Nel 2026, chi desidera aprire o rinnovare un negozio di frutta e verdura in Italia può contare su un’ampia gamma di finanziamenti a fondo perduto, agevolazioni e incentivi mirati. Grazie a bandi nazionali come Resto al Sud 2.0 di Invitalia, la Nuova Sabatini del MIMIT e le misure di ISMEA per la filiera agricola, è possibile ottenere contributi fino al 70% delle spese o accedere a finanziamenti agevolati per investimenti in attrezzature, digitalizzazione e sicurezza. Non mancano le agevolazioni camerali e i bandi regionali – come quelli per piccoli comuni o giovani imprenditori – oltre ai fondi europei e alle risorse del PNRR. Questa guida, aggiornata al 2026 e basata esclusivamente su fonti istituzionali, offre una panoramica pratica delle principali opportunità disponibili e degli errori da evitare per massimizzare le possibilità di successo.
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Strumenti camerali e provinciali per negozi di frutta e verdura: voucher, fondo perduto e microcredito nel 2026
Nel 2026, le Camere di Commercio e le Province italiane offrono un ventaglio di strumenti specifici per sostenere l’avvio, l’ammodernamento e la digitalizzazione dei negozi di frutta e verdura. Queste misure si affiancano ai bandi nazionali e regionali, ma presentano vantaggi concreti per chi opera nel commercio al dettaglio di prodotti ortofrutticoli, con particolare attenzione alle micro e piccole imprese. Di seguito analizziamo i principali strumenti disponibili, i requisiti richiesti e le modalità di accesso.
Voucher digitali i4.0: sostegno alla digitalizzazione e sostenibilità
Le Camere di Commercio promuovono ogni anno bandi per i Voucher Digitali I4.0, rivolti alle micro, piccole e medie imprese (MPMI) del commercio al dettaglio, inclusi i negozi di frutta e verdura. Nel 2026, questi voucher possono raggiungere importi tra 5.000 e 10.000 euro a fondo perduto, coprendo fino al 50-70% delle spese ammissibili.
- Spese ammissibili: consulenza, formazione, acquisto di tecnologie digitali (software gestionali, sistemi di tracciabilità, e-commerce, soluzioni per la sostenibilità ambientale).
- Requisiti: iscrizione al Registro Imprese, sede operativa nella provincia di riferimento, rispetto della normativa antimafia e regolarità contributiva.
- Modalità di accesso: presentazione della domanda tramite il portale della Camera di Commercio territoriale, con allegato il progetto di digitalizzazione e i preventivi di spesa.
Alcuni bandi prevedono linee specifiche per la doppia transizione digitale ed ecologica, favorendo investimenti in tecnologie green e processi di efficientamento energetico.
Fondo perduto camerale e bandi provinciali per il commercio al dettaglio
Oltre ai voucher digitali, le Camere di Commercio e le Province attivano periodicamente bandi a fondo perduto per sostenere l’ammodernamento dei negozi fisici e la creazione di nuove attività commerciali, con particolare attenzione ai piccoli comuni e alle aree interne.
- Importi: contributi a fondo perduto dal 30% al 70% delle spese, con massimali che variano da 5.000 a 40.000 euro a seconda del bando e della localizzazione.
- Spese ammissibili: ristrutturazione locali, acquisto di arredi e attrezzature (bilance, banchi frigo, scaffalature), sistemi di sicurezza, interventi per l’accessibilità e l’efficienza energetica.
- Esempio: il bando “Nuova Impresa Piccoli Comuni e Frazioni” (Lombardia 2026) offre contributi fino a 40.000 euro per negozi di prossimità nei comuni sotto i 5.000 abitanti.
- Modalità di accesso: domanda online sul portale della Camera di Commercio o della Provincia, con allegati i preventivi e la documentazione richiesta.
Questi bandi sono spesso cofinanziati da fondi regionali o europei (FESR), e possono essere cumulabili con altre agevolazioni nazionali.
Microcredito e garanzie per negozi di frutta e verdura
Per chi necessita di liquidità immediata o non dispone di garanzie bancarie, le Camere di Commercio e i Confidi provinciali mettono a disposizione strumenti di microcredito e garanzie pubbliche per facilitare l’accesso al credito.
- Microcredito: finanziamenti fino a 40.000 euro per nuove aperture o investimenti, con tassi agevolati e procedure semplificate.
