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INTERESSI RAVVEDIMENTO OPEROSO 2014 – Aggiornato col decreto Salva Italia DL 201/2011 e col DL 98/2011
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INTERESSI RAVVEDIMENTO OPEROSO 2014 – Aggiornato col decreto Salva Italia DL 201/2011 e col DL 98/2011

NOVITA' 2014: RAVVEDIMENTO OPEROSO RATEAZIONI AVVISI BONARI!

Il software Ravvedimento Operoso 2014 è da molti anni il punto di riferimento per commercialisti, aziende e consulenti per la gestione veloce e sicura della regolarizzazione dei tributi omessi o tardivi. Il software Ravvedimento Operoso 2014 è sempre tempestivamente aggiornato e tiene conto delle ultimissime modifiche apportate col DECRETO Salva Italia e col DL 98/2011 che prevedono il ravvedimento delle rateazioni degli avvisi bonari e la riduzione della sanzione ad 1/15 per ogni giorno di ritardo. Il software Ravvedimento Operoso 2014 è utilizzabile per il calcolo di sanzioni e interessi dei tributi 2013 – 2014. Dal 01/01/2015 dovrà essere utilizzata la nuova versione che Bsness.com pubblicherà entro il 31/12/2014. Col software Ravvedimento Operoso 2014 gestisci infiniti ravvedimenti per ognuno dei tuoi clienti in modo completamente automatico. E' sufficiente selezionare il tributo da regolarizzare, inserire l'importo, la data di scadenza e la data di regolarizzazione per ottenere istantaneamente il fac simile del MOD F24 con tutti i dati del tributo, sanzioni e interessi del ravvedimento operoso per poi procedere al pagamento tramite home banking. Acquistare il software Ravvedimento Operoso 2013 DL 98/2011 è semplice, veloce e sicuro. Può essere acquistato con PayPal, carta di credito, bonifico bancario e scaricato immediatamente. Ma prima scopri tutte le funzionalità del software Ravvedimento Operoso 2013 guardando il filmato, il manuale e la DEMO e poi acquistalo a soli 40,98 € + IVA e se non sarai soddisfatto potrai essere rimborsato in conformità alla clausola "SODDISFATTO O RIMBORSATO" descritta nella sezione "L'acquisto".

 
 

Guida di ©Bsness Ravvedimento operoso 2012

IL RAVVEDIMENTO OPEROSO

Guida teorico operativa di Bsness.com

Aggiornamento 2011:

Con la disposizione contenuta nell’art. 23 comma 31 della Legge n.111 del 15/07/2011 (di conversione del decreto legge n.98 del 6/07/2011)  il contribuente può sanare il ritardo nel versamento con una penalità giornaliera sensibilmente ridotta.

Questa tipologia di ravvedimento operoso, definito “veloce”, è in vigore dallo scorso 6 luglio, data di entrata in vigore del DL 98/2011, e consiste nell’applicazione di una sanzione pari allo 0,2% per ciascun giorno di ritardo, oltre agli usuali interessi.

Chi dimentica di pagare le imposte nei termini e lo effettua entro pochi giorni, avrà a disposizione un terzo tipo di rimedio: il ravvedimento «sprint».

Sono quindi, in totale, previste queste possibilità, nel caso di ritardato pagamento:

1) Il ravvedimento sprint: può essere effettuato entro i 14 giorni successivi alla scadenza del termine per il versamento;
2) il ravvedimento breve (mensile) può essere effettuato dal quindicesimo giorno fino al trentesimo giorno successivo alla scadenza;
3) il ravvedimento lungo (annuale) può essere effettuato entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale è commessa la violazione.
Con il ravvedimento sprint (entro 14 giorni dalla scadenza) la sanzione ordinaria del 30 per cento, applicabile sui pagamenti di imposte tardivi od omessi, si riduce allo 0,2 per cento per ogni giorno di ritardo.

Dopo il 14° giorno ed entro il 30° la misura del 30 per cento, la sanzione si riduce al 3 per cento con il ravvedimento breve (mensile);

Oltre il trentesimo giorno si applica il ravvedimento lungo che prevede l'applicazione di una sanzione pari al 3,75%.

