liquidità, se il capitale investito è sostenibile o come cambieranno i risultati nei mesi successivi. Un business plan completo collega volumi, prezzi, costi, budget, cassa e scenari.

Break-even per più prodotti e servizi

La formula in unità è immediata quando hai un solo prodotto o un servizio standardizzato. Se vendi più prodotti con margini diversi, non è corretto calcolare un BEP separato ignorando i costi comuni e poi sommare i risultati. In questi casi è più utile lavorare sul margine di contribuzione percentuale medio ponderato del mix di vendita.

Supponiamo che un’impresa venda due famiglie di prodotti e, nel mix previsto, realizzi 100.000 euro di ricavi e 36.000 euro di margine di contribuzione complessivo. Il margine percentuale medio è quindi 36%. Con costi fissi pari a 45.000 euro:

BEP fatturato = 45.000 / 36% = 125.000 euro

Il risultato è valido però solo se il mix di vendita resta sufficientemente vicino a quello ipotizzato. ACCA sottolinea che, in presenza di più prodotti, il break-even dipende dal mix e può cambiare se aumenta il peso dei prodotti con margine più alto o più basso.

Margine di sicurezza e profitto obiettivo

Raggiungere il BEP non è normalmente l’obiettivo finale: serve sapere quanto sei distante dalla soglia di perdita e quale volume serve per ottenere un utile coerente con il piano.

Margine di sicurezza

Il margine di sicurezza misura di quanto le vendite previste o effettive possono diminuire prima di scendere sotto il pareggio:

Margine di sicurezza % = (vendite – vendite di pareggio) / vendite

Nella nostra simulazione, con 850 unità previste e BEP a 700 unità, il margine di sicurezza è 150 unità, cioè circa 17,6%. ACCA utilizza la stessa logica per misurare quanto le vendite possano ridursi prima di generare una perdita.

Volume necessario per un utile obiettivo

Se vuoi ottenere un risultato operativo target, puoi aggiungerlo ai costi fissi:

Quantità per utile obiettivo = (costi fissi + utile obiettivo) / margine unitario

Con i dati dell’esempio e un utile obiettivo mensile di 3.600 euro:

(8.400 + 3.600) / 12 = 1.000 unità

Quanto cambia il BEP se cambiano prezzi e costi

ScenarioPrezzoCV unitarioMargine unitarioBEP unitàRisultato a 850 unità
Base30,00 €18,00 €12,00 €7001.800 €
Prezzo -5%28,50 €18,00 €10,50 €800525 €
CV +1,50 €30,00 €19,50 €10,50 €800525 €
Prezzo -5% e CV +1,50 €28,50 €19,50 €9,00 €934 circa-750 €

La tabella rende evidente una regola pratica: anche piccole variazioni del margine di contribuzione possono spostare molto il punto di pareggio. Per questo è utile analizzare almeno uno scenario realistico e uno prudenziale prima di fissare prezzi, sconti o obiettivi di vendita.

Limiti ed errori da evitare nel calcolo

Il break-even point è potente proprio perché semplifica la realtà. Ma la semplificazione va gestita. Le fonti di managerial accounting ricordano che l’analisi CVP si basa normalmente su ipotesi di linearità e su un intervallo di attività nel quale prezzi e comportamenti dei costi possono essere considerati abbastanza stabili.

  • usare costi fissi unitari invece dei costi fissi totali: il costo fisso per unità cambia con il volume e porta a formule circolari o risultati fuorvianti;
  • considerare tutti i costi perfettamente fissi o variabili: utenze, personale, logistica e manutenzioni possono avere componenti miste o costi a scaglioni;
  • ignorare il mix di vendita: nelle imprese multiprodotto il margine medio cambia se cambia la composizione delle vendite;
  • usare un prezzo medio poco realistico: sconti, commissioni, resi e canali diversi possono ridurre il prezzo netto effettivo;
  • confondere BEP economico e liquidità: ammortamenti, capitale circolante, investimenti e rimborso dei finanziamenti possono far divergere risultato economico e cassa;
  • leggere il BEP come una previsione certa: è una soglia basata su ipotesi, quindi va aggiornata quando cambiano costi, prezzi o volumi;

🔍 Quali costi fissi usare?