- Garanzie: rilascio di garanzie pubbliche fino all’80% dell’importo finanziato, riducendo il rischio per le banche e facilitando l’ottenimento di prestiti.
- Requisiti: essere iscritti al Registro Imprese, non avere protesti o procedure concorsuali in corso, presentare un business plan sostenibile.
- Modalità di accesso: domanda tramite sportelli camerali o Confidi convenzionati, con valutazione del merito creditizio e del progetto imprenditoriale.
Questi strumenti sono particolarmente utili per giovani imprenditori, donne e attività nei piccoli centri, che spesso incontrano maggiori difficoltà nell’accesso al credito tradizionale.
Bandi specifici per il commercio al dettaglio: focus 2026
Nel 2026, le Camere di Commercio prevedono anche bandi tematici dedicati al commercio al dettaglio, con linee riservate ai negozi di frutta e verdura che investono in innovazione, sostenibilità e reti di impresa. Questi bandi possono finanziare:
- progetti di e-commerce e vendita online di prodotti ortofrutticoli;
- partecipazione a reti di negozi di prossimità o mercati rionali;
- iniziative di promozione territoriale e valorizzazione delle filiere corte.
Le modalità di accesso e i requisiti sono definiti nei singoli bandi pubblicati sui portali ufficiali delle Camere di Commercio e delle Province.

Agevolazioni regionali per negozio di frutta e verdura: bandi e incentivi attivi nel 2026
Nel 2026, chi desidera aprire o ammodernare un negozio di frutta e verdura in Italia può contare su una serie di agevolazioni regionali dedicate al commercio alimentare. Le misure variano per importo, requisiti e modalità di accesso, ma rappresentano un’opportunità concreta per sostenere investimenti in attrezzature, tecnologie e innovazione. Di seguito una panoramica dettagliata delle principali iniziative attive o programmate in alcune regioni chiave, con particolare attenzione ai bandi specifici per il settore.
Lombardia: contributi per nuove imprese nei piccoli comuni
La Regione Lombardia sostiene l’avvio e il rafforzamento di attività commerciali nei centri minori attraverso il bando “Nuova Impresa Piccoli Comuni e Frazioni”. Questa misura è particolarmente rilevante per chi intende aprire un negozio di frutta e verdura in aree meno urbanizzate.
- Importo massimo: contributo a fondo perduto fino a 10.000 euro per nuove aperture o subentri.
- Percentuale di copertura: fino al 50% delle spese ammissibili (arredi, attrezzature, lavori di adeguamento locali).
- Requisiti principali: micro e piccole imprese con codice ATECO relativo al commercio al dettaglio di prodotti alimentari, localizzate in comuni lombardi con meno di 3.000 abitanti o in frazioni di comuni più grandi.
- Scadenza: bandi annuali, con apertura prevista anche per il 2026.
- Fonte: portale ufficiale Regione Lombardia.
Marche: incentivi per la digitalizzazione e l’innovazione commerciale
Nelle Marche, il sostegno alle attività commerciali si concentra su innovazione tecnologica e digitalizzazione, aspetti sempre più centrali anche per i negozi di frutta e verdura che vogliono differenziarsi e migliorare la gestione.
- Nome misura: Bando per la digitalizzazione delle imprese commerciali (edizioni annuali).
- Importo massimo: fino a 5.000 euro a fondo perduto.
- Percentuale di copertura: dal 40% al 60% delle spese per acquisto di software gestionali, sistemi di pagamento elettronico, e-commerce, attrezzature digitali.
- Requisiti principali: micro, piccole e medie imprese del commercio al dettaglio (ATECO 47.21, 47.29), con sede operativa nelle Marche.
- Fonte: portale Regione Marche.
Valle d’aosta: sostegno agli esercizi di vicinato alimentare
La Valle d’Aosta promuove la presenza di negozi di prossimità attraverso il bando “Sostegno agli esercizi di vicinato alimentare”, rivolto anche ai fruttivendoli che operano nei piccoli comuni montani.
- Importo massimo: contributo a fondo perduto fino a 8.000 euro per spese di ammodernamento, arredi e attrezzature.
- Percentuale di copertura: fino al 60% delle spese ammissibili.
- Requisiti principali: esercizi di vicinato alimentare con superficie inferiore a 250 mq, ubicati in comuni con meno di 2.000 abitanti.
- Scadenza: bandi periodici, con nuova edizione prevista per il 2026.
- Fonte: portale Regione Valle d’Aosta.