 

L’articolo 13 del D.lgs. 472/97 ha dato vita all’istituto del ravvedimento operoso che consente, in taluni casi, di sanare spontaneamente omessi o tardivi versamenti e violazioni tributarie mediante il pagamento di una sanzione ridotta rispetto a quella ordinaria.
In particolare l'omesso o insufficiente versamento di un tributo può essere sanato provvedendo contestualmente al versamento:

  • del tributo dovuto e non versato (o versato in misura inferiore);
  • della sanzione ridotta;
  • degli interessi calcolati al tasso legale con maturazione giornaliera.

 

TRIBUTI AMMESSI AL RAVVEDIMENTO OPEROSO

E’ consentito usufruire del ravvedimento operoso per le seguenti tipologie di tributi:

  • Imposte dirette (Irpef, Ires, Irap…);
  • Imposte indirette;
  • Tributi locali;
  • Imposta di registro;
  • Imposta di vidimazione libri sociali;
  • Imposta ipotecaria e catastale.

 

QUANDO SI PUO’ FARE

Il termine ultimo entro il quale è possibile usufruire dell’istituto del Ravvedimento Operoso è quello previsto per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno in cui è commessa la violazione o, se non è prevista la dichiarazione periodica, entro un anno dalla violazione.
Come previsto dalla Circolare Ministeriale n. 180/1998 possono usufruire del Ravvedimento Operoso tutti i contribuenti, titolari o meno di partita IVA, a condizione che la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore, o i soggetti obbligati in solido, abbiano avuto formale conoscenza.
Rimane comunque attuabile il ravvedimento per le violazioni già constatate ma non ancora portate a conoscenza, mediante notifica, dell’autore della violazione o dei soggetti solidalmente responsabili.
Nell’ipotesi in cui l’accesso, l’ispezione o la verifica, di cui all’articolo 52 del D.P.R. 633/72, riguardino specifici periodi d’imposta, è possibile usufruire del Ravvedimento Operoso per le violazioni commesse in periodi d’imposta diversi da quelli oggetto del controllo.
Per "altre attività amministrative di accertamento" la norma intende la notifica di inviti, richieste, questionari ecc. di cui agli articoli 51, comma 2, del D.P.R. 633/72 e 32 del D.P.R. 600/73.
Non costituisce impedimento alla regolarizzazione un avvio di indagini di natura penale dalle quali può emergere una eventuale violazione tributaria.
Il Ravvedimento Operoso è utilizzabile per la  "regolarizzazione degli errori e delle omissioni". Sono quindi esclusi dalla possibilità della regolarizzazione spontanea quei comportamenti antigiuridici che non traggono origine da un errore o da un’omissione. E’ il caso delle fatture emesse per operazioni inesistenti, che assume rilevanza sia nel campo dell’Iva che in quello delle imposte dirette.
Come chiarito dalla Circolare n. 101/E del 2000 sono esclusi dalla regolarizzazione spontanea i contributi previdenziali ma l’errata compensazione fra crediti tributari e debiti di natura previdenziale può essere regolarizzata versando l’importo corrispondente al credito inesistente o non capiente.

LE VIOLAZIONI SANABILI:

OMESSI E TARDIVI VERSAMENTI

L’omesso versamento di imposte dirette ed indirette è punito con la sanzione amministrativa pari al 30% dell’ importo non versato (articolo 13 D.lgs.471/97).
Il patto di stabilità 2011 – 2013 (art. 20 comma 1 della Legge Finanziaria per il 2011) ha previsto un innalzamento delle sanzioni per le violazioni commesse a partire dal 01/02/2011.
E’ possibile usufruire del ravvedimento operoso:

  • entro 30 giorni dalla commissione della violazione, mediante il contestuale pagamento dell’imposta dovuta, di 1/12 (1/10 dal 01/02/2011) del minimo della sanzione irrogabile (2,5% - 3% dal 01/02/2011) e degli interessi moratori calcolati al tasso legale (1% - 1,5% dal 01/01/2011);
  • entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione (o, se non è prevista la dichiarazione periodica, entro un anno dalla violazione) mediante il contestuale pagamento dell’imposta dovuta, di 1/10 (1/8 dal 01/02/2011) del minimo della sanzione irrogabile (3% - 3,75% dal 01/02/2011) e degli interessi moratori calcolati al tasso legale (1% - 1,5% dal 01/01/2011);

Dalla Circolare n. 180/E del 10 luglio 1998 si evince che il termine "contestualmente" non sta ad indicare che tutte le incombenze debbano essere eseguite nel medesimo giorno. Tuttavia, nel caso in cui l’imposta venga versata entro trenta giorni dalla violazione, ma i relativi interessi o la sanzione vengano corrisposti entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è commessa la violazione stessa, la riduzione della sanzione sarà pari ad 1/10 (1/8 dal 01/02/2011) e non ad 1/12 (1/10 dal 01/02/2011). Inoltre la stessa circolare precisa che in mancanza anche di uno solo dei citati pagamenti il ravvedimento non ha efficacia.

I 30 giorni utili per il ravvedimento breve iniziano a decorrere dallo scadere del termine previsto per il versamento delle imposte, o dal giorno lavorativo successivo nel caso in cui lo stesso cada di sabato o di giorno festivo (articolo 18 del D.lgs. 241/97).
Inoltre, la Circolare n. 50/E del 2002 precisa che nell’ipotesi in cui il trentesimo giorno utile cada di sabato o di giorno festivo il versamento può essere effettuato il primo giorno lavorativo successivo.

RAVVEDIMENTO DI CREDITI INESISTENTI UTILIZZATI IN COMPENSAZIONE

L’art. 27, comma 18, DL n. 185/2008 prescrive che “l'utilizzo in compensazione di crediti inesistenti per il pagamento delle somme dovute è punito con la sanzione dal cento al duecento per cento della misura dei crediti stessi.
La regolarizzazione della violazione relativa all’utilizzo in compensazione di un credito inesistente
va commisurata alla nuova sanzione minima prevista nella misura del 100%.
L’utilizzo di un credito inesistente non costituisce più un’ipotesi di omesso versamento e dunque non è più utilizzabile il ravvedimento breve ai sensi del comma 1, lett. a) dell’art. 13, D.Lgs. n. 472/97 riguardante esclusivamente la regolarizzazione dell’omesso versamento di tributi.
Dunque il ravvedimento operoso di un credito inesistente indicato nel mod. F24, a decorrere dal 29.11.2008, va effettuato entro il termine di presentazione della dichiarazione dell’anno in cui è commessa la violazione procedendo al versamento del credito inesistente utilizzato in compensazione e della sanzione ridotta pari al 10% (12,5% dal 01/02/2011) del credito utilizzato in eccesso (1/10 del 100% - 1/8 dal 01/02/2011) oltre agli interessi nella misura dell’1% (1,5% dal 01/01/2011) annuo.

OMESSA PRESENTAZIONE DICHIARAZIONE ANNUALE

Per sanare l’omissione è necessario presentare la dichiarazione omessa entro 90 giorni dal termine di presentazione previsto e, contestualmente, pagare la sanzione ridotta pari ad 1/12 (1/10 dal 01/02/2011) del minimo (258 euro se non vi sono imposte da pagare) e cioè pari ad euro 21,50 (25,80 dal 01/02/2011);
Oltre i 90 giorni la dichiarazione si considera sempre omessa.