Dipende dall’obiettivo dell’analisi. Se vuoi un BEP economico, puoi includere anche costi non monetari come gli ammortamenti quando fanno parte del risultato operativo che vuoi azzerare. Se vuoi ragionare sulla sola soglia di cassa, devi costruire un’analisi finanziaria distinta. Dichiarare l’obiettivo evita di confrontare numeri che misurano cose diverse.

Break-even point nel business plan

Nel business plan il BEP serve a verificare se il volume di vendite previsto è coerente con la struttura dei costi. Non dovrebbe essere presentato come un numero isolato, ma confrontato con capacità produttiva, domanda stimata, stagionalità, prezzi e margine di sicurezza.

Un buon piano economico-finanziario dovrebbe permetterti di rispondere almeno a queste domande:

  • il fatturato previsto supera il punto di pareggio con un margine ragionevole?;
  • la capacità produttiva o commerciale consente davvero di raggiungere le quantità richieste?;
  • il margine resta sufficiente anche in uno scenario prudenziale?;
  • il BEP è coerente con i costi fissi e variabili utilizzati nel budget?;
  • le ipotesi di prezzo e mix di vendita sono documentate e aggiornabili?;

Per una nuova impresa, inoltre, il punto di pareggio può essere raggiunto solo dopo una fase di crescita progressiva delle vendite. Per questo conviene leggere il BEP insieme al budget mensile e non soltanto come valore annuale.

Domande frequenti sul break-even point

Che cos’è il break-even point in parole semplici?

È il livello di vendite al quale ricavi e costi si pareggiano. Sotto quella soglia l’attività genera una perdita; sopra quella soglia, a parità di ipotesi, genera un risultato operativo positivo.

Qual è la formula del break-even point?

Per un prodotto: costi fissi / (prezzo unitario – costo variabile unitario). Per esprimere il BEP in fatturato: costi fissi / margine di contribuzione percentuale.

Come si calcola il break-even point in euro?

Dividi i costi fissi per il margine di contribuzione percentuale. Con costi fissi di 8.400 euro e margine del 40%, il fatturato di pareggio è 21.000 euro.

Il break-even point può essere negativo?

In un modello normale con costi fissi positivi, un BEP economicamente significativo richiede un margine di contribuzione positivo. Se prezzo meno costo variabile è zero o negativo, aumentare i volumi non copre i costi fissi: prima devi correggere prezzo, costo variabile o modello di offerta.

BEP e margine di contribuzione sono la stessa cosa?

No. Il margine di contribuzione indica quanto ogni unità o euro di vendita contribuisce a coprire costi fissi e utile; il BEP usa quel margine per determinare quante vendite servono per arrivare al risultato zero.

Il break-even point coincide con il cash flow zero?

Non necessariamente. Il BEP è normalmente un indicatore economico, mentre la cassa dipende anche da tempi di incasso e pagamento, investimenti, finanziamenti, imposte e variazioni del capitale circolante. Per questo redditività e liquidità vanno analizzate separatamente.

Fonti principali

📌 Porta il break-even dentro un piano completo

Con il Software Business Plan 2026 AI di Bsness.com puoi lavorare su budget e business plan con moduli collegati, due scenari alternativi e calcoli economico-finanziari aggiornati a ogni modifica. In questo modo il punto di pareggio resta coerente con le ipotesi reali della tua impresa.

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dott stefano ventura bsness

STEFANO VENTURALinkedin

È il fondatore di Bsness.com, software house operante in Italia, Francia, Spagna, Inghilterra e Germania. Si è laureato in economia e commercio presso l’Università di Bologna dove ha anche conseguito il titolo di Dottore Commercialista. Ha esercitato con successo la professione di Dottore Commercialista come esperto in budget e business plan per poi dedicarsi a tempo pieno alla crescita di Bsness.com.