Toscana: contributi per la riqualificazione delle imprese commerciali
La Regione Toscana incentiva la riqualificazione dei negozi attraverso bandi dedicati alle imprese del commercio al dettaglio, compresi i negozi di frutta e verdura.
- Nome misura: Bando per la riqualificazione delle imprese commerciali (edizione 2026 in programmazione).
- Importo massimo: fino a 7.000 euro a fondo perduto.
- Percentuale di copertura: fino al 50% delle spese per lavori di ristrutturazione, acquisto di attrezzature e sistemi di sicurezza.
- Requisiti principali: micro e piccole imprese del commercio al dettaglio (ATECO 47.21, 47.29), con sede in Toscana.
- Fonte: portale Regione Toscana.
Sardegna: incentivi per l’apertura di nuove attività nei centri rurali
In Sardegna, le opportunità per chi vuole avviare un negozio di frutta e verdura sono legate ai bandi per la rivitalizzazione dei centri rurali e delle aree interne.
- Nome misura: Contributi per nuove attività commerciali nei comuni rurali.
- Importo massimo: fino a 12.000 euro a fondo perduto.
- Percentuale di copertura: fino al 70% delle spese ammissibili (arredi, attrezzature, lavori di adeguamento locali).
- Requisiti principali: nuove imprese commerciali con sede in comuni con meno di 5.000 abitanti.
- Fonte: portale Regione Sardegna.

Le principali agevolazioni nazionali per negozi di frutta e verdura nel 2026
Nel 2026, chi desidera avviare o modernizzare un negozio di frutta e verdura in Italia può contare su un ampio ventaglio di finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto. Le misure nazionali sono pensate per sostenere la nascita di nuove imprese, l’innovazione tecnologica, la sicurezza e la competitività del commercio alimentare, con particolare attenzione a giovani, donne e attività localizzate in aree svantaggiate. Di seguito una panoramica delle principali opportunità disponibili, con dettagli su importi, percentuali di contributo e requisiti di accesso.
Misure invitalia: resto al sud 2.0, on – nuove imprese a tasso zero e autoimpiego
Invitalia gestisce alcune delle agevolazioni più rilevanti per chi apre o sviluppa un negozio di frutta e verdura:
- Resto al Sud 2.0: rivolto a giovani tra 18 e 35 anni residenti nel Mezzogiorno o in aree del Centro Italia colpite da sisma. Prevede voucher a fondo perduto fino a 50.000 euro e contributi in conto capitale fino al 75% per investimenti fino a 200.000 euro. L’agevolazione copre spese di avvio, attrezzature, ristrutturazioni e capitale circolante.
- ON – Nuove Imprese a Tasso Zero: destinato a giovani under 35 e donne di tutte le età su tutto il territorio nazionale. Consente di finanziare fino al 90% delle spese ammissibili tramite una combinazione di fondo perduto e finanziamento a tasso zero. È ideale per chi vuole avviare o ampliare un negozio di ortofrutta, anche con investimenti in digitalizzazione e sostenibilità.
- Autoimpiego: misura pensata per chi è disoccupato o inattivo e vuole mettersi in proprio, con contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per l’avvio di microimprese, inclusi negozi alimentari.
Nuova sabatini e fondo centrale di garanzia: investimenti in attrezzature e liquidità
Per l’acquisto di macchinari, attrezzature (come bilance elettroniche, banchi frigo, registratori di cassa) e software, la Nuova Sabatini rappresenta la principale misura nazionale:
- Nuova Sabatini 2026: sostiene le PMI nell’acquisto di beni strumentali nuovi, coprendo parte degli interessi sui finanziamenti bancari. Il contributo è calcolato su un tasso d’interesse annuo convenzionale del 2,75% (beni ordinari) o 3,575% (beni 4.0 e green). L’investimento può arrivare fino a 4 milioni di euro per impresa.
- Fondo Centrale di Garanzia: facilita l’accesso al credito per le imprese, offrendo una garanzia pubblica gratuita su finanziamenti bancari destinati a investimenti, scorte o liquidità.
Agevolazioni per sicurezza, digitalizzazione e filiera agroalimentare
Oltre alle misure per l’avvio e l’ammodernamento, esistono incentivi specifici per la sicurezza e l’innovazione:
- Bando ISI INAIL 2026: sostiene investimenti per migliorare la sicurezza sul lavoro (es. movimentazione carichi, macchinari sicuri) con un contributo a fondo perduto fino al 65% delle spese ammissibili.