VIOLAZIONI DI NATURA FORMALE

- è utile ricordare che l’articolo 7 del D.lgs. 32/2001 ha espressamente abrogato il comma 4 dell’articolo 13 del D.lgs. 472/97, che consentiva, in presenza di violazioni "meramente formali" (e cioè che non incidevano sulla determinazione della base imponibile, dell’imposta e sul versamento del tributo e allo stesso tempo non arrecavano pregiudizio all’attività di controllo) di ravvedersi entro 3 mesi dalla violazione senza applicazione di sanzioni. Con la soppressione di tale disposizione alcune violazioni formali, che arrecano pregiudizio all’attività di controllo (e che, quindi, come evidenziato nella C.M. 77/2001, non sono collocabili tra le violazioni "meramente formali") rientrano tra quelle violazioni ravvedibili mediante presentazione di una dichiarazione integrativa, da redigere su modello conforme a quello approvato, e mediante il pagamento della sanzione ridotta;
- violazioni di natura sostanziale: si tratta di violazioni relative alle dichiarazioni validamente presentate (comprese quelle presentate con ritardo non superiore a 90 giorni) che possono essere regolarizzate mediante la presentazione di una dichiarazione integrativa entro il termine valido per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione ed al contestuale pagamento del tributo dovuto, degli interessi moratori e della sanzione in misura ridotta;

IIL VERSAMENTO

Le modalità di versamento delle somme dovute (tributo, interessi, sanzioni) per effetto del ravvedimento operoso, nonché i relativi codici, sono differenti a seconda dei tributi cui si riferiscono. In nessun caso è prevista la possibilità di rateizzare il pagamento delle somme dovute a titolo di ravvedimento (Circolare n. 192/1998). Per le imposte sui redditi, l’IVA, l’IRAP, le addizionali regionali e comunali, IRPEF e l’imposta sugli intrattenimenti, il versamento deve essere effettuato presso banche, uffici postali o concessionari della riscossione utilizzando il modello F24 nel quale non vanno indicati né il codice ufficio né il codice atto.
Il tributo e gli interessi vanno indicati separatamente se rientranti tra quelli previsti dalla circolare n° 109 del 22/5/07 e cioè:

" 1989 ", denominato "Interessi sul ravvedimento - Irpef";
" 1990 ", denominato "Interessi sul ravvedimento - Ires";
" 1991 ", denominato "Interessi sul ravvedimento - IVA";
" 1992 ", denominato "Interessi sul ravvedimento - Imposte sostitutive"
" 1993 ", denominato "Interessi sul ravvedimento - Irap";
" 1994 ", denominato "Interessi sul ravvedimento – Addizionale Regionale"
" 1998 ", denominato "Interessi sul ravvedimento – Addizionale Comunale";

Per la compilazione dei modelli F24 i contribuenti dovranno attenersi alle seguenti istruzioni:
. i codici tributo 1989, 1990, 1991 e 1992 devono essere esposti nella sezione "erario", esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna "importi a debito versati";
. i codici tributo 1993 e 1994 devono essere utilizzati nella sezione "regioni", esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna "importi a debito versati", associando il codice della regione desumibile dalla tabella T0 "codici delle regioni e delle province autonome" pubblicata sul sito www.agenziaentrate.gov.it nella sezione "codici attività e tributo";. il codice tributo 1998 deve essere utilizzato nella sezione "ICI ed altri tributi locali", esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna "importi a debito versati" unitamente al codice dell' ente reperibile dalla tabella T1 "codici degli enti locali" pubblicata nella sezione "codici attività e tributo" del sito www.agenziaentrate.gov.it In tutti i casi nel campo anno di riferimento deve essere evidenziato l'anno d'imposta cui si riferisce il ravvedimento espresso nella forma AAAA. Si precisa che le nuove modalità non si applicano per i versamenti di interessi sulle ritenute da parte dai sostituti d'imposta. Tali versamenti continueranno ad essere effettuati con il codice del tributo, cumulando quanto dovuto per interessi e dandone distinta indicazione nel quadro ST del
modello 770.

Per i tributi non compresi tra quelli sopra riportati gli interessi vanno sommati al tributo e versati cumulativamente con il codice tributo dell’imposta non versata. Le sanzioni vanno sempre versate separatamente col loro codice tributo.