- Simest – Digitalizzazione e internazionalizzazione: finanzia progetti di transizione digitale e apertura a nuovi mercati, con contributi e finanziamenti agevolati per l’acquisto di tecnologie, e-commerce e formazione digitale.
- ISMEA Investe: offre finanziamenti ipotecari a tasso agevolato (abbattimento del 70% del tasso di mercato) per società che commercializzano prodotti agricoli, con durata fino a 15 anni.
- Generazione Terra ISMEA 2026: dedicato a giovani under 41, finanzia l’acquisto di terreni agricoli con preammortamento di 2 anni, utile per chi vuole integrare la produzione agricola con la vendita diretta.
Decreti settoriali e plafond massimi
Le misure nazionali sono spesso integrate da decreti settoriali e bandi specifici per il commercio alimentare. Ad esempio, per il 2026 sono previsti contributi a fondo perduto fino al 35% delle spese ammissibili, con un importo massimo di 300.000 euro per progetto, secondo le linee guida pubblicate dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dal Ministero dell’Agricoltura. Questi plafond possono variare in base alla tipologia di investimento e alla localizzazione dell’attività.

Come accedere ai fondi europei e PNRR 2026 per un negozio di frutta e verdura
Nel 2026, i fondi europei e le risorse del PNRR rappresentano un’opportunità chiave per chi desidera aprire o ammodernare un negozio di frutta e verdura in Italia. Questi strumenti finanziano investimenti in innovazione, sostenibilità, digitalizzazione e rafforzamento della filiera agroalimentare. Di seguito, una guida pratica su come accedere ai principali programmi europei e nazionali, con esempi di bandi, modalità di candidatura e riferimenti utili.
Principali fondi europei e PNRR per il settore ortofrutticolo
I negozi di frutta e verdura possono beneficiare di diverse linee di finanziamento nell’ambito del ciclo 2021-2027:
- FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale): sostiene investimenti in tecnologie, attrezzature, efficientamento energetico e digitalizzazione dei punti vendita.
- FSE+ (Fondo Sociale Europeo Plus): finanzia formazione e aggiornamento professionale per titolari e dipendenti.
- FEASR (Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale): incentiva la filiera corta e la vendita diretta di prodotti agricoli, anche tramite piccoli negozi.
- COSME/InvestEU: facilita l’accesso al credito per PMI e microimprese, anche tramite garanzie su finanziamenti bancari.
- Horizon Europe: sostiene progetti innovativi, ad esempio per la riduzione degli sprechi alimentari o la tracciabilità dei prodotti freschi.
- NextGenerationEU e PNRR: finanziano la transizione digitale e verde, con bandi nazionali e regionali dedicati al commercio e all’agroalimentare.
Le risorse sono erogate tramite bandi periodici, spesso gestiti da Regioni, Ministeri o agenzie come Invitalia e ISMEA.
Modalità di candidatura e sportelli di supporto
Per partecipare ai bandi europei e PNRR, è fondamentale:
- Monitorare i portali regionali e nazionali (ad esempio, quelli delle Camere di Commercio e dei Ministeri competenti).
- Preparare una domanda completa, con business plan, preventivi di spesa e documentazione richiesta.
- Verificare i requisiti di ammissibilità (età, localizzazione, tipologia di investimento, dimensione aziendale).
- Presentare la domanda entro le scadenze indicate dal bando.
Per orientarsi tra le opportunità e ricevere assistenza nella compilazione delle domande, sono disponibili:
- Europe Direct: sportelli informativi presenti in tutte le regioni italiane, che offrono consulenza gratuita sui fondi UE.
- Camere di Commercio: forniscono supporto tecnico e aggiornamenti sui bandi locali e nazionali.
Cumulabilità delle agevolazioni e esempi di bandi pertinenti
Le agevolazioni europee e PNRR sono spesso cumulabili tra loro e con altri incentivi nazionali, purché non si superi il limite massimo di aiuto previsto per ciascun investimento. Ad esempio, è possibile:
- Utilizzare un finanziamento agevolato ISMEA per l’acquisto di attrezzature e, contemporaneamente, accedere a un contributo a fondo perduto FESR per la digitalizzazione del negozio.
- Combinare il credito d’imposta ZES Unica Mezzogiorno con bandi regionali per l’apertura di punti vendita in Sud Italia.
Esempi di bandi pertinenti nel 2026:
- ISMEA Investe: finanziamenti ipotecari a tasso agevolato (abbattimento del 70% del tasso di mercato) per società che commercializzano prodotti agricoli, con durata fino a 15 anni.
- Resto al Sud 2.0: contributi a fondo perduto per under 35 residenti nel Mezzogiorno o in aree colpite da sisma.
- Nuova Sabatini: contributi per l’acquisto di macchinari e attrezzature, come bilance elettroniche, celle frigorifere e software gestionali.
- Bandi FESR regionali: ad esempio, il bando “Nuova Impresa Piccoli Comuni e Frazioni” in Lombardia, con contributi a fondo perduto fino al 70%.
La partecipazione ai bandi richiede attenzione alle tempistiche e alla corretta rendicontazione delle spese.

Errori da evitare nella richiesta di finanziamenti e agevolazioni per un negozio di frutta e verdura
Accedere a finanziamenti agevolati o contributi a fondo perduto per un negozio di frutta e verdura nel 2026 può rappresentare una grande opportunità, ma è fondamentale evitare alcuni errori ricorrenti che possono compromettere l’esito della domanda. Secondo le analisi più recenti, circa il 30% delle richieste viene respinto per errori formali o documentazione incompleta. Di seguito vengono illustrati gli sbagli più frequenti e i consigli pratici per superarli, con riferimenti alle principali normative e prassi amministrative.
Documentazione incompleta o errata: la causa più frequente di esclusione
Uno degli errori più diffusi è la presentazione di documentazione incompleta o non conforme alle richieste del bando. Spesso, chi presenta domanda si limita a leggere solo la sintesi del bando, trascurando allegati, FAQ e dettagli tecnici. Questo porta a:
- Omissione di allegati obbligatori (es. business plan, DURC, visure camerali aggiornate).
- Invio di documenti scaduti o non firmati digitalmente.
- Compilazione errata dei moduli, con dati discordanti rispetto a quelli ufficiali (es. partita IVA, dati anagrafici).
Per evitare questi errori, è essenziale:
- Leggere integralmente il bando e i suoi allegati.
- Preparare una checklist dei documenti richiesti.
- Verificare la validità e la coerenza dei dati inseriti.
Scelta errata del codice ATECO e mancata verifica dei requisiti
Molti bandi e agevolazioni, come ISMEA Investe, Resto al Sud 2.0 o Nuova Sabatini, sono riservati a specifici settori identificati tramite il codice ATECO. Un errore frequente è:
- Indicare un codice ATECO non ammesso dal bando (ad esempio, attività miste o non strettamente legate alla commercializzazione di prodotti agricoli).
- Non aggiornare il codice ATECO in visura camerale prima della presentazione della domanda.
È fondamentale:
- Verificare che il codice ATECO della propria attività sia tra quelli ammessi dal bando.
- Effettuare eventuali variazioni presso la Camera di Commercio prima di inoltrare la richiesta.
Mancato rispetto delle finestre temporali e limiti di spesa
Molte misure, come Nuova Sabatini o bandi regionali, prevedono scadenze precise o finestre temporali per la presentazione delle domande. Gli errori più comuni sono:
- Invio della domanda fuori termine.
- Superamento dei limiti di spesa previsti dal bando (es. massimali di investimento o di contributo).
Per evitare esclusioni:
- Monitorare costantemente le date di apertura e chiusura dei bandi.
- Verificare i massimali e pianificare gli investimenti in modo coerente con le soglie previste.
Superamento del regime de minimis e errori nella rendicontazione
Molte agevolazioni, soprattutto quelle a fondo perduto, sono soggette al regolamento de minimis (Reg. UE 1407/2013), che pone un tetto massimo di aiuti pubblici ricevibili (200.000 euro in tre anni per impresa). Gli errori più frequenti sono:
- Non calcolare correttamente gli aiuti già ricevuti, rischiando il superamento del limite.
- Non dichiarare altri contributi ottenuti, con rischio di revoca delle agevolazioni.
Inoltre, la rendicontazione delle spese deve essere precisa e conforme alle regole del bando:
- Presentare fatture non ammissibili o non quietanzate.
- Utilizzare i fondi per spese non previste dal progetto approvato.
Per evitare problemi:
- Tenere traccia di tutti gli aiuti pubblici ricevuti negli ultimi tre anni.
- Seguire scrupolosamente le istruzioni per la rendicontazione e conservare tutta la documentazione di spesa.