Codici tributo sanzione utilizzati per il ravvedimento - Modello F24

Nello spazio relativo all’anno di riferimento deve essere indicato l’anno cui si riferisce il versamento. Ad esempio, se si intende regolarizzare l’omesso versamento dell’Iva relativa al mese di dicembre 2008, in scadenza il 16 gennaio 2009, si deve indicare l’anno cui si riferisce il versamento e cioè l’anno 2008.  I soggetti, il cui periodo d’imposta non coincide con l’anno solare, devono barrare l’apposita casella ed indicare nella colonna "anno di riferimento" il primo dei due anni solari interessati. Per l’imposta di registro e gli altri tributi indiretti il versamento deve essere effettuato presso banche, uffici postali o concessionari per la riscossione utilizzando il modello F23. Nello spazio "causale" deve essere indicato il codice "SZ"; se la sanzione è pagata contestualmente al tributo deve essere indicato il codice causale relativo al tributo (Circolare n. 192/98). Nel caso di violazioni non comportanti il versamento di un tributo devono essere riportati i codici previsti per le sanzioni pecuniarie relative al tributo cui le violazioni si riferiscono, come di seguito indicati:

Codici tributo utilizzati per il ravvedimento - Modello F23

Per il versamento delle sanzioni, i codici tributo da utilizzare risultano i seguenti:

 

TRIBUTO

CODICE

Sanzione pecuniaria Irpef

8901

Sanzione pecuniaria addizionale regionale all'Irpef

8902

Sanzione pecuniaria addizionale comunale all'Irpef

8903

Sanzione pecuniaria Iva

8904

Sanzione pecuniaria Irpeg

8905

Sanzione pecuniaria sostituti d’imposta

8906

Sanzione pecuniaria Irap

8907

Sanzione pecuniaria altre imposte dirette

8908

Sanzione pecuniaria imposta sugli intrattenimenti

8909

Sanzione pecuniaria Iva forfetaria da imposta sugli intrattenimenti

8910

Sanzione pecuniaria altre violazioni tributarie 

8911

Sanzione pecuniarie relative all’anagrafe tributaria e al codice fiscale

8912

Sanzione pecuniaria imposte sostitutive delle imposte sui redditi

8913

Sanzione pecuniaria Irpef, rettifica Modello 730 - Ravvedimento

8915

Sanzione pecuniaria Addizionale Regionale all'Irpef, rettifica Mod. 730

8916

Sanzione pecuniaria Addizionale Comunale all'Irpef, rettifica Mod. 730

8917

Sanzione pecuniaria Ires

8918

Il ravvedimento per il diritto annuale della Camera di Commercio

Il termine ultimo per regolarizzare l'omesso od insufficiente versamento del diritto annuale (per il quale non è prevista la dichiarazione periodica), è un anno dalla scadenza del termine di versamento.
Si ricorda che nel caso di omesso o insufficiente versamento del diritto annuo la sanzione amministrativa irrogata minima è pari al 30% del tributo.

ATTENZIONE! Con Circolare n. 62417 del 30/12/2008 il Ministero dello Sviluppo Economico  ha chiarito che non si applica al ravvedimento per il diritto annuale la riduzione delle percentuali di sanzione (dal 3,75% al 2,5%; dal 6% al 3%) disposta dall’art. 16, comma 5 del Decreto Legge n. 185 del 29/11/2008 (decreto anti-crisi), convertito, con modificazioni, dall'art. 1 della Legge n. 2 del 28/01/2009.

Diritto Annuale 2010
Per il 2010 occorre distinguere tra le imprese già iscritte al 1 gennaio 2010 e quelle iscritte in corso d'anno.

Per le imprese già iscritte al 1° gennaio 2010 che esercitano attività economiche per le quali non sono stati elaborati gli studi di settore, il termine per il versamento del diritto annuale è il 16 giugno 2010, con possibilità:
- entro il 16 luglio 2010 di versare l'importo dovuto con la maggiorazione dello 0,40% o, in alternativa di applicare il ravvedimento con la sanzione ridotta ad un ottavo del minimo (si identifica il minimo con il 30%) - l'ammontare della sanzione ridotta sarà, in questo caso, pari al 3,75% del diritto annuale;

- dopo il 16 luglio 2010 ed entro il 16 giugno 2011 di applicare il ravvedimento con la sanzione ridotta ad un quinto del minimo (si identifica il minimo con il 30%)- l'ammontare della sanzione ridotta sarà, in questo caso, pari al 6% del diritto annuale.