Consigli pratici e riferimenti normativi
- Leggere sempre il bando completo, inclusi allegati e FAQ.
- Verificare i requisiti soggettivi (età, localizzazione, settore, regolarità contributiva).
- Controllare il codice ATECO e aggiornarlo se necessario.
- Rispetto delle scadenze e dei limiti di spesa.
- Monitorare il rispetto del regime de minimis (Reg. UE 1407/2013).
- Rendere conto delle spese in modo puntuale e trasparente, utilizzando solo i fondi per le finalità approvate.
Seguendo queste indicazioni, aumentano sensibilmente le probabilità di ottenere i finanziamenti e le agevolazioni disponibili per il proprio negozio di frutta e verdura nel 2026.

Domande frequenti sui finanziamenti e agevolazioni per Negozio di frutta e verdura nel 2026
Quali sono i requisiti principali per accedere ai contributi a fondo perduto nel 2026?
Nel 2026, i contributi a fondo perduto per negozi di frutta e verdura sono destinati soprattutto a nuove imprese, giovani under 35 o under 41 (a seconda del bando), donne e attività localizzate nel Mezzogiorno o in piccoli comuni. I requisiti variano in base al bando, ma generalmente includono l’avvio di una nuova attività, l’acquisto di attrezzature o investimenti in digitalizzazione e sostenibilità. È fondamentale rispettare i criteri di età, localizzazione e tipologia di spesa previsti dal bando scelto.
Quali sono i limiti previsti dalla normativa de minimis per i contributi?
I contributi pubblici per negozi di frutta e verdura sono soggetti al regime de minimis, che nel 2026 prevede un tetto massimo di aiuti pari a 300.000 euro nell’arco di tre esercizi finanziari per ciascuna impresa. Questo limite si applica alla somma di tutti gli aiuti pubblici ricevuti e va verificato prima di presentare domanda per nuovi bandi.
È possibile cumulare più agevolazioni o bandi per lo stesso investimento?
La cumulabilità tra bandi dipende dalle regole specifiche di ciascuna misura. In generale, è possibile cumulare incentivi diversi solo se non si superano i limiti de minimis e se i bandi non vietano esplicitamente il cumulo per le stesse spese. È importante consultare i regolamenti dei singoli bandi per verificare eventuali restrizioni.
Quali sono le tempistiche tipiche di erogazione dei contributi a fondo perduto?
Le tempistiche di erogazione variano a seconda del bando e dell’ente gestore. In media, dopo la presentazione della domanda e la valutazione, i contributi vengono erogati entro 3-6 mesi dalla rendicontazione delle spese sostenute. Alcuni bandi prevedono un anticipo parziale, mentre altri richiedono la conclusione dell’investimento prima dell’erogazione.
Dove si possono trovare i bandi aggiornati e le opportunità disponibili nel 2026?
I bandi aggiornati sono pubblicati sui siti ufficiali di Invitalia, ISMEA, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, INAIL e sulle pagine delle Regioni o dei Comuni di riferimento. È consigliabile monitorare regolarmente questi portali per accedere alle informazioni più recenti e alle scadenze delle domande.
Ci sono vincoli di destinazione per l’utilizzo dei contributi ricevuti?
Sì, i contributi devono essere utilizzati esclusivamente per le spese ammissibili indicate nel bando, come acquisto di attrezzature, ammodernamento del punto vendita, digitalizzazione o investimenti in sicurezza. L’uso improprio dei fondi può comportare la revoca dell’agevolazione e l’obbligo di restituzione delle somme percepite.
Fonti analizzate
- https://www.mimit.gov.it/it/incentivi/agevolazioni-per-gli-investimenti-delle-pmi-in-beni-strumentali-nuova-sabatini
- https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/ON-nuove-imprese-tasso-zero#:~:text=Le%20agevolazioni%20possono%20coprire%20fino%20al%2090%25,a%20tasso%20zero%20da%20rimborsare%20in%2010
Articolo scritto il 14/04/2026

STEFANO VENTURA – Linkedin
È il fondatore di Bsness.com, software house operante in Italia e Spagna. Si è laureato in economia e commercio presso l’Università di Bologna dove ha anche conseguito il titolo di Dottore Commercialista. Ha esercitato con successo la professione di Dottore Commercialista come esperto in budget e business plan per poi dedicarsi a tempo pieno alla crescita di Bsness.com.


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