Per le imprese già iscritte al 1° gennaio 2010 che esercitano attività economiche per le quali  sono stati elaborati gli studi di di settore, il termine per il versamento del diritto annuale è il 6 luglio 2010, con possibilità:
- entro il 5 agosto 2010 di versare l'importo dovuto con la maggiorazione dello 0,40% o, in alternativa di applicare il ravvedimento con la sanzione ridotta ad un ottavo del minimo (si identifica il minimo con il 30%) - l'ammontare della sanzione ridotta sarà, in questo caso, pari al 3,75% del diritto annuale;

- dopo il 5 agosto 2010 ed entro il 6 luglio 2011 di applicare il ravvedimento con la sanzione ridotta ad un quinto del minimo (si identifica il minimo con il 30%)- l'ammontare della sanzione ridotta sarà, in questo caso, pari al 6% del diritto annuale.

Per le imprese iscritte nel corso del 2010, il termine per il versamento del diritto annuale è entro 30 giorni dalla data di presentazione della domanda di iscrizione con possibilità di applicare il ravvedimento:
- con la sanzione ridotta ad un ottavo del minimo, se la regolarizzazione avviene entro 60 giorni dalla data di presentazione della domanda di iscrizione - l'ammontare della sanzione ridotta sarà, in questo caso, pari al 3,75% del diritto annuale;

- con la sanzione ridotta ad un quinto del minimo, se la regolarizzazione avviene oltre 60 giorni ed entro 1 anno e 30 giorni dalla data di presentazione della domanda di iscrizione - l'ammontare della sanzione ridotta sarà, in questo caso, pari al 6% del diritto annuale.

 Contribuenti interessati
Il contribuente può ricorrere al ravvedimento operoso a condizione che la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l'autore, o i soggetti obbligati in solido, abbiano avuto formale conoscenza.

Come si calcola
Per quanto riguarda il diritto annuale da versare si fa riferimento agli importi determinati, di anno in anno, con decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell'Economia e Finanze (art. 8, co. 2 D.M. n. 359 dell'11/05/01), con l'eventuale maggiorazione della misura del diritto applicata dalla Camera di Commercio, ai sensi dell'art. 18 della legge n. 580/93.

- Sanzione ridotta
L'ammontare della sanzione ridotta sarà pari al:

3,75% (ossia 1/8 della sanzione minima pari al 30%) del tributo camerale, se la regolarizzazione avviene entro 30 giorni dalla violazione;
6% (ossia 1/5 della sanzione minima pari al 30%) del tributo camerale, se la regolarizzazione avviene entro un anno dalla violazione (cosiddetto "ravvedimento lungo").
La sanzione ridotta si applica all'intero diritto inizialmente dovuto in caso di:

versamento integralmente omesso;
versamento incompleto, eseguito oltre il termine di scadenza ordinario (che ad  es. per il 2010 è il 16 giugno 2010 per le imprese estranee agli studi di settore ed il 6 luglio 2010 per le imprese soggette agli studi di settore).
La sanzione ridotta  si applica alla parte di diritto non pagato in caso di:

versamento incompleto, eseguito entro il termine di scadenza ordinario, (che ad es. per il 2010 è il 16 giugno 2010 per le imprese estranee agli studi di settore e il 6 luglio 2010 per le imprese soggette agli studi di settore).

Il tributo, la sanzione e gli interessi devono essere versati su modello F24 compilando la sezione ICI ed altri tributi locali, (codice ente/codice comune RN), utilizzando:

il codice tributo 3850 per l'importo base del diritto annuale;
il codice tributo 3851 per gli interessi legali moratori;
il codice tributo 3852 per l'importo della sanzione ridotta.
Il versamento con F24, effettuato con le modalità sopra indicate, dovrà essere trasmesso unitamente al modulo di adesione via fax (0541/363813/363824) o consegnato direttamente all'Unità Operativa Diritto Annuale.

 

 

Bologna, 25/10/2011

 